Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 27 gennaio 2015

Anguille: un altro dirupo di Seneca

Da “Resource Crisis”. Traduzione di MR

Aggiungo a questo testo che queste "sandeels" ("cicerelli" in italiano) vengono pescate non per il consumo umano, ma come cibo per l'allevamento di pesci più pregiati, salmoni e cose del genere. L'allevamento viene spesso indicato come la soluzione a tutti i problemi di esaurimento degli stock ittici, ma questi dati fanno vedere come anche qui il problema esiste, viene soltanto spostato di una tacca più in su della catena alimentare (UB)

Di Ugo Bardi





Una volta che si inizia a cercare “dirupi di Seneca” nello sfruttamento di risorse naturali, li si trova in tutta la letteratura scientifica. Ecco la mia ultima scoperta di una curva di produzione in cui il declino è molto più rapido della crescita: le catture delle anguille chiamate "cicerelli". Se non sapete cos'è un cicerello, eccone uno: 



Nel rapporto (2007), dove ho trovato la curva mostrata sopra, gli autori discutono le cause del collasso della pesca delle anguille, specialmente nell'ottica del cambiamento climatico. Non sembrano arrivare a nessuna conclusione definitiva e non usano il temuto termine “pesca eccessiva”. Ma dal fatto che è stata usata la pesca a strascico in questo tipo di pesca, deduco che sia chiaro che la riserva di pesce è stata distrutta in un processo analogo a quello che ha portato al collasso di tutta la pesca del Regno Unito. Più risorse sono state aggressivamente messe per cercare di mantenere la produzione, più la riserva di pesce è stata esaurita. Il risultato finale è stato il rapido collasso osservato.

Così, come in diversi altri casi, abbiamo un esempio classico del “Collasso di Seneca”, cioè una curva di produzione in cui il declino è molto più rapido della crescita. Sotto, potete vedere la curva di Seneca come mostrata in una simulazione effettuata con la dinamica dei sistemi che tiene conto dell'aumento della spesa di capitale nelle attrezzature di pesca (il modello è descritto qui).


Come ha detto Seneca, infatti, “la strada per la rovina è veloce”.