Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 20 gennaio 2015

Nuovi studi indicano che l'aumento del livello del mare è più rapido di quanto non si credesse.

DaBBC News”. Traduzione di MR (h/t Cristiano Bottone)

Il tasso di aumento del livello del mare è “più ripido”


Diversi effetti in luoghi diversi possono mascherare o esagerare il segnale

Il tasso al quale gli oceani globali sono saliti negli ultimi due decenni è più significativo di quanto riconosciuto in precedenza, dicono alcuni scienziati residenti negli Stati Uniti.

La loro rivalutazione dei dati mareografici dal 1900 al 1990 ha scoperto che i mari mondiali sono saliti più lentamente delle prime stime – di circa 1,2 mm all'anno. Ma ciò rende, di conseguenza, i 3 mm all'anno tracciati dai satelliti dal 1990 una tendenza di cambiamento molto maggiore.

Ciò potrebbe significare che alcune proiezioni per il futuro debbano essere riviste. “Le nostre stime dal 1993 al 2010 concordano con le [precedenti] stime dell'altimetria dei moderni mareografi e dei satelliti, entro i limiti di incertezza. Ma ciò significa che l'accelerazione negli ultimi due decenni è di gran lunga peggiore di quanto si pensasse in precedenza”, ha detto la dottoressa Carling Hay dell'Università di Harvard a Cambridge, Massachusetts. “Questa nuova accelerazione è di circa il 25% maggiore delle stime precedenti”, ha detto alla BBC News. La dottoressa Hay e i suoi colleghi riportano la loro rianalisi nell'edizione di questa settimana della rivista Nature.




Gli scienziati hanno calcolato i vari contributi all'aumento del livello del mare, come la fusione del ghiaccio terrestre 

I mareografi sono stati in funzione in alcuni posti per centinaia di anni, ma mettere i loro dati in un racconto coerente di cambiamento del livello del mare mondiale è mostruosamente difficile. Storicamente, la loro distribuzione è stata rada, prevalentemente alle medie latitudini nell'emisfero settentrionale, e soltanto in siti costieri. In altre parole, Le registrazioni strumentali sono estremamente irregolari. Peraltro, i dati necessitano di essere maneggiati con cura perché nascondono molti tipi di “contaminazione”. Gli scienziati devono tener conto degli effetti che mascherano il vero segnale – come i movimenti tettonici che potrebbero spingere il terreno locale verso l'alto – e quelli che lo amplificano – come l'estrazione di acqua di falda, che abbasserà il livello del terreno. Bisogna prestare attenzione anche alle oscillazioni naturali nel comportamento dell'oceano, che può far salire e scendere le acque su scale temporali decennali.

I precedenti sforzi per analizzare le registrazioni hanno concluso che il livello del mare è aumentato per gran parte dell'ultimo secolo di circa 1,6-1,9 mm all'anno. Questi numeri sono stati inclusi nel più recente rapporto dell'IPCC sullo stato del pianeta. Ma questi numeri sono stati alquanto problematici perché sono in contrasto coi contributi calcolati all'aumento dell'oceano globale – cioè, i volumi d'acqua provenienti dalla fusione del ghiaccio di terra, l'espansione dei mari a causa del riscaldamento globale e i cambiamenti nella quantità di acqua globale trattenuta nei continenti. Detto semplicemente, i contributi calcolati erano di circa 0,5 mm all'anno in meno di quello che le precedenti valutazioni dei mareografi suggerivano che dovrebbero essere.

Lo studio della dottoressa Hay e dei suoi colleghi fa un nuovo tentativo di fare ordine nelle registrazioni strumentali e trova che gli amenti del periodo 1900-1990 sono stati sopravvalutati. Il loro tasso per questo periodo è di 1,2 mm all'anno, che chiude perfettamente i “divari di bilancio” dei contributi.

La dottoressa Hay dice: “Quello che abbiamo fatto, che è un po' diverso dagli studi passati, è usare i modelli fisici e statistici per tentare di cercare schemi sottostanti nei disordinati dati osservati dei mareografi. “Ognuno dei diversi contributi produce in realtà uno schema unico, o impronta digitale, di cambiamento del livello del mare. E quello che tentiamo di fare è modellare questi schemi sottostanti e quindi usare il nostro approccio statistico per cercare schemi nelle osservazioni dei mareografi. Ciò ci permette di dedurre informazioni globali da registrazioni molto limitate."


Il moderno mareografo è ormai uno strumento altamente sofisticato. Gli strumenti costieri hanno registrato un cambiamento del livello del mare in alcune località per oltre 200 anni

Nell'ultimo rapporto dell'IPCC, l'aumento medio del livello del mare dal 2081 al 2100 è previsto essere fra i 26 cm (come limite inferiore) e 82 cm (come limite superiore), a seconda delle emissioni di gas serra di questo secolo. Se l'analisi della Hay verrà riprodotta dai colleghi, potrebbe spingere la comunità scientifica a rivedere queste proiezioni sui futuri livelli del mare e su alcune altre stime che prevedono cambiamenti anche più grandi nei prossimi decenni.

Commentando, il dottor Paolo Cipollini del Centro Nazionale Oceanografico del Regno Unito, ha detto che lo studio di Nature è stato un importante nuovo contributo al campo. Avere una buona visione del cambiamento storico, ha spiegato, permetterebbe ai ricercatori di verificare i loro modelli dei processi che alimentano l'aumento del livello del mare permettendo loro di fare “hindcast” (simulazioni) – per verificare se quei modelli possano riprodurre il passato prima di fare proiezioni sicure del futuro. “Ma non perdiamo di vista il messaggio centrale che al momento abbiamo un consenso molto forte sui 3,2 mm all'anno di aumento del livello del mare proveniente da satelliti e moderni mareografi e che qualsiasi proiezione futura dovrebbe essere basata principalmente sulla nostra comprensione dei processi di aumento di livello del mare, che dobbiamo realmente quantificare meglio per i prossimi rapporti dell'IPCC”.

La registrazione satellitare “di riferimento” dell'aumento del livello del mare viene mantenuta dalla serie di veicoli spaziali Jason, che hanno un record imbattuto di misurazioni che risalgono al 1992. Jason-3, l'ultima incarnazione, viene lanciata quest'anno, insieme al veicolo spaziale della UE Sentinel-3, che è stata incaricata di iniziare un'altra sequenza continua – e indipendente – di osservazioni.


Il satellite Sentinel-3 è inteso come un programma continuo, come Jason prima di lui  


5 commenti:

  1. Il clima sta cambiando, nessuno lo nega.
    Se però dovessimo mettere in ordine di priorità i pericoli che deve affrontare l'uomo, direi che il pericolo più imminente è quello del rischio di una nuova guerra mondiale nucleare forse preceduta da un collasso economico dovuto alla finanza fuori controllo.

    Per me, per fortuna questo 2015 sta iniziando meglio dell'anno passato e quindi non posso tirarmi indietro; anch'io farò la mia parte per affrontare tali problemi mondiali.

    Ho appena registrato questo nuovo dominio:
    www.resetsystem.eu

    il sito avrà lo scopo, come molti di voi hanno chiesto più volte; di tracciare un cammino che permetta all'umanità di risollevarsi dopo un'apocalisse nucleare (reset di sistema).

    Spero che l'umanità non ne abbia bisogno (riesca ad evitare l'apocalisse); ma nel caso che succedesse, dovrebbe permettere ai superstiti di poter ricostruire una società moderna nel rispetto dell'ambiente e delle persone.

    Io il mio contributo sto cercando di darlo... gradirei anche un semplice commento di approvazione se interessa.

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    1. Francamente (detto senza intenti polemici) l'idea di poter rifondare una civiltà dopo una guerra di distruzione di massa mi pare ottimista visto l'incredibile potere distruttivo delle armi moderne (non solo bombe atomiche e bombe H, ma anche bombe a fissione-fusione-fissione, bombe sporche, bombe chimiche, biologiche, elettroniche, convenzionali ad alto potenziale, ecc...). Basta una sola bomba nucleare fatta esplodere in alta atmosfera per spedire un intero continente nel medioevo "grazie" ad un poderoso impulso elettromagnetico in grado di mettere definitivamente fuori gioco qualsiasi rete elettrica civile. Anche volendo trascurare le tempeste di fuoco che renderebbero gran parte dei pur rarissimi bunker civili inutili e gli effetti delle radiazioni a lungo termine, chi uscisse dopo qualche anno dal bunker non avrebbe più una biosfera in grado di sostenerlo nel lungo periodo: scarafaggi, insetti, topi, visus e batteri avrebbero decisamente più probabilità di noi d'ereditare il pianeta.

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    2. xCorradini
      e invece, per fortuna, ti sbagli!

      Le bombe a fusione nucleare emettono poche radiazioni, in quanto, l'uranio utilizzato come detonatore è in piccole quantità.

      Per quanto riguarda la detonazione in alta atmosfera, è vero che l'impulso elettromagnetico possa fare danni, ma i circuiti più importanti possono essere schermati (gabbie di Faraday ecc.).
      Quindi, il metodo per mettere in sicurezza alcune apparecchiature elettroniche di grande importanza, c'è.
      E poi, NON basterebbe una bomba nucleare nell'alta atmosfera... il mondo è grande e l'energia diminuisce di potenza con il cubo della distanza.
      Evitiamo di essere "eccessivamente" pessimisti.

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  2. Ho letto che dal 2012 ci si avvicina al centimetro e sembrerebbe una curva esponenziale rotte le dighe dei feedback negativi.

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