Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 2 maggio 2015

La grande catastrofe in arrivo: l'esplosione del metano artico

DaArctic News”. Traduzione di MR 

Di Sam Carana

Il grande dispiegamento del modo in cui la catastrofe climatica si sta manifestando sulla terraferma e negli oceani, nell'atmosfera e nella criosfera, sta diventando sempre più chiaro di mese in mese. Le temperature di marzo 2015 sono state le più alte a marzo nel periodo di 136 anni di registrazioni. L'analisi del NOAA mostra che la temperatura media di tutte le temperature di superficie insieme di terraferma e oceano di marzo 2015 è stata 0,85°C più alta della media del XX secolo di 12,7°C. Le anomalie della temperatura dell'oceano dell'Emisfero Nord di marzo 2015 sono state le più alte mai registrate. Per diversi aspetti, la situazione sembra destinata a peggiorare. Nel periodo di 12 mesi da aprile a marzo, i dati dal 1880 contengono una linea di tendenza che punta ad un aumento di 2°C per il 2032, come illustrato dall'immagine sotto.




L'aumento delle temperature dell'oceano nell'Emisfero Nord è stato particolarmente forte a settembre ed ottobre 2014, quando il metano ha cominciato ad eruttare dal fondo dell'Oceano Artico in quantità enormi. L'immagine sotto mostra una linea di tendenza polinominale di una anomalia della temperatura della superficie del mare in ottobre di 2°C per il 2030 nell'Emisfero Nord e un aumento di più di 5°C, in confronto alla media del XX secolo, proveniente da un post precedente.




Le immagini sotto danno un'idea delle attuali anomalie della temperatura della superficie del mare intorno al Nord America.


L'11 aprile del 2015, una temperatura della superficie del mare di 22,2°C è stata registrata al largo della costa Americana Settentrionale (cerchio verde in basso), un'anomalia di 12,6°C (cerchio verde in alto).



Il calore dell'oceano viene trasportato dalla Corrente del Golfo dal Nord Atlantico nell'Oceano Artico. L'immagine combinata sotto illustra la minaccia. Una temperatura della superficie del mare di 8°C (cerchio verde a sinistra) è stata registrata vicino a Svalbard il 17 aprile 2015, un'anomalia di 6,2°C (cerchio verde a destra).


Un aumento continuo delle temperature dell'oceano dell'Emisfero Nord minaccia di scatenare enormi eruzioni di metano dal fondo dell'Oceano Artico, accelerando ulteriormente l'aumento della temperatura nell'Artico. Malcolm Light commenta: “Il riscaldamento del Pacifico dev'essere causato dalla diffusione verso sud del velo del riscaldamento globale metano Artico che è in grado di penetrare attraverso un gigantesco buco negli strati di idrossile ed ozono alle estreme longitudini orientali e si muove verso est”. Gli attuali livelli di metano rimangono estremamente alti (vedete questo post recente), sulla buona strada per infrangere il livello medio record di 1839 ppml (parti per miliardo) raggiunto a settembre 2014.


L'immagine sopra mostra che il livelli medi di metano più alti sono andati da 1815 ppml il 30 marzo 2015 a 1828 ppml il 17 aprile 2015. Il più alto livello di picco durante questo periodo è stato di 2483 ppml, raggiunto il 15 aprile 2015.


I livelli di metano estremamente alti contribuiscono indubitabilmente alle alte temperature raggiunte a marzo, specialmente alle latitudini più alte, oltre al drammatico aumento globale dei gas serra in generale, come illustrato dal contributo qui sopra di Peter Carter.


A marzo 2015 sono state registrate anomalie della temperatura di 10,2°C sull'Isola di  Kolguyev, nel mare di Barents. Un aumento delle temperature dell'oceano nell'Emisfero Nord di 2°C da ottobre 2030 sembra andare a braccetto con un aumento di 6°C delle temperature nell'Artico sempre dal 2030, alimentando il riscaldamento globale fuori controllo, come illustrato dall'immagine sotto, proveniente da un altro post precedente. Senza azione, aumenti della temperatura analoghi sono destinati a colpire il globo nel suo complesso una dozzina di anni dopo, accompagnati da enormi sbalzi di temperatura che minacciano di causare l'esaurimento delle forniture di cibo e di acqua potabile.



In conclusione, la situazione è terribile e richiede un'azione complessiva ed efficace, come discusso sul blog Climate Plan.



12 commenti:

  1. "Il grande dispiegamento del modo in cui la catastrofe climatica si sta manifestando sulla terraferma e negli oceani, nell'atmosfera e nella criosfera, sta diventando sempre più chiaro di mese in mese".

    Infatti, sembra proprio dall'ultimo grafico che siamo arrivati al punto critico, quando l'impennata esponenziale diventa inequivocabile.
    Se non altro, in cinque anni l'evidenza dei fatti costringerà molta gente ad ogni rango, a prendere delle decisioni drastiche.
    O darsi alla cupio dissolvi o a tentare il migliore possibile salvataggio collettivo.
    Comunque, che coincidenza.
    Proprio adesso che stiamo scoprendo pianeti su pianeti potenzialmente abitabili.
    Ma certamente irraggiungibili.
    A meno che non ci aspetti l'aprirsi di un cunicolo salvifico spazio-temporale.
    Dobbiamo sgomberare le cantine?

    Marco Sclarandis.

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  2. Terribile.
    Mi pare che Sam Carana segue tanto l'andamento delle emissioni di metano, e che è preoccupato super tanto extra tantissimo.
    Anche io lo sono.

    Mia moglie era in Finlandia per due settimane a febbraio 2014, dal giorno 12 al 26, aveva preparato tutti i vestiti invernali per temperature di 20 gradi sotto zero, ma non li ha usati, sono tornati nella valigia tali e quali. Le temperature erano molto meno rigide. Erano tutti straniti là, quelli con cui ha parlato, aspettavano un inverno, che non c'era. Avevano programmato una gita con la slitta ma non la potevano fare perché non c'era neve. Era a Turku.

    E poi, penso alla faccia molto molto preoccupata della scienziata russa quando parla del rilascio di metano, che si può vedere qui in ”La Spirale mortale dell'Artico e la Bomba ad orologeria del Metano” , minuti da 54 a 58, sottotitolato da Massimiliano Rupalti.

    Gianni Tiziano

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  3. "La grande catastrofe in arrivo: l'esplosione del metano"

    Speriamo che la catastrofe arrivi il prima possibile, di tutti questi annunci non se ne puo' piu'.
    ;)

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    1. i cent'anni di Fatima scadono nel 2017 e ci sono veggenti che hanno accusato la Chiesa di non aver rivelato il 3° segreto, ma come poteva farlo se parlava di un'apocalisse in arrivo? Intanto un mio conoscente sacerdote, che nel 2012 sbeffeggiava i Maya, ultimamente mi pareva molto preoccupato sul tema della fine del mondo.?? Personalmente non mi preoccupo granchè, perchè continuo nel mio cammino di scoperta dell'immenso spazio della dimensione spirituale rivelata da Gesù, grazie alla mia smisurata curiosità innata e alla poca fede trasmessami dalla mia povera mamma, con quegli ultimissimi rosari detti tra donnette di paese, prima che venissero definitivamente annientati dalla grande imbrogliatrice, la TV.

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    2. Perché, Ugo, vedi, a me interessa parlare di clima e di energia. Ma se pubblichi articoli come questo, non lamentarti dopo se ricevi commenti su veggenti, segreti di Fatima, Maya ecc ecc.

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  4. Articolo ricco (anche graficamente) e indubbiamente preoccupante: c'è da augurarsi che, per usare una classica espressione pannelliana, si passi (spec .te nelle alte sfere economico-politico-religiose locali, nazionali e globali) dalla preoccupazione all'occupazione volta ad invertire la tendenza o quantomeno a limitare i danni: a cominciare dalla necessità di ripudiare definitivamente il deleterio dogma dell'illimitata/incontrollata crescita demografica & dei consumi di 'homo sapiens' (ma non nutro particolare ottimismo al rig.do)...

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  5. Forse scoppieranno dei conflitti armati per accaparrarsi il tesoretto petrolifero artico quando e se si sarà fusa la copertura glaciale. C'è troppo interesse a mantenere il BAU per fare dei passi indietro sulla crescita infinita. Rimarremo col cerino in mano e dopo, archiviata la parabola umana, il pianeta andrà avanti come sempre

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  6. Secondo voi se ne parlaerà all expo?

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    1. Diciamo che spero di si, ma penso di no: sfortunatamente il cruciale problema dei 'limiti della crescita' (cfr. il classico e lungimirante Rapporto del MIT-Club di Roma) sembra molto lontano dalla "filosofia" di Expo' 2015...

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  7. Ugo, Massimiliano,

    stavolta avete scritto delle cose assolutamente non scientifiche. Cominciamo con un dettaglio.

    "Nel periodo di 12 mesi da aprile a marzo, i dati dal 1880 contengono una linea di tendenza che punta ad un aumento di 2°C per il 2032"

    Nel testo della didascalia però non sta scritto questo. Non c'è una "linea" di tendenza, ma una "polinomiale". Ora, un docente universitario dovrebbe sapere che estrapolare è molto pericoloso. Ma estrapolare con una polinomiale è un errore marchiano, che nessuno scienziato dovrebbe mai fare. Se uno ha solo i rudimenti di analisi I, sa che basta cambiare l'ordine del polinomio approssimante da pari a dispari e l'estrapolazione può cambiare di segno. L'estrapolazione polinomiale è ammessa solo se il fenomeno fisico che si sta analizzando è descritto esattamente da un polinomio di grado noto. Ma non è certo il caso della temperatura media globale, no? Ad oggi, migliaia di climatologi dibattono sul valore del primo termine dell'approssimazione di primo grado... chi è questo genio che ne estrapola altri n?

    A proposito di Malcolm Light, invece. È un geologo, non un climatologo. Passi. Ed è pure in pensione. Passi pure questo. Ma non ha mai studiato il clima! Ha lavorato su piattaforme petrolifere e ricercato diamanti! Non ha mai pubblicato nulla di peer reviewed sul clima! E' sostanzialmente un cialtrone stile sciacomico. E infatti, cosa vuole fare? Leggete qua sotto:

    "Light also calls for the use of HAARP, the High Frequency Active Auroral Research Program super radio wave broadcasting facility in Alaska to break up methane. He wants to use the multi-billion dollar secret military facilities, in both the United States and Russia, to emit a very specific frequency. Not only will this break up methane into less harmful chemicals, Light claims. It will create a bi-product of nanodiamonds, tiny flecks of diamonds, in the upper atmosphere, which would serve to reflect more sunlight away from Earth. Lucy in the sky with diamonds."


    Ma allora perché pubblicate queste stupidaggini su un blog che reputavo serio? Stiamo cercando di capire cosa succede e cosa c'è da fare o vogliamo far a gara di chi la spara più grossa, chi fa più terrorismo, chi riesce a togliere le speranze in maniera più radicale?

    Per favore, un po' di serietà.

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    1. Vedo che questo post ha suscitato qualche reazione negativa, soprattutto per l'uso di un'estrapolazione polinomiale. Molto criticabile, certamente, ma a me sembra chiaro che Carana non sta cercando di fare una previsione quantitativa; semplicemente di illustrare una possibile tendenza. Una tendenza che, purtroppo, non possiamo considerare fisicamente impossibile. Mi è parso il caso di pubblicarlo più che altro per fare da contrappeso alle previsioni dell'IPCC che costantemente sbagliano in senso opposto, ovvero rifiutano sistematicamente di prendere in considerazione le ipotesi peggiori.

      Poi, il futuro è sempre incerto.... chi sopravviverà vedrà

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    2. La decisione di tradurre l'articolo è mia, e sono tutt'altro che uno scienziato. E l'ho fatto perché è stato segnalato da persone che invece le competenze le hanno (anche se, purtroppo, non avendolo riportato nell'articolo ora non ricordo chi fosse). Pertanto non discuto le critiche al metodo usato da Carana per le sue valutazioni. Però il punto non mi pare che sia questo. Come in altri articoli già pubblicati, il problema è la possibilità, purtroppo concerta, che il metano possa essere una chiave di volta drammatica del problema climatico. Studi di paleontologia, paleoclimatologia e geologia attestano che questo sembra essere già avvenuto nell'estinzione di massa del Permiano e la tendenza dell'AGW attuale potrebbe portare, in alcuni possibili scenari (quelli in cui gli esseri umani non fanno niente per cambiare le proprie abitudini di emissione), a risultati analoghi. Come ha già detto Ugo, l'analisi sembra essere più qualitativa che quantitativa e qualsiasi analisi quantitativa di un fenomeno del genere è soggetta a critiche, in quanto le variabili e le dinamiche coinvolte sono innumerevoli. Ma questo non significa che non si possa individuare una tendenza o, ancor più facilmente, un pericolo. E mi pare che il metano sia un pericolo, e non da poco. Infine, le critiche sono legittime e spesso anche giuste, ma dovrebbero essere poste mettendo almeno un nome, a proposito di serietà. In ogni caso grazie per averle espresse.

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