Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 14 settembre 2017

Conclusa la Scuola Estiva del Club di Roma a Firenze: e Ora?




Come vedete dalla foto, qui sopra, i ragazzi che hanno partecipato alla scuola estiva del Club di Roma si sono veramente appassionati. E li capisco bene: una settimana in contatto con alcuni dei maggiori esperti di sostenibilità del mondo, in più in una città come Firenze dove abbiamo fatto il possibile per fargli vedere delle cose che i turisti normalmente non vedono; dalla "stanza degli scheletri" del museo della Specola ai segreti archeologici della città di Fiesole. Il tutto ha incluso una passeggiata illustrativa della politica dei signori di Firenze, i Medici, e dei loro metodi propagandistici. Insomma, una cosa che avrei voluto poter fare io quando avevo la loro età.

D'altra parte, sotto altri aspetti, le cose non sono andate per niente bene; in particolare sotto l'aspetto comunicativo. Le autorità e i giornali di Firenze, pur invitati ufficialmente dall'Ateneo, hanno ignorato totalmente questo evento. Forse è perché la conferenza si svolgeva in inglese, ma forse più che altro perché il dibattito in Italia è ormai ingranato su argomenti completamente diversi: non si parla d'altro che di vaccini e di stupri. In particolare, la mia personale impressione è che Firenze sia ormai una città totalmente ossificata dal punto di vista culturale - non si produce più niente che non siano lodi ai tempi passati. E l'unico obbiettivo della classe politica locale è costruire un nuovo aeroporto che farà crescere ulteriormente il numero turisti in una città ormai sommersa da quelli che ci sono. Crescer, crescere, crescere, l'unica parola che si sente dire. Ma la città che somiglia sempre di più alla "stanza degli scheletri" del museo della Specola.


E allora cosa ci rimane di questa scuola? Beh, perlomeno un bel gruppo di ragazzi intelligenti e preparati che possono rimanere in contatto e fare qualcosa di utile. Sul mio blog in inglese (Cassandra's Legacy) sto commentando i vari interventi e le discussioni. Il Club di Roma farà altrettanto sul suo sito Web. Dalla scuola dovrebbe venir fuori anche un film intitolato "Parole dall'Antropocene" o qualcosa del genere, ma su questo vi saprò dire meglio in futuro.

Continuiamo!


12 commenti:

  1. Mi auguro che questi ragazzi abbiano capito quanto sia scottante l'urgenza dei problemi che l'Antropocene pone a tutti noi.
    E che non si lascino ingannare dalla menzogna ripetuta incessantemente, che fa della crescita indiscriminata il miracolo che ci può salvare dalla catastrofe.E da quella ancora più subdola di una sostenibilità fondata
    sul vano tentativo di eludere limiti intrinsecamente insuperabili, comunque sia.
    Adoperando la famosa metafora delle capre dei cavoli e dei lupi e contadini compresi, passare di là dal fiume sarà un'impresa sovrumana, in senso stretto e lato, e richiederà cumuli-nembi di coraggio, tsunami di passione, esplosioni pliniane di saggia intelligenza,determinazione da sisma del decimo grado Richter e tredicesimo del Mercalli.
    Loro sì che devono crescere, umani appena germogliati, della più benigna eutrofia.

    Marco Sclarandis

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    1. Serve una decrescita indiscriminata del biota umano; insomma una sea shepard armata di siluri ad ogni angolo di foresta.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  3. Fra, hai omesso di dire in quanto tempo dovrebbe avvenire la decrescita(del biota umano).
    Per essere efficace sarebbe meglio adoperare tutti gli armamenti termonucleari.
    Tanto, se deve essere indiscriminata è inutile andare per il sottile.
    O forse hai commentato d'impulso?

    Marco Sclarandis

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    1. Ho sbagliato aggettivo: non indiscriminata ma incisiva, particolarmente nei luoghi dove le foreste vergini residue o le savane sono sotto pressione antropica. Ad ogni angolo di foresta o di stentata savana minacciata dalla fame del biota umano che ormai pesa oltre il 50% di tutte le forme viventi. Poi perchè ci metti di mezzo le armi termonucleari quando parlo di difesa delle foreste? Hai commentato di impulso?

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    2. Forse non hai colto l'ironia, funebre, ma ironia,Fra.
      E comunque ho letto più volte il tuo commento e infatti mi dici tu stesso di aver sbagliato aggettivo.
      Certo, Fra, che il biota umano,cioè tutti noi nessuno escluso, se continuiamo a cercare di risolvere una equazione impossibile come moltiplicarci ancora e far crescere ogni nostra azione, questa è l'ultima generazione prima dell' ecatombe delle ecatombi.
      Sappiamo che cosa dovremmo fare per evitarcela ma facciamo troppo poco,troppo tardi.

      Un saluto, Marco sclarandis


      Marco Sclarandis

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    3. R "cercare di risolvere una equazione impossibile come moltiplicarci ancora"..ovviamente ridurre il tasso di natalità va bene, ma gli scenari dicono che poteva essere sufficiente 40 anni fa; nella versione inglese del blog si parla di riduzione dei tassi di natalità e basta. Mi pare troppo poco. Addirittura si parla di riduzione dei tassi di natalità solo con l'educazione e contraccettivi, quindi in maniera facoltativa. Anche questo buonismo sul solo versante dei soli tassi di natalità mi sembra molto debole. Solo con l'educazione ed i contraccettivi le coppie con almeno due figli sono una evenienza tutt'altro che rara: poi come detto la sola riduzione dei tassi di natalità andava bene 40 anni fa. Nel blog in inglese di effetto cassandra c'è la meravigliosa notazione che riporta come ormai solo il 3% del vivente sia costituito dalla fauna selvatica e circa il 55% dal biota umano:sì Marco , se pensi a questo dato biota umano è la giusta definizione, per non parlare francamente di teratoma umano. Ergo con un minimo di realismo bisognerebbe quantomeno ridurre di qualche punto quel 55% dove preme per deforestare ancora, visto anche che le foreste vergini sono la legione principe di Gaia. Solo per fare un esempio è evidenza scientifica che le faggete vergini germaniche potrebbero resistere anche a climi iberici. la riforestazione produce solo tanti alberi autistici debolissimi ai cambiamenti climatici e meno efficienti nella fotosintesi. alle nostre latitudini mediane possono volerci più di 500 anni per riavere qualcosa che assomigli alla foresta vergine primaria per resilienza ed efficienza fotosintetica. Nel caso del sud America e dell'Africa tanto subshaariana che equatoriale la situazione è ancora più grave in quanto alla foresta tagliata si sostituisce una steppa arida. Ergo è lì, dove attualmente le foreste vergini sono più minacciate dalla pressione antropica, non certo in Canada on in Siberia, che sarebbe d'uopo fermare con qualsiasi mezzo il taglio delle foreste. Se ti sta bene è così. Se non ti sta bene torna a vagheggiare l'olocausto per tutte le creature viventi quando il solo biota umano è ormai al 55% della massa di tutto il vivente. Un po di coerenza ogni tanto non guasterebbe.

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    4. i cocomeri moscatelli non vengono più, specie ormai persa, gli alberi crescono molto più lentamente e a stento, nel pratese il granturco ha avuto rese irrisorie, meno nel pistoiese ex area paludosa (500 anni fa). Penso che ormai sia compromessa la fertilità di tutta l'alta Toscana per i secoli a venire.

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    5. Fra, io non vagheggio proprio niente.
      Assisto quasi impotente a questa distruzione ripugnante che già temevo decenni e decenni fa.Sono inorridito da tanta idiozia.
      (pensa agli incendi italiani di quest'anno).
      Come siamo gemmati dall'albero genealogico assoluto centinaia di millenni fa può essere che giunto l'inverno, magari non per tutti noi ma per molti.Il tempo della fisica non è quello della biologia e ancor meno della psiche umana.
      Comunque la tua ultima frase mi fa intendere che sia molto difficile capirsi, nonostante pensiamo molte cose allo stesso modo.
      Marco Sclarandis

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  4. E ora potremmo leggere questi articoli di Kris De Decker
    http://www.lowtechmagazine.com/2017/09/how-to-run-modern-society-on-solar-and-wind-powe.html
    http://www.lowtechmagazine.com/2011/07/solar-powered-factories.html

    Una civiltà basata sulle rinnovabili è possibile, a patto che la domanda di energia si adatti alla fornitura e ci si limiti a produrre solo il necessario.

    E anche questo
    http://www.yesmagazine.org/issues/just-transition/how-to-feed-ourselves-in-a-time-of-climate-crisis-20170908
    Come creare un sistema alimentare giusto e sostenibile. (sintetico ma ricco di preziosi suggerimenti).
    Angelo

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  5. E intanto alla faccia della co2....boooom di petrolio (bruciato), ma non (solo) nei cosiddetti BRICS (ovvio direte voi) ma anche nella nostra (cara?) vecchia europa e anche negli usa (beh c'è Trump adesso, è ovvio direte voi)...comunque oggi ha chiuso a 55$.
    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2017-09-13/petrolio-europa-e-usa-e-boom-consumi-e-le-scorte-calano-220602.shtml?uuid=AEtYHdSC

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    1. infatti se fino a qualche anno fa la co2 aumentava di 2 ppm all'anno, ora siamo a 3!! E lo considerano tutti un successo. Vai, trenino, sempre più veloce, vai.
      intanto la Nasa:http://www.sciencehunter.it/2016/09/15/temperature-da-record-agosto-il-mese-piu-caldo-degli-ultimi-136-anni/. Vai, Vai, trenino.

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