Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 16 dicembre 2016

Ma Grillo ha veramente capito tutto sull'energia?




A qualche giorno di distanza dalla pubblicazione del mio post "Grillo ha capito tutto" sull'energia, posso provare a fare il punto sulle reazioni che ho ricevuto. E, devo dire, sono piacevolmente sopreso.

Senza pretendere di avere dati statistici, ci sono stati tantissimi commenti favorevoli e anche quelli contrari sono stati quasi sempre educati (anche su "ComeDonChisciotte", il che è tutto dire!). C'è stato, è vero il solito gruppetto dei complottisti, sciachimisti, fusofreddisti, ecc. che sono intervenuti ma, devo dire, con una certa moderazione nel tono delle loro esternazioni. Un bel risultato in un epoca in cui sembra molto difficile discutere con qualcuno con cui non sei d'accordo senza insultare i suoi parenti stretti.

A parte quelli che sono d'accordo con me, credo che le critiche che ho ricevuto meritino un commento, che vi passo qui di seguito.

1. In primo luogo c'è stata una critica politica. Ho ricevuto diversi commenti del tenore, "siccome Grillo è un fascista/dittatore/nemico del popolo/eccetera, ne consegue che non si può essere d'accordo con lui su nessun argomento." Su questo mi limito a notare che mi sembra di aver colpito nel segno quando ho ricevuto qualche commento un po' stizzito da parte di persone legate in vari modi al PD. Evidentemente, si sono resi conto del disastro che è stato il governo Renzi con le sue politiche energetiche che hanno fatto scomparire decine di migliaia di posti di lavoro e un intero settore industriale italiano.

2. Critiche specifiche al post di Grillo. Qui, a mio modesto parere, chi critica non ha capito quello che Grillo voleva dire nel suo post. Non era un programma politico, non era un programma energetico. Era un post giornalistico che serviva a stabilire delle priorità. Allora, non ha senso criticarlo nel senso che non dice tutto quello che c'è da dire sull'energia, perché mancano certe cose, perché certe cose sono troppo enfatizzate. Il punto è che Grillo è intervenuto con forza per stabilire la priorità dell'energia e questa è la cosa buona. Va detto, in ogni caso, che Grillo non è un tecnico e tende a entusiasmarsi su cose che non meritano entusiasmo. Per questa ragione, nel passato ha anche nettamente sbarrocciato su questioni energetiche, come quando si è messo a sostenere l'olio di colza come combustibile per i motori diesel (e questo glie l'ho fatto notare esplicitamente). Diciamo, comunque, che sta migliorando, ma farà bene a rimanere su argomenti generali.

3. Molte critiche sono state basate sul fatto che bisogna privilegiare l'efficienza e il risparmio piuttosto che la produzione di energia. Questo punto avrebbe bisogno di un'estesa trattazione. Mi limito a dire che era una posizione legittima una decina di anni fa; per intendersi, al tempo in cui Maurizio Pallante cominciava a proporre il concetto del "Secchio Bucato," nel senso che bisognava tappare il buco prima di ingegnarsi a riempire il secchio. Ma oggi le rinnovabili sono molto meno costose di allora e, allo stesso tempo, l'urgenza di liberarsi dei combustibili fossili è diventata pressante. Quindi, è sensato oggi dare la priorità alla produzione di energia rinnovabile dando un taglio netto all'uso dei fossili.

4. Una critica comune è che il governo fa male per principio a dare dei sussidi alla produzione di energia rinnovabile; cosa vista come una perversione del libero mercato. Una posizione che mi trova in completo disaccordo: il governo ha fatto quello che un governo deve fare: correggere il meccanismo del libero mercato per distribuire le risorse a favore della comunità. Nessuno si lamenta (di solito) se le proprie tasse sono pagate per ospedali, o per la pubblica istruzione, o per tante altre infrastrutture che non rendono soldi ma che sono necessarie alla comunità. E allora perché prendersela in particolare con il fotovoltaico?

5. Sono state ripetute molte leggende comuni sul fotovoltaico; tipo che occupa troppo spazio, che non rende l'energia spesa per costruirlo, che è inquinante, che usa elementi rari, eccetera. Tutte cose che indicano come manchi un minimo di informazione pubblica su come stanno le cose. Lo stesso vale per qualche tentativo di ritirar fuori i famosi "errori del Club di Roma" che peraltro è stato spesso rintuzzato da commentatori più informati.

6. C'è stato, infine, il discorso che i fattori politici, tipo uscire dall'euro, sono la cosa importante e che l'energia è una cosa secondaria. Mi aspettavo molti più commenti di questo tenore di quelli che ho visto; in ogni caso è un punto di vista lecito anche se, a mio parere, sbagliato. Non si può avere democrazia senza energia.

Insomma, io credo che questi siano gli argomenti che un dibattito sul futuro del paese dovrebbe prendere in considerazione. Forse questo mio post è stato un modesto contributo ad andare nella giusta direzione. Quindi, rilevo con grande piacere che molta gente ha capito quanto sia importante l'energia rinnovabile per il nostro paese. Adesso andiamo avanti.


31 commenti:

  1. R punto 4: concordo in linea generale ma non nello specifico per due punti fondamentali: gli impianti a terra su suolo agricolo andavano non solo non incentivati, ma vietati in Italia.Secondo punto : bene gli incentivi, ma non a scapito delle altre utenze elettriche ma della spesa pubblica tout court, cioè delle altre attività sussidiate dallo stato visto che per il 99% sono erogazione di servizi alla persona, e di questo 99 (meno nella sanità, la quasi totalità nell'istruzione) il 90% sono stipendi pubblici : cioè a parità di spesa tolgo uno 0,5% agli erogatori di servizi alla persona per investire in rinnovabili.

    Personalmente ho sottolineato come il fotovoltaico è ormai maturo
    ma fa da collo di bottiglia alla transizione, cioè oltre certe percentuali che sarebbe bene calcolare precisamente,senza implementare altre rinnovabili con capacità di riserva o comunque più flessibili durante le 24 ore e l'intero anno come lo stesso eolico.

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  2. Attualmente vengono emessi 35 Gt (Miliardi di tonnellate) di CO2 l'anno, con tendenza ad aumentare nel prossimo futuro per l'aumento dei consumi dei combustibili fossili (almeno per qualche anno).

    Da una breve analisi dei dati storici,
    http://www.sviluppoerisorse.cloud/sez_clima/co2/emis_SerieCo2MondoAll.aspx

    si vede che: le emissioni antropiche (dell'attività umana) fino a 5 Gt di CO2 sono ben assorbite dell'ambiente, cioè il 15% delle emissioni attuali.

    Per evitare sempre le solite critiche che evidenziano che in alcuni settori non c'è alternativa ai combustibili fossili (vedi: carburante per gli aerei, gli altiforni in siderurgia...) sarebbe meglio dire che:

    non si deve eliminare totalmente l'uso dei combustibili fossili, ma si dovrebbe ridurre il consumo al 15% di quelle attuale.

    Così si evitano le critiche sull'impossibilità di usare le fonti rinnovabili in alcuni settori e si rende l'obbiettivo più fattibile.

    Chiaramente, io resto dell'idea che: innovazione e sviluppo sono ancora necessari in questo settore prima che possano raggiungere questo obiettivo.

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    1. In certi utilizzi, molto importanti, pare che il solare sia in grado di svolgere egregiamente il proprio lavoro.
      http://www.rinnovabili.it/energia/fotovoltaico/energie-rinnovabili-agricoltura-poverta-669/
      Per il resto, con le emissioni io sarei molto prudente. Tutti questi scioglimenti record di ghiacci cominciano a preoccupare.
      Angelo

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    2. elettrificare tutto il trasporto in italia sarebbe un gran bel affare : ci sarebbe lavoro per tutti : lavoro per progettisti , operai : appalti pubblici milionari , soldi per politici , sindacati e tutto il magna,magna
      non si fanno più progetti a lungo termine ......mah ... l'italia è proprio un paese in declino.....

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  3. Bisogna anche considerare che se il dibattito sull'energia emerge anche nell'agone politico potrebbe essere che cominci a delinearsi al pubblico lo scenario da incubo in cui siamo già e che potrebbe peggiorare inoltre il solare a ottimi argomenti anche senza incentivi, ho una azienda con una fresa CNC 3 assi (30 kva di motori lineari), un taglio laser fibra da 3kw (18kva) e 10 saldatrici TIG 6kw/CAD + 5 presse e server in ufficio e con 90kw sul tetto per 3 mesi sono quasi autonomo nelle 8 ore di lavoro con super risparmio in bolletta.

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    1. dopo aver sostituito alcuni infissi vecchi con spifferi e vetri di da 0,5 mm con infissi pvc triplo vetro ho fatto quasi a meno quest'estate del condizionatore ed il riscaldamento gira al minimo con temperature in casa più alte di 2°. Per non parlare dell'inquinamento acustico, quasi azzerato. L'Italia, giocando in difesa, non so quanti campionati ha vinto. Sono sicuro che il risparmio è molto più potente degli incrementi di efficienza dei motori e della produzione di energia.
      Poi se vogliamo chiamare lo spreco consumistico: democrazia, facciamolo pure, ma nell'antica Atene era tutt'altra cosa. E' ovvio che più energia e risorse distribuisce un governo e più è ubbidito, ma la chiamerei più compravendita di coscienze, abbruttimento delle menti e obnubilazione. Ad Atene non avevano il petrolio, nè la moderna tecnologia, ma il libero dibattito e tutti esprimevano liberamente il proprio pensiero. Questo ha portato l'Europa ad essere il faro intellettuale del mondo per più di 2 millenni e mezzo, faro che si sta spegnendo o è già spento. Ricordiamoci che democrazia fa rima con filosofia, ossia amore della conoscenza e non del proprio ventre. Per questo Platone voleva i filosofi alla guida dello Stato.

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    2. @mago
      ad Atene il sistema veniva finanziato all'inizio di nascosto rubando i finanziamenti degli alleati per la guerra alle altre poleis, poi una volta diventata molto potente venne imposta la sottomissione delle stesse e l'obbligo a remunerare la città di Atene. I cittadini ateniesi che partecipavano alla politica della città in realtà erano pochi, per avere lo status di cittadino si doveva avere entrambi i genitori ateniesi doc, erano esclusi dalla politica donne stranieri e schiavi. Per poter partecipare al meglio alla vita politica, i cittadini ateniesi affidavano i compiti manuali ai propri schiavi. Ecco perché il lavoro contadino veniva malvisto, tant'è vero che i saggi dell'epoca rimpiangevano i tempi passati, quelli in cui le persone erano più umili e predicavano la virtù dell'agricoltura. Platone voleva i filosofi soprattutto perché il suo maestro, Socrate, venne incastrato perché faceva riflettere i giovani e gli adulti vedevano in lui la destabilizzazione. Alla faccia della libertà di pensiero.


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    3. @marianna
      Infatti, per ragioni politico/culturali si tende a sorvolare (visto che si tratta di una delle basi della nostra civilta'), ma l'economia della polis era quasi interamente basata sul lavoro schiavistico e sulla predazione. Avere una cultura/civilizzazione autodefinitasi superiore serve anche a questo, cosa che dovrebbe farci riflettere: ricorsivamente, e anche qui dentro.


      "con super risparmio in bolletta"
      @lugazzalgizi
      Fai solo scambio sul posto con incentivazione fiscale (recupero del 50 per cento del costo dell'impianto), o godi dell'incentivazione di qualche conto energia, e se si' quale e con quali importi a Kwh? Sarebbe bene precisare, cosi' si capisce da quali tasche vengono fuori i soldi che tu risparmi (cioe' se dalla fiscalita' generale o dai vari sovrapprezzi nelle bollette dei comuni mortali, che in questi anni sono per questo lievitate da matti, nonostante il crollo generalizzato del costo dell'energia elettrica).

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    4. ciao Winston, vedo che la pensi come me e forse sono fortunata. Non è che conosci il nome dell'intellettuale greco che aborriva la scrittura? Perché il libro dove l'ho letto si trova alla biblioteca centrale di Bologna e non è al momento alla mia portata di mano.

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    5. meno male che è morto il Ciabatti, che dopo essersi fatto bastonare dai celerini a Firenze negli anni '50 per farci avere i diritti sul lavoro, avrebbe visto i discendenti del suo partito ritoglierli col job act. Di sicuro avrebbe detto: ma che mi sono fatto bastonare a fare? Predazione e schiavismo non sono solo presenti nell'antica Atene.

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    6. solo detrazione 50% mi sono espresso male, il risparmio è rispetto a quello che pagavo quando non avevo autoconsumo

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    7. @marianna

      forse intendi questo?

      www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaS/SOCRATE_%20IL%20RIFIUTO%20DELLA%20SCRITT.htm

      Probabilmente Socrate diede una delle prime definizioni di "analfabetismo funzionale", piaga anche del nostro tempo: la capacita' di ripetere a pappagallo (e magari passare l'esame col massimo dei voti) senza la minima idea del significato di cio' che si sta dicendo. Ma non credo si tratti di un'esclusiva dell'argomentare scritto, sebbene all'epoca l'emergere della sua incorporeita' spersonalizzata, passibile di assenza di contesto, potesse farlo maggiormente supporre.

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    8. @Winston
      strano che non ricordassi fosse lui ad averlo detto, comunque grazie, forse il libro non era così chiaro.
      Quindi definisci "analfabetismo funzionale" anche la tendenza al non esprimersi a voce e al non provare empatia?

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    9. Forse Socrate, maestro dell'arte maieutica e dialogica, incolpava il testo scritto di mancanza di reale contraddittorio.

      Tutto sommato e' abbastanza vero anche oggi, _uno_ scritto e' autoreferenziale, dato che difficilmente al suo interno si trovano smentite alle sue tesi, se non in forma canzonatoria (ricordiamo la rogna che ebbe Galileo dopo aver impersonato il papa, che prima gli era amico, come "simplicio" nel suo dialogo).

      Ma lo stesso succede nei giornali e nei blog: date le carte e fatti i giochi, ognuno si fossilizza sempre di piu' in cio' che gia' crede e credono i suoi amici, e cerca solo ulteriori conferme, etichettando inoltre come nemica qualsiasi informazione o persona che possa intaccare la credenza gia' raggiunta.

      Restiamo, come uomini, animali pesantemente adattati ad una socialita' di tipo tribale.

      La cosa e' stata recentemente formalizzata in uno studio pubblicato su un recente numero di le scienze:
      www.lescienze.it/edicola/2016/02/02/news/la_fine_dell_informazione-2944811/

      Nonostante la "scoperta" dell'articolo citato sopra, in realta', non succede solo in rete, ne' solo in tempi recenti, come la vicenda di Socrate dimostra... e ognuno continua a considerare nemica qualsiasi cosa che possa mettere in discussione il castello dei suoi pregiudizi.

      Anche per questo, c'e' la gara a raggiungere per primi i destinatari, sperabilmente plasmabili, di un futuro sapere ancora in formazione, come del resto l'oggetto di questo articolo dimostra...

      :D

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    10. "Quindi definisci "analfabetismo funzionale" anche la tendenza al non esprimersi a voce e al non provare empatia"

      Mh, non credo, forse intendo l'abilita' nel dire a parole certe cose, sostenerle a parole vigorosamente, esprimere a parole moralismo fustigatorio verso chi non le condivide, e poi nella pratica fare l'esatto opposto o comunque qualcosa che non ha nessuna attinenza con cio' che si predica. Non importa se le parole sono pronunciate o scritte, l'essenza non cambia.

      Lo spazio della parola e quello della prassi non sono connessi, in nessun modo, in quasi nessuno: in questo senso estenderei, anzi interpreterei il concetto di "analfabetismo funzionale".

      La maggior parte della gente che conosco e' fatta cosi', e non credo di essere particolarmente sfortunato nel campionamento.

      A nulla vale qualsiasi argomentazione, ti dicono "si' si'", e poi continuano, in contraddizione con se stessi, come prima.

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  4. Grillo o non Grillo, intanto la produzione USA torna a salire alla faccia di chi aveva previsto la fine dello shale.
    http://www.rischiocalcolato.it/2016/12/petrolio-torna-salire-la-produzione-usa-troppi-pozzi-gia-scoperti.html

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    1. L'affidabilità di n articolo che finisce così: "Di petrolio ne abbiamo abbastanza da annegarci tutti, la questine non è mai stata il picco di produzione."

      quando anche la IEA (WEO 2012) pone il picco dello shale americano al 2020, è a dir poco dubbiosa!!

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  5. Per quanto reputi il problema energetico il problema fondamentale ho veramente paura che l'argomento diventi oggetto di dibattito politico. Berlusconi e soci della plitica comincerebbero a sparale grosse e fare prprie le tesi negazioniste del GW o dei tanti picchi che stiamo superando. Tutto passerbbe dalla tv all massa ed alla fine mi troverò che anche il barista servendomi un caffe mi dirà che questa storia della fine del petrolio è falsa e che stanno provando a fregarci per farci pagare di piu la benzina.

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    1. Hai ragione purtroppo, le lobbies dei fossili sono troppo forti e condizionano pro domo sua policy makers e l'informazione di massa. Con la scarsità di risorse a buon mercato che spinge verso il basso i salari e contrae il potere d'acquisto (di cui la brexit e Trump sono probabilmente esempi eclatanti) e il GW, però, presto o tardi ci faremo verosimilmente i conti tutti, anche il barista.

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  6. posso chiedervi quei bei articolali sulla situazione petrolifera generale? estrazione,shale,geopolitica,problemi dei paesi produttori? erano molto interessanti

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    1. Già, ma adesso, anzi da un bel pò di tempo ormai, col petrolio/gas/carbone/uranio che pur che te li porti via sono disposti a regalarteli, "quei bei articoli"sono passati di moda....che ci vuoi fare, bisogna farsene una ragione.

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  7. @marianna

    a quelli che citano i filosofi al governo. Ricordate che gli stoici hanno governato l'impero romano per un bel po' e le cose non sono affatto migliorate ai loro tempi né dopo. Forse la politica è una techné che va gestita con una proprietà specifica.

    La questione delle energie rinnovabili è supportano il consumo attuale delle società moderne come quella europea per l'intera popolazione mondiale?

    Per quelli che credono nella politica della riduzione della popolazione, perché disdegnano la rinuncia in ambito medico e sociale ai concetti di igene? i vantaggi in velocità del crollo dei viventi sono evidenti se valutiamo il tasso di mortalità nel epoca prima Ignác Semmelweis [questa volta pubblicate il commento]

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    1. Forse non ho capito bene: vorresti togliere le medicine alle persone? A parte che e' la società nel suo insieme a decidere, ma non mi sembra una buona idea.

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  8. La riproduzione delle specie viventi è governata da una legge (funzione) esponenziale (così come l'interesse composto in economia).

    In matematica:
    -------------
    Un incremento > 0, applicato costantemente per un lungo periodo, tende a far divergere la funzione a +infinito.
    Un incremento < 0 (riduzione), tende a far divergere la funzione a -infinito.
    Nessun incremento, tende a mantenere costante il valore nel tempo.

    Nella realtà:
    -------------
    Un incremento > 0 di esseri viventi, applicato costantemnte, tende a far raggiungere, alla popolazione, un valore massimo (non +infinito come in matematica),
    per poi crollare (tendere a zero) per l'esaurimento delle risorse.
    Quindi, prima: Max valore e poi zero.

    Un incremento < 0 (riduzione), tende a convergere a zero (estinzione).

    Nessun incremento, tende a mantenere costante il valore nel tempo, se le risorse sono rinnovabili;
    se le risorse sono esauribili, la popolazione, per mantenere l'equilibrio deve diminuire.

    ---------
    Sfortunatamente, le funzioni esponenziali sono difficili da gestire in Natura.

    In momenti di abbondanza l'equilibrio permette alla popolazione di crescere;
    ma se dopo arriva un momento di carestia, delle persone che sono vive in eccesso... cosa si fa?

    Da questo si capisce che NON dobbiamo stare all'equilibrio con le risorse attuali,
    ma in equilibrio con il minimo delle risorse che pensiamo di avere in futuro;
    in modo che, se per motivi climatici, una parte della produzione si perde,
    la popolazione (sotto-dimensionata) ha sempre a disposizione il necessario.

    ----------
    Mantenere la popolazione a un livello ottimale sembra pura illusione.

    Appena arriva il primo periodo di abbondanza, la popolazione tende a crescere e di conseguenza crolla al successivo periodo di carestia.

    ---------
    L'uomo moderno non ha sviluppato nessun meccanismo per evitare che le funzioni divergano, e anzi tende a spingerle sempre più:
    1) Si vuole più PIL con il conseguente aumento dei consumi, ma non si vuole l'esaurimento delle risorse che sono una loro conseguenza;

    2) Si vogliono avere più figli, senza sapere che già la popolazione mondiale sta divergendo al valore Max e quindi, le risorse tenderanno a esaurirsi
    (con la popolazione che tende a convergerà a zero, se anche non lo raggiungerà, (non ci estingueremo), ma la società moderna, come la conosciamo, non ci sarà più.

    ---------
    Ipotetiche soluzioni:

    1) Riduzione imposta:
    Capire le risorse che si hanno a disposizione e quante se ne possono consumare (il minimo della peggiore situazione prevista).
    Chiaramente, qualsiasi riduzione o limitatezza imposta, si scontra con la natura umana che tende a non accettarla.
    Vedi le specie a rischio estinzione che vengono cacciate lo stesso (per motivi economici dei bracconieri), facendole estinguere irrimediabilmente.

    2) Equilibri di nicchia:
    La soluzione (apparente) sembrano averla trovata alcune piccole comunità di esseri viventi, tutte con le medesime caratteristiche (minime disuguaglianze)
    però, essendo che si specializzano in piccoli ambienti dalle condizioni stabili e prevedibili;
    appena c'è un evento eccezionale che sconvolge l'ambiente in cui vivono, tendono a soccombere.

    3) ?

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  9. [Dr. Albert Bartlett: Aritmetica, Popolazione ed Energia]

    I batteri crescono per raddoppio. Un batterio si divide e diventa due, due si dividono e diventano quattro, 4 diventano 8,16 e così via. Supponiamo di avere una colonia di batteri che raddoppia in numero ogni minuto. Supponiamo di ficcare uno di questi batteri in una bottiglia vuota alle 11:00 di mattina e di osservare che la bottiglia è piena alle 12:00. Questo è il nostro caso ordinario di crescita continua: abbiamo un tempo di raddoppio di un minuto e un ambiente finito che è una bottiglia.
    Voglio farvi tre domande: Prima domanda: a che orario la bottiglia risulterà mezza piena? Bene, pensate che sia alle 11:59, un minuto prima delle 12:00, perché la colonia raddoppia ogni minuto.
    Adesso la seconda domanda: se voi foste un batterio medio all’interno della bottiglia, in che istante vi accorgereste che state rischiando di rimanere senza spazio? Bene, vediamo che succede nella bottiglia durante gli ultimi minuti. Alle 12:00 la bottiglia è piena, un minuto prima è mezza piena, 2 minuti prima è piena per un quarto, quindi un ottavo, quindi un sedicesimo. Fatemi fare una domanda: alle 11:55, quando la bottiglia è piena solo al 3% ed il 97% è ancora spazio libero,
    disponibile per lo sviluppo, quanti di voi si accorgerebbero che esiste un problema?

    Nel dibattito in corso sulla crescita di Boulder, un tale scrisse al giornale, qualche tempo fa, dicendo “Ma scusate, non c’è problema se la popolazione di Boulder aumenta, perché” scrisse “abbiamo almeno quindici volte più spazio di quello che abbiamo già utilizzato”. Allora lasciate che vi chieda, quale è stato il momento in cui, a Boulder, lo spazio libero è stato quindici volte più grande di quello già utilizzato? La risposta è, quattro minuti prima delle 12:00 nella Valle di Boulder.
    Bene, supponiamo allora che 2 minuti prima delle 12:00, alcuni dei batteri finiscano per capire che lo spazio a disposizione si sta esaurendo, e decidano di lanciarsi alla ricerca di nuove bottiglie.
    Cominciano a cercare a largo della piattaforma continentale, nelle fasce protette e nell’Artico, e, siccome sono bravi, riescono a trovare tre nuove bottiglie. Questa sarebbe una scoperta incredibile, cioè avrebbero a disposizione tre volte le risorse che avevano avuto fino a quel momento. Ora avranno quattro bottiglie, mentre prima ce ne era solo una. Adesso, sicuramente, questo renderà la loro società sostenibile, non credete?

    Credo che sospettiate già quale sarà la mia terza domanda: per quanto tempo può continuare la crescita a seguito di queste meravigliose scoperte? Guardiamo la tabella: alle 12:00 la bottiglia originale è piena, ne restano tre da riempire; alle 12:01, due bottiglie sono piene, ne restano due da riempire; alle 12:02 tutte e quattro le bottiglie sono piene e questa è la fine del gioco.
    Questa è esattamente tutta l’aritmetica di cui avete bisogno per valutare l’assoluta contraddittorietà di certe dichiarazione degli ‘esperti’ che sentiamo alla televisione o leggiamo sui giornali e che ci vanno dicendo che possiamo continuare ad aumentare il nostro tasso di consumo dei combustibili fossili e un momento dopo aggiungono “Non preoccupatevi, saremo comunque in grado di realizzare nuove scoperte di risorse che servono a coprire questa crescita di consumi”.

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    1. Per fortuna la popolazione mondiale NON raddoppia ne ogni anno, ne a ogni generazione.
      Le variabili principali sono due:
      1) POPOLAZIONE
      2) RISORSE

      Agire sulle RISORSE (moltiplicarle per 4 come per le bottiglie) o sulle tecnologie che ci permetteranno di avere più risorse, ci dà un vantaggio temporale veramente esiguo.

      Agire sulla POPOLAZIONE è difficile, perché le persone vedono che c'è ancora spazio di crescita e non capiscono perché non si possa più crescere.

      Siccome, in realtà, non è la popolazione a generare i consumi, ma il loro REDDITO.
      Un modo molto semplice per ridurre i consumi è abbassare il reddito delle persone (+tasse, +inflazione, +disoccupazione).

      Mi sembra che sia quello che stia avvenendo.

      Della serie, o lo capiamo con le buone (fare meno figli) o ce lo fanno capire con le brutte (+povertà).

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    2. [Dr. Albert Bartlett: Aritmetica, Popolazione ed Energia]
      Nell’estate del 1986, la stampa riportò la notizia che la popolazione mondiale aveva raggiunto i cinque miliardi di individui, con una crescita dell’1,7% all’anno. Bene, la reazione normale a questo 1,7% sarebbe quella di dire “ E’ un numero così piccolo, cosa vuoi che succeda di grave con una variazione dell’1,7% all’anno”. Adesso che siete capaci, potete calcolare il tempo di raddoppio (70 diviso 1,7) che dà 41 anni, solo 41 anni. E questo succedeva nel 1986; più recentemente, nel 1999, abbiamo saputo che la popolazione mondiale è cresciuta da cinque a sei miliardi. La buona notizia è stata che il tasso di crescita s’è ridotto dall’ 1,7% all’1,3% annuo. La cattiva notizia è che, nonostante il calo del tasso di crescita, la popolazione mondiale aumenta di 75 milioni di individui in più ogni anno.
      Adesso, se l’attuale e modesto 1,3% annuo continua, la popolazione della terra crescerà fino a raggiungere la densità di una persona per metro quadrato di terra asciutta in soli 780 anni, e la massa delle persone eguaglierà la massa della terra in soli 2400 anni. Naturalmente noi possiamo sorridere di tutto ciò, sappiamo bene che questo non avverrà. La lezione è quindi che, prima o poi, dovrà avvenire la crescita zero della popolazione. Possiamo anche metterci a discutere se ci piace o non ci piace la crescita zero, ma questo comunque avverrà. Che ne discutiamo o meno, che ci
      piaccia o meno, questa cosa è assolutamente certa. La gente, oltre una certa densità, semplicemente non può sopravvivere sulla superficie della terra. In conseguenza, l’alto tasso di nascite odierno deve crollare e il basso tasso di morti odierno deve crescere finchè i due non avranno lo stesso valore numerico. E questo certamente accadrà in un tempo molto minore se confrontato con i 780 anni di cui sopra. Magari vi starete chiedendo quali sono le opzioni disponibili se vogliamo risolvere questo pasticcio.

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    3. [Dr. Albert Bartlett: Aritmetica, Popolazione ed Energia]

      Nella colonna a sinistra, ho elencato alcune delle cose che dovremmo incoraggiare se vogliamo aumentare il tasso di crescita della popolazione e, così facendo, aggravare ancora di più il problema. Date un’occhiata alla lista. Ogni elemento nella lista è sacro come è sacra la maternità. C’è l’immigrazione, la medicina, la salute pubblica, l’igiene degli ambienti. Queste sono tutte cose rivolte alla meta umana di abbassare il tasso di mortalità e sono importantissime per me, se stanno abbassando la mia probabilità di morire. Ma subito dopo, devo anche capire che ogni cosa che abbassa semplicemente il tasso di mortalità, rende il problema della sovrappopolazione ancora più grave.
      Ci sono la pace, la legge e l’ordine; l’agricoltura scientifica ha abbassato le morti dovute alla carestia – tutto ciò rende il problema della popolazione sempre più grave. E’ riportato in maniera diffusa che l’introduzione del limite di velocità a 55 miglia orarie ha salvato migliaia di vite – peggiorando il problema della sovrappopolazione. L’aria pulita peggiora le cose. Adesso, in quest’altra colonna, sono elencate alcune delle cose che dovremmo incoraggiare se abbiamo intenzione di abbassare il tasso di crescita della popolazione e, facendo così, risolvere il problema della sovrappopolazione. Bhè, c’è l’astensione dal sesso, la contraccezione, l’aborto,
      famiglie piccole (al più due figli), stop all’immigrazione, malattie, guerra, assassini, carestie, incidenti. Quindi, fumare aumenta chiaramente il tasso di mortalità, e aiuta a risolvere il problema. Ricordate sempre l’ipotesi di una persona per metro quadrato; qualunque cosa facciamo, la crescita zero avverrà prima o poi. Diciamola in altre parole: è ovvio che la natura sceglierà una o più soluzioni dalla seconda lista e noi non dovremo fare nulla – tranne che essere preparati a vivere con ciò che la natura avrà scelto. Oppure possiamo esercitare qualcuna delle poche opzioni che ci
      rimangono aperte, e l’opzione deve essere scelta primariamente tra le voci della seconda lista. Dobbiamo quindi scegliere qualcuna delle soluzioni contenute nella seconda lista e batterci per essa. C’è qualcuno tra voi che intende promuovere la malattia? (i presenti ridono) Siamo in grado di scatenare una guerra inimmaginabile; o preferite più assassini, più carestie, più incidenti? Bene, qui possiamo osservare il dilemma umano – ogni cosa che noi riteniamo un bene non fa altro che peggiorare il problema della popolazione, ogni cosa che riteniamo un male, aiuta a risolvere il problema. Questo è un dilemma, se mai ce n’è stato uno. L’ultima questione riguarda
      l’educazione: va messa nella prima o nella seconda lista? Mi rincresce dire che fino ad ora, in questo paese, l’educazione è finita nella prima lista – è stato fatto molto poco per ridurre l’ignoranza su questo problema.

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  10. gentile ugo bardi dato che ha tirato fuori il problema euro/grillo la invito a non sottovalutare tale problema. io andai al circo massimo quando i grillini fecero il megaraduno e assistetti di persona allo show grillo casaleggio (era gianroberto allora vivo) dove parlarono molto male dell'euro e grillo disse testualmente: sogno un'italia senza l'euro. grillo ci crede veramente nella grande fesseria di poter stampare la lira . crede che la lira verrebbe apprezzata e non si rende conto che faremmo la fine dell'argentina del venezzuela , dell'egitto ecc ecc. questo fatto e' veramente pericoloso. attenzione che grillo non cambia idea . il cinquestelle ci salva con l' energia giusta e ci condanna alla fame con la politica monetaria sbagliata. un bel rompicapo. come ce se ne esce?

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    1. Quello che molti non vogliono capire è che il contesto mondiale è cambiato.
      Prendi:
      1) il Paese più potente al mondo economicamente (USA);

      2) Con una moneta sovrana (Dollaro);

      3) Con una moneta riconosciuta a livello internazionale come moneta di scambio per le transizioni internazionali;

      4) Una Banca Centrale che stampa moneta a più non posso;

      Questa situazione dovrebbe essere l'ideale (secondo la teoria MMT) per un benessere diffuso a tutta la popolazione; ed invece...

      1/3 della popolazione USA ha difficoltà ad arrivare a fine mese!

      45 Milioni di americani mangiano grazie ai buoni alimentari (1/7 della popolazione).

      Eppure... il PIL mondiale continua a salire e i ricchi diventano sempre più ricchi.
      La classe media... sta scomparendo in tutto il mondo.

      Quelli che pensano che tornando alla Lira si risolveranno i problemi non hanno capito che:
      1) le imprese scappano dall'Italia per l'eccessiva tassazione;

      2) Paesi europei come l'Irlanda hanno avuto una ripresa, solo perché hanno barato... cioè, hanno ridotto le tasse alle multinazionali a livelli minimi (2%). Questo ha aiutato la loro economia, ma ha affossato quella di mezza Europa; ma comunque, è la dimostrazione che il problema in Italia è l'eccessiva tassazione.

      3) Trump vuole riportare le multinazionali americane a produrre in patria, riducendogli enormemente le tasse.

      Quelli che propongono l'uscita dall'euro, dicono che l'Italia è meno competitiva della Germania e quindi deve svalutare, ma non spiegano perché è meno competitiva!

      Non siamo più negli anni '80 in cui c'era il boom economico e si doveva produrre a più non posso.
      Oggi non c'è più quasi niente che convenga produrre, quindi, questa uscita dall'Euro cosa dovrebbe incentivare.

      Come ho accennato all'inizio, è un problema Mondiale, perché la disoccupazione strutturale potrà interessare anche più di metà della popolazione mondiale.
      Per produrre beni per soddisfare l'intero mondo, non c'è più bisogno di tanta manodopera.

      Tempi interessanti ci aspettano...

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  11. Risparmio vs rinnovabili
    A proposito del punto 3
    3. Molte critiche sono state basate sul fatto che bisogna privilegiare l'efficienza e il risparmio piuttosto che la produzione...... oggi le rinnovabili sono molto meno costose di allora e, allo stesso tempo, l'urgenza di liberarsi dei combustibili fossili è diventata pressante. Quindi, è sensato oggi dare la priorità alla produzione di energia rinnovabile dando un taglio netto all'uso dei fossili.
    Mi sembra ci sia un accordo generale che il costo del kWh dell' efficienza energetica sia ancora alcune volte inferiore a quello di qualsiasi rinnovabile. (vedi per es A.Lovins, BP, ecc) Non vedo quindi perche' non insistere con la massima decisione nella direzione dell'efficienza che per di piu e' in maggior misura una spesa locale. Il risparmio, a differenza dell'efficienza, io lo intendo riferirsi a cambiamenti di stile di vita e quindi non e' quantificabile con un prezzo al kWh, un discorso molto piu complesso.

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