Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 4 gennaio 2018

Come il dibattito sul clima è degenerato oltre il rimediabile



A onore di Antonio Zichichi, va detto che probabilmente crede veramente in queste cose che racconta e che le racconta nonostante sappia che fanno danno alla sua reputazione. Il caso di Donald Trump è diverso, nel senso che lui racconta bufale sul clima sapendo che guadagna consensi politici. E questo è il vero problema. (sopra, lo sbufalamento della falsa petizione di Zichichi sul cambiamento climatico)


Uno vorrebbe che il solo problema fosse Trump che si diverte a sparare i suoi tweet tipo "oggi da me fa freddo, quindi il riscaldamento climatico non esiste."

Ma il problema NON è Trump. Lui è solo un furbacchione che ha trovato un modo per prendere per il posteriore gli scienziati. I quali ci sono cascati in pieno - come sempre - affannandosi a spiegare perché Trump ha torto senza rendersi conto che è proprio quello che lui voleva: attirare l'attenzione e guadagnare consensi sfruttando l'odio diffuso per i malefici scienziati che hanno inventato il cambiamento climatico per incassare soldi pubblici.

Il problema vero non è che Trump ha torto. E' che il dibattito è degenerato in modo tale da permettergli sparare scemenze senza conseguenze negative. E' proprio così. Ci sono persone in giro che pensano veramente che Trump abbia ragione. E ci sono per via dell'infinita confusione, della mancanza di cultura, del fatto che si ritiene che un'opinione valga come un fatto.

Un buon esempio: un post di Aldo Piombino si Facebook, dove arriva nei commenti un signore che si identifica con nome e cognome dicendo di essere un ingegnere e racconta che "il modello a partire dal quale è nata la teoria del riscaldamento globale di origine antropica" è stato "poi sconfessato dal suo stesso autore." Alla richiesta di dire quale fosse questo modello e chi fosse questo autore non sa rispondere ma insiste, dicendo che "un ingegnere su queste cose non fa populismo":



Insomma, il tutto è basato su "mi pare di aver letto da qualche parte che....."  E questo è il dibattito su una cosa per la quale ne va di mezzo la sopravvivenza del genere umano.

Com'è che siamo arrivati a questo disastro comunicativo? Si dice che tutto quello che esiste ha una ragione di esistere, ma in questo caso è dura a mandare giù.


15 commenti:

  1. Oggi mi sento ottimista. E voglio quindi pensare che non esiste un disastro comunicativo (per lo meno non maggiore, oggi, rispetto a 10 o 20 anni fa) ma che, a causa di FB, Twitter e a-social vari, oggi abbiamo, ahinoi, accesso al "pensiero", chiamiamolo così, di molti individui che un tempo tale pensiero si sarebbero tenuti per sè, senza emetterlo incautamente all'esterno.
    Ma poi vedo il delirio sui sacchetti biodegradabili, e passa (passa l'ottimismo, intendo).

    L.

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  2. molti possono essere i modi di confondere le idee, ma la confusione è causata solo dalla mancanza di un pensiero unico, solido, imprescindibile, inattaccabile. Questo pensiero è la conoscenza unita alla virtù, come diceva il Sommo Vate. Ma è mai possibile che 1000 anni fa gli umani colti erano più virtuosi? E il progresso tanto sbandierato è stato allora un regresso umano, morale e spirituale? Zichichi è comunque scusabile sia per il carattere, sia per l'età. Dispiace che certi elementi siano stati messi lì quasi a ragion veduta.

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  3. Secondo la mia opinione, non é uno "sbaglio", invece habbiamo due parti contrapposte, chi comunica attraverso dati scientifici e chi, ben piú scaltro, usa questi dati per controbattere e facendo ció, dire alle masse ció che le persone vogliono sentirsi dire.
    E semplice, se chi deve, passatemi il termine,"combattere" il GW, e sincero, perderá sempre contro chi, dirà alla gente cosa vuole sentirsi dire.
    Il giorno che gli scienziati diranno che combattere il GW, porterà piú ricchezza, occupazione e crescita, ma anche voti, forse i politi interverrano e forse si farà qualcosa di concreto... Servono pscicologi oltre che scienziati per combattere il GW...
    Aaron.

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  4. Un grandissimo problema che vizia l'intera dibattito sul global warming è legato al contributo al negazionismo di diversi scienziati; e non stiamo parlando del farmacista sconosciuto che cerca metalli pesanti nei vaccini e neppure di fenomeni forse più mediatici che accademici come Zichichi, bensì di gente del calibro di Rubbia, Mullis e Dyson solo per citare alcuni dei più famosi; non esattamente la 'congiura dei somari', bensì persone che sono state capaci di intuizioni geniali nei loro campi ma che quando si parla di clima sembrano incapaci persino di comprendere la divulgazione di livello più semplice.
    Ripensando allo stesso tipo di 'critica scientifica' ricevuta anche dal Club di Roma, la risposta più benevola (cioé che non tiri in ballo biechi interessi personali, invidie, ecc) che riesco a trovare a questi comportamenti è che una parte preponderante della scienza è ancora legata a doppio filo a un'ideologia del progresso e dello sviluppo che non può neanche pensare per scherzo a uno scienza che proclami l'esistenza di limiti. Tutto ciò deve per forza di cose essere 'antiscientifico'.

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  5. Il disastro è, secondo me, dovuto a varie cause:

    1- messaggio difficile e con difficoltà simili ai "limiti dello sviluppo" Si tratta di fare Sì che tutti quanti facciano sacrifici x uno scopo comune. Riducendo l'economia, il potere delle multinazionali , la globalizzazione e rallentando lo sviluppo economico. Una eresia per la religione dominante, quella del progresso. E contrastata in maniera relativamente soft rispetto al comune trattamento riservato agli eretici (rogo).

    2-gli scienziati hanno lanciato allarmi x l'anno 2100 .. una data in cui nessuno sarà vivo. Chiedono sacrifici a gente che magari c'è la fa appena a fine mese per risolvere vaghe e incerte catastrofi tra 100 anni? Come chiedere agli homeless una colletta per salvare le belle ville nobiliari della città dalla scarsa manutenzione.

    3- Quanto sopra è una pesante invasione del campo di gioco politico da parte della scienza...e gli scienziati non sono perdonati per questo. La politica contrattacca sui media e facendo quello che sa fare. Indirizzare la gente. Nella direzione opposta.

    4- la soluzione al problema pesta i piedi a pressoché tutti quelli che hanno grossi interessi economici nella società attuale e nel suo fondamento:la macchina energetica basata su petrolio,carbone e nucleare (ma il terzo è più che altro x avere plutonio e fare bombe). Ora mi pare stiano lentamente avviando una transizione solare/elettrica con un orizzonte di 10-20 anni (senza un accenno al cambiamento climatico che comunque verrà negato sui media a causa dei punti precedenti).

    4- non escludo che la crisi economica del 2008 sia stata provocata. È l'unico modo efficace x rallentare l'economia e di conseguenza le emissioni

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  6. Aggiungo..
    La crisi del 2008 è stata quasi contemporanea alla conferenza di Copenhagen se non sbaglio e, chissà, forse non é un caso.
    Non è dato a noi comuni mortali conoscere i motivi veri delle cose... ma mettendomi nei panni di coloro che muovono le leve politiche ed economiche del mondo forse avrei fatto lo stesso:

    - usare i media x seminare dubbi sulle previsioni degli scienziati (che invece di presentarli a chi di dovere proponendo soluzioni fattibili vanno in giro a fare interviste e proteste.. e se facessero il loro lavoro lasciando a me il mio?)
    - selezionare esperti x fare piani a lungo termine e previsioni affidabili, rigorosamente a porte chiuse
    - implementare azioni correttive senza mai mettere troppe tensioni nella società e con rischi accettabili (ma temo non abbiano molto successo su questo).

    Il vero problema è anche che gli scienziati nella ricerca di un messaggio "accettabile" hanno sottostimato i rischi e la velocità con cui il sistema-clima si può destabilizzare. Regolarmente e sistematicamente vengono fuori pubblicazioni in cui il cambiamento sta avvenendo in maniera molto più veloce del previsto; qualche volta con anni sostituiti a quello che prima si pensava impiegasse centinaia di anni a verificarsi. Altro che 2100. I problemi grossi cominciano tra qualche anno nel momento in cui a settembre-ottobre la copertura dei ghiacci nel mare Artico si ridurrà pressoché a zero.

    La politica si è mossa tardi .. l'economia si sta muovendo tardissimo. Speriamo di cavarcela

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  7. I cambiamenti climatici attuali, benché rapidissimi da un punto di vista geo- e biofisico, sono qualcosa che avviene in maniera graduale e sul lungo termine per quel che riguarda la nostra scala temporale e la nostra percezione del tempo che passa. Qualcosa di (ancora relativamente) astratto, non qualcosa che abbiamo potuto sperimentare di frequente in passato. L'uomo spesso decide e agisce sulla base dell'esperienza e dell'intuizione, piuttosto che a partire da argomenti razionali.
    Un altro aspetto da considerare è che per molti le misure proposte (tasse, leggi) sono in conflitto con le proprie convinzioni politiche su libertà, mercato e crescita sfrenata. Invece di mettere in discussione i propri valori, sembra più facile farlo con la fisica e i termometri ...

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  8. quando scarseggerà il petrolio, in particolare il gasolio, perchè il BAU va con questo raffinato (tant'è che stanno offrendo megabonus di 5000 e anche 8000 euro a chi sostituisce il suo diesel con un'ibrida), probabilmente il problema si risolverà da sè. Forse Zichichi se l'è ammoscato e perciò non dà eccessivo peso al gw. Bisognerà cominciare ad entrare nell'ottica degli extracomunitari, che preferiscono i sussidi al lavoro. In fondo a forza di far arrivare gente dal terzo mondo, questo nostro paese diventerà terzo mondo.

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  9. Ma no, dai, non siate così negativi. Quest'anno iniettiamo qualche altro centinaio di migliaia di persone sul nostro territorio, concentrandoli quasi tutti al Nord perché lì c'è l'aria migliore (così migliorerà ancora), li aggiungiamo ai cinque e passa milioni già iniettati nel corso dei quindici anni appena trascorsi, e vedrete che affrontare gli sbandamenti del clima (tipo le ricorrenti siccità e alluvioni) sarà molto più facile.

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    1. Ogni giorno la popolazione mondiale cresce di circa 200.000 persone... ogni santo giorno.
      Credo che il problema sia un filo più complesso...

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    2. Certo che è più complesso, ed è per quello che decidiamo un giorno per l'altro di non fare nulla, neppure quegli interventi, pur insufficiente sul piano globale, che potrebbero dare respiro immediato e sensibile almeno sul piano locale. Un po' come quel tale che siccome ha un tumore non prende l'antidolorifico, perché intanto mica lo guarisce, eh! Anzi, volendo forzare la mano nella metafora, è il vicino di casa ad avere la malattia peggiore, quindi io mi tengo i denti cariati e mi do le martellate sugli alluci, per solidarietà. Dimostrando così d'essere un po' malato pure io, ma nella testa.

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    3. Io mi accontenterei che quel tale almeno avesse la consapevolezza del tumore, prima di concentrare tutti i suoi pensieri sull'antidolorifico.
      Il tema del post è proprio questo: nella società moderna litiga con il farmacista perché _crede_ che la scatola dell'antidolorifico sia fatta da un amico di Renzi, e non ci si rende nemmeno conto che si sta per morire di tumore, snobba il medico che disperato non sa più cosa fare per ricordargli che saltare la radioterapia non è cosa buona e giusta...

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    4. Certo. Lo stesso medico che gli impone iniezioni di nuovi generatori di rifiuti nella misura d'un'ulteriore città di medie dimensioni ogni anno. La buonafede è lì da vedere, è palese. E nasce dal buon cuore, ben inteso.

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  10. Il problema della comunicazione è generato anche dall'industria della comunicazione stessa. Una notizia è una merce, e una notizia "tizio conferma X" non desta interesse, non ha valore, mentre "tizio dice il contrario di X" cattura l'interesse e quindi ha valore sul mercato dell'informazione.
    Quando scarseggerà il petrolio il problema si risolverà, ma nel peggiore dei modi; cominceremo a bruciare carbone, poi legna, poi finiti i boschi bruceremo i mobili di casa. Sono migliaia di anni che l'uomo ha imparato a usare il fuoco, è quello che ci ha permesso di crescere in tutto il mondo, basti pensare alla quantità di cibo che per noi è commestibile solo dopo cottura. Semplicemente 7 miliardi di persone hanno BISOGNO del fuoco, quindi bruceremo tutto quello che sarà possibile bruciare e poi cominceremo a mangiarci tra di noi.
    Consapevole del fatto che non posso fare niente per impedire a 7 miliardi di persone di correre verso la catastrofe, cercherò di godermi la pacchia per quanto è possibile.
    Buon 2018.

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  11. Metto qui visto che i commenti si sono già spostati dal post precedente. Sui famigerati sacchetti di plastica biodegradabili ho trovato questo articolo che mi pare ben fatto.

    https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/01/06/sacchetti-bio-a-pagamento-andranno-in-discarica-gli-italiani-li-pagheranno-2-volte/4074762/amp/

    Guido.

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