Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 13 ottobre 2014

Scatenare l'arma del petrolio contro la Russia: come distruggere un grande impero

DaResource Crisis”. Traduzione di MR

La Pitonessa dell'oracolo di Delfi  disse al Re Creso che se avesse attaccato la Persia “un grande Impero verrà distrutto”. Creso ha fatto esattamente questo, ma il grande impero che è caduto non è stato quello Persiano, ma il suo. 
di Ugo Bardi


Ricordate la vecchia Unione Sovietica? Denominata “L'impero del male” da Ronald Reagan nel 1983, è scomparsa in uno sbuffo di fumo nel 1991, schiacciata da una montagna di debiti. Le origini del collasso finanziario dell'Unione Sovietica sono piuttosto ben conosciute: erano collegate alla diminuzione dei prezzi del petrolio che, nel 1985, sono scesi dall'equivalente di più di 100 dollari (di oggi) a barile del 1980 a circa 30 dollari (di oggi) e sono rimasti bassi per più di un decennio. L'Unione Sovietica si affidava alle esportazioni di petrolio per la sua economia e, in aggiunta, era appesantita da enormi spese militari. Semplicemente non poteva prendere una goccia di più di un fattore tre dei suoi proventi petroliferi.

Esiste una leggenda persistente secondo la quale la caduta dell'Unione Sovietica era stata progettata da un accordo segreto fra le Potenze Occidentali e il governo saudita che si sono accordati per aprire i rubinetti dei loro giacimenti petroliferi per abbassare i prezzi del petrolio. Questa è, in effetti, nient'altro che una leggenda. Non solo non abbiamo prove che un tale accordo segreto sia mai esistito, ma non è neanche vero che i sauditi abbiano giocato il ruolo attribuito loro. Negli anni 80, l'Arabia Saudita, in realtà, ha fortemente cercato di evitare il crollo dei prezzi del petrolio riducendo (piuttosto che aumentando) la sua produzione di petrolio. Senza molto successo. (Immagine a destra da Wikipedia).


E' vero, tuttavia, che dopo la prima grande crisi petrolifera degli anni 70, la produzione mondiale
di petrolio ha ripreso a crescere intorno al 1985. Le ragioni di questa ripresa non possono essere attribuite al lavoro di un gruppo di cospiratori seduti in una stanza fumosa. Piuttosto, è stata il risultato di diversi giacimenti petroliferi che iniziavano la loro fase di produzione, principalmente in Alaska e nel Mare del Nord. E' stata questa l'origine della diminuzione dei prezzi e, indirettamente, della caduta dell'Unione Sovietica. (Immagine a sinistra daWikipedia).


Oggi, la produzione di petrolio russa si è ripresa dal crollo dei tempi sovietici e l'economia russa dipende fortemente dalle esportazioni di petrolio, proprio come è stato per la vecchia URRS. Data la situazione politica con la crisi ucraina, ci sono speculazioni secondo le quali l'Occidente stia cercando di far cadere la Russia ripetendo lo stesso trucco che è sembrato avere successo nel far cadere il vecchio “Impero del male”. Infatti, stiamo vedendo che i prezzi del petrolio stanno scendendo al di sotto dei 90 dollari al barile dopo anni di stabilità intorno ai 100 dollari. E' una fluttuazione o una tendenza? Difficile a dirsi, ma viene interpretata come lo scatenamento dell'”arma del petrolio” contro la Russia da parte dell'Arabia Saudita.

Tuttavia. Il mondo di oggi non è il mondo degli anni 80. Un problema è che l'Arabia Saudita ha mostrato diverse volte di essere in grado di abbassare la produzione, ma mai di aumentarla significativamente più in alto degli attuali livelli. Si potrebbe anche discutere sul fatto che saranno in grado di mantenerli in futuro. Quindi, non c'è niente oggi che potrebbe giocare il ruolo che i giacimenti dell'Alaska e del Mare del Nord hanno giocato negli anni 80. E' stato detto molte volte che ci servirebbe “una nuova Arabia Saudita” (o più di una) per compensare il declino dei giacimenti petroliferi mondiali, ma non l'abbiamo mai trovata.

Eppure, ci sono buone ragioni per pensare che potremmo assistere ad una diminuzione dei prezzi del petrolio nel prossimo futuro. Un fattore è il crollo di diverse grandi economie mondiali (vedi l'Italia). Questo potrebbe portare ad un crollo della domanda di petrolio e, di conseguenza, a prezzi più bassi (una cosa simile è avvenuta con la crisi finanziaria del 2008). Un altro fattore potrebbe essere la rapida crescita della produzione di petrolio non convenzionale (in gran parte sotto forma di “petrolio di scisto”) rappresentata dagli Stati Uniti. Questo petrolio non viene esportato in grandi quantità, ma ha ridotto la domanda statunitense di petrolio nel mercato mondiale. Mettendo insieme questi due fattori, potremmo facilmente assistere ad una diminuzione considerevole dei prezzi del petrolio nel prossimo futuro, anche se difficilmente duratura. Così, sarebbe questa l'”Arma del petrolio” che metterà in ginocchio la Russia? Forse, ma, come con tutte le armi, ci sono effetti collaterali da considerare.

Come abbiamo detto, il petrolio non convenzionale sta giocando un ruolo importante nel mantenimento della produzione mondiale. Il problema è che il petrolio non convenzionale è spesso una risorsa costosa. Inoltre, nel caso del petrolio di scisto, il tasso di declino dei pozzi è molto rapido: l'arco di vita di un pozzo è solo di pochi anni. Così, l'industria dello scisto necessita di un continuo afflusso di investimenti per continuare a produrre ed è molto sensibile ai prezzi del petrolio. La sua recente ascesa è stata il risultato dei prezzi alti; i prezzi bassi potrebbero causarne la morte. Al contrario, i giacimenti di petrolio convenzionale hanno un arco di vita di decenni e sono relativamente immuni dalle variazioni a breve termine dei prezzi. Se guardiamo la situazione in questi termini, potremmo legittimamente chiederci contro chi è puntata l'arma petrolifera. L'industria non convenzionale statunitense potrebbe esserne la prima vittima.

La storia, come sappiamo tutti, non si ripete mai, ma fa rima. Il re Creso, ai suoi tempi, ha creduto all'oracolo di Delfi quando gli ha detto che avrebbe potuto far crollare un grande impero se avesse attaccato la Persia. Non si è reso conto che stava per distruggere il suo stesso impero. Per noi potrebbe esserci in serbo qualcosa di simile nei prossimi anni: una diminuzione dei prezzi del petrolio potrebbe far cadere un grande impero. Quale, tuttavia, è tutto da vedere.




23 commenti:

  1. gli stati uniti hanno favorito le primavere arabe e le cadute dei dittatori allo scopo di destabilizzare le aree in questione. cosi' facendo oggi molti pozzi non sono piu' controllati dai dittatori e chi li controlla svende il petrolio a prezzi di liquidazione . un potere piccolo e limitato rispetto ad un dittatore organizzato e magari e armato dai russi non fa cartello. oggi gli pseudoribelli svendono il petrolio e gli stati uniti fanno come vogliono con i giacimenti in sud iraq. purtroppo pero' l'isil sta diventando troppo potente e quindi oggi e diventato importante fermarli bombardandoli.

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  2. Credo sarebbe giusto ricordare che l'unione sovietica destinava il 40% delle risorse agli armamenti, largamente inferiori agli statunitensi di allora alla prova dei fatti, e che il motivo più probabile dell'inizio della perestroica poi del collasso fu un semibluff degli usa sul progetto starwars sul quale una urrs già in crisi rifiutò di iniziare una nuova competizione con gli usa.Vorrei ricordare anche che tutti gli armamenti russi non spallabili seguivano uan filosofia molto diversa da tutti quelli occidentali: erano fatti per non durare ,in previsione di una guerra imminente,a l contrario degli occidentali che sono stati progettati per essere aggiornati nel corso dei decenni,semplificando un po ; quindi gli stessi armamenti russi, pur inferiori agli occidentali per tecnologia,efficacia e numero, sono stati essi stessi un fardello economico insopportabile nel tentativo di essere mantenuti in parte operativi...Con gli anni 70 c'è stato un gigantismo militare nei sistemi d'arma sovietici: confrontate un sukoi dal 27 fino al 35, visto che il progetto di base è lo stesso, con f15 o lo stesso tornando : sono grandi il doppio, per non parlare dei sottomarini nucleari, delle vere tombe di profondità, o degli stessi sam 300 ed ora 400 : giganteschi e progettati per una ipotetica guerra negli anni 70...

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    1. ..........confrontate un sukoi dal 27 fino al 35, visto che il progetto di base è lo stesso, con f15 o lo stesso tornando : sono grandi il doppio ...........

      Il confronto l'ho fatto: il Su-27 è lungo quasi 22 m contro i 19,4 dell'F-15. Anche l'apertura alare differisce di poco, con soli 1,7 m di scarto. Dire che il caccia sovietico è grande il doppio di quello USA mi pare un'esagerazione.

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    2. R Alfonso :vogliamo parlare deigiganteschi mig 25 e 31 ? Gli USA riescono ancora a vendere gli f15k, aggiornati con radar AESA un progetto di metà anni 60, la russia ha circa 80 sukoi operativi in tutto: una buona metà delle ragioni del crollo dell'impero sovietico nonchè del'arretratezza dell'attuale russia è stata la sua pretesa di gareggiare con gli USA negli armamenti con tecnologie e ricerca di base inferiori largamente inferiori; quel poco di operativo sul versante convenzionale che oggi ha Putin costituisce un pozzo di san patrizio tuttora...Dai alfonso, vai a cercare la lunghezza dei mig 25 e 31, ma per favore cerca anchr la lifespan dei motori..<roba da suicidio economico...é come se mettessi 2 turbo ed alimentazione alla nitro alla tua punto per compere contro un 3000 aspirato...Sei sempre in officina a riparare e cambiar pezzi...Per farti un esempio, l'eurofighter ha 2 configurazioni software per i motori che possono aumentare la potenza fino al 25%, sbloccabili in volo, ma che i piloti non sono abilitati ad attivare se non in tempo di guerra...le prestazioni ufficiali ovviamente non sono quelle massime ma quelle per l'uso "quotidiano"...Sostanzialmente la dottrina sovietica era rivolta all'esatto contrario..Cosa che avrebbe avuto un senso nel caso di guerra in corso od imminente, assolutamente un suicidio operativo ed economico in altri scenari...Questo perchè il partito voleva mostrere di poter seguire gli USA, cosa assolutamente impossibile visto anche che gli USA diu Reagan arrivarono ad un massimo del 12% sul PIl destinato agli armamenti contro un 40% medio degli arretrati sovietici dal dopoguerra all 87 circa...Si sono costruiti la propria tomba economica cercando di competere ove non era possibile, ed in discreta parte questa voragine economica di vecchi progetti, su teorie tecniche e militari destinate ad un binario morto ,( vedi ottimizzazione WVR di ogni aereo russo vista l'utilità dei mig 25 e 31 ad abbattere solo aerei di linea con la loro terribile CTR ed missili BVR molto poco maneggevoli ed inaffidabili) continua anche ora...Dimenticavo i su 35 sono nuovi perchè anno montato delle interfaccia di derivazione francese anni 90...Sei parente di Putin per caso ?..Non so se lo sapevi ma i russi stanno tentando disperatamente di comprare tecnologia militare europea: quando rimani indietro 10 anni nella ricerca militare è finita...Questo per chi auspica una ulteriore riduzione del poverissimo budget militare italiano..Tagliamo gli stipendi dei militari, non i mezzi e la ricerca semmai.

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    3. Caro Fra,
      non cambiare le carte in tavola.
      Hai scritto una cosa e io te l'ho confutata.
      Riconosci l'errore e fai un'errata corrige. Capita a tutti di fare svarioni, meno frequente è avere l'umilta di riconoscerlo.

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    4. Certo che se vuoi andare sulla stazione spaziale internazionale da qui devi partire:Baikonur
      Saluti
      g

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  3. troppo facile pensare a soluzioni così semplici. In Toscana c'è un detto: "Fanno come i ladri di Pisa (chissà perchè poi di Pisa, tanto fanno tutti allo stesso modo, forse anche questa l'hanno messa in giro i livornesi o i lucchesi), di giorno litigano e la notte vanno insieme a rubare". Ossia davanti ti fanno vedere una cosa, di dietro te ne preparano un'altra. Che l'altra sia l'Ebola?

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  4. Tanti motivi, in primis, il rallentamento economia globale, il crollo della domanda USA e Europea.. L'Arabia Saudita non ha più voglia di diminuire sempre la propria produzione e di conseguenza i propri introiti (ha bisogno di finanziare una spesa pubblica record). Perciò il Cartello dell'opec non funziona più.

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  5. Ricordiamoci che il valore stesso del dollaro è legato alla quotazione del petrolio. Un prezzo del petrolio basso generalmente deprezza il valore del dollaro che potrebbe aiutare nelle esportazioni che di certo non aiutano nella caduta.

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  6. Inoltre ci sono stati forti investimenti sulle tecnologie di estrazione, il problema adesso sarà il botto di alcuni paesi che basano la propria economia sull'estrazione del petrolio, i loro conti pubblici salteranno in aria, questo però non coinvolge l'Arabia Saudita che può produrre a prezzi anche relativamente bassi.
    Tanti produttori hanno capito che se il prezzo del petrolio supera i 100 dollari in tante economie c'è l'effetto sostituzioni con altre fonti tipo il metano, e la diminuzione dei relativi consumi.

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  7. Penso che se il prezzo del petrolio rimane basso moltissimi progetti saranno accantonati in attesa di prezzi migliori. Ma se la faccenda dura, non è detto che quando i prezzi risaliranno sia ancora possibile rilanciare tali progetti. In altre parole, penso che un prezzo basso a lungo renda più ripido l'Effetto Seneca" che potrebbe spazzare via anche tutti gli impari in relativamente poco tempo. Sempre ai tempi di Creso si diceva "Se Atene piange Sparta non ride" (o viceversa). Vorrei anche ricordare che sia USA che Russia sono imperi in decadenza sia pure su gradini diversi della scala. Quella che si propone come la potenza egemone di domani è la Cina. Io gradirei un'alleanza Russia-EU-USA per tenere sotto controllo il "pericolo giallo", ma non mi pare che quest'idea sia molto condivisa.

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    1. Se guardiamo al PIL di una nazione come parametro indicante la "potenza" economica, anche altri protagonisti devono essere tenuti in considerazione: India, Brasile, Giappone, Messico, S.Korea, Canadà, ...
      E alcune di queste new entries iniziano ad avere un'influenza, non solo economica, sempre maggiore.

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  8. @Iacopo Simonetta
    Penso l'esatto opposto:
    Se il prezzo del petrolio aumenta potremmo vedere un ulteriore aumento dell'estrazione.
    Ma con un prezzo del pretrolio più elevato si avrà un più rapido impoverimento e collasso delle economie.
    (senza parlare dei danni ambientali)
    Quindi "Più in alto ti ergerai più rovinosa sarà la tua rovina"
    Questo era sicuramente vero almeno prima del picco...
    Ora è anche vero l'opposto: se il il prezzo crolla molto petrolio diventerà ani-economico.
    ...Ma il prezzo non può crollare a meno che non stia già crollando l'economia....
    Insomma: non possiamo più andare avanti ma neppure tornare indietro.

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  9. Far cadere la russia non ha prezzo, a tutto il resto soprattutto ai debiti delle compagni shale ci pensa mamma fed con una nuova ristampa ( QE ).

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  10. intanto il prezzo del greggio continua a crollare. E non lo fa certo per eccesso di offerta, ma per continuo calo di domanda. E' la crisi, double dip.

    Se continua cosi' potremmo rivedere il crollo avuto nel 2008, questo vuol solo dire che abbiamo una nuova crisi finanziaria ed economica globale proprio davanti al naso.

    DI certo le compagnie di shale oil non possono permettersi di perdere un ulteriore 40% di introiti, entro il prossimo anno vedremo dei botti a catena in quel settore.

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  11. Molto interessante. In effetti la Russia è l'opposto speculare dell'Urss: esporta la più parte del suo petrolio, dove i sovietici lo sciupavano quasi tutto in casa (la casa era più larga!). Esporta cereali dove i sovietici li cercavano disperatamente. Soprattutto, non gestisce un impero: l'impero è finito, e hanno avuto la furbizia di non ricostruirlo. Una spesa in meno. I russi possono starsene a guardare: se c'è un paese del mondo che rischia grosso in caso di guerriglia sui prezzi, quel paese si chiama shale oil. Attenzione ai brindisi però: noi non lo sappiamo con precisione, ma dentro a quella follia ci sono anche soldi di noi europei. Ovviamente non li rivedremo.

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  12. Prof Bardi, ho l'impressione, leggendo quanto da lei scritto, che vi sia nel post una revisione del presupposto che il picco della produzione di petrolio sia già avvenuto. I prezzi sono in calo (vistoso) e la produzione in aumento (vedi USA ma non solo). Perchè dovremo parlare di picco? Questo livello produttivo potrebbe essere mantenuto per decenni e mi sembra sufficiente a mantenere un produzione globale e benessere notevoli. Momento di crisi invece dei catastrofisti?
    Valdo.

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    1. Diceva il tale che cadeva giù dal 45-esimo piano, "per ora, tutto sembrerebbe andare bene"

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  13. mio nonno viaggiava in cammello, mio padre in mercedes, io viaggio col jet, ma sono sicuro che i miei nipoti viaggieranno in cammello

    Proverbio arabo

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  14. Si puo solo sperare che prima o poi scompariranno dal mondo TUTTI gli IMPERI DEL MALE e se possibile anche TUTTI gli IMPERI DEL BENE. (altrettanto se non ancor piu pericolosi e nefasti). Ma nel frattempo dovremo acconterci di assistere ai loro vari giochetti con il petrolio, il sistema monetario mondiale, varie guerre e minacce, intrighi "diplomatici", diversi interventi della "international community" ...ed ecc. ecc.

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  15. Molti dimenticano che URSS era Comunista e quindi non poteva nascondere e ritrattare i debiti (anzi il vero Comunismo addirittura non possiede moneta), cosa che negli USA dal circa 70% di PIL destinato al comparto militare, diventava magicamente il 17% destinato al comparto militare, mentre il 40% di PIL destinato al comparto militare dell'URSS rimaneva uguale. da qui il collasso URSS.
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    Adesso anche la Russia adotta una politica Economica Capitalista e per questo che può ritrattare i propri debiti, dunque il giochetto economico Reganiano NON FUNZIONA più! Anzi la Russia possiede in pancia parecchi Dollari e se Putin decidesse il cambio forzato su altra moneta alle proprie banche agli USA facciamo ciao-ciao!!!
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    la Russia è alleata con la Cina che possiede quel debito pubblico Americano sviluppatosi con la guerra fredda, sono debiti in pronto incasso, se la Cina gli "gira" può esigerli o farli circolare e ciao-ciao USA.
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    Insomma non serve più lanciare missili atomici: Fai più male lanciando Titoli di Borsa!!! :-D
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    Ciao da maurizio

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  16. Primo,“Esaminiano come definire una strategia congiunta russo-saudita sulla questione petrolio – avrebbe detto Bandar – l’obiettivo è concordare il prezzo del petrolio e le quantità di greggio che tengano stabile il prezzo sui mercati mondiali” Questa è la frase, secondo il quotidiano britannico Telegraph, pronunciata dal principe Bandar a Putin nell'agosto del 2013. Il Principe Bandar era il capo degli spioni di Ryad e responsabile del settore Siria dopo questo episodio rientrato in patria venne destituito. Ma la cosa interessante e che questo Principe, amico di molti potenti Usa, aveva insistito molto sul intervento aereo da parte di Washington proprio approfittando dell'episodio dei gas imputati al Governo Siriano. Secondo, come giustamente osservava il sole 24 ore che a fronte di un calo dei prezzi ci si sarebbe aspettati un calo della produzione invece si fa l'esatto contrario. Terzo, chissà come mai il calo dei prezzi del petrolio saudita avviene dopo che il pentagono ha fatto partire i bombardieri e dopo che istruttori a stelle e strisce iniziano ad addestrare ed armare i cosiddetti "ribelli moderati".
    Saluti da giancarlo

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