Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


sabato 18 aprile 2015

Principio di produzione massima di entropia

Dalla pagina FB di Bodhi Paul Chefurka. Traduzione di MR

Come sanno molti di voi che hanno seguito ciò che ho scritto, sono un grande sostenitore della teoria secondo cui i sistemi complessi adattivi sotto un flusso di energia (come la civiltà umana o la vita stessa) si organizzano in modo tale in modo da massimizzare la creazione di entropia. In alcuni circoli scientifici è conosciuto come Principio di Produzione Massima di Entropia (MEP, dalle iniziali in inglese).

Quella teoria ha attirato la mia attenzione in modo molto forte un paio di anni fa. E' supportata da un corpus di opere, comprese quelle di Dorion Sagan, Eric Schneider, James J. Kay, Stanley N. Salthe, L. M. Martyushev, Jeremy England, Eric Chaisson ed altri.

Sono stato fissato con questa teoria per un bel po'. L'ho usata per sostenere la mia intuizione secondo cui il comportamento umano rispetto all'uso di energia e alla crescita – specialmente la tendenza delle società umane a crescere oltre il proprio supporto vitale – sia deterministica.



Anche se la mia posizione si è addolcita un po' di recente, sono ancora convinto che la termodinamica del non equilibrio (TNE) definisca i “limiti del possibile” del nostro comportamento. E' probabilmente questa la ragione per cui le specie crescono sempre se è possibile e dipendono da circostanze esterne per definire i propri limiti – la TNE fornisce l'acceleratore, mentre le circostanze forniscono il freno.

Il motivo per cui la mia posizione si è addolcita è che ora accetto che i fattori dell'ambiente fisico e sociale giocano ruoli chiave in come si esprime quell'impulso fisico sottostante. Mi sono reso conto stamattina che un'analogia perfetta a questa situazione sono i principi biologici della genetica e dell'epigenetica.

Per gli esseri viventi, la genetica definisce l'involucro della possibilità, mentre l'epigenetica (vagamente, l'influenza dell'ambiente sull'espressione del gene) aiuta a determinare quale di quelle possibilità vengono manifestate e come si esprimono. Gli organismi non possono ancora operare al di fuori dei loro involucri genetici, ma il loro ambiente gioca un ruolo cruciale nel modo in cui si sviluppano all'interno di quell'involucro.

In questa analogia, la vita in tutta la sua miracolosa dissipatezza non può funzionare al di fuori della
Principio di Produzione Massima
di Entropia in Fisica, Chimica e Biologia
 
gamma di comportamenti stabiliti dalla TNE. Ma entro questi limiti, il nostro ambiente e storia permettono una gamma di espressione molto ampia. Tutti i tratti distintivi della vita, dal mangiare ed espellere allo scrivere sinfonie e creare sistemi politici ed economici complessi vengono indirizzati dalla TNE e la loro forma dalle influenze epigenetiche dei nostri dintorni.

h/t a Laurent Aillet per aver innescato questa linea di pensiero



9 commenti:

  1. superbia e avidità massimizzano la produzione di entropia umana. Certo che miseria ed umiltà sarebbero dei bei freni, ma allo stato dei fatti di una società cosumistica, sono veri e propri anatemi

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    1. repensandoci un pò su, nemmeno nelle economie di sussistenza erano ben accettate, perchè l'uomo è più attratto dai vizi, qui capitali, cioè portatori di altre nefandezze, che dalle virtù.

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  2. I miei ricordi di termodinamica sono flebili. Ho sempre pensato alla vita biologica come a qualcosa di magico che cerca di andare controcorrente contro la crescita dell'entropia utilizzando dei serbatoi di entropia supplementari dove riversare il contraltare della creazione di ordine che consegue alle attivita' vitali. Il percorso di un sistema chiuso e' sempre verso un grado di maggiore entropia: ma noi non siamo un sistema chiuso e forse il vero problema e' che il serbatoio-ambiente di entropia che utilizziamo e' saturo. Mi spiegate meglio perche' il percorso della vita dovrebbe essere quello di massimizzare l'entropia? Per massimizzare l'entropia non sarebbe necessario creare la vita... La vita intelligente sarebbe poi in grado di rallentare e governare i flussi di entropia?

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  3. Direi che una volta di più Chefurka ha centrato il bersaglio con poche parole. Farei due chiose:
    - Fra le citazioni dimentica stranamente François Roddier che sull'argomento ha scritto un libro molto interessante. "Thermodymanique del l'évolution". Non tutto quel che dice è secondo me convincente, ma è sicuramente un libro importante da leggere e meditare.
    - Tra i fattori anti-dissipativi bisognerebbe annoverare anche tutte le norme comportamentali ed etiche che in molte culture si oppongono all'aumento dei consumi individuali. Un adattamento ad ambienti cronicamente poveri di risorse in rapporto alle popolazioni insediate. Un patrimonio millenario che abbiamo bruciato in meno di 100 anni sbronza petrolifera.

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  4. In anni di letture di questi temi mi sono convinto di due cose: ad opporsi in maniera abbastanza efficiente al pensiero unico di crescita e consumi individuali sono associazioni di carattere religioso. Ricordo l'intervento di una rappresentante dei "Beati costruttori di pace" a Trento al convegno Aspo. Loro lavoravano molto per evitare ad esempio il senso di esclusione sociale soprattutto dei ragazzi chefacevano scelte diverse dai coetanei. Per esempio non smaniando per l'ultimo modello di telefonino. Non è un lavoro da poco. Per quanto riguarda l'entropia e i viventi, la governano meglio gli organismi più semplici. Il bacillo del tetano espulso dall'intestino si cristallizza su chiodi e filo spinato. Se rientra nelle ferite a seguito di tagli riprende il ciclo vitale. Alcuni microrganismi che vivono in condizione estreme lo fanno. Questo non avviene per organismi più complessi. Oltre una certa massa critica l'informazione, o per meglio dire il flusso inverso è irrimediabilmente perduto. E la freccia del tempo non si inverte.

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    1. Per forza chi si oppone al "pensiero unico della crescita" in maniera più chiara e determinata sono movimenti religiosi. E' lo stesso "pensiero unico ecc," un assioma tipicamente religioso.
      Possiamo discutere quanto ci pare, ma quello che muove le società è ed è sempre stata la religione.
      J

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    2. Sfortunatamente però tutte le principali Confessioni religiose hanno sempre propagandato una CRESCITA DEMOGRAFICA umana tendenzialmente ILLIMITATA, "primo motore" dell'attuale degrado ambientale & dell'attuale incremento (su scala globale) dei consumi oltre che straordinaria moltiplicatrice di povertà, e tuttora (con poche e meritorie eccezioni: ad es. alcune Chiese cristiano-protestanti) si oppongono aspramente ad ogni seria teoria/pratica di birth control & family planning...

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  5. http://en.wikipedia.org/wiki/Eusociality

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  6. Questo può essere di aiuto nelle discussione

    http://faculty.washington.edu/beecher/Nowak%20etal%20-%20evolution%20of%20eusociality%20-%20Nature%202010.pdf

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