Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 8 dicembre 2014

Sovrappopolazione e fattore struzzo

DaTransition Voice”. Traduzione di MR



Di Richard Reese

by Richard Reese
by Richard Reese
by Richard Reese
Garrett Hardin è stato un ragazzo che non solo ha pensato molto, ma ha potuto pensare anche bene. Ho recentemente scoperto un libro di Hardin di cui non avevo sentito parlare, Il Fattore Struzzo: la Miopia della Sovrappopolazione (1998). Hardin è stato una miscela interessante fra un conservatore ecologico ed un conservatore politico che odia la crescita che detestava gli economisti. Ho sperato che questo libro avrebbe fornito spunti freschi sul problema difficile ed urgente della sovrappopolazione.

Spaventato

Dopo che è stato pubblicato Vivere entro i Limiti nel 1993, i critici hanno osservato che Hardin si lamentava della sovrappopolazione ma che non forniva un rimedio. Hardin ha ammesso che era stato intimidito dal tabù esplosivo sul tema, che incenerisce qualsiasi sognatore che fa una gaffe su di esso, predicando stupidamente il buon senso. Così,c'è  il fattore struzzo – non toccare mai problemi ad alta tensione circondati da scheletri bruciacchiati. Non si può vincere, quindi seppelliamo la testa nella sabbia e buona giornata! C'è una fantasia diffusa, inculcataci da miti culturali, secondo cui la nostra società è guidata dalla ragione ed elevata da principi morali. E' una sciocchezza, ma ci rimane difficile vederlo. Molta gente passa tutta la vita, triste vittima della tragedia dei consumatori – miti potenti che ci spingono a passare la nostra vita lavorando per muovere quante più cose possibili dalla natura alle discariche, di modo da guadagnare il rispetto del gruppo dei nostri pari, che soffre della stessa isteria di massa. I consumatori ben allenati non mettono mai in discussione i miti ad alta tensione.

La società moderna è concentrata sull'individuo, non sulla comunità o sull'ecosistema. Tutto ciò che importa sono io. Se posso guadagnarmi la posizione e il rispetto annientando le foreste o la pesca, o spingendo il clima del pianeta fuori equilibrio, lo farò. Non mi importa di lasciarmi dietro un deserto per le future generazioni. Naturalmente, se le future generazioni potessero votare oggi, o se fossimo cresciuti in una cultura sana, il nostro mondo sarebbe radicalmente diverso e di gran lunga più sano.

Tabù di ieri e di oggi

Hardin era affascinato dal potere velenoso dei tabù ed ha invitato un marziano immaginario nel suo libro, per osservare la nostra società come una creatura esterna che ragiona in modo oggettivo (avrei voluto che avesse usato un essere umano dal futuro). I due hanno esplorato nozioni imbarazzanti che faranno contorcere e ringhiare alcuni lettori. Ci forniscono lezioni forti sulla potente presa al collo che i tabù hanno sulla nostra capacità di pensare. I tabù rendono molte idee di buon senso inaccessibili, limitando gravemente la nostra libertà di pensare, spingendo molti a vivere come dei bambini di due anni, psicopatici ecologici, o come compratori cronicamente depressi. I tabù variano da luogo a luogo e da tempo a tempo. Mi ha sorpreso vedere che Hardin ha nominato l'aborto solo una volta, riguardo una citazione del 1886, descrivendo una situazione in cui l'aborto era legale, ma la contraccezione no. In quello scenario, molti medici hanno scelto di infrangere la legge fornendo contraccettivi.

E' importante capire che molte culture selvagge avevano costumi che incoraggiavano la stabilità della popolazione. La loro costante sopravvivenza dipendeva completamente dal cibo proveniente dai selvaggi ecosistemi circostanti e troppe bocche portavano a problemi dolorosi. La loro massima preoccupazione era la salute e la stabilità della comunità, non i capricci dei singoli. Condividevano e cooperavano. Era ovvio per loro che la capacità di carico del loro ecosistema avesse dei limiti reali. Per noi, che viviamo in un temporaneo paese delle meraviglie di supermercati, i limiti sono difficili da immaginare – finché non ci andiamo a sbattere. L'emergere dell'agricoltura ha ridefinito la capacità di carico, che variava di anno in anno, a seconda del raccolto. I limiti di procreazione si sono indeboliti o sono svaniti. Hardin citava Tertulliano, un pensatore cristiano tunisino del terzo secolo, che era spaventato dalla miseria della sovrappopolazione (quando la popolazione globale era di 150 milioni):

Mentre le nostre richieste diventano maggiori, le nostre lamentele contro l'inadeguatezza della natura vengono sentite da tutti. I flagelli della pestilenza, della carestia, delle guerre e dei terremoti sono giunte ad essere viste come delle benedizioni dalle nazioni sovraffollate, visto che servono ad allontanare la crescita lussureggiante della razza umana. 

Come Tertulliano, il reverendo Malthus (1766-1834) è anch'esso vissuto in un'era di crescita turbolenta ed è diventato un noto eretico per aver ricordato alla società l'esistenza di una capacità di carico. Duecento anni dopo, resta fortemente detestato, prevalentemente da gente che non lo ha mai letto, perché ha indicato un problema ad alta tensione, un tabù. Mai, mai e poi mai suggerire che ci sono limiti alla crescita! La crescita perpetua su un pianeta finito è ovviamente impossibile, ovviamente folle e follemente distruttiva. La crescita sostenibile è un ossimoro. Ma pochi miti sciocchi sono più potenti. Ci viene costantemente ricordato che la crescita perpetua è lo scopo della vita. Cresci o muori! La nostra religione ufficiale è la Crescita Per Sempre. I credenti fanatici vengono chiamati ottimisti, e l'ottimismo è “buono”. Hardin non era d'accordo: “All'attuale tasso di crescita della popolazione, è difficile essere ottimisti sul futuro”. Riguardo alla popolazione, la nostra cultura afferma due diritti simultaneamente:

  1. Diritto alla vita. L'ONU sentenzia che “ogni uomo, donna e bambino ha il diritto inalienabile di essere libero dalla fame e dalla malnutrizione”. 
  2. Diritto alla libertà riproduttiva senza limiti. “Ogni donna ha il diritto – forse con il consenso del (dei) compagno (i) – di determinare quanti bambini vuole mettere al mondo”. 

Non esistono diritti naturali, i diritti sono invenzioni legali. Notate che questi due diritti sacri non sono accompagnati da responsabilità sacre.

Libertà di sbagliare

Hardin ha concluso che la sovrappopolazione non sarà risolta da scelte volontarie di singole famiglie. In un mondo finito, la libertà incondizionata è intollerabile. La sopravvivenza è obbligatoria, la libertà non lo è. Le soluzioni efficaci dovrebbero essere basate su norme comunitarie sensibili, prodotte idealmente da una politica di “mutua coercizione, sulla quale si concorda mutualmente”. I nostri antenati selvaggi generalmente hanno avuto successo nel fare questo, perché le loro culture vedevano i limiti come perfettamente normali, non come draconiani. Hardin sapeva che “coercizione” è una parola oscena in una cultura che venera l'individualismo, ma ha notato che ci sottomettiamo alla coercizione quando ci fermiamo ad un semaforo o quando andiamo in bici sul lato destro della strada. La coercizione spesso è reciproca. I soldi sono coercizione. Ci sono molte cose che faremmo con entusiasmo per i soldi che non faremmo mai gratuitamente. Veniamo spesso forzati da niente di più di un dolce “mi raccomando”. Hardin pensava che un governo mondiale fosse impossibile, perché non c'è un''unica cultura mondiale. Cercare di far andare d'accordo su tutto culture diverse è una sfida per i sostenitori del multiculturalismo. A causa di questo, Hardin non ha offerto nessuna soluzione facile per il mondo. Ogni cultura dovrà progettare il proprio metodo per limitare la popolazione. I dilemmi non hanno soluzioni, ma i problemi sì. La sovrappopolazione è a malapena un problema temporaneo e ci sono due soluzioni:


  1. Possiamo fare un tentativo di buon senso per vivere al di sotto della capacità di carico.
  2. Possiamo nascondere la testa sotto la sabbia, non fare nessun tentativo per influenzare il futuro e lasciare che la Grande Madre natura faccia impietosamente il lavoro sporco. 


L'approccio di buon senso risparmia un sacco di usura all'ecosistema e rende la vita di gran lunga meno infernale. Viene entusiasticamente appoggiato dagli spiriti delle future generazioni.

Pubblicato originariamente su What Is Sustainable.

– Richard Reese, Transition Voice

Ovviamente, trattasi di fattore struzzo, non di fattore ostrica... (Grazie a Luca per la segnalazione tempestiva) MR

30 commenti:

  1. Quando si parla di sovrappopolazione, penso che il sistema democratico liberale (se mai esista realmente) non é adatto a gestire un tale problema.
    Serve un potere più forte, come quello dei dittatori, che limiti la libertà di procreazione delle persone.

    Chiaramente un tentativo da fare potrebbe essere quello di regolare la tassazione, ma penso che i poveri dell'Africa, della tassazione, non sappiano cosa farsene (non hanno niente!).

    Sfortunatamente, con il buonismo, alcuni problemi non si risolvono.
    Ho già detto che: se il mondo dal 1965 in poi si fosse sviluppato economicamente in modo uniforme in tutti i Paesi del mondo, già oggi saremmo, non al picco del petrolio, ma alla fine della curva; senza mai essere riusciti a raggiungere il livello di benessere attuale.

    Spero di sbagliarmi e che un metodo democratico esista.

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  2. Mi piacerebbe credere che le cose possano andare come dice il punto 1, ma basta guardarmi intorno o anche solo sentire i discorsi della maggioranza delle persone con cui entro in contatto, per capire che le cose, con ogni probabilità, andranno come dice il punto 2.
    Ma dato che non abbiamo scelta se non vivere in questo mondo sovrappopolato, il tentativo di far capire le cose lo si fa lo stesso, magari a qualcuno verrà in mente, quando sarà il momento, che qualcuno aveva detto certe cose interessanti in proposito...

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  3. Alcune considerazioni : l' Italia è parecchio oltre la sua capacità di carico nonostante il tasso di fecondità tra i più bassi al mondo; agire sul tasso di natalità è efficace nei paesi con bassa aspettativa di vita, vedi medio oriente ed Africa; quindi per rimanere in Italia oggi dobbiamo agire sulla iniziale gobba lunga demografica che comunque non si verificherà nei termini previsti fino a 10 anni or sono, ma dobbiamo decidere se subire il suo tracollo per ragioni economiche e di coesione sociale e statale oppure mitigarlo in parte proprio anticipandolo di un passo con decisioni in stile Lega ..... La natura comunque porrà rimedio a questi squilibri, quando anche prendessimo decisione naziste od ultra draconiane se preferite per che queste potevano bastare 25-30 anni fa.Quindi ciò che non va non è il nostro stile di vita, ma proprio la nostra morale incentrata sull'individuo di stampo liberale e cristiano; il nostro timore è per le future generazioni, ma anche le presenti direi, od anche per l'ecosistema ? Se non mettiamo alla pari ecosistema e future generazioni fin da adesso non poniamo le basi per una soluzione morale per che una soluzione pratica totale comunque oggi non è più possibile.Detto questo quanto a strabismo morale fra interesse dell'individuo e della comunità, ed all'equilibrio fra generazioni, comparato comunque alla ricchezza totale del paese che rimane fra i più ricchi, l' Italia dagli anni 60 ad oggi credo sia il peggiore esempio morale e di stato possibile che abbiamo nel mondo.Vorrei sapere per che nel movimento 5 stelle, che fino a 2 anni fa si diceva contrario ai movimenti migratori per ragioni di capacità di carico,il dibattito è stato seppellito ed anzi capovolto all'ingrossarsi dei voti immagino di molte persone benpensanti della così detta ex sinistra estrema che poi tanto sinistra non mi pare alla luce anche di questi temi, tanto per far scendere il dibattito di un paio di gradini...

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  4. La mia memoria non mi consente di ricordare con precisione,ma ho letto che basterebbe migliorare la scolarizzazione e le condizioni di vita della donna per assistere a una drastica riduzione della natalità.Questa soluzione , se verificata ( e a me pare che il buon senso dica che lo è ) , sarebbe una conferma dell'assunto che spesso la soluzione migliore è quella più semplice ; inoltre non richiede l'adozione di un sistema dittatoriale e si iscrive nel tentativo n° 1.Richiede troppo tempo ? Se l'alternativa è il tentativo n° 2 , chi se ne frega , è come il risparmio energetico : più aspettiamo e meno risparmiamo.

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  5. Vietiamo per legge tutta la propaganda natalista del Vaticano S.p.A. e delle altre religioni, che si oppongono anacronisticamente anche all'uso del preservativo e poi ne parliamo.

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    1. Ma come Tauro, non vorrai mica contrastare il piano divino per gli abitanti del painetea Terra?

      Peccato che tale 'piano' sia solo un parto di menti bacate che del divino non hanno alcuna esperienza diretta.

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  6. Pochi di noi sono consapevoli che
    "siamo troppi su questo pianeta Terra".
    Colpevoli quasi tutti i media e quasi tutta la "politica", che si comportano come struzzi, ignorando il problema, che è molto reale e pressante.
    Credo che se venisse fatta una informazione capillare, ripetuta per mesi ed anni, e "olistica", tanta gente capirebbe, e prenderebbe le opportune misure, per dare un futuro più vivibile alle generazioni future.
    Ma non si fa.
    A scuola si insegnano tante cose inutili e addirittura errate. Poche informazioni veramente buone, per un corretto vivere ecologico.
    Guardiamoci in giro. Chi parla di sovrappopolazione ?
    Quanti sono disinformati ed in errore ?
    Tanti dicono : "Potremmo anche essere il doppio di adesso, l'agricoltura, la pesca e l'allevamento hanno mezzi sufficienti per sfamarci tutti".
    Ma non è vero.

    Gianni Tiziano

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    1. "Credo che se venisse fatta una informazione capillare, ripetuta per mesi ed anni, e "olistica", tanta gente capirebbe, e prenderebbe le opportune misure, per dare un futuro più vivibile alle generazioni future."

      Crede male. Il pistolotto ecologico quotidiano a scuola e la propaganda governativa sarebbero impotenti di fronte alle mode ed alle pressioni sociali. Al peggio verrebbero derisi e genererebbero comportamenti opposti.
      E' lo stesso errore che fa Latouche quando argomenta che eliminando la pubblicità la gente ritornerebbe ad essere più frugale: in realtà chi poteva ha sempre praticato consumi voluttuari anche oltre il limite dello sperpero, solo che la gran massa di contadini poveracci semplicemente non poteva permetterseli.
      Piccolo esempio, in Corea del Nord dove non c'è proprio il bombardamento pubblicitario che abbiamo qui (qualcosina passa anche là, ma nulla di paragonabile a noi) e dove gli fanno un discreto mazzo sulla necessità di sacrificarsi per il collettivo chi può si compra il frigorifero al mercato nero . Non serve a molto, l'elettricità non è molto affidabile, ma se non ce l'hai passi per popolano pitocco (se vuole il riferimento North Korea in Transition: Politics, Economy, and Society di Kyung-Ae Park) . Ecco, questo piccolo meccanismo psicologico da solo è immensamente più potente di qualunque nozione possa essere appresa a scuola, che in ogni caso ha buone probabilità essere dimenticata poco dopo la fine degli studi: basta dare un'occhiata alle statistiche sull'analfabetismo di ritorno per farsi un'idea.

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    2. "Credo che se venisse fatta una informazione capillare, ripetuta per mesi ed anni, e "olistica", tanta gente capirebbe, e prenderebbe le opportune misure, per dare un futuro più vivibile alle generazioni future."

      Crede male. Il pistolotto ecologico quotidiano a scuola e la propaganda governativa sarebbero impotenti di fronte alle mode ed alle pressioni sociali. Al peggio verrebbero derisi e genererebbero comportamenti opposti.
      E' lo stesso errore che fa Latouche quando argomenta che eliminando la pubblicità la gente ritornerebbe ad essere più frugale: in realtà chi poteva ha sempre praticato consumi voluttuari anche oltre il limite dello sperpero, solo che la gran massa di contadini poveracci semplicemente non poteva permetterseli.
      Piccolo esempio, in Corea del Nord dove non c'è proprio il bombardamento pubblicitario che abbiamo qui (qualcosina passa anche là, ma nulla di paragonabile a noi) e dove gli fanno un discreto mazzo sulla necessità di sacrificarsi per il collettivo chi può si compra il frigorifero al mercato nero . Non serve a molto, l'elettricità non è molto affidabile, ma se non ce l'hai passi per popolano pitocco (se vuole il riferimento North Korea in Transition: Politics, Economy, and Society di Kyung-Ae Park) . Ecco, questo piccolo meccanismo psicologico da solo è immensamente più potente di qualunque nozione possa essere appresa a scuola, che in ogni caso ha buone probabilità essere dimenticata poco dopo la fine degli studi: basta dare un'occhiata alle statistiche sull'analfabetismo di ritorno per farsi un'idea

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    3. Per quanto riguarda i consumi:
      la realtà è che, si compra (consuma) in base al proprio reddito.
      Non avrebbe senso accumulare soldi in banca, se non si ha intenzione "mai" di spenderli.
      Finirebbe lo stimolo a lavorare.
      Siccome i consumi dipendono dal reddito,
      l'unico modo per ridurre i consumi è abbassare il reddito, cioè, fare diventare la gente povera (e penso che su questo ci stiano riuscendo).

      Quindi, dalla formula I=P * A * T

      A = benessere economico (si abbassa impoverendo le persone)
      P = popolazione; si abbassa sempre impoverendo le persone, rendendo difficile mantenere i figli e allungando la vita scolastica e professionale.
      T = tecnologia; va avanti da se. Magari si può stimolare con incentivi e finanziamenti.

      Della serie, finché ci saranno risorse a disposizione, si cercherà di consumarle a più non posso.
      Quando saranno carenti si risparmieranno da sole.

      Mio padre diceva questo detto:
      10 mila lire in tasca si devono cercare di risparmiare, perché quando non ci sono, si risparmiano da sole!

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    4. Marcello e Alessandro,
      ho letto i vostri commenti.
      Grazie per aver letto anche le mie parole, mi fa piacere.
      Ognuno la pensa a suo modo, quello è il mio, altri sono i vostri.
      Possibile che non ci sia un modo "pacifico" per risolvere questo grave problema ecologico della sovrappopolazione ? Siamo così egoisti, noi esseri umani ?
      Insisto, mi dispiace dover insistere, sul fatto che manca informazione.
      Siete d'accordo con me che siamo troppi, su questo limitato pianeta Terra ?
      Almeno su questo, siamo d'accordo, Marcello e Alessandro ?
      E quanti dovremmo essere ? Se volete, me lo dite ?
      Io penso non più di 44 milioni (milioni), e forse è anche troppo.
      Vi auguro buona giornata, sereno vivere.
      Gianni Tiziano

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    5. Alla domanda: "Quanti dovremmo essere?"
      Io ci aggiungerei "con un tenore di vita decente, tale da rendere la vita degna di essere vissuta".

      Perché che senso avrebbe, compromettere la qualità della vita per ogni minimo incidente, malattia?

      La stima di 44 Milioni che fai tu, è poco!
      Se si pensa che le terre emerse sono 150 M kmq e che quelle fertili siano 70 M kmq.

      Quindi:
      se fossimo 70 M di abitanti, avremmo 1 kmq a testa a disposizione.
      se fossimo 700 M di abitanti, saremmo 10 abitanti per kmq, cioè avremmo a disposizione 10 ettari di terreno a testa.

      Visto il progresso acquisito e visto che alcune fonti energetiche sono rinnovabili (in particolare: idroelettrico e biomasse), anche 2 Miliardi di persone potrebbero vivere degnamente su questo pianeta, però riciclando e cercando di evitare l'inquinamento.
      Questo con le tecnologie attuali.

      In realtà la popolazione potrebbe essere anche più numerosa, ma al primo problema climatico, sarebbero svariati milioni di persone a soffrirne.
      ----
      A quelli che pensano che il consumismo crea solo problemi, faccio solo un esempio:
      Ho acquistato un monitor a 24 pollici del peso di 3 kg.
      Un monitor del genere, a tubo catodico, sarebbe pesato almeno 30 kg (ma anche di più).

      Quindi, grazie al progresso, utilizziamo 1/10 delle risorse che venivano utilizzate fino a 20 anni fa, con una qualità di prodotto notevolmente superiore.

      La tecnologia fa passi da gigante e ci fa risparmiare una grande quantità di materie prime ed energia; così come indica la T della formula.

      Quindi, sono favorevole al progresso e dico che indietro NON si torna.

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    6. All'altra domanda:
      "Possibile che non ci sia un modo "pacifico" per risolvere questo grave problema ecologico della sovrappopolazione ?"

      Ci sarebbe se avessimo risorse energetiche per un lungo periodo (almeno un secolo).
      Dovremmo scolarizzare tutto il Pianeta e lasciare l'insicurezza del posto precario ai lavoratori, in modo che non se la sentano di mettere al mondo dei figli (il meno possibile, non nessuno).

      Il problema é che mancano le risorse energetiche per un periodo così lungo e l'ambiente si sta degradando velocemente (vedi: oceano pacifico, puro e cristallino 50 anni fa e adesso, con una mega isola di rifiuti).

      L'alta disoccupazione, rende tale periodo anche molto instabile (rivolte); se poi si pensa che in prospettiva ci saranno ancora meno posti di lavoro!

      Io spero che si riesca a trovare una nuova fonte energetica, ma se essa darà nuova ricchezza (è l'energia che dà ricchezza e non i soldi), questo vuol dire che l'inquinamento aumenterà e anche la crescita demografica.
      ---
      P.S: ce la state mettendo tutta per farmi diventare pessimista.
      Io resto ottimista!
      (L'ottimista muore una volta sola, il pessimista infinite volte).

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    7. "Possibile che non ci sia un modo "pacifico" per risolvere questo grave problema ecologico della sovrappopolazione ?"

      Ma guardi io non sto facendo un discorso normativo del tipo bisognerebbe fare x per arrivare ad y. Io sto dicendo che x non funzionerà perchè z. Le dico invece quel che succederà: questa civiltà industriale si disintegrerà ed a furia di riduzione volontaria della natalità, aumento della mortalità e soprattutto il classico trinomio guerre/carestie/epidemie si ritornerà ad un' economia agraria che supporti una popolazione molto inferiore a quella attuale, presumibilmente nell'ordine di qualche centinaio di milioni di persone.
      Teoricamente sarebbe stato possibile mettersi a "dieta" e salvare qualcosa. Praticamente nessuno ha mai voluto mollare l'osso.

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    8. "Quindi, grazie al progresso, utilizziamo 1/10 delle risorse che venivano utilizzate fino a 20 anni fa, con una qualità di prodotto notevolmente superiore."

      Il risparmio viene di fatto utilizzato per ulteriori consumi. Non dico che sia un male che se invece di un tubo catodico solo per te ci viene fuori uno schermo piatto e qualche smartphone per per i tailandesi. Ma per il pianeta non cambia.
      Quanto alle rinnovabili non è chiaro se diano dei ritorni tali da permettere di autosostentarsi lasciand qualcosa per una sia pur spartana società industriale. Il dibattito sembra essere ancora in corso.

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  7. La dittatura ecologica non esiste. La concentrazione di potere è anche concentrazione di energia - rileggetevi i due articoli di Simonetta sul Leviatano - qualsiasi fascismo 'ecologico' dissiperebbe un sacco di energia e di risorse per mantenere il proprio potere. Ci sono scienziati che talvolta auspicano questa soluzione perché sarebbero loro a diventare dittatori e a farsi le budella d'oro, gente come Lovelock che parla di sovrappopolazione e poi ha tre o quattro figli.
    Il problema della sovrappopolazione - che in realtà è un problema di capacità di carico generale, come dice Fra, bastano un miliardo e mezzo di americani per mandare in overshoot il pianeta - non ci verrà risolto da nessun paternalismo, dispotismo illuminato o Hitler con i baffetti verdi.
    Il problema di Hardin non è stato l'ottimismo o il pessimismo, ma quella mistificazione sulla tragedia dei commons quando i commons, tra alti e bassi, hanno fatto il loro dovere per secoli. E' stata l'ideologia che li ha sostituiti - e di cui Hardin non è del tutto estraneo - ad aver sparigliato le carte.

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    1. Della serie, le possibili soluzioni diminuiscono...
      Mi viene in mente un film, in cui la (sovra)-popolazione povera si ribella alla casta, con il risultato che muoiono quasi tutti.
      Si devono cercare soluzioni che non siano peggiori del male / problema che vogliono risolvere.

      SARCASMO ON
      Avete una sovra-popolazione, sentite l'alito del vicino al vostro fianco,
      comprate 3 pianeti abitabili al costo di due, risolverete i vostri problemi (per qualche anno).
      SARCASMO OFF

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    2. Guarda che non c'è nessun sarcasmo da parte mia. Chi sostiene una dittatura ecologica ha l'onere di dimostrare che sia fattibile. La storia insegna che tutte le forme di concentrazione di potere si sono basate sulla concentrazione di energia e risorse. L'unica dittatura che ha operato in modo sistematico il controllo delle nascite, la Cina post maoista, è il peggior inquinatore del pianeta. E' impossibile arrivare a una consapevolezza globale? Probabile. Ma è ancora meno probabile creare degli esseri che uniscano una vocazione alla San Francesco con modi di fare hitleriani. Non esiste il dispotismo illuminato - quello storicamente esistito nel Settecento era solo un modo per usare alcune idee dell'illuminismo per accrescere il proprio potere. Certo, potrà esistere una dittatura 'ecologica' nel senso che alcune persone, nel nome del risanamento ambientale, potrebbero prendere il potere e fare più danni di prima. Tra soluzioni improbabili e impossibili, credo sia meglio scegliere l'improbabile.

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    3. xBlog Igor Giussani
      Non ho detto che hai fatto sarcasmo,
      quello l'ho fatto io di mia iniziativa e non era per nulla riferito a te o a quello che avevi detto.
      La mia battuta voleva soltanto dire che: in questo pianeta le soluzioni indolore SONO FINITE.

      Una specie di dittatura c'è stata in Francia, ma la Rivoluzione Francese ha insegnato che, i poveri posso ribellarsi e tagliare la testa di chi li governa!

      Certo che: più passa il tempo e cresce la popolazione, e più diventa difficile trovare delle soluzioni indolori. Anzi, saranno drastiche.

      Se in India si stanno diffondendo i super-batteri, vuol dire che saranno loro a fare il lavoro sporco di ridurre la popolazione mondiale.

      Possibilmente si salveranno quelli nei luoghi sperduti del Mondo che sono in piccole comunità, ma non é detto.

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    4. Sono d'accordo, l'unica cosa che spinge le persone a cambiare è un cambiamento interiore, una presa di coscienza, una tensione verso la comprensione che nasca da dentro. Niente di ciò che viene imposto dall'esterno funziona senza un enorme spreco di energia e di dolore. Non c'è alternativa alla consapevolezza, purtroppo. E' per questo che nessun approccio top down funzionerà mai realmente se non è accompagnato da un approccio bottom up corrispondente. Per questo si deve lavorare su entrambi i lati.

      Un'altra cosa importante è rimanere sempre aperti alla possibilità che non abbiamo nessuna verità inconfutabile da proporre, solo alcune, a volte tante, indicazioni del fatto che ciò che facciamo già non funziona e che ci sta portando a conseguenze molto gravi. Ma siccome tutt*, chi più chi meno, abbiamo almeno un alluce, se non un piede o entrambi, dentro al sistema di pensiero attuale (ci siamo nati e cresciuti, come possiamo pensare di esserne completamente alieni?), forse è il caso di mantenere le antenne dritte e l'attenzione alta, senza avere fretta di giungere a conclusioni.

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    5. Due cose:volevo rimandare a un articolo di Turiel dal tono molto politico (diversamente dal suo solito) ma non lo trovo... spiegava alcune proposte sui meccanismi decisionali che secondo lui potevano funzionare.
      Secondo: prendiamo il modello di Eherlich I = P x A x T. La variabile P è la più difficile da gestire, mentre sulla T e soprattutto sulla A si può lavorare parecchio. Penso proprio che l'ordine di priorità dovrebbe essere: A, T e P subito a seguire. Mettere P come prima ti permette di compiere ugualmente disastri, come insegnano i paesi occidentali a bassissima natalità.

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    6. bisogna sempre vedere se una delle variabili (P) ha crescita lineare o esponenziale, mai sentito parlare di curva a "bastone da hockey"?

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  8. Non sò se il Mais spopolante sia una legenda metropolitana:
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=14323

    ma questo mi porta a riflettere sul fatto che, certe soluzioni ai problemi, possono essere peggio del problema in sé.

    Ci sono films che indicano nella causa della quasi estinzione umana, l'opera dell'uomo nel tentare di risolvere:
    - il cambiamento climatico (portando a una nuova glaciazione);
    - il sovrappopolamento (sterminando le persone con questo eventuale mais)
    - nuovi anticorpi (che diventano virus infettivi, sviluppando pandemie...)

    Della serie, stiamo attenti a quello che facciamo, specialmente se non abbiamo esperienze di quello che modifichiamo.

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  9. Due punti che vorrei far notare sono questi.
    - I tabù hanno storicamente svolto il ruolo di imporre e rendere accettabili dei limiti, oggi svolgono la funzione inversa. Una questione su cui varrebbe la pena di riflettere.
    - E' verissimo quello che dice l'articolo a proposito di diritti cui , stranamente, non corrispondono doveri. E' una delle anomalie della nostra cultura.
    Jacopo

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    1. Passata la buriana, (20-50 anni ? ),e necessariamente ristabilito un nuovo equilibrio fra morale e sostenibilità, aih me in ritardo, i tabù torneranno a vigilare sui limiti : tagli un bosco non tuo ? Non vai a finire in carcere ma a fertilizzare il bosco rimasto; fai più di 2 figli ?, la comunità locale non dà più risorse alla tua famiglia ma sei tu che devi dividere le stesse fra più persone, intendo anche quel poco di servizi alla persona che potrebbero rimanere come istruzione e sanità, certo molto più sostenibili delle attuali.

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  10. Comunque sta' storia della dittatura ecologista è meglio lasciarla perdere. Per giustificarla ho visto tirare in ballo il razionamento del legno da parte degli Shogun giapponesi dell'epoca Tokugawa. Il problema è che ai giapponesi andò di lusso: i cinesi avevano le loro grane e gli europei erano occupati in India. Altrimenti senza navi e cannoni in stile occidentale gli inglesi o qualcun'altro se li sarebbe pappati per colazione. Storicamente parlando è un fatto abbastanza eccezionale, forse giusto L'Australia o la Nuova Zelanda potrebbero avere di nuovo simili chances.
    Comunque, sono solo discorsi teorici, nessuno darà poteri assoluti agli ecologisti.

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    1. Posso essere anche d'accordo con te.
      Anche perché se non si fanno i calcoli corretti, "alcuni" ecologisti rischierebbero di fare più danni.

      Il problema è che più analizziamo la situazione e più ci accorgiamo che eventuali soluzioni indolore stanno scomparendo!

      Sono rimaste poche ipotesi da analizzare, saltate anche queste, non avremo più soluzioni indolori e si rischia di dover gridare:
      "Si salvi chi può!"

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  11. Soluzioni indolori non ce ne sono più da un pezzo, se mai ce ne sono state.

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  12. Una capillare e diffusa INFORMAZIONE relativa agli incontestabili BENEFICI economico-sociali ed ecologici di CONTRACCEZIONE E SALUTE RIPRODUTTIVA potrebbe quantomeno LIMITARE I DANNI, a cominciare dall'abbattimento dei 70-80 mln di gravidanze indesiderate annue globali, in un'ottica di individualismo "illuminato": si tenga presente che le ideologie politiche (di destra e di sinistra non fa alcuna differenza sostanziale al rig.do) e religioso-confessionali più accanitamente nataliste sono tutte (almeno tendenzialmente) COLLETTIVISTE & COMUNITARISTE, viceversa il liberal-radicalismo utilitarista di Bentham, J.S. Mill & co. ha coraggiosamente propugnato 'birth control' & 'family planning' contro il mantra popolazionista allora come oggi dominante...

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