Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 24 luglio 2015

Mini Era Glaciale nel 2030: il nuovo meme anti scienza?

DaResource Crisis”. Traduzione di MR

Di Ugo Bardi




Nell'ultimo decennio abbiamo assistito  parecchi trucchi usatidai media  contro la scienza del clima. Quello più riuscito è stato il cosiddetto scandalo “Climategate” del 2009. Ne potete vedere gli effetti nel sondaggio di Gallup sopra.

Il Climategate è stato un “meme” di grande successo, un termine creato da Richard Dawkins in analogia con “gene” - un meme è un'unità riproduttiva nello spazio mediatico. Funziona come un virus e, come un virus, tende a perdere potenza quando il sistema sviluppa le modalità per combatterlo. Per cui, il meme del climategate ha perso potenza a pochi anni dalla sua introduzione e la curva di Gallup ha ricominciato a salire.


Il 2012 ha visto la nascita di un nuovo e potente meme anti scienza: quello che “il cambiamento climatico si è fermato”, creato da David Rose con un articolo sul Daily Mail. L'effetto è stato meno pronunciato di quello del meme del Climategate, ciononostante l'idea della “pausa” è diventata virale ed è probabilmente all'origine della caduta/stasi della curva di Gallup dal 2013 al 2014.

Ma anche il meme della “pausa” ha perso potenza. Col 2015 sulla buona strada per diventare l'anno più caldo mai registrato, diventa sempre più difficile sostenere che il cambiamento climatico si è fermato. Così, con la conferenza sul clima di Parigi che si approssima, probabilmente è il momento giusto per fare apparire sui media un nuovo meme anti scienza. (*)

Non è una sorpresa, dunque, che i media siano tutti presi dall'idea di una “mini era glaciale” che si dovrebbe verificare ad un certo momento negli anni 30 del 2000. Guardate i risultati di una ricerca “Google Trends”. Notevole, davvero!



Questa valanga di ricerche su Internet è stata innescata da una presentazione della professoressa Valentina Zharkova dell'Università di Northumberland a un meeting della Royal Astronomical Society all'inizio di luglio. Anche senza scendere nei dettagli, è chiaro che stiamo parlando di qualcosa che potrebbe accadere fra un paio di decenni sulla base di un modello non verificato, nemmeno pubblicato su una rivista qualificata. E questo dovrebbe fermarci dal fare qualcosa contro il riscaldamento globale che si sta verificando proprio in questo momento? Ma dai...

La domanda è, piuttosto, se l'idea di “mini era glaciale” sarà un buon meme anti scienza che forse condizionerà i risultati della conferenza di Parigi a dicembre. Naturalmente, dovremo aspettare e vedere, ma sembra improbabile. L'idea della mini era glaciale è debole. Confrontiamolo con il meme de “il cambiamento climatico si è fermato”. Uno dei suoi punti di forza è stato che David Rose lo ha posizionato come un complotto, con gli scienziati nel ruolo dei cattivi che cercano di nascondere la verità al grande pubblico. E un meme che include cattivi all'opera funziona quasi sempre. Poi, quante volte siete stati contraddetti da qualcuno assolutamente sicuro del fatto che il cambiamento si è fermato? Per rispondere, dovete spiegare a lui o lei (più comunemente un lui) che no, non si è fermato, che ha solo rallentato, che il calore è finito negli oceani, ecc. Non ha mai realmente funzionato.

Ma il meme della “mini era glaciale” non contempla cattivi da incolpare e ciò lo rende debole fin dall'inizio. E poi immaginatevi di fronte a qualcuno che sostiene che “dicono che fra 15 anni ci sarà una mini era glaciale”. Sarà sufficiente guardarlo (forse guardarla) con un espressione appropriatamente scettica e dire, “ma sei proprio sicuro”?

Sembra che i negazionisti climatici avranno tempi duri. Ed è esattamente ciò che si meritano!



(*) a proposito del meme "il riscaldamento si è fermato", vedi anche questo post su "Rimedio Evo"

11 commenti:

  1. il climategate del 2009 più che dare reali argomenti ai negazionisti però aveva rivelato che era (ed è ancora, in modo molto più evidente dopo il meme della pausa) una battaglia su temi statistico/matematici nell'analisi dei dati.
    La base fisica dell'AGW penso che sia condivisa da tutti, la CO2 e gli altri gas 'serra' hanno questa malefica proprietà di bloccare le radiazioni a bassa frequenza (cioè calore emesso dalla terra allo spazio) ma non bloccano le radiazioni ad alta frequenza (quelle del sole in entrata sulla terra).
    Per il resto però è tutto molto più difficile da analizzare, visto che il sistema climatico è un sistema complesso in cui è difficilissimo fare dei modelli di previsione che considerano in modo corretto tutte le interazioni tra le grandezze fisiche del sistema: di sicuro sappiamo che c'è un elemento riscaldante che viene emesso dall'uomo (la CO2, metano ecc) ma non c'è ancora un modello sicuro per quantificare questo effetto antropico, la climatologia è fortemente multidisciplinare e ancora è in una fase di sviluppo: per diventare una scienza 'esatta' vera e propria ci vorrà ancora molto tempo e molte verifiche. il sintomo chiaro di questo è che ci si scanna a sangue anche per interpretare banali serie di dati che sono ancora troppo limitate per poter confermare o smentire una tendenza prevista: la cosiddetta pausa è troppo corta per tranquillizzarci, ma anche l'aumento del 2015 è troppo poco per conclusioni tragiche (c'è il nino, è normale che ci sia un aumento). Insomma, per me basterebbe ammettere che è inutile perdersi in discussioni su come calcolare linee di tendenza per portare acqua al proprio mulino, lo sappiamo tutti che la probabilità di influenza dei gas serra nel GW è molto alta, quindi al di là dell'entità di questa influenza (ancora tutta da valutare) la conclusione che dovrebbe essere logica è che il problema dell'AGW è reale e va affrontato, al di là degli atteggiamenti spesso irritanti che ci sono anche da parte dei 'catastrofisti', oltre che ovviamente da parte dei negazionisti che spesso sono personaggi-macchietta tipo madrigali:))

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    1. Hai detto bene:
      aldilà del valore effettivo dell'effetto serra della CO2,
      sappiamo che è un gas serra; quindi dovremmo limitare le emissioni per evitare di aggravare la situazione;

      Suggerimenti su cosa fare?

      Sappiamo che solo il 16% dell'energia utilizzata dall'uomo è sotto forma di energia elettrica;
      circa l'81% viene fornito dai combustibili fossili.

      Come sostituiamo questo 81% di energia? con che cosa?

      Se la scienza e la tecnologia non fanno passi avanti,
      questo sarà un problema senza soluzione!

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    2. appunto è quello il problema più grave, quello energetico. se l'uso di gas e petrolio fosse un capriccio sarebbe facile eliminarlo di fronte al rischio climatico. ma se quello climatico è un rischio grave, con il taglio immediato dei combustibili fossili il disastro sarebbe una certezza. sappiamo che dipendere dai fossili è pericoloso: aggravano il problema climatico e esistono in quantità limitate, però al momento sono possibili solo soluzioni tampone: shale, nucelare a fissione ecc.. anche il risparmio energetico è una soluzione tampone.
      purtroppo è così, al momento non ci sono soluzioni vere, è giusto puntare sulle rinnovabili ma non ci si può aspettare che possano risolvere il problema dei fossili a breve-medio termine. la fase di transizione da affrontare è lunga e non si sa come andrà a finire. l'ideale sarebbe risolvere il problema energetico eliminando le emissioni (sarebbe possibile con la fusione nucleare, ma è un'incognita totale al momento) e dopo essersela vista brutta smetterla di pensare che l'aumento demografico è necessario per avere più forza lavoro, visto che ormai con l'automazione non c'è più la necessità di avere braccia in quantità per i lavori più semplici: sarebbe meglio avere un mondo che vive al di sotto delle proprie possibilità, piuttosto che vivere con l'ossessione di sfruttare tutte le risorse al 100% e oltre.
      ovvio che se fosse risolto il problema dell'energia e contestualmente quello climatico rimarrebbe la limitatezza delle risorse alimentari, che non saranno mai illimitate.

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    3. Se fosse risolto il problema dell'energia (con una fonte energetica abbondante, economica e non particolarmente inquinante); il problema alimentare si potrebbe risolvere anche (sempre nell'ipotesi che la popolazione con continui a crescere indefinitamente).

      Avendo tanta energia, sarebbe possibile utilizzare terreni, in cui adesso l'acqua non è possibile portargliela.

      Anche la mancanza d'acqua sarebbe un problema risolto, in quanto potrebbe essere desalinizzata quella del mare (che adesso è antieconomico usarla per l'agricoltura).

      Praticamente, il problema energetico è alla base di tutti gli altri; risolto, tutti gli altri problemi diventano più semplici da gestire.

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    4. si, avendo energia illimitata con la desalinizzazione e anche le colture senza terra si potrebbe aumentare molto anche la disponibilità alimentare, ma non in modo illimitato. basterebbe che (come è successo fino a adesso) l'aumento della popolazione non sia più veloce dell'aumento delle risorse disponibili. Pensando a Malthus è vero che la popolazione sale esponenzialmente e le risorse no. però non è vero che le risorse crescono in modo lineare, possono anche decrescere gradualmente come il petrolio o crescere con uno scalino improvviso (ad esempio se la fusione nucleare diventasse praticabile apparirebbero 'dal nulla' nuove risorse energetiche abbondantissime disponibili da subito). il vantaggio è che la crescita della popolazione è si esponenziale, ma è un esponenziale lenta che in un tempo limitato può permettere un incremento delle risorse (lineare o a scalino o irregolare) maggiore di quello demografico. chiaro che però nella situazione attuale diventa tutto molto più difficile perché facciamo fatica a trovare risorse nuove mentre quelle vecchie stanno diventando più difficili da trovare. e allora si potrebbe andare incontro a un decremento della popolazione che sarebbe anche lui esponenziale, ma se si mantenesse la calma e si riuscisse a evitare (magari anche fortunosamente) catastrofi ambientali sarebbe anche in questo caso un esponenziale lenta e semi-gestibile, niente a che vedere con la decrescita 'felice', di felice ci sarebbe ben poco, già adesso di felicità in giro ne vedo poca:))

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  2. Si potrebbe aggiungere un dato, al grafico inserito nell'articolo :
    La percentuale degli scienziati che credono che il "riscaldamento globale" (GW) è causato dalle attività umane :
    97 percento.
    La quasi totalità degli scienziati.
    AGW = Anthropogenic global warming. Riscaldamento globale antropogenico.

    Tiziano

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    1. 'credono' non è un bel termine da usare per gli scienziati:)) e poi non ho mai capito se questo 97% include tutti gli scienziati in generale (cos'hanno fatto, un sondaggio mondiale?) o solo quelli specializzati in climatologia. ma il punto è che se si tratta di dire che la CO2 ha un'influenza sul bilancio energetico sole-terra non si tratta di credere o no, è così e basta, se uno non sa che vapore acqueo, CO2, metano e tanti altri gas che ci sono nell'atmosfera mantengono la temperatura terrestre a 14-15° di media invece dei -20° che ci sarebbero senza l'effetto di questi gas, vuol dire che o non è uno scienziato o non si è mai occupato in vita sua nemmeno delle basi elementari del clima terrestre.
      il grosso problema invece sorge quando si deve quantificare questo effetto e stabilire le possibili conseguenze. in quel caso si parte con le 'credenze'. anche a me sembrano più credibili gli studi ufficiali del "97%", e anche se poi si rivelassero eccessivamente pessimisti fa niente, è sempre meglio emettere meno CO2. però non drammatizzerei troppo la situazione per evitare che le cure siano peggiori della malattia. che poi per quello che ne sappiamo la situazione climatica potrebbe anche già essere irrecuperabile da un pezzo e magari avremmo dovuto accorgercene 50 anni fa per evitare danni. insomma, secondo me ci sono troppe incognite per mettere in primo piano il problema climatico rispetto a quello energetico. il problema energetico è molto più facile da quantificare, anche se la soluzione pratica è un'incognita totale in tutt'e due i casi.

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    2. Skeptikal Science ha fatto una ricerca fra tutti i saggi peer-reviewed sul clima che sono riusciti a trovare. Il 97% di quei saggi afferma che il riscaldamento globale e relativo cambiamento climatico esistono e sono antropogenici. http://ugobardi.blogspot.it/2013/06/il-97-del-consenso-sul-riscaldamento.html

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    3. La scienza è antidemocratica per antonomasia, cioè: se anche 9999 scienziati affermano una cosa e solo una (lo 0,01%) afferma un'altra cosa e la riesce a dimostrare, quest’ultima sarà quella vera.

      Quindi non è la quantità (la percentuale) di scienziati, che credono in qualcosa, a fare la differenza; ma chi riesce a dimostrare la propria teoria.

      Per quanto riguarda il clima, ad oggi, non esiste nessun teorema o sistema di equazioni che, dato in input il valore di concentrazione della CO2 nell'atmosfera o di tutte le altre attività dell'uomo (antropocentriche), ci dia il valore di temperatura atteso.

      La stessa variazione di concentrazione di CO2 nell'atmosfera, durante la storia degli ultimi 800 000 anni, è stata più una conseguenza che una causa del cambiamento di temperatura.
      Difatti non si spiegherebbe se no, perché a variazioni di concentrazione di 100 ppmv di CO2 nell'atmosfera, c’erano state variazioni di 18°C, mentre nell'ultimo secolo, con variazioni ancora maggiori di CO2 (120 ppmv), la variazione di temperatura è stata inferiore a 1 °C.

      Come si può vedere da qui:
      http://www.climaeambiente.eu/sez_clima/storia/clima_storia_co2_temp.aspx

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    4. Alessandro
      sì, ma occorre specificare. La scienza avanza per consenso, non si scappa. Ogni singola teoria scientifica tende, nel tempo, ad aumentare la sua approvazione fino a raggiungere un livello di consenso, oppure viene gradualmente abbandonata. Il consenso, nella scienza, implica una consilienza e una preponderanza di evidenze atte a dare la migliore spiegazione possibile di ciò che è sempre ritenuto provvisoriamente non falso. Ovviamente, per raggiungere questo livello di concordanza, la scienza si serve di strumenti molto rigorosi di controllo e questa strategia è ciò che la rende aperta e che ne permette l'evoluzione attraverso il fondamentale principio della falsificabilità.
      Sulla finta democrazia, leggi anche qui:
      http://climafluttuante.blogspot.ch/2014/11/democrazia.html

      CO2: fino all'era antropocenica, che ha rotto gli equilibri del ciclo, è sempre stata una questione di causa e conseguenza, non di causa o conseguenza. Feedback è la parola chiave.

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    5. Steph,
      concordo con quello che scrivi, nel senso che: qualsiasi dimostrazione possano portare anche il 100% degli scienziati, essa è solo temporanea/provvisoria, fino alla nuova falsificazione.

      Vorrei ricordare che c'è stato uno scienziato che ha preso il premio Nobel per la Fisica (mica un incompetente); salvo poi, suo figlio prendere anche lui il premio Nobel per la Fisica per aver dimostrato che la teoria del padre era sbagliata... ed era più convincente la sua.

      I nomi non me li ricordo, dovrei andarli a vedere; si tratta dei primi anni del '900; credo che riguardasse le teorie atomiche; dovrei andare a vedere.

      Quindi, anche se il totale degli scienziati fossero d'accordo con una data teoria, essa è solo provvisoria.

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