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sabato 10 maggio 2014

Riscaldamento globale e religione: una speranza di cambiamento?

Katherine Hayhoe è una protagonista di rilievo nel dibattito attuale. Scienziata, credente, e madre di un figlio, ha avuto il coraggio di dire come la pensa sul controverso argomento del clima e si è avuta tutti gli insulti e le minacce del caso. Ma continua a farlo e lo fa con argomenti molto forti e convincenti e, soprattutto, basati sulla religione. Se il mondo è una creazione divina che ci è stata data perché la conservassimo e la curassimo, allora non ci è lecito distruggerla e rovinarla in nome della massimizzazione dei profitti economici. Sono persone come Katherine Hayhoe che possono cambiare le cose in modo radicale. (U.B.)






DaMother Jones”. Traduzione di MR (h/t Dante Lucco)

Milioni di americani sono Cristiani evangelisti. La scienziata del clima Katharine Hayhoe li sta convincendo che il nostro pianeta è in pericolo.

Di Chris Mooney


Katharine Hayhoe. Anni vissuti pericolosamente/Showtime/YouTube 

La scienziata del clima Katharine Hayhoe, una Cristiana evangelica è stata in una posizione abbastanza forte ultimamente. Poche settimane fa è stata presente nella prima puntata della serie Anni vissuti pericolosamente (The Years of Living Dangerously), incontrandosi con l'attore Don Cheadle nella sua casa nello stato del Texas, per spiegargli perché fede e un pianeta che si scalda non sono in conflitto (potete guardare gratuitamente l'episodio su YouTube; la Hayhoe è consigliere scientifico della trasmissione). Poi, la rivista Time l'ha nominata una delle 100 persone più influenti del 2014. Cheadle ha scritto l'entrata. “C'è qualcosa di affascinante circa una persona intelligente che sconfigge gli stereotipi”, ha osservato Cheadle.

Perché la Hayhoe è sotto i riflettori? Detto semplicmente, milioni di americani sono Cristiani evangelici e la loro fiducia nella scienza è ben al di sotto della media nazionale. E se qualcuno ha una possibilità di raggiungere questa vasta ed importante audience, queste è proprio la Hayhoe. “Mi sento come la comunità conservatrice, la comunità evangelica e molte altre comunità Cristiane, sento che ci hanno mentito, “spiega la Hayhoe nell'ultima puntata del podcast Inquiring Minds. “Ci hanno dato delle informazioni sul cambiamento climatico che non sono vere. Ci è stato detto che è incompatibile coi nostri valori, mentre di fatto è completamente compatibile coi valori conservatori e Cristiani”.

L'approccio della Hayhoe alla scienza – ed alla religione – è stato fortemente influenzato da suo padre, un ex educatore scientifico di Toronto ed anche, allo stesso tempo, un missionario. “Per lui non c'è mai stato un conflitto fra l'idea che ci sia un Dio e l'idea che la scienza spieghi il mondo che vediamo intorno a noi”, dice la Hayhoe. Quando aveva 9 anni, la sua famiglia si è trasferita in Colombia, dove i suoi genitori hanno lavorato come missionari ed educatori, e dove la Hayhoe ha visto cosa sia davvero la vulnerabilità ambientale. “Alcuni dei mie amici vivevano in case fatte di scatoloni o di onduline di metallo”, dice. “E ti rendi conto conto che non ti serve così tanto per essere felice, ma allo stesso tempo, meno hai più sei vulnerabile all'ambiente intorno a te”.

La sua ricerca oggi, sugli impatti del cambiamento climatico, sfocia da queste prime esperienze. E, naturalmente, è ispirata dalla sua fede che, per la Hayhoe, ha una forte enfasi sulla cura dei più deboli e i più vulnerabili fra di noi. “Questo ci dà ancora più motivi per occuparci del cambiamento climatico”, dice la Hayhoe, “perché colpisce le persone e colpisce in modo sproporzionato i poveri, le persone vulnerabili e coloro che non possono avere cura di sé stessi”.

Resta il fatto, comunque, che la maggior parte dei Cristiani evangelici negli Stati Uniti non la pensano come la Hayhoe. Dati recenti del Pogetto Yale sulla Comunicazione del Cambiamento Climatico suggeriscono che, mentre il 64% degli americani pensano che il riscaldamento globale sia reale e causato dagli esseri umani, solo il 44% degli evangelici la pensano allo stesso modo. Gli evangelici in generale, spiega la Hayhoe, tendono ad essere più conservatori politicamente e possono essere piuttosto diffidenti nei confronti degli scienziati (pensando, a torto, che siano una banda di atei). Inoltre, alcuni evangelici credono davvero in tutta questa storia secondo la quale “il mondo sta finendo” - una prospettiva che non ispira un gran rispetto per l'ambiente. Quindi, come fa la Hayhoe a raggiungerli?

Dalla nostra intervista, eccovi cinque delle argomentazioni principali della Hayhoe, per i cristiani evangelici, sul cambiamento climatico:

1. La conservazione è conservatrice. La comunità evangelica non è solo una comunità religiosa, è anche una comunità politicamente conservatrice in media. Quindi la Hayhoe parla direttamente a quel sistema di valori. “Cosa c'è di più conservatore di conservare le nostre risorse naturali, assicurarsi di averne abbastanza per il futuro e di non sprecarle come facciamo oggi?”, chiede. “Questo è un valore molto conservatore”.

Infatti, molti conservatori non accettano il cambiamento climatico perché a loro non piacciono le “grandi soluzioni governative” che sospettano il problema comporti. Ma la Hayhoe ha una risposta pronta anche per questo: le soluzioni amiche della conservazione e guidate dal mercato ai problemi climatici sono in realtà tutte intorno a noi. “Un paio di settimane fa, il Texas ha battuto il record della maggior quantità di energia eolica mai prodotta. Il 38% della nostra energia quella settimana è venuta dal vento”, dice. E la Hayhoe pensa che questo sia solo l'inizio: “Se si guarda la mappa di dove si trova il maggior potenziale per l'energia eolica, questa si trova proprio sopra gli stati rossi. E penso che questo farà una grande differenza in futuro”.

2. Sì, Dio lo lascerebbe accadere. Una obiezione dei Cristiani conservatori è che Dio non lascerebbe che le attività umane rovinino la creazione. O, come lo ha espresso il Senatore James Inhofe dell'Oklahoma, “Dio è ancora lassù e l'arroganza delle persone che pensa che noi, esseri umani, saremmo in grado di cambiare quello che fa lui col clima è, per me, scandaloso”. Potete vedere Inhofe ed altri politici religiosi di destra che respingono il cambiamento climatico su basi bibliche in questo video:


La Hayhoe pensa che la risposta all'obiezione di Inhofe sia semplice: da un punto di vista Cristiano, abbiamo il libero arbitrio di prendere le decisioni e dobbiamo viverne le conseguenze. Ciò è, dopo tutto, una soluzione Cristiana classica al problema teologico del male. “Succedono le cose cattive? Sì, sempre”, dice la Hayhoe. “Qualcuno si ubriaca, si mette al volante di un'auto ed uccide un passante innocente, probabilmente un bambino o una madre”.

Il cambiamento climatico è, secondo la Hayhoe, solo un'altro errore, un altro problema, dovuto al cattivo uso del proprio arbitrio da parte degli esseri umani che non è pienamente consigliabile. “Il cambiamento climatico è proprio questo”, dice. “E' una conseguenza delle decisioni che abbiamo preso”.

3. La Bibbia non approva il fatto di lasciare che il mondo bruci. La Hayhoe è d'accordo con la percezione comune liberale secondo la quale la comunità evangelica sia composta in percentuale significativa da persone che credono nell'apocalisse e nella fine dei tempi – e che questa credenza, letteralmente che il giudizio ci sovrasti, mini la loro preoccupazione di preservare il pianeta. Ma crede che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato in questa prospettiva e di fatto che la Bibbia stessa la rifiuti.

“Il messaggio secondo cui non ci interessa di nessuno, si fottano tutti, e lasciamo che il mondo bruci, quel messaggio non è coerente col messaggio della Bibbia”, dice la Hayhoe. In particolare lei pensa che l'apostolo Paolo abbia una risposta molto bella ai chi crede nella fine dei tempi nella sua seconda lettera ai Tessalonicesi. La Hayhoe butta giù il messaggio di Paolo in questo modo: “Ho sentito che state abbandonando i vostri lavori, che vene andate bighellonando senza fare nulla, perché pensate che Cristo stia tornando e che il mondo stia per finire”. Ma Paolo li rimprovera. Nella parole della Hayhoe: Trovate un lavoro, sostenete voi stessi e le vostre famiglie, abbiate cura degli altri – ancora una volta, i poveri e i vulnerabili che non possono prendersi cura di sé stessi – e fate ciò che potete, essenzialmente, per rendere il mondo un posto migliore, perché nessuno sa quando questo accadrà”.


Una ragione per cui alcuni evangelici rifiutano le preoccupazioni per il clima è la visione del mondo apocalittica. Igor Zh./Shutterstock 

4. Anche se credi in una Terra giovane, si sta comunque scaldando. Uno dei motivi per cui c'è una tale tensione fra la comunità evangelica e la scienza è, be', la scienza stessa. Molti evangelici sono creazionisti che credono in una terra giovane, una Terra che ha circa 6.000 anni. La Hayhoe non è una di quelli. Ha studiato astrofisica e quasar che sono molto antichi e, osserva, credere che la Terra e l'Universo siano giovani crea una comprensione piuttosto problematica di Dio: “O devi credere che Dio abbia creato tutto come se fosse vecchio di miliardi di anni o devi credere che abbia miliardi di anni”. Nel primo caso, in effetti, Dio sembra che cerchi di imbrogliarci.

Ma quando si tratta di parlare ad un pubblico evangelico del cambiamento climatico, la Hayhoe non enfatizza l'età della terra, semplicemente perché, dice, non ce n'è bisogno. “Quando parlo a pubblici Cristiani, mostro solo i dati delle carote di ghiaccio ed altri dati proxy antichi di 6.000 anni”, dice la Hayhoe, “perché credo che si possa esprimere un punto ancora più forte, a causa del modo massiccio in cui gli esseri umani hanno interferito col sistema naturale, guardando solo un periodo di tempo più breve”.


6.000 anni di dati delle temperature e proiezione del riscaldamento in arrivo. Jos Hagelaars /La mia visione del cambiamento climatico

"Per quanto riguarda l'affrontare il problema climatico”, dice la Hayhoe, “non abbiamo tempo perché tutti la pensino allo stesso modo riguardo all'età dell'Universo”.

5. "Avere cura del nostro ambiente significa avere cura delle persone”. Alla fine, la Hayhoe pensa che  sia cruciale enfatizzare agli evangelici che salvare il pianeta significhi salvare le persone.. non solo salvare gli animali. “Penso ci sia questa percezione”, dice la Hayhoe, “che se un ambientalista guidasse e vedesse un cucciolo di foca da un lato e un essere umano dall'altro, svolterebbe per evitare il cucciolo di foca e prenderebbe sotto l'essere umano”. Ecco perché è così importante, nella sua mente, enfatizzare il modo in cui il cambiamento climatico colpisce le persone (una logica che afferma ancora una volta che la percezione dell'orso polare è stato un simbolo terribile per il riscaldamento globale). E di questo ci sono prove abbondanti: rapporto del "Gruppo di Lavoro II" sugli impatti climatici appena pubblicato enfatizza le minacce al nostro approvvigionamento di cibo, un rischio di peggioramento della violenza in un mondo che si scalda e il potenziale dislocamento di popolazioni vulnerabili.

Quindi, il messaggio funziona? La Hayhoe pensa di sì. Dopo tutto, mentre solo il 44% degli evangelici potrebbe accettare la moderna scienza del clima oggi, lei osserva che si tratta di un considerevole progresso rispetto a un sondaggio fra i gruppi religiosi del 2008, che era solo al 34%. Alla fine, per la Hayhoe, si tratta di questo: “Se si crede che Dio abbia creato il mondo, e fondamentalmente lo ha consegnato agli esseri umani come incredibile dono sul quale vivere, perché lo si dovrebbe trattare come spazzatura? Trattare il mondo come spazzatura dice molto su ciò che si pensa della persona che si crede abbia creato la terra”.