Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 20 dicembre 2016

Pinuccia Montanari assessore all'ambiente del comune di Roma. Avanti con l'economia circolare!



di UB

Pinuccia Montanari non è soltanto una persona competente, ma anche una carissima amica e collaboratrice. Soltanto due mesi fa era a Firenze, invitata per farci una lezione nel corso di formazione sull'economia circolare. Ma sono anni che collaboriamo in tante cose, soprattutto sulla questione dei rifiuti.

Ora, Pinuccia si è presa questo impegno con grande coraggio. Ce ne vuole per gestire qualsiasi cosa che abbia a che vedere con il comune di Roma, come abbiamo visto dagli eventi degli ultimi tempi. Ma quella del sindaco Raggi è stata una scelta saggia. Mettere una persona competente in un ruolo dove può far valere la propria competenza è sempre una scelta che paga.

Quindi, tantissimi auguri a Pinuccia e sono sicuro che saremo in tanti a darle una mano quando ne avrà bisogno. Forza Pinuccia! Avanti con l'economia circolare!!





26 commenti:

  1. Buon Lavoro Pinuccia!Tutti i miei pensieri positivi per il tuo nuovo incarico!

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  2. dietro casa mia c'è ancora il bottino, dove veniva buttato a mano tutta la produzione di feci della piazza. Poi venivano i merdai di Campi con le botti montate sui carri e lo svuotavano. Mi hanno detto ,quando ero giovane, che lo prendevano a mani nude per saggiarne la validità e se era buono, lo lodavano con espressioni di soddisfazione. Quella era la vera economia circolare, generata da una società di sussistenza, che non ritornerà più.

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  3. io vivo a roma e vi assicuro che fare qualcosa di positivo e' cosa assai dura. dopo 23 anni che insegno al professionale vi assicuro che sara' dura durissima. hai presente un muro? . peggio.qui bisogna cambiare il modo di pensare del 60% ed oltre delle persone che si sentono autorizzate a lasciare bottiglie per strada gettare tutto per terra ecc ecc. qui chi sporca non e' uno su 10 sono 6 su 10. buona fortuna.

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    1. Mi hai fatto venire in mente il colloquio con Mardella (sindaco di Firenze) la scorsa estate durante una festa di un gruppo sportivo (a Castello) quando la sua assistente asserì che a Firenze avevano risolto pressoché il problema delle bottiglie di vetro obbligando l'uso della plastica....
      Quando le feci notare che "basta dare un valore" a quel vetro con il <> vuoto a rendere non replicò; anzi, dopo altri chiarimenti disse: <>....

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    2. "basta dare un valore" a quel vetro con il <> vuoto a rendere"

      guarda che trasportare, recuperare, lavare, sterilizzare una bottiglia di vetro ha un costo energetico notevole, che non credo sia inferiore al produrre una bottiglia di plastica nuova e superleggera o un brik: se ti prendi la briga di pesarne una di qualsiasi prodotto, puoi verificare che rappresenta in peso quasi la meta' del prodotto che contiene, contro i pochi grammi di una bottiglia in plastica o di un brik, che potrebbero essere prodotti con materiali inceneribili senza produrre sostanze tossiche.
      Il trasporto di tutto il peso inutile costa.
      Un bottiglione da un litro e mezzo, vuoto, pesa 700 grammi...
      Una bottiglia di conserva di pomodoro da 700 grammi di contenuto ne pesa, vuota, 300 e oltre.

      Per fare questi facili esperimenti basta una bilancia da cucina.

      Sull'argomento c'era un articolo interessante e non ideologico qui:
      www.crisiswhatcrisis.it/2016/06/03/bottiglie-riciclate-ed-altri-disastri/

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    3. Concordo con "Firmato Winston Diaz".

      Molte delle soluzioni proposte, fanno più danni dei problemi che vogliono risolvere.
      E il problema lo sai qual'è?

      Che nessuno dei sedicenti politici passati e futuri si sente in dovere di fare un dibattito chiaro per ogni soluzione proposta e vedere se sono fattibili/sensate oppure no.

      Io sono iscritto al M5S e adesso c'è la possibilità di votare quale forma di stoccaggio dell'energia sia migliore:
      1) grandi centrali (pompaggio acqua tra 2 bacini idrici);
      2) medi...
      3) piccoli (batterie a livello famigliare)

      Io sai cosa farò...

      NON voterò!

      Semplicemente perché NON penso che sia questo il problema.

      Vorrei sapere da un qualsiasi altro iscritto o no al M5S, chi è il consulente energetico del movimento.

      Vorrei farci una chiacchierata, anche perché penso che, forse è inutile che cerchi di contattare i vertici, forse non sono loro che decidono la linea energetica... (almeno spero).

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    4. "c'è la possibilità di votare quale forma di stoccaggio dell'energia sia migliore"

      A prescindere dal fatto che certe questioni possano essere decise da un popolo ignorante (problema che e' gia' stato brillantemente risolto livellando la classe politica-decisoria-culturale allo stesso grado di ignoranza), immagino il livello del dibattito preparatorio, in vista di un voto consapevole, soppesante i pro e i contro.

      Resta un grave problema di fondo, di principio: in mancanza di un severissima delimitazione costituzionale, formale o sostanziale, del potere comunque espresso, per via personale, oligarchica, o di maggioranza, assoluta o relativa, il voto online e' solo l'ennesima incarnazione di una delle tradizionali forme di dittatura: la dittatura della maggioranza.

      Veramente non capisco come ci si possa aspettare qualcosa di buono, e' meglio tirare i dadi: se non altro cosi' si evitano le recriminazioni da guerra civile, fra maggioranza e minoranza, successive all'eventualmente errata scelta, che non sarebbe poco.

      E magari cosi' si rischia pure di fare la scelta giusta.

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    5. Winston Diaz, il post che citi termina con queste parole:

      "Riciclare una bottiglia, pure necessario, è idiota?

      Certo, è idiota, inutile ed un vero disastro, sul piano energetico. Perché è molto ma molto più sensato il riuso. Sia su scala familiare, portarsi la bottiglia da casa. Sia sul piano industriale. Le bottiglie di vetro basta raccoglierle intere e lavarle.

      Ovvero quel che si faceva quaranta anni fa, quando la costituzione era giovane ed il sottoscritto leggeva del futuro sul Corriere dei Ragazzi…."

      Ripeto le ultime parole del post:
      "Le bottiglie di vetro basta raccoglierle intere e lavarle."
      Chi le ha scritte ha forse sbagliato i suoi conti?

      Marco Sclarandis

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    6. @marco:
      "Le bottiglie di vetro basta raccoglierle intere e lavarle."
      Chi le ha scritte ha forse sbagliato i suoi conti?
      ----

      Si, ha sbagliato i suoi conti!

      Io per anni ho riusato bottiglie di... PLASTICA!
      Andavamo nell'acquedotto di un comune vicino, a prendere l'acqua.
      Riempivamo 6 cassette d'acqua (6 x 12 bottiglie) e qualche bidone da 20 litri.
      Praticamente il peso trasportato era al 99% acqua.
      (Chiaramente, ogni tanto, quando la bottiglia diventava troppo vecchia veniva sostituita con una nuova)

      Se usi le bottiglie di vetro.
      Il peso da trasportare è per 1/3 (se non più) vetro.
      Ogni tanto una cade e si rompe (cosa che non accade con quelle di plastica) e c'è il rischio che qualcuno si faccia del male o che scoppi qualche ruota di bicicletta o motorino.

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    7. https://www.altroconsumo.it/alimentazione/acqua/news/acqua-filtrata-alcune-caraffe-sono-efficaci
      Nessun peso da trasportare. Rispetto alle acque minerali c'è anche un risparmio. E nessuno che ci specula sopra. Io uso quella della Coop ma ce ne sono diversi modelli.
      Angelo

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    8. Alessandro, io sto parlando di riuso industriale...........
      Marco Sclarandis

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    9. Ha ragione Pulvy, e' quando si fanno le cose personalmente con raziocinio e accortezza che si vede come funzionano le cose, e la retorica lascia il tempo che trova.
      Trasporto a parte (che e' molto importante, ad esempio io che uso solo la bicicletta ormai da moltissimi anni, sperimento personalmente che portare in giro bottiglie di vetro, piene o vuote che siano, da' MOLTO fastidio, sia per il peso enorme (1/3 del contenuto!!!) che per la fragilita'), ma la perplessita' vale anche per il riuso industriale: rimuovere etichette, lavare, controllare, sterilizzare, costa molta energia, e una bottiglia che avesse la minima impurezza (tipo un topolino dentro) puo' voler dire l'intervento della gabanelli e la rovina di un'azienda :).
      Per i liquidi, il cui limite di trasportabilita' e' dato dal peso e non dal volume, col vetro vuol dire muovere almeno un terzo di camion (o biciclette, o treni, o carretti) in piu' rispetto a plastica o brik.
      In ogni caso, per rendere fattibile la cosa, sarebbe necessario che ci fosse un unico formato standard di bottiglia, che in ogni caso sarebbe meglio fosse di plastica. In Olanda hanno provato a farlo, se non erro, con plastica piu' spessa e riutilizzabile, e un risparmio finale comunque discutibile. Ma qui in italia fra i tanti problemi c'e' pure il pregiudizio ignorante della gente, che e' convinta che un alimento imbottigliato in plastica, acqua e bibite a parte a cui sono abituati, sia di per se' una ciofeca, una cosa da barbari rozzi, rispetto a quello in vetro. Tanto il TIR che trasporta il tutto non lo devono spingere loro (mentre la mia bicicletta me la devo spingere io).

      Acqua filtrata

      Nella maggior parte dei casi non serve filtrare niente, va gia' benissimo cosi' come esce dal rubinetto. Checche' se ne dica, l'Italia e' uno dei paesi piu' ricchi di buona acqua al mondo. Per chi vuole la frizzante, ci sono i gasatori, che fanno sparire anche ogni traccia di sapore cattivo e da cloro (peccato pero' che una bomboletta da fighetti "trendy" da pochi etti di co2 costi come un bombolone da saldatori di quelli alti come una persona).

      Semmai, si dovrebbe spingere affinche' i contenitori siano prodotti con materiali smaltibili/inceneribili senza produzione di sostanze tossiche. Il PET delle bottiglie di plastica se non erro e' uno dei combustibili piu' puliti in assoluto.

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    10. @"se non erro, con plastica piu' spessa e riutilizzabile, e un risparmio finale comunque discutibile."

      Il risparmio è solo apparente! :-(

      Risparmiare energia equivale anche a risparmiare soldi,
      che apparentemente ridurranno i consumi di bottiglie e quindi di energia,
      ma aumenteranno i consumi in altri settori; ad esempio: una gita in più in montagna (consumo di carburanti e compensazione con l'energia che era stata risparmiata).

      Il riuso servirà solo quando l'energia scarseggerà,
      siccome poca energia equivale a basso PIL -> bassi redditi -> povertà -> risparmio assicurato.

      Il riuso garantirà una vita decente in una società decadente.

      Invece adesso, ogni riuso e risparmio (efficienza), sposta solo i consumi in altri settori.

      Della serie:
      fate pure tutto quello che volete,
      ma finché ci saranno in giro tanti soldi e tanta energia,
      il risparmio è... IMPOSSIBILE! :-(

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    11. Vero, pero' ricordati che siamo in un sito dove ti possono rispondere che basta usare la forza dello Stato per indirizzare quel risparmio in investimenti per la rinnovabilita', che peraltro e' quello che viene fatto gia' da un pezzo e in modo sempre piu' cogente e opprimente, attraverso sia leggi nazionali che direttive europee sfornate a getto continuo e che per definizione dichiarano qualsiasi provvedimento precedente "insufficiente" (fra l'altro le stesse per cui l'europa e' ormai letteralmente ODIATA da tutti!). Vedi il continuo abbassamento dei limiti delle polveri sottili, che oramai in alcuni casi e in certe situazioni sono inferiori al "fondo naturale".

      E comunque come dice giustamente mago, "la raccolta differenziata si è dimostrata essere una scusa per far girare ancora più soldi, ergo rifiuti ed inquinamento. Alla facciaccia dell'economia circolare!!!" E' vero. E non solo soldi, grazie ai soldi e' anche terreno di coltura di malvivenza e corruzione.

      Chi sa usare il martello vede tutto in forma di chiodo.

      E a chi deve davvero decidere, del contenuto non gli importa nulla, gli basta che aumenti il suo potere e il ... PIL.

      E alla fine, quindi, il consumo. Per cui la tua tesi, e quella di mago, e' giusta ;)

      Ecco, adesso che abbiamo scoperto un ulteriore livello di circolarita' della nostra economia, siamo ancora piu' contenti.

      :)

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  4. bisogna togliere dalla produzione tutti i prodotti che non si possono recuperare. bastano poche norme per ridurre i rifiuti del 50% con risparmio e materie e energia per la produzione e le problematiche della gestione del ciclo dei rifiuti. non ci saranno mai queste norme se no il Pil non aumenta. come vecchio operatore del settore vi possono garantire che sempre piu prodotti vengono imessi in circolazione con buona pace dell'economia circolare. ricordiamoci che vendere viene prima di recuperare! chi comanda? quando vorrei essere smentito !!

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    1. In questa stagione di incentivi-disincentivi, ci sarebbe un modo semplicissimo di risolvere la questione: abolire completamente la "tassa immondizie", che aumenta di prezzo e cambia nome altrettanto spesso del mutare delle leggi elettorali, e trasferirne integralmente l'onere nei prodotti nuovi, cosi' come si fa gia' e da sempre, nel nostro paese, con qualsiasi prodotto energetico, che e' gravato da pesantissime tasse per scoraggiarne l'uso (la carbon tax l'abbiamo inventata noi MOLTI decenni prima che ne diventasse di moda il nuovo nome, anzi in contemporanea con l'inizio del consumo di combustibili fossili - esiste ancora perfino l'accisa sui fiammiferi, se comprate dei fiammiferi, anche "da cucina", hanno ancora la fascetta).

      Se non si fara' mai e' per i motivi che sospetti: i prodotti energetici sono tutti di importazione (persino i fotovoltaici, sotto forma di pannelli), mentre gli altri sono di produzione (=pil) nazionale: gravarli gia' all'origine dell'"imposta di smaltimento" scoraggerebbe i consumi, mentre l'imperativo attuale e' di aumentare i consumi ad ogni costo, per tenere in piedi la macchina produttiva e la contabilita' nazionale con relativo debito pubblico.

      Se si fara' qualcosa del genere, in ogni caso, si sa anche come andra' a finire: che sara' aggiunta l'imposta sopra suggerita sui prodotti nuovi (si fa gia' ad esempio per le batterie al piombo, il "contributo raee") ma aumentando pure le tasse sull'immondizia.

      Per quanto riguarda il merito del'aticolo, temo che perseverando con queste derive ideologiche, Roma sara' condannata definitivamente ad essere sommersa dalla spazzatura, oppure a pagare a caro prezzo lo smaltimento con trasporto e incenerimento in luoghi lontani (nel nord italia padano o in germania). Lo si sapeva gia' vent'anni fa che le discariche si stavano saturando e che senza l'ausilio di un inceneritore, che qualsiasi giunta di qualsiasi colore ha sempre avversato per ragioni populistiche (cioe' perche' tanto alla fine l'onere lo paga qualcun altro), la situazione prima o poi sarebbe esplosa.

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    2. la raccolta differenziata si è dimostrata essere una scusa per far girare ancora più soldi, ergo rifiuti ed inquinamento. Alla facciaccia dell'economia circolare!!!

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    3. intanto hanno votato 20 mld per salvare le banche. Questi li può fermare solo il peak oil, altro che circolini o circolari vari. Inoltre a 30 m da me hanno riaperto la terza panetteria in due anni dopo il fallimento delle altre due. Non so quanto durerà questa, ma se stessero un pò fermini, ci sarebbero meno sprechi, ma non ci possono stare, altrimenti il PIL non tira (una volta si diceva di una cosa che tirava più di un carro di buoi, ma penso, a questo punto, sia una cosa superata dal PIL). Così ci hanno lavorato muratori, imbianchini, elettricisti, arredatori, ditte di scaffalature, ecc..per 3 volte in 2 anni. Per un negozio inutile, che durerà sei mesi o almeno fino a fine incentivi, ma the show must go on. Se almeno cominciasse a diminuire la disponibilità di petrolio, non si dovrebbero più vedere questi abomini di spreco e di inutilità. E non si vedrebbero più nemmeno scene come quelle di Berlino, tanto che ora parlano di mettere i cavalli di frisia a difesa dei mercatini. Quanto aveva ragione mio babbo, che voleva mettere nelle strade gli autoblindo con l'ordine di far fuoco su chi non si fermava, ma è solo questione di tempo. Questo buonismo idiota non può durare in eterno.

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    4. Pierino, le cose cambiano quando non possono fare altro che cambiare.
      Solo che non lo fanno sempre come vorremmo.
      E' l'umanità intera che è in via di riciclaggio.
      Quello che sappiamo della Vita sulla Terra è più che sufficiente a confermare che non c'è posto per chi non accetta determinati limiti.
      Quindi, molti problemi si stanno semplicemente risolvendo da soli, ma nel peggiore dei modi per chi li ha generati,
      sottovalutati, ignorati, ed ora cerca pure di nascondere la propria ignavia.
      Se così stanno le cose, allora si tratta solo di attendere, continuando ad agire affinchè dall'immmane riciclo emerga una nuova genìa, che non solo esiste, ma è la sola che sa di vedere
      la speranza di essere salvata, realizzarsi.

      Marco Sclarandis

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    5. Quando produrre i beni sarà molto costoso, perché energia e risorse ce ne saranno poche, tutti ricicleranno a più non posso.

      A Cuba si ricicla tutto, semplicemente perché è un Paese povero dove l'embargo americano ha isolato il Paese.

      Pensateci bene ogni volta che parlate contro la globalizzazione.

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    6. Si ma la globalizzazione è un gigante dai piedi d'argilla.
      http://energyskeptic.com/2016/u-s-house-meeting-on-terrorist-threats-to-energy-security/
      Cuba non sarà il paradiso in terra, soprattutto per quanto riguarda l'alcolismo, ma almeno ci si arrangia a campare senza rompere le scatole a nessuno.
      Angelo

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    7. "dove l'embargo americano"

      Che la causa della poverta' di cuba sia l'embargo pero' e' un mito, l'embargo era solo da parte degli Usa, tutti gli altri paesi del mondo potevano continuare tranquillamente a commerciarci, cosa piuttosto complicata da farsi non a causa dell'embargo, ma a causa del fatto che si tratta di un paese a centralismo comunista, dove ogni piccola decisione viene presa da una burocrazia paralizzante. Impossibile gestire un sistema complesso come e' sempre una societa' di milioni di persone, non dico moderna, in tal modo.

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  5. incredibile! una persona giusta al posto giusto.

    coraggio, le servirà davvero tanto coraggio e l'appoggio, coraggioso delle persone per bene, (sempre che ne siano rimaste ancora)

    L.

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  6. Buon lavoro e in bocca al lupo.

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