Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 29 gennaio 2015

La fase evolutiva di una civiltà influenza il grado di stupidità della sua classe dirigente?

di Jacopo Simonetta

Da Gianbattista Vico a Toynbee, passando per Gibbon e Spencer, molti dei principali storici occidentali si sono sforzati di capire se esistano leggi della storia che determinano l’ascesa e la decadenza delle civiltà.  Un argomento che in questo post vorrei tentare di discutere partendo da una delle opere di Carlo Cipolla.  Uno storico dell’economia che fu tra i primi a porre in evidenza il ruolo di fattori come la disponibilità di energia, la tecnologia e le infezioni epidemiche nello sviluppo e nel collasso delle civiltà.    Tuttavia è divenuto celebre soprattutto per un librettino dal titolo “The Basic Laws of Human Stupidity” (1976), inizialmente stampato in poche copie per gli amici e col tempo diventato un classico “encoutournable”.   Un testo per certi aspetti goliardico, eppure denso di un significato molto serio.

Con il tono leggero che ne distingue gli scritti, Cipolla, stila e discute quelle che secondo lui sono le 5 leggi della stupidità umana:

  1. Prima Legge Fondamentale: Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
  2. Seconda Legge Fondamentale: La probabilità che una certo individuo sia stupido è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della persona stessa.
    Corollario: La percentuale di stupidi è identica in qualsiasi gruppo umano comunque definito.
  3. Terza (ed aurea) Legge Fondamentale: E’ stupido chi causa un danno ad un'altra persona o gruppo di persone senza trarne alcun vantaggio o  addirittura subendo una perdita.
  4. Quarta Legge Fondamentale: I non stupidi sottovalutano sempre la capacità distruttiva degli stupidi.   In particolare, i non stupidi dimenticano sempre che in qualsiasi tempo, in ogni luogo ed in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra immancabilmente un costoso errore.
  5. Quinta Legge Fondamentale: La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.
    Corollario: Lo stupido è più pericoloso del bandito.


Per illustrare la sua tesi, Cipolla usa un classico diagramma cartesiano i cui assi sono così definiti:

Sull’asse X sono riportati i vantaggi ottenuti dall’individuo “x” con una sua azione.   Vantaggi che possono essere positivi, nulli o negativi.

Sull’asse Y sono riportati i vantaggi ottenuti dall’individuo “y” in conseguenza dell’azione di “x”.  

Vantaggi che possono essere positivi, nulli o negativi.

ATTENZIONE!    La validità della teoria si basa sul fatto che i vantaggi relativi dei due individui (o gruppi) in questione devono assolutamente essere riportati secondo il punto di vista dell’interessato: rispettivamente x ed y. Non è assolutamente banale ed ha conseguenze importanti che vedremo.

Un altro punto importante da ricordare è che le persone normali si comportano in modo diverso a seconda delle circostanze con azioni che, di volta in volta, possono essere intelligenti, banditesche o cretine.   Ma le azioni di ogni persona o gruppo tendono a concentrarsi con una diversa frequenza nei vari  riquadri e soggetti capaci di frequenti azioni intelligenti solo eccezionalmente commetteranno azioni stupide.  I Cretini ed i banditi hanno comportamenti tendenzialmente più variegati, mentre gli stupidi sono abitualmente molto coerenti: la grande maggioranza delle loro azioni sono stupide, al massimo cretine o delinquenziali.

Analizziamo ora il diagramma così definito.   Nel riquadro I (in alto a destra) ricadono le azioni che producono vantaggi per entrambi i soggetti coinvolti; azioni definite “intelligenti”.

Nel riquadro S  ( in basso a sinistra) ricadono invece le azioni che comportano danni per tutti; sono queste la azioni veramente stupide.  

In basso a destra (riquadro B) le azioni “banditesche” che comportano vantaggi per chi le compie e danni per chi le subisce; mentre in alto a sinistra (riquadro C) le azioni “cretine” che comportano danni per chi le compie e vantaggi per chi le subisce.

E’ soprattutto analizzando quest’ultimo quadro che è necessario fare molta attenzione al citato punto di vista, pena classificare come “cretini” una pletora di santi, eroi e filantropi di ogni genere.    Dal loro punto di vista, infatti, il vantaggio portato agli altri è fonte di una soddisfazione ben maggiore del danno materiale eventualmente subito.    Oppure l’eventuale perdita materiale può essere compensata da un guadagno in reputazione che porta il soggetto “x” a considerare positivo il risultato ottenuto.   Ecco quindi che le loro azioni ricadono in realtà nel riquadro a dove si raggruppano gli “intelligenti”.   Fattori sociali e culturali influenzano dunque la classificazione; un punto importante su cui torneremo.

Tracciamo ora la diagonale dei riquadri in cui stanno i cretini ed i banditi. Lungo la linea si troveranno le azioni che comportano dei vantaggi personali esattamente identici ai danni prodotti ad altri (quadro B) e viceversa (quadro C).

Dal punto di vista collettivo queste azioni sono quindi neutre.   Spostano infatti vantaggi a favore di certi soggetti a scapito di altri, ma con una somma pari a zero dal punto di vista generale. Possiamo quindi distinguere i banditi a tendenza intelligente (BI) e quelli a tendenza stupida (BS) a seconda che la sommatoria di vantaggi a danni complessivi risulti negativa o positiva.   Analogamente, ci sono cretini tendenzialmente intelligenti (CI) e cretini tendenzialmente stupidi (CS).

Questo, in sintesi, il saggio di Cipolla che, effettivamente, appare convincente sotto molti aspetti.   Eppure, vorrei qui porre in discussione il corollario della seconda legge: “La percentuale di stupidi è identica in qualsiasi gruppo umano comunque definito.”

Cipolla osserva, ritengo a ragione, che la stupidità è del tutto indipendente da fattori quali il grado di istruzione, il censo, il rango, ecc.   Ma, singolare per uno storico, non parla della possibilità che fattori ambientali possano influenzare il comportamento delle persone, né se questo possa essere correlato con il fiorire e decadere delle civiltà.

In un precedente post,  ho esposto un modello che ho definito anabolico-catabolico di sviluppo e crisi delle economie.   Simile ad altri del genere, questo modello cerca di individuare le ragioni termodinamiche e sistemiche che determinano, o perlomeno influenzano, le fasi di crescita, stagnazione e decadenza delle economie su cui sono basate le civiltà.

La domanda che adesso mi pongo è questa: il trovarsi in fase anabolica o catabolica può influenzare il comportamento delle persone, con particolare riguardo per la classe dirigente?   E se si, come?   Il diagramma di Cipolla ci offre più di uno spunto per la discussione.

La caratteristica principale di un’economia in fase anabolica è un’effettiva crescita della ricchezza reale complessiva. In un simile contesto, è relativamente facile ideare e perseguire azioni utili a sé e ad altri in quanto i margini di vantaggio possibile sono ampi.   Anche fra i cretini ed i banditi, potrebbe essere favorito un atteggiamento tendenzialmente intelligente, per la medesima ragione. Dal momento che raccogliere vantaggi consistenti in maniera legale e magari altruistica è facile, lo stimolo per azioni decisamente nocive è modesto.   Inoltre, una buona reputazione può costituire un vantaggio molto più interessante dell’accaparrarsi qualche soldo più del dovuto.

D'altronde, la classe dirigente delle civiltà in questa fase evolutiva è solitamente molto dinamica. Anche quando è strettamente legata a fattori dinastici, il tasso di ricambio degli individui è piuttosto elevato.  Se osserviamo, ad esempio, la carriera dei rampolli di alto lignaggio nei periodi di ascesa delle civiltà troviamo che la mortalità è molto elevata.  Spesso più elevata nelle classi dirigenti che nelle altre proprio perché quello che i potenti si contendono è il potere su di una classe produttiva e su risorse che, di solito, nessuno ha interesse a distruggere.  

A titolo di esempio, posso citare i giovani delle classi senatorie ed equestri nella lunga fase di espansione dell’Impero Romano, oppure la vita dei giovani cavalieri dell’Europa merovingia e carolingia.   Ma lo stesso vale, ad esempio, anche per i colonizzatori europei che hanno conquistato ed asservito il mondo.   Possiamo sicuramente trovare un congruo numero di banditi tra le loro fila, ma pochissimi cretini ed ancor meno stupidi per la semplice ragione che difficilmente questi vivevano a lungo in un ambiente denso di grandi opportunità, ma anche altamente selettivo.

Perfino il miracolo economico post-bellico è stato gestito da una classe politica ed imprenditoriale sopravvissuta alla più terribile carneficina della storia umana. Non a caso una classe dirigente densa di intelligenti e farabutti, ma con pochissimi cretini e stupidi.

Non solo. Società che vivono in un ambiente selettivo tendono ad avere un alto grado di coesione interna e ad essere particolarmente dure nel reprimere comportamenti dannosi per gli altri membri del gruppo. Naturalmente ciò va letto nel contesto di ogni singola tradizione. Un comportamento giudicato corretto da un equipaggio di pirati vichinghi non lo sarebbe stato da parte di coloni russi in Siberia od irlandesi in Texas.  Ma in ogni caso, comportamenti dannosi e pericolosi per il gruppo sono fortemente inibiti, mentre i comportamenti altruistici vengono molto apprezzati.  

In fase anabolica dunque, vi è un grosso vantaggio ad essere tendenzialmente intelligenti; mentre i cretini che nuocono solo a se stessi vengono in qualche misura protetti da se stessi dalla forte coesione interna.   Il banditismo è di solito bene accetto, a condizione che sia rivolto all'esterno del gruppo; altrimenti viene represso ferocemente.  Infine, gli stupidi hanno poche probabilità di sopravvivere. Il saldo di tutto ciò è che la maggior parte dei comportamenti tende a ricadere in categorie che portano più vantaggi che svantaggi alla comunità. In altre parole, le società in fase catabolica tendono a favorire comportamenti socialmente utili.

Naturalmente, sempre tenendo conto del punto di vista dei soggetti direttamente interessati e non di chi, magari molti secoli dopo, studia gli eventi.

Viceversa, in una fase catabolica, i margini possibili di vantaggio si restringono progressivamente.   Quando si è raggiunto il limite della crescita antieconomica l’unico modo per ottenere dei vantaggi personali è danneggiare altri, in misura crescente man mano che la situazione economica peggiora. In altre parole, la legge dei “ritorni decrescenti” si applica anche in questo campo.
Questa situazione comporta che  un numero crescente di soggetti viene tentata dal passare nella categoria dei banditi, con tendenza progressivamente sempre più stupida man mano che per ottenere un determinato vantaggio diventa necessario danneggiare maggiormente gli altri.   D’altronde, man mano che il numero di banditi aumenta, diminuisce lo stigma sociale cui sono soggetti, mentre sempre di più gli altruisti vengo considerati cretini da parte dell’opinione pubblica.   Un fatto che scoraggia fortemente questo tipo di comportamento che, nel frattempo, diventa più costoso e pericoloso man mano che è necessario affrontare sacrifici personali maggiori per ottenere vantaggi collettivi minori.
Contemporaneamente, le classi dirigenti delle società in questa fase evolutiva sono solitamente molto ben protette dalle conseguenze nefaste delle loro azioni.   Crescendo oltremisura il divario fra classi, l’accesso a vantaggi di posizione diventa molto più importante delle capacità personali e della reputazione nel determinare le probabilità di successo degli individui e dei gruppi.   Ancora all’epoca della I guerra mondiale, un gran numero di rampolli di “buona famiglia” sono morti nella guerra che avevano entusiasticamente voluto.   Ed in misura percentualmente superiore quella dei loro soldati.

Viceversa, quando un manipolo di astuti delinquenti ha scatenato quella che probabilmente risulterà essere la più grave crisi economica della storia, sono stati accuratamente protetti e soccorsi dalle autorità.  Perfino i consulenti ed i guru che hanno coperto tali azioni con rassicuranti parole e fantasiosi modelli matematici continuano ad imperversare come se nulla fosse.  Come disse una volta Herman Daly, nel mondo attuale dell’alta finanza, nessuno viene chiamato a rendere conto delle stupidaggini che dice.  Quali che ne siano le conseguenze.
Ma qualcosa di analogo succede a cascata a tutti i livelli dirigenziali. Per citare un solo esempio, quando un’alluvione devasta un quartiere tutti si scagliano contro l’amministrazione in carica. Nessuno chiede conto alle amministrazioni che nei decenni precedenti ne hanno permesso la costruzione, magari all’interno di un alveo fluviale o su di una paleofrana.

Concludendo, ritengo che in fase anabolica un insieme di fattori sistemici e culturali favorisca comportamenti socialmente utili o, perlomeno, non dannosi per il gruppo di appartenenza.   In altre parole, individui e singoli tendono a comportarsi come simbionti o commensali della società di cui fanno parte, favorendone lo sviluppo.

Viceversa, in fase catabolica, aumentano progressivamente gli incentivi a comportamenti di tipo banditesco, progressivamente sempre più stupido.   L’aumento dei cretini con tendenza stupida procede parallelamente in quanto, di solito, un cretino è un bandito incapace.   I comportamenti altruistici sono molto spesso derisi o sotto-stimati, soprattutto all’interno della classe dirigente.    In altre parole, singoli e gruppi tendono a diventare parassiti delle loro stesse società, accelerandone il collasso.

Un’ipotesi, questa, che ritengo plausibile, anche perché coerente con le analoghe conclusioni cui era giunto Arnold Toynbee,  sulla base di ben altri studi e materiali.



27 commenti:

  1. Scusate, non ho ancora letto il testo ma... l'oggetto di questa pagina è assolutamente geniale, meraviglioso!

    Andare al cuore (filosofico) dei problemi.
    Io ti lovo, Jacopo Simonetta.
    Ahahah

    La necessità aguzza l'ingegno.
    L'agio?

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  2. Concordo con lei, il fattore ambientale é fondamentale nel determinare il comportamento degli individui, e i fatti sembrano oltremodo confermare questa ipotesi. Certo che è deprimente scoprire che per salvarsi occorre cambiare la mentalità di tutti, altro che leader carismatico, ... speriamo.

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  3. Bellissimo articolo. Mi domando, come farebbero i banditi se non ci fossero i cretini?

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  4. Molto molto interessante, ci ho dato una letta veloce ed è molto bello (oltre che geniale, come già detto da "Uomo in cammino"), ma dovrò rileggerlo con più calma, è più denso di concetti di quello che sembra a prima vista.
    C'è inoltre un picco errore, sicuramente una svista: circa a metà, quando hai finito di parlare della società in fase anabolica, c'è un punto in cui dici "In altre parole, le società in fase CATABOLICA tendono a favorire comportamenti socialmente utili".
    No, in fase ANABOLICA, come hai ribadito più volte prima e dopo. ;)

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  5. Possiamo un pò giocherellare su questa cosa.
    Potremmo anche dire che l'argomentazione, così come presentata, è eccessivamente semplificativa della situazione reale e, pertanto, "stupida". Nel senso che non esistono le categorie degli "intelligenti", "cretini", "stupidi" e "banditi" in senso assoluto. Una persona può comportarsi da "intelligente" in alcune situazioni, da "cretina" in altre etc. Il comportamento è sempre contestuale. La domanda più corretta potrebbe essere: in un contesto catabolico, è osservabile o meno un aumento della frequenza di comportamento "banditesco" o "stupido". E poi: il comportamento in questione dipende da una errata e/o incompleta informazione ? Oppure da una errata e/o incompleta interpretazione del contesto in cui avviene l'azione? Relativamente all'auto posizionamento rispetto ai quadranti di Cipolla, quanti valuterebbero sè stessi come appartenenti al quarante C, B, o S (cioè chi si giudicherebbe un bandito, un cretino o uno stupido)? Affinchè il posizionamento nel quadrante C,B,S o I non risulti un giudizio di valore ma un giudizio di fatto, tale posizionamento deve necessariamente dipendere dagli esiti delle azioni (e non dalle azioni in sè stesse), pertanto, nella maggior parte delle situazioni complesse, il posizionamento non può essere stabilito che ex post.

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    1. Verissimo che le persone reali hanno comportamenti variabili a seconda delle occasioni, del contesto ecc. E' proprio su questo fatto (centrale nella teoria di Cipolla) che mi appoggio per sostenere che i fattori ambientali e culturali possono spostare in maniera significativa i comportamenti individuali e collettivi. Concordo anche che l'attribuzione ad un quadrante od all'altro può essere fatto solo ex-post e comunque rimane spesso dubbiosa. Ma quello che conta sotto il profilo sistemico non sono le singole azioni (salvo casi estremi dagli enormi impatti), bensì come le azioni si raggruppano statisticamente nei diversi quadranti .

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    2. Se vogliamo affrontare il problema dal punto di vista statistico i maniera corretta, quindi, non dovremmo considerare come variabile statistica l'individuo, bensì le azioni. I quadranti dovrebbero rappresenare non i "cretini", gli "stupidi", i "banditi" e gli "intelligenti", bensì le azioni "stupide", "cretine", "banditesche" o "intelligenti" commesse dagli individui.
      Dopodiche possiamo porci diverse domande:
      A) in che contesto è osservabile una variazione statistica significativa di una tra le categorie di azioni identificate rispetto a tutti gli individui?
      B) in che contesto è osservabile una variazione statistica significativa di una delle categorie di azioni identificate rispetto ai singoli individui?
      C) In fase di classificazione, come potremmo inquadrare quei tipi di azione che comportano danni immediati per una parte considerevole della collettività, vantaggi per chi li perpetra, ma vantaggi a lungo termine per l'equilibrio globale? (Esempio: una azienda farmaceutica produce un virus di laboratorio che uccide chi si infetta ed in più un farmaco molto costoso che permette di salvarsi. Il rilascio del virus provoca la morte di un numero immenso di persone e la salvezza di alcune. Il risultato finale è un vantaggio per la popolazione che si è salvata e per l'industria farmaceutica, un danno per le persone che sono morte, ed un vantaggio a lungo termine per l'ecosistema dovuta alla riduzione della pressione demografica umana sul pianeta)

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    3. xQuesalid
      Il punto C equivale a dire:
      Esiste una giustizia (giudizio) divino?... valido in assoluto?
      Da una situazione apparentemente semplice (individui classificati), si passa a individui che compiono azioni che possono essere classificate diversamente; fino ad azioni che hanno diverso effetto se valutate in un arco di tempo diverso.

      Vogliamo complicare ancora di più la cosa?

      Se le persone facessero sempre cose intelligenti, è sicuro che la civiltà umana vivrebbe più a lungo e meglio?

      Della serie, siamo sicuri che la retta che congiunge due punti, essendo il cammino più breve, esso sia sempre il migliore?

      Sfortunatamente, forse la risposta è no!

      (in questo caso, visto che il mio QI=130 ed evidenzio qualcosa che mi potrebbe svantaggiare, mentre avvantaggerebbe gli altri meno intelligenti; vorrebbe dire che sto facendo qualcosa di “Cretino” ?)

      L’intelligenza è la capacità di trovare, mediamente, soluzioni Ottime per i problemi che si presentano; l’intelligenza e l’umanità sono cose diverse! Non è detto che abbiamo bisogno solo di intelligenza, mentre si trascura l’umanità. Non può essere classificato tutto in base a un tornaconto personale.

      Un dittatore molto intelligente, potrebbe schiavizzare il suo popolo e trarne immenso beneficio personale, ma questo, umanamente non sarebbe giusto?!

      Ogni cosa è giusta o sbagliata in base al criterio utilizzato per valutarla.

      Non esiste la soluzione intelligente da tutti i punti di vista (giustizia divina assoluta).

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  6. Grazie a tutti per i complimenti che fanno sempre piacere e per le osservazioni che fanno sempre pensare. Grazie soprattutto ad Ugo Bardi ed a Massimo Rupalti che fanno funzionare questo blog.

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  7. Ti ringrazio anch'io Jacopo per l'aspetto insolito che tratti in questo post e per gli stimoli che dà, che si adattano perfettamente ad un quadro più ampio che stiamo cercando di tracciare nel blog. Solo una cosa: per motivi personali, non mi piace essere chiamato Massimo (che è un altro nome) né tanto meno "Rupo". Se Massimiliano è troppo lungo (me ne rendo conto... avrei preferito anch'io chiamarmi Ugo, per citare una famosa battuta), Max va benissimo :-)

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    1. figurati Jacopo, non ti devi scusare, solo che siccome ho già verificato che poi queste cose si fa fatica a correggerle (persino mia madre non riesce a chiamarmi col mio nome e mi chiama Massimo...), meglio metterci mano subito :-)

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  8. È un contesto catabolico che crea gli stupidi e un contesto anabolico gli intelligenti, o è forse il contrario: gli stupidi portano al declino e gli intelligenti a un miglioramento? Se fosse come nel primo caso non ci sarebbe possibilità di cambiamento perché un determinato tipo di situazione alimenterebbe solo un certo tipo di individui, mentre bisogna ricordare che una società è fatta di individui e proprio per questa sua costituzione il suo andamento è influenzato dal comportamento di chi la compone.

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    1. La mia del tutto personale opinione è che la maggior parte delle persone hanno comportamenti che ricadono in tutti i quadranti, ma con una differente frequenza a seconda delle persone e delle situazioni. Quindi né le condizionano creano gli stupidi, né questi inducono la catalisi delle società. Piuttosto esistono dei sistemi a retroazione che, incentivando o disincentivando certi comportamenti, accelerano l'evoluzione dei sistemi socio-economici. La quale evoluzione rimane però fondamentalmente dipendente da fattori impersonali quali le leggi dalla Natura.

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    2. È evidente che ciascuno di noi balza da un quadrante all'altro, una volta di qua una volta di là; i cambiamenti avvengono,secondo me, quando in una determinata società è presente una persona o più persone "agli estremi" del grafico, che dunque agiranno in modo assolutamente positivo o assolutamente negativo, oppure quando la maggior parte degli individui si affolla in un unico quadrante perchè si danno forza a vicenda e hanno più potere (fondamentale comunque rimane la presenza della minoranza). Il fattore Natura rimane imponderabile, lo collocherei al centro del grafico, all'incrocio tra gli assi: la Natura, infatti, si fa gli affari suoi, è perfettamente indifferente all'uomo, non prova nessuna compassione per noi ma allo stesso tempo non ci è nemica: è solo e puramente indifferente; mira soltanto alla propria sopravvivenza e preservazione attraverso l'evoluzione, noi siamo una sola variabile nel suo grafico, una variabile che però si sta prendendo un po' troppe prerogative sulle altre variabili minacciandole o distruggendole.

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  9. Mssimiliano è aristocratico, Massimo è eroico, Max è umile, piccolo, breve, preferibile, ma bisogna esserlo anche nella realtà. Di palloni gonfiati ce ne sono anche troppi, quasi 7 mld.

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  10. Mago, tu dici:

    "Di palloni gonfiati ce ne sono anche troppi, quasi 7 mld."
    Se fosse così, avrei già lasciato questo mondo volontariamente senza alcun rimpianto e nessun timore di pena eterna.

    Io preferisco pensare alla metafora della mela marcia.

    Una sola mela, se non viene tolta dalla cassetta fa marcire tutte le altre che sono sane.
    E come ben sappiamo dalla Storia che mi piace ripeterlo fino alla noia dell'ascoltatore è :
    "Eccellente maestra pur avendo pessimi allievi", basta un tizio guasto d'animo per portarne milioni alla rovina.
    Ma a differenza della metafora ortofrutticola che ho adoperato prima, qualche volta succede anche il contrario.
    Una mela sana può riuscire almeno ad impedire che le altre si guastino del tutto.
    C'è chi chiama questo miracolo, chi lo chiama caso ,chi mistero, ma io lo chiamo prodigio.

    Marco Sclarandis

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    1. solo chi ha una grande fede lascia questo mondo senza alcun rimpianto e senza tema di pena eterna.

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  11. “in fase catabolica, aumentano progressivamente gli incentivi a comportamenti di tipo banditesco”

    “I comportamenti altruistici sono molto spesso derisi…”

    Questa analisi è l’ennesima dimostrazione che in la “Decrescita felice” è solo utopia!
    In fase di decrescita le persone tendono ad avere comportamenti egoistici (se non banditeschi).
    La crisi (embargo) a Cuba dimostrò che la collaborazione tra le persone, non era cosa spontanea e altruista; ma cercava in primis di soddisfare i bisogni personali e famigliari.
    Dimostra pure che, in momenti di crisi energetica, i comportamenti banditeschi sono presenti anche a livello di Paesi internazionali.
    Questo fa si che aumentino le guerre.
    La mia critica al modello World3 del “Club di Roma” è stata proprio questa: non considera che la produzione e i consumi di risorse, non avvengono come se si fosse in un unico Paese mondiale. Ci sono Paesi nettamente produttori e paesi prevalentemente consumatori.
    Quando la crisi si farà sentire, i Paesi prevalentemente importatori, faranno la guerra (comportamenti banditeschi) ai Paesi Produttori.
    Questo è il motivo per cui, il modello World3 risulta essere addirittura ottimistico; il crollo avverrà prima di quello che esso prevede e sarà ripido perché causato da guerre!

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    1. Alessandro, i fatti sono più sottilmente complicati di come li proponi nel tuo commento.

      Siamo una rete di oltre sette miliardi di organismi pluricellulari, ciascuno a sua volta rete di un centinaio di miliardi di organismi monocellulari che ognuno a sua volta è ancora una rete di centomila miliardi di atomi di varie specie.Lasciando perdere per misericordia anche solo umana, la rete della biosfera tutta.
      Per quanto ne sappiamo, i comportamenti possibili di una tale rete di reti pur considerando determinate condizioni, che portano a drastiche riduzioni di comportamenti possibili, non sono perfettamente conosciuti, per usare un eufemismo.
      La Storia insegna quanto fallaci possono essere previsioni apparentemente più che ragionevoli e ponderate.Peccato che gli allievi siano distratti, talvolta stupidi e sempre indisciplinati.

      Oltretutto questi ultimi lustri possono essere considerati collettivamente come non un solo, ma addirittura uno stormo di "Cigni Neri" la cui imprevedibilità è sostanzialmente un problema di quelli definiti "intrattabili".
      Un minimo comune multiplo che sorprendentemente è anche un massimo comune divisore è che tutti quanti cercano di campare il più a lungo possibile cercando di soffrire il meno possibile.
      Questo è un problema che può essere anche tradotto in termini matematici, sebbene la traduzione sia anch'essa di una difficoltà sovrumana.
      Ma in linea di principio, traducibile e risolvibile.Uno come Alan Turing ci avrebbe passato anni sopra a studiare.
      Anche solo con soluzioni approssimate ma risolvibile.
      O risolvibile, quindi in realta non risolvendo nulla, con soluzioni "neanche sbagliate" come causticamente avrebbe detto un Wolgang Pauli.

      Marco Sclarandis

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    2. xMarco
      E' chiaro che: "del futuro non vi è certezza!"

      (Infatti gli UFO mi avevano detto che sarebbero arrivati il primo gennaio, ma mi sembra che si siano persi per strada :-) )

      Ed anche le leggi della natura, per quanto studiate con formule matematiche, esse in realtà risultano indeterministiche. (Su questo avevo intenzione di pubblicare una pagina sul mio sito dedicato alla Ricerca Teorica).

      Io sono il primo che, guarda realisticamente i problemi che abbiamo all'orizzonte, ma spera sempre che troveremo una soluzione per risolverli.

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    3. "Io sono il primo che, guarda realisticamente i problemi che abbiamo all'orizzonte, ma spera sempre che troveremo una soluzione per risolverli".

      Ah sì?
      E il secondo chi è?
      Alessandro, con certe tue affermazioni riesci ad essere particolarmente simpatico, e lo dico sinceramente.
      Anche a me piacerebbe sapere, tra i più che numerabili destini che di battito di ciglia in battito di ciglia ci attendono, quali sono quelli più probabili ad avverarsi.
      E tra questi almeno qualcuno, scegliendone le date.
      In parte, come accade a chiunque, vengo soddisfatto dal Destino, ma, figurati io neanche gioco con lotterie e grattevinci non perchè non mi piacerebbe vincere, ma perchè preferisco collaborare con il Destino piuttosto che aspettare che mi venga a chiamare per un incarico.
      Quindi immagina quanto sia gigantesca la mia presunzione.
      Eppure, ma mi devi credere sulla parola, il mio passaggio terreno è già stato più volte prolungato, in modi talmente fortùiti che mi sono convinto che il Destino apprezza i collaboratori entusiasti.
      Di certo è, il Destino, un imprenditore esigentissimo quanto lunatico, ma per quanto mi riguarda
      tanto geniale quanto generoso.
      A volte guardando irrealisticamente il sudicio marciapiede, càpita di trovare un bel regalo.
      Non necessariamente una banconota di grosso taglio.
      Dev'essere per questo che come riferisci tu:"del futuro non vi è certezza!"
      Ciao!

      Marco Sclarandis


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    4. xMarco
      "il mio passaggio terreno è già stato più volte prolungato"

      Lo dici a me...?
      Che per 3 volte ho rischiato di restare folgorato dalla corrente elettrica!

      Es:
      - Toh!... inserendo questo filo di rame (che ho toccato con le mani) nell'interruttore , si è accesa la luce!!!!!!
      - Taglio questi due fili della luce insieme, perché tanto sono staccati dall'impianto... Ops... perché la tenaglia di metallo si è fusa?!!!!!!

      Il Destino ci fa fare esperienze che neanche ci immaginavamo.
      Io: "il futuro non si può sapere, ma la cosa che sò con assoluta certezza è che mai e poi mai sarò su un palco di un teatro per fare un saggio di ballo!!"
      Dodici mesi dopo ero li sopra a ballare Latino Americano (Salsa) con il gruppo della scuola di ballo. (tira più un pelo di... femmina, che un carro di buoi!)

      L'importante è riuscire a fare tesoro delle esperienze che si fanno nella vita e (come diceva Steve Jobs della Apple) unire i puntini (le esperienze) e creare qualcosa di sinergico.

      Chi l'avrebbe detto che, nel 1985 agli esami di scuola media, portai (come argomento a piacere) il fabbisogno energetico mondiale con particolare riferimento all'energia nucleare (spiegavo come avveniva la fissione e fusione nucleare); ed adesso mi trovo a (morire di fame) per diffondere queste notizie al grande pubblico con dei siti dedicati a questo argomento! :-)

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  12. Anche quando si inneggia ad un sistema "meritocratico", non è detto che chi si merita il posto che ha (che sia politico o industriale o altro) alla fine faccia cose giuste.

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  13. Disgraziatamente, la tesi potrebbe essere ricorsiva.

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  14. Se in un certo momento tutti percepiscono come dannoso tutto cio' che fanno tutti gli altri, e utile cio' che e' fatto da loro stessi, tutti sono contemporaneamente cretini secondo gli altri e intelligenti secondo se stessi.
    Questo, e' il caso del nostro tempo.
    Da cui l'ipotesi di ricorsione detta sopra, in cui rientra anche il presente commento.
    Se il catabolismo sia causa od effetto e' da vedere, probabilmente entrambe le cose, finche' non arriva un qualcuno che tagli il nodo gordiano, la prigione concettuale.

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    1. A costo di essere ripetitivo. Secondo me il passaggio dalla fase anabolica a quella catabolica dipenda dall'effetto sinergico di una serie di leggi naturali del tutto indipendenti dal nostro comportamento. Tuttavia il nostro comportamento può facilitare o frenare questo passaggio. Purtroppo, le stesse condizioni che inducono recessione, inducono anche comportamenti banditeschi e stupidi. La storia ci insegna che c'è sempre un punto in cui la distruzione si ferma e, dopo un certo tempo, si ricomincia a costruire una successiva civiltà.

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