Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 15 ottobre 2017

In che modo funziona la Natura: quanto è comune la curva di Seneca? Il discorso di Ugo Bardi alla Summer Academy del Club di Roma a Firenze

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR


Ugo Bardi alla Summer Academy del Club di Roma a Firenze, settembre 2017.


Il mio discorso alla Summer Academy del Club di Roma è stato più che altro una presentazione del mio ultimo libro “The Seneca Effect” (Springer 2017) . Di fatto, naturalmente, un libro contiene molte più cose di quante se ne possano dire in un discorso di 40 minuti. Quindi ho cercato di concentrarmi sull'idea che il comportamento che chiamo “curva di Seneca” sia molto comune, persino universale. Sotto potete vedere la curva di Seneca: le cose salgono lentamente ma collassano rapidamente, come ha detto per la prima volta il filosofo Romano Seneca duemila anni fa. Potete vedere la stessa curva anche nella maglietta che indossavo alla Academy.


Forse avete sentito il vecchio detto latino “Natura non facit saltus” (La natura non fa salti), che significa che le cose cambiano gradualmente, non all'improvviso. Potrebbe essere vero in molte circostanze ma, in pratica, ma è del tutto normale che la Natura accumuli potenziali energetici (come quando gonfiate un pallone) e poi li rilascia all'improvviso (come quando bucate un pallone). Questo è il tema della copertina della versione tedesca del mio libro.

Ci sono delle ragioni per le quali la Natura si comporta così, ma l'argomentazione che ho portato alla scuola non è stato tanto sul perché la curva sia così comune, ma sul fatto che gli esseri umani normalmente non ne sono consapevoli. Infatti, il nostro pensiero spesso determinato dall'idea che le cose continueranno ad evolvere nel modo in cui si sono evolute fino a quel punto. Pensate solo alla crescita economica e noterete in che modo gli economisti si aspettano che questa continui a crescere per sempre. Non c'è bisogno di dire che l'economia è uno di quei sistemi complessi che sono più vulnerabili al collasso di Seneca.

Ho quindi provato a sottolineare che la comprensione  che la Curva di Seneca esiste ed è comune è una scoperta recente. Anche se Seneca lo aveva capito per intuizione già 2000 anni fa, nella sua forma moderna ha meno di un secolo. E' stata proposta per la prima volta da Jay Forrester negli anni 60 ed è stata consacrata nello studio “I limiti dello sviluppo” del 1972, anche se il termine “Effetto Seneca” non è stato usato.

Durante il mio discorso, ho mostrato questa immagine per evidenziare in che modo le nostre idee sul percorso dei sistemi complessi si sono evolute nel tempo.


Vedete qual è l'idea moderna di “overshoot” (e del collasso conseguente). Malthus non lo aveva capito. Nonostante venga spesso accusato di catastrofismo, non poteva prevedere il collasso sociale; gli mancavano gli strumenti intellettuali necessari. Era un ottimista! Oggi, c'è questo concetto. Sappiamo che i sistemi complessi tendono non solo a declinare, tendono a collassare. Ma questa percezione manca completamente dal dibattito pubblico.



Quando si fa menzione del collasso sociale, ci sono due reazioni possibili. La più comune è che una cosa del genere non succederà mai. Poi, se si riesce a convincere le persone che è possibile, questa fanno tutto quello che possono per mantenere in piedi il sistema, a prescindere da quello che ci vuole. Non si rendono conto che quando si supera la capacità di carico del sistema, bisogna tornare indietro, in un modo o nell'altro. E più si cerca di stare al di sopra del limite, più veloce e severo sarà il rientro. Quello che si deve fare è rendere più leggero il collasso, seguirlo, non cercare di fermarlo. Altrimenti sarà peggio.

Così, sembra che qui ci troviamo di fronte ad un blocco culturale. Forse non lo supereremo mai, o forse sì, chi lo sa? Nei tempi antichi, l'Imperatore Marco Aurelio, un filosofo stoico proprio come Seneca,  aveva ben chiaro questo concetto. Sapeva che tutto nel mondo è impermanente, compreso l'Impero Romano. Essendo un uomo virtuoso, ha fatto tutto ciò che era in suo potere per fare il suo dovere come Imperatore. Ma ha riconosciuto i suoi limiti, ed è questo che ha scritto nelle sue “Meditazioni”.



Dobbiamo anche riconoscere i nostri limiti. Seguire il cambiamento, non cercare di fermarlo. La Natura sta cambiando tutte le cose che vediamo e con la loro sostanza farà cose nuove per fare in modo che il mondo sia sempre nuovo. E' così che funziona la Natura.


30 commenti:

  1. il Fato, che Marco Aurelio chiama Natura, era per gli stessi dei olimpici la forza assoluta contro la quale nessuno poteva andare. Da stoico epicureo, oggi si direbbe materialista, non poteva aprirsi alcun'altra prospettiva. Se fosse stato platonico, forse non avrebbe lasciato l'Impero nelle mani di quell'inetto del figlio Commodo, abbandonando la consuetudine di eleggere imperatori adottivi, ma più adatti e capaci. La sua meditazione sembra derivare dal 1° principio della Termodinamica, ma è il 2° quello che sembra ispirare Seneca, ossia quando hai fatto il danno o i buoi sono scappati, non puoi tornare allo stato iniziale. Il fatto che pare entrambi siano stati assassinati la dice lunga su come le cose vanno in questo mondo. Intelligenza batte razionalità 2 a 0. Per dirla in modo dantesco, canoscenza batte virtute 2 a 0. L'intelligenza usata in modo malvagio non lascia scampo alla razionalità, proprio come il fato non lascia scampo nemmeno agli dei olimpici, proprio come l'intelligenza malvagia non lascia scampo nemmeno a quella buona quelle poche volte che viene usata, tipo LTG, ma la prudenza, auriga virtutis, è da annoverarsi tra le prerogative dell'intelligenza buona, quindi da cestinare.D'altra parte secondo Aristotele, la volontà (boúlesis) stabilisce il fine delle nostre azioni,che è sempre un bene per noi ma non è necessariamente un bene di per sé. Il fatto che ciò che si persegue come un bene sia davvero tale dipende infatti dal carattere dell’agente, che può essere virtuoso o vizioso; a influire sulla formazione del carattere non è però la volontà ma la phrónesis(“saggezza”), ovvero una virtù intellettuale e qui purtroppo si ricomincia da capo, perchè per politici e petrolieri è continuare con questa società consumistica. Allora ritorna il Sommo Vate a dirci che canoscenza e virtute devono andare insieme, ma pare che questo sia umanamente impossibile.

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  2. Complimenti per il libro; lo prenderò appena avrò finito di tradurre il mio in inglese. ( Ho già preso gli anni scorsi the limits to growth revisited e quello sulla terra svuotata dei metalli di cui adesso non ricordo il titolo esatto.) Occhio cmq ad andare in giro con quella maglietta che nel 99% dei luoghi pubblici e privati potrebbe essere poco gradita... R "La Natura sta cambiando tutte le cose che vediamo e con la loro sostanza farà cose nuove per fare in modo che il mondo sia sempre nuovo. E' così che funziona la Natura." Cetamente, peccato che le foreste vergini sanno resistere egregiamente ai cambiamenti climatici, nientaffatto le opere di riforestazioni anche con specie autoctone, ergo, oltre a proteggere le foreste vergini anche Europee, dovremmo anno dopo anno abbandonare i campi coltivati limitrofi così da permettere una graduale riforestazione naturale: questo ovviamente si scontra con una morale dei diritti individuali, chiaramente non più sostenibile e non da oggi.

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  3. Se il Sommo Vate aveva ragione su virtù e conoscenza e se ha ragione "mago" a dire che forse va al di là delle possibilità umane seguirle entrambe, allora potrebbe essere il momento giusto per... evolvere. Il ruolo e il peso dell'umanità all'interno degli ecosistemi planetari è drasticamente cambiato nel giro di pochi millenni, un arco di tempo enorme per noi esseri umani, ma insignificante rispetto ai normali tempi evolutivi. Questo scostamento temporale ha causato uno squilibrio a cui presto saremo costretti a rendere conto se continueremo a far finta di nulla. Quindi dobbiamo evolvere. Darwin spiega benissimo il perché, ma come si può evolvere in così poco tempo? Non certo per via genetica, come hanno fatto tutti gli altri esseri viventi fino ad ora. Per nostra fortuna però noi non siamo come qualsiasi altra specie vivente. Se lo fossimo non avremmo innescato un'estinzione di massa. Per quanto possa suonare folle, quindi a noi è concessa la possibilità di evolvere rapidamente e questo tipo di evoluzione, già accaduta più volte nel corso della nostra Storia, è sempre passata per innovazioni tecnologiche, non attraverso rivoluzioni politiche, morali o culturali. Quest'ultime sono sempre state una conseguenza delle rivoluzioni tecnologiche, non una guida. Non si tratta di inventare un deus ex machina che ci salvi all'ultimo secondo. La tecnologia è intelligenza e conoscenza, non magia. Ma nel ricordarci che non è magia, bisogna farlo completamente: non è ne la bacchetta magica che sistema ogni cosa senza fatica, né il male assoluto ed il peccato da cui mondarci. È una possibilità. E, dati i tempi a nostra disposizione,piaccia o non piaccia è la nostra unica possibilità. Possiamo perderla o giocarcela male (cosa più che probabile), ma di verto non possono essere i buoni propositi e basta a salvarci. Ben vengano i buoni propositi (li adoro), ma se annoveriamo anche l'onestà intellettuale, tra quelli, allora si dovrà ammettere che è giunta l'ora di agire e di farlo con estrema velocità e decisione. Non è impossibile, siamo una specie che va di fretta. E lo siamo, nel male, ma anche nel bene, grazie alla tecnologia. Eolico, fotovoltaico, share economy, economia circolare, ecc... C'è molto da fare e qualcosina da perfezionare, ma nulla da inventare di sana pianta. È ora semplicemente di adottare le tecnologie giuste (o se preferite "adatte") e di scaricare le istituzioni economiche, politiche e culturali fondate sulle tecnologie sbagliate (o se preferite "inadatte"). Difficile ed improbabile? Certo che sì, ma mai tanto quanto ricreare una piccola stella in un reattore e farlo in modo affidabile ed economicamente vantaggioso e facilmente riproducibile. Né tanto difficile ed improbabile quanto trasformare in santi 7 miliardi e rotti di esseri umani.

    Ciao

    Alessandro

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    1. la tecnologia non può essere usata a fin di bene da un'intelligenza malvagia, come è stata usata finora. Si torna al discorso del professore, che faranno di tutto pur di non cambiare paradigma, anche usare le tecnologie che dici, ma solo per lasciare le cose come stanno. Come diceva quel rivoluzionario? Cambiare tutto per non cambiare nulla. A 2 anni da Coop 21 si è capito che era tutta fuffa. E' molto più probabile un deo ex machina che un cambio di paradigma.

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    2. R "quindi a noi è concessa la possibilità di evolvere rapidamente e questo tipo di evoluzione, già accaduta più volte nel corso della nostra Storia, è sempre passata per innovazioni tecnologiche, non attraverso rivoluzioni politiche, morali o culturali. " In realtà sono in parziale, ma sostanziale disaccordo, e mi interesserebbe sapere cosa ne pensa il prof....Da un punta di vista energetico, e di emissioni, gli ultimi due secoli sembrano un tentativo continuo di evadere il paradosso di Jevons: dopotutto anche adesso che sembriamo tanto avanzati per l'uso di microprocessori potenti e di internet l'80% dell'elettricità necessaria al loro funzionamento (vado a spanne quanto a percentuali) è garantita dai combustibili fossili. inoltre siamo al limite delle capacità alimentari del pianeta, con la produzione agricola inesorabilmente destinata a fluttuazioni tendenti al negativo causa effetto serra e nel lungo termine esaurimento dei fertilizzanti azotati: con moderato ottimismo possiamo sognare reattori nucleari autofertilizzanti fra 30 anni (ammesso che ci arriviamo a 30 anni) ma nessuno scienziato serio sogna di aumentare le rese alimentari: quindi siamo ad un muro morale. Questo muro si chiama "rifondazione della morale su basi comunitarie ed super-individuali aut il disastro tanto ecologico che morale".

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    3. Alessandro rispetto molto il modo in cui approfondisci filosoficamente le questioni.
      Sul discorso " tecnologia " però ho opinioni molto distanti dalle tue.
      L' " evoluzione", coi suoi vari step nella storia umana, di cui tu parli, quella resa possibile dalla tecnologia, io la chiamerei " progresso", " espansione", nell'accezione più energivora, egoista e distruttiva.
      La vera Evoluzione, che anche tu citi, di Virtute e Conoscenza, credo sia indipendente, se non addirittura ostacolata, dallo sviluppo tecnologico e dalle sue conseguenze, che tendono, io credo, a farci allontanare da noi stessi, e dalla giusta percezione del nostro posto nella Biosfera, dal discusso ma poco sentito, sacro, Senso del Limite.
      È la tecnologia ad espandere i nostri limiti... Fino a che sarà possibile..

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  4. https://aspoitalia.wordpress.com/2017/10/13/petrolio-troppo-estremo-per-le-banche/
    Addio Shale oil. Il collasso è già cominciato? La buona notizia è che gli investimenti verranno spostati nel settore delle rinnovabili. Anche l’economia ha una sua logica ambientale.
    Angelo

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    1. i petroli non convenzionali hanno solo spostato Olduvai e Soylent qualche anno più in là. Tieni conto che le rinnovabili sono attualmente possibili solo grazie ai fossili.

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    2. http://www.lowtechmagazine.com/2017/09/how-to-run-the-economy-on-the-weather.html
      Questo è un articolo che da qualche tempo gira parecchio, ed è pieno di proposte apparentemente molto interessanti (per noi profani della materia), che rimettono in gioco l'eolico e il solare aggirando il problema dell'accumulo. Inoltre vengono rivalutate antiche tecnologie, come ad esempio, i velieri per il trasporto marittimo, alla luce delle ultime innovazioni e conoscenze acquisite nel campo della navigazione. Voglio dire, le risorse fisiche diminuiscono, ma aumentano le conoscenze, in diversi campi, che potrebbero essere di grande aiuto ad accompagnare il famigerato collasso. Se anziché continuare a finanziare i fossili in perdita si cominciasse a guardare cosa c'è di alternativo (e mi sa che si sta già cominciando a farlo), forse questo sarebbe utile.
      Angelo

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    3. https://www.greenme.it/pdf/stop-sussidi-fonti-2013.pdf
      Aggiungo questo sui sussidi (assurdi) alle fonti fossili.
      In questo caso l'economia non ha nessuna logica ambientale. Ma si tratta di economia? Io non sono in grado di darmi una risposta.
      Angelo

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    4. finanziare con la invenzione di denaro operazioni in perdita è la linfa delle banche. Non c'illudiamo che smetteranno presto e facilmente.

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    5. http://sbilanciamoci.info/che-fare-ripartiamo-dalleconomia/
      “Una politica della domanda per uscire dalla recessione, una spesa pubblica e una tassazione riqualificata, una “grande redistribuzione” che tolga ai ricchi per dare ai poveri, una riconversione ecologica del che cosa e come si produce, mettendo il lavoro al primo posto”.
      Mi sa che se non si vuole far scoppiare la prossima bolla finanziaria e tante altre cose di cui si parla qui in questo blog, l'unica strada (a dire il vero molto stretta) è questa. Altrimenti bisognerà adattarsi a quello che viene, cercando di salvare il salvabile.
      Angelo

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    6. Keynes, 100 anni fa, diceva praticamente le stesse cose.

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    7. http://sbilanciamoci.info/anche-lonu-chiede-un-new-deal-globale/
      Lo ha detto anche l'ONU, ma di recente.
      Angelo

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    8. possono dire ciò che vogliono, ma sanno che nel 1928 le risorse erano quasi integre, la popolazione di 2 mld circa. Certo non possono dire diversamente, visto che non ci sono più le condizioni per un new deal, oltretutto globale. Questo globale significa che la prossima crisi sarà globale, non come quella del 2008 e penso non ci mancherà tanti anni. Olduvai 2020, Soylent 2023, Ltg 2030? A voi (le elitè) la scelta.

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    9. @ mago20 ottobre 2017 09:18

      Secondo me, 2025.
      A meno che non succeda prima, a causa di qualche esplosione nucleare più o meno apocalittica, volontaria o casuale. Se si riesce a non scatenare l'inferno nucleare, abbiamo il Global Warming, i Cambiamenti Climatici, e tanto altro.
      La causa di questa situazione disastrosa, è la nostra ingegnosità che manca di Profonda Saggezza.
      Questa ingegnosità senza saggezza, stà segando il ramo sul quale siamo seduti, assieme a quasi tutte le altre specie viventi del Pianeta Terra.
      Ci sono persone sagge, ma se vanno al comando, o se danno disturbo, vengono assassinate.

      Tiziano

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    10. al comando non ce le mandano ch'io accei, se danno disturbo, basta toglierle dai media, come Mercalli.

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  5. Prof vorrei condividere questa riflessione che non credo sia OT con l'effetto Seneca, ma naturalmente rimane aperta ad altri vettori di pensiero: "I diritti individuali non sono negoziabili: in ultima analisi, chi crede nei diritti individuali degli uomini preferirebbe sacrificare ogni altra forma di vita sulla Terra per salvare l’ultimo fra gli uomini, se ciò fosse possibile e sostenibile. Ora il punto non è se ciò è possibile, ma se ciò è accettabile da un punto di vista etico; naturalmente parlo di una etica già oltre i diritti individuali degli uomini."

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    1. Io divido le "regole del mondo" in due gruppi:
      1) quelle "Naturali" (le Leggi della Natura, che si scoprono e non si inventano, che sono ineludibili)
      2) quelle "umane" (tutte inventate, non scoperte, raramente coerenti con quelle "Naturali" (anche se vengono create spesso a complemento delle Leggi Naturali con scopi ed intenti positivi)).
      Del secondo gruppo fanno parte tutte le religioni, i codici di leggi sociali, ecc.
      Il concetto di diritto compare solamente in questo secondo gruppo di regole "inventate dagli uomini".
      Nel gruppo basilare delle Leggi Naturali non c'è spazio per i diritti.

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  6. "Sembra che qui ci troviamo di fronte ad un blocco culturale"
    Culturale e (aggiungerei) psicologico: non a caso qualcuno ha parlato di 'scotoma cognitivo'...

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  7. Datemi 1000 euro al mese e io la smetto di andare in fabbrica a costruire prodotti inutili e dannosi per l'ambiente....

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    1. la sua provocazione suggerisce intensi spunti di riflessione, lo sa? non dico per scherzo ... se fossi un economista ci ragionerei a fondo, ma so che qualcuno lo sta facendo e ci ha ragionato, ovviamente.

      In fondo il nostro sistema (al netto delle diseguaglianze inaccettabili che produce) fornisce molto di più di quello che ci serve ... una parte non piccola del nostro salario ci serve per lavorare innescando un circolo vizioso.
      Es: Lavoro per pagarmi l'auto per andare a lavorare, con cui inquino e provoco malattie, (lavoro di più per pagare tasse per curare queste malattie, per monitorare questo inquinamento, per pulire dove ho sporcato e inquinato per produrre... per pagare la costruzione e la manutenzione della strada che uso per andare al lavoro ... c'è della follia vero in questo?

      L.

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    2. calerebbe l'inquinamento e la CO2, ma sarebbe un disastro per il PIL, la borsa, le lobby, la finanza, le banche. Non lo faranno mai.

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  8. Sui quotidiani di oggi nelle prime pagine campeggia il titolone sul-2% del mercato dell'automobile in Europa, "ma il mercato italiano va a gonfie vele". Dovunque si legge e si parla di economia sostenibile (grande bufala se prima non si ferma la proliferazione demografica dell'homo stupidus), ma nei fatti il dogma del consumismo e della crescita infinita continua a governare il crepuscolo di questa dannata società mangia-pianeta. Ergo, il dirupo di Seneca è un finale sicuro come è sicuro che il sole sorgerà domani.
    Siamo come quella colonia di batteri in laboratorio, con tutta la tecnologia più avveniristica possibile siamo comunque condannati a quel finale.
    Consapevoli di ciò e consapevolmente marciamo verso il dirupo. Vabbè, il resto lo lascio agli storici del futuro.

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    1. vicino ai cestini sono ammassati 1 lavatrice, 2 materassi e 1 ventilatore a colonna, messi lì dagli extracomunitari. Senza di loro il PIL sarebbe già calato notevolmente, quindi nessuna riduzione alla crescita demografica, nè all'immigrazione. Il Titanic non lo fermeranno di certo.

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    2. Però mago "l'effetto Seneca" postula, e non è difficile da intuire, che una volta iniziata la discesa gli eventi accellereranno. Dopotutto in Spagna metà degli immigrati sono andati via loro sponte o su gentile invito nel giro di tre anni dal 2010 al 2013

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    3. sono stato in Spagna e ho visto che lì gli immigrati non vengono trattati in guanti bianchi come da noi, difatti da noi sono aumentati anche in quel periodo.

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  9. GUARDIAN :

    "Tre quarti di insetti volanti nelle riserve naturali in tutta la Germania sono scomparsi in 25 anni, con gravi implicazioni per tutta la vita sulla Terra, dicono gli scienziati".

    (fonte https://www.theguardian.com/environment/2017/oct/18/warning-of-ecological-armageddon-after-dramatic-plunge-in-insect-numbers?CMP=share_btn_fb)

    .----

    Tiziano :

    Se tre quarti di insetti volanti sono spariti in 25 anni, per l'ultimo quarto sono forse sufficienti altri 8 anni (2025).
    E poi, le riserve naturali della Germania restano senza insetti volanti, e probabilmente l'intera Germania.
    E' anche questa una curva di Seneca ....

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    1. mi ricordo ancora la nuvola di libellule intrappolate tra la fila di case e il nugolo di pipistrelli, che le inseguivano. Uno spettacolo che si ripeteva ogni anno a fine estate oltre 50 anni fa. Inutile dire che sono spariti entrambi da 30 anni e più. Al loro posto sono arrivati dove abito, prima dal meridione, poi dal resto del mondo, esseri umani a migliaia. Qual'è la differenza? I secondi consumano, i primi no.

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    2. Grande Mago! Mai assistito a tale spettacolo.

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