Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 30 ottobre 2014

I Limiti della Crescita descritti in termini narrativi


“Elaborazione standard” dall'edizione del 1972 de “I Limiti dello Sviluppo”

Di Ugo bardi

Nel 1972, “I Limiti dello Sviluppo” hanno presentato una serie di scenari per il futuro dell'umanità, che comportavano prevalentemente declino e collasso dell'economia mondiale. Questi scenari sono stati il risultato della soluzione di un insieme di equazioni differenziali accoppiate e, per la maggior parte della gente, le ragioni del comportamento dell'economia previsto è rimasto oscuro ed imperscrutabile. Di conseguenza, i risultati dello studio non sono stati né capiti né creduti. 

Come ho sostenuto in un post precedente, tendiamo a capire il mondo in termini narrativi. Pensiamo con parole, non con equazioni. E tendiamo ad usare le parole per adattare i concetti come se fossero attori che recitano in scena. Alla fine, non è un modo meno legittimo di usare equazioni per modellare il mondo. Così, ho trovato una descrizione eccelsa e compatta sul blog di John Michael Greer (“l'Arcidruido”) delle ragioni per le quali la civiltà tende al collasso. Ed ecco qua: nessuna equazione, nessun grafico, ma non poteva essere più chiaro di così.



L'Era Oscura dell'America: la fine del vecchio ordine

Di John Michael Greer

Da “The Archidruid Report”. Traduzione di MR

Ultimamente ho riletto alcuni dei racconti di H.P. Lovecraft. E' praticamente unico fra gli scrittori di horror americani, in questo suo senso del terribile sulla visione del mondo della scienza moderna. Lovecraft era un ateo convinto ed un materialista, ma a differenza di troppi credenti in quel credo, il suo atteggiamento verso il cosmo rivelato dalla scienza non era compiaciuta soddisfazione, ma terrore da brivido. Il primo paragrafo del suo racconto più famoso “Il richiamo di Cthulhu” è tipico:

“La cosa più misericordiosa del mondo è, penso, l’incapacità della mente umana di correlare tutti i suoi componenti. Viviamo in una placida isola di ignoranza in mezzo ai neri mari dell’infinito, e non siamo fatti per navigare lontano. Le scienze, ciascuna tesa nella propria direzione, ci hanno finora danneggiato poco; ma un giorno il mettere insieme di una conoscenza dissociata ci aprirà tali terrificanti visioni della realtà, e della nostra spaventosa posizione al suo interno, che o impazziremo per la rivelazione o fuggiremo dalla luce nella pace e nella sicurezza di un nuovo medioevo”.

E' del tutto possibile che questa intuizione di Lovecraft si rivelerà profetica e che una appassionata rivolta popolare contro le implicazioni – e forse di più, le applicazioni – della scienza contemporanea sarà una delle forze ci spingeranno nel medioevo prossimo. Tuttavia, questo è un tema per un post successivo di questa serie. Il punto che vorrei esprimere qui è che l'immagine di Lovecraft di gente avidamente in cerca di pace e sicurezza, come un'età oscura può loro fornire, non è ironica come potrebbe sembrare. Al di fuori delle élite, che hanno un destino diverso e considerevolmente più macabro degli altri abitanti di una civiltà in declino, è sorprendente raro che la gente debba essere forzata a scambiare la civiltà per la barbarie, che sia per l'azione umana o per la pressione degli eventi. Nell'insieme, per quando quella scelta arriva, la grande maggioranza è più che pronta a fare lo scambio e per una buona ragione.


Cominciamo vedendo alcuni fondamentali. Come ho evidenziato in un saggio pubblicato online nel 2005 - un PDF è disponibile qui — il processo che alimenta il collasso delle civiltà ha una base sorprendentemente semplice: la discrepanza fra costi di capitale per la manutenzione e le risorse disponibili per soddisfare quei costi. Il capitale qui si intende nel senso più ampio del termine e comprende tutto ciò in cui una civiltà investe la propria ricchezza: edifici, strade, espansione imperiale, infrastrutture urbane, risorse di informazione, personale qualificato o quello che volete. Il capitale di ogni tipo deve essere mantenuto e mentre una civiltà aggiunge alla propria riserva di capitale, i costi di manutenzione aumentano costantemente, finché il fardello che pongono sulle risorse disponibili di una civiltà non può essere più sostenuto.

Il solo modo per risolvere il conflitto è di permettere che una parte del capitale sia convertito in rifiuti, di modo che i suoi costi di mantenimento scendano a zero ed ogni risorsa utile racchiusa nel capitale possa essere passata ad altri usi. Essendo gli esseri umani quello che sono, la conversione di capitale in rifiuti generalmente non viene portata avanti in modo calmo e razionale; piuttosto, i regni cadono, le città vengono saccheggiate, le élite dominanti vengono fatte a pezzi da folle urlanti e cose del genere. Se una civiltà dipende da risorse rinnovabili, ogni giro di distruzione di capitale è seguito da un ritorno ad un relativa stabilità e il ciclo ricomincia da capo. La storia della Cina imperiale è un buon esempio di come questo succede nella pratica.

Se una civiltà dipende da risorse non rinnovabili per funzioni essenziali, comunque, distruggere parte del proprio capitale genera soltanto un piccolo rinvio della crisi dei costi di mantenimento. Una volta che la base di risorsa non rinnovabile supera il punto in cui comincia ad esaurirsi, c'è n'è sempre meno disponibile ogni anno a seguire per soddisfare i costi di mantenimento rimasti e il risultato è lo schema a gradini di declino e caduta così familiare nella storia: ogni crisi porta ad un giro di distruzione di capitale, che porta ad una rinnovata stabilità, che apre la strada alla crisi quando la risorsa di base diminuisce ulteriormente. Ancora, essendo gli esseri umani quello che sono, questo processo non viene portato avanti in modo calmo e razionale; la differenza qui è semplicemente che i regni continuano a cadere, le città continuano a venire saccheggiate, le élite dominanti vengono massacrate una dopo l'altra in modi sempre più inventivi e coloriti, finché la contrazione finalmente abbia proceduto sufficientemente che il capitale rimasto possa essere sostenuto dalla riserva disponibile di risorse rinnovabili.

Questa è una descrizione sommaria della teoria del collasso catabolico, il modello di base di declino e caduta delle civiltà che sta alla base del progetto generale di questo blog. Incoraggerei coloro che hanno domande sui dettagli della teoria ad andare avanti e di leggere la versione pubblicata e linkata sopra. Nel cammino, spero di pubblicare una versione della teoria sviluppata molto più accuratamente, ma quel progetto è ancora nelle prime fasi proprio ora. Ciò che voglio fare qui è approfondire un po' di più le implicazioni sociali della teoria.

E' comune oggigiorno sentire la gente insistere che la nostra società è divisa in due e solo due classi, una classe di élite che riceve tutti i benefici del sistema e tutti gli altri, che ne portano tutti i fardelli. La realtà, nella nostra così come in ogni altra società umana, è parecchio più sfumata. E' vero, naturalmente, che i benefici si spostano verso il vertice della scala della ricchezza e del privilegio e i pesi vengono spinti verso il basso, ma in gran parte dei casi – il nostro incluso a pieno titolo – bisogna andare molto in giù sulla scala prima di trovare gente che non ha alcun beneficio.

Bisogna ammettere che ci sono state alcune società umane nelle quali la maggior parte della gente ha tali benefici dal sistema in quanto consentirà loro di continuare a funzionare finché non cadranno. I primi tempi della di schiavitù nelle piantagioni negli Stati Uniti e nelle isole dei Caraibi, quando la vita media di uno schiavo dall'acquisto alla morte era al di sotto dei 10 anni, ricadeva in quella categoria, come alcune altre – per esempio, la Cambogia sotto i Khmer Rossi. Questi sono casi eccezionali. Emergono quando il costo del lavoro non specializzato scende vicino allo zero e sia i profitti abbondanti sia le considerazioni ideologiche rendo il destino dei lavoratori una questione di indifferenza totale ai propri padroni.

Sotto una qualsiasi serie di condizioni, tali accordi sono antieconomici. E' più redditizio, nel complesso, consentire tali benefici aggiuntivi alla classe operaia in quanto permetterà loro di sopravvivere e metter su famiglia e per motivarli a fare più del minimo sindacale che sfuggirà alla frusta del sorvegliante. Questo è ciò che genera l'economia contadina standard, per esempio, in cui il povero contadino paga i proprietari terrieri col lavoro e con una parte della produzione agricola per avere accesso alla terra.

Ci sono moltissimi accordi simili, in cui le classi lavoratrici fanno il lavoro, le classi dominanti permettono loro l'accesso al capitale produttivo e i risultati vengono suddivisi fra le due classi in una proporzione che permette alle classi dominanti di diventare ricche e alle classi lavoratrici di cavarsela. Se ciò suona famigliare, deve. In termini di distribuzione di lavoro, capitale e produzione, le ultime offerte del mercato del lavoro odierno sono indistinguibili dagli accordi fra il proprietario terriero Egiziano e i contadini che piantavano e raccoglievano nei loro campi.

Più una società diventa complessa, più diventa intricato il sistema di caste che la divide e più vari sono i cambiamenti che vengono giocati su questo schema di base. Una società medievale relativamente semplice potrebbe tirare avanti con quattro caste – il modello feudale giapponese, che divideva la società in aristocratici, guerrieri, contadini e una categoria generica di commercianti, artigiani, intrattenitori e cose simili, è un esempio come un altro. Una società stabile prossima alla fine di una lunga era di espansione, per contro, potrebbe avere centinaia o persino migliaia di caste distinte, ognuna con la propria nicchia nell'ecologia sociale ed economica di quella società. In ogni caso, ogni casta rappresenta un equilibrio particolare fra benefici ricevuti e pesi pretesi e data una economia stabile interamente dipendente da risorse rinnovabili, un tale sistema può proseguire intatto per molto tempo.

Includiamo il processo di collasso catabolico, tuttavia, e un sistema altrimenti stabile diventa una fonte di instabilità a cascata. Il punto che deve essere afferrato qui è che le gerarchie sociali sono una forma di capitale, nel senso ampio menzionato sopra. Come le altre forme di capitale incluse nel modello del collasso catabolico, le gerarchie sociali facilitano la produzione e la distribuzione di beni e servizi ed hanno dei costi di manutenzione che devono essere soddisfatti, Se i costi di manutenzione non vengono soddisfatti, come con qualsiasi altra forma di capitale, le gerarchie sociali vengono trasformate in rifiuti; smettono di adempiere alla loro funzione economica e diventano disponibili per il recupero.

Questo suona molto diretto. Ecco come spesso, comunque, è il fattore umano che lo trasforma da semplice equazione alla materia prima della storia. Mentre i costi di manutenzione del capitale di una civiltà cominciano a salire verso il punto di crisi, gli angoli vengono tagliati e la negligenza maligna diventa l'ordine del giorno. Fra le varie forme di capitale, però, alcune danno benefici alla gente sulla scala della gerarchia sociale più che alla gente su altri livelli. Quando il bilancio di manutenzione si restringe, la gente di solito cerca di proteggere le forme di capitale che gli danno benefici diretti e spinge i tagli in forme di capitale che invece danno benefici ad altri. Siccome la capacità di ogni persona di influenzare dove vanno le risorse corrisponde in modo molto preciso alla posizione di quella persona nella gerarchia sociale, ciò significa che le forme di capitale che danno benefici alla gente in fondo alla scala vengono tagliate prima.

Ora naturalmente questo non è quello che sentite dire agli americani oggi e non è ciò che sentite dire dalla gente di una società che si avvicina al collasso catabolico. Quando la contrazione si instaura, come ho osservato qui in un post due settimane fa, la gente tende a prestare più attenzione a qualsiasi cosa sta perdendo che qualsiasi perdita più grande sofferta da altri. Gli americani della classe media che reclamano lo stato sociale per i poveri a pieni polmoni mentre chiedono che i finanziamenti per Medicare e Sicurezza Sociale rimangano intatti, sono all'altezza delle aspettative, così come, del resto, lo sono gli altri americani della classe media che denunciano gli eccessi dichiaratamente assurdi del cosiddetto 1% mentre trascurano con cura di osservare l'immenso differenziale di ricchezza e privilegio che li separano da coloro che si trovano ulteriormente in basso nella scala.

Questa cosa è inevitabile in una lotta per le fette di una torta che si restringe. Mettiamo da parte l'inevitabile retorica, comunque, e una società che si dirige verso il collasso catabolico è una società in cui sempre più persone ricevono sempre meno benefici dall'ordine esistente della società, mentre è previsto che si sostenga una sempre crescente quota dei costi di un sistema barcollante. Per coloro che hanno pochi benefici o nessuno in cambio, i costi di manutenzione del capitale sociale diventano rapidamente un fardello intollerabile e mentre la fornitura di benefici ancora disponibili da un sistema barcollante diventa sempre più appannaggio delle parti alte della gerarchia sociale, quel fardello diventa un fatto politico esplosivo.

Ogni società per la propria sopravvivenza dipende dall'acquiescenza passiva della maggioranza della popolazione e dal sostegno attivo di un'ampia minoranza. Quella minoranza – chiamiamola classe sorvegliante – sono le persone che manovrano i meccanismi della gerarchia sociale: i burocrati, il personale dei media, la polizia, i soldati ed altri funzionari che sono responsabili del mantenimento dell'ordine sociale. Non provengono dalla élite dominante. Nell'insieme, provengono dalle stesse classi che dovrebbero controllare. E se la loro parte di benefici dell'ordine esistente barcolla, se la loro parte di fardelli aumenta in modo troppo visibile, o se trovano altre ragioni per fare causa comune con chi al di fuori della classe sorvegliante contro la élite dominante, allora la élite dominante si può aspettare la scelta brutale fra la fuga in esilio ed una brutta morte. La discrepanza fra i costi di mantenimento e le risorse disponibili, a sua volta, rende alcune di tale svolte degli eventi estremamente difficili da evitare.

Una élite dominante che affronta una crisi di questo tipo ha almeno tre opzioni a disposizione. La prima e di gran lunga la più facile, è quella di ignorare la situazione. Sul breve termine, questa è in realtà l'opzione più economica. Richiede il minore investimento di risorse scarse e non richiede di armeggiare con sistemi sociali e politici potenzialmente pericolosi. Il solo svantaggio è che una volta che finisce il breve termine, questa praticamente garantisce un destino orribile per i membri della élite dominante e, in molti casi, questo è un argomento meno convincente di quanto si possa pensare. E' sempre facile trovare un'ideologia che insista sul fatto che le cose si rivelano diversamente e siccome i membri di una élite dominante sono generalmente ben isolati dalle realtà spiacevoli della vita della società che presiedono, di solito è molto facile per loro convincersi della validità di una qualsiasi ideologia che decidano di scegliere. Vale la pena di dare un'occhiata al comportamento dell'aristocrazia francese negli anni che anno portato alla Rivoluzione Francese, in questo contesto.

La seconda opzione è quella di provare a rimediare alla situazione aumentando la repressione. Questa è l'opzione più costosa e generalmente è anche meno efficace della prima, ma le élite dominanti con una passione per gli stivali militari tendono a cadere nella trappola della repressione piuttosto spesso. Ciò che rende la repressione una cattiva scelta è che questa non fa niente per affrontare le fonti dei problemi che cerca di sopprimere. Inoltre, aumenta i costi di manutenzione della gerarchia sociale in modo drastico – polizia segreta, meccanismi di sorveglianza, campi di prigionia e cose del genere non sono a buon mercato – e impone il minimo comune denominatore di obbedienza passiva mentre fa molto per scoraggiare l'impegno attivo della gente al di fuori della élite nel progetto di salvare la società. Uno studio del destino delle dittature comuniste dell'Europa dell'Est è un buon antidoto all'illusione che una élite con sufficienti spie e soldati possa restare al potere a tempo indeterminato.

Ciò lascia alla terza opzione, che richiede che la élite dominante sacrifichi parte dei propri privilegi e prerogative di modo che coloro che sono più in giù nella scala sociale abbiano ancora una buona ragione per sostenere l'ordine della società esistente. Questo non è comune, ma succede. E' successo negli Stati Uniti negli anni 30, quando Franklin Roosevelt ha condotto i cambiamenti che hanno risparmiato agli Stati Uniti il tipo di conquista fascista o di guerra civile avvenuti in così tante altre democrazie fallite dello stesso periodo. Roosvelt ed i suoi alleati fra i molti ricchi si sono resi conto che riforme piuttosto modeste sarebbero state sufficienti per convincere gran parte degli americani che avevano più da guadagnare nel sostenere il sistema di quanto avessero da guadagnare nel rovesciarlo. Alcuni progetti per creare lavoro e misure di alleggerimento del debito, alcuni programmi di assistenza e alcune visite in carcere ai più palesi dei truffatori dell'era precedente e il ripristino di una senso di unità collettiva abbastanza forte da vedere gli Stati Uniti in una guerra globale per il decennio successivo.

Ora, naturalmente Roosvelt ed i suoi alleati avevano vantaggi enormi che nessun progetto comparabile sarebbe in grado di replicare oggi. Nel 1933, anche se ostacolata da un sistema finanziario collassato e dal declino ripido del commercio internazionale, l'economia degli Stati Uniti aveva ancora l'infrastruttura industriale più produttiva e grande del mondo ed alcuni dei più ricchi depositi di petrolio, carbone e molte altre risorse naturali. Ottanta anni dopo, l'infrastruttura industriale è stata abbandonata decenni fa in un'orgia di delocalizzazioni motivate dalla ricerca del profitto a breve termine e quasi ogni risorsa che la terra americana offriva in abbondanza è stata estratta o pompata fino all'ultima goccia. Questo significa che un tentativo di imitare le imprese di Roosvelt nelle condizioni attuali avrebbe di fronte ostacoli molto più irti e richiederebbe anche che la élite dominante rinuncia ad una parte molto più grande delle proprie attuali prerogative e privilegi di quella necessaria ai giorni di Roosvelt.

Potrei sbagliarmi, ma non penso nemmeno che verrà tentata questa volta. Proprio in questo momento, la consorteria litigiosa dei centri di potere in competizione che costituiscono la élite dominante degli Stati Uniti sembra impegnata in un approccio a metà strada fra le prime due opzioni che ho delineato. La militarizzazione delle forze di polizia interne statunitensi e la spirale in aumento di violazione dei diritti civili portata avanti con entusiasmo da entrambi i partiti politici mainstream ricadono nel lato repressivo della scala. Allo stesso tempo, per tutti questi gesti in direzione della repressione, l'atteggiamento generale dei politici e dei finanzieri americani sembra essere che non possa realmente succedere loro o al sistema che fornisce loro il potere e la ricchezza niente di così brutto.

Si sbagliano, e a questo punto probabilmente è una scommessa sicura che un gran numero di loro morirà per questo errore. Di già, una grande percentuale di americani – probabilmente la maggioranza – accetta la continuazione dell'ordine esistente della società negli Stati Uniti solo perché deve ancora emergere una alternativa praticabile. Mentre gli Stati Uniti si avvicinano al collasso catabolico e il fardello di puntellare uno status quo sempre più disfunzionale preme sempre più intollerabilmente su sempre più persone al di fuori del circolo ristretto di ricchezza e privilegio, l'asta che ogni alternativa deve saltare sarà posta sempre più in basso. Prima o poi, qualcosa farà quel salto e convincerà sufficientemente la gente che c'è una alternativa fattibile allo status quo e l'acquiescenza passiva dalla quale dipende il sistema per la propria sopravvivenza non sarà più qualcosa che si possa dare per scontata.

Per una tale alternativa non è necessario essere più democratica o più umana dell'ordine che cerca di sostituire. Può esserlo considerevolmente di meno, basta che imponga costi minori sulla maggior parte della gente e distribuisca i benefici più ampiamente di quanto non faccia l'ordine esistente. E' per questo che negli ultimi giorni di Roma, così tanta gente dell'impero al collasso ha accettato così prontamente la legge dei signori della guerra barbari al posto del governo imperiale. Quel governo era diventato irrimediabilmente disfunzionale al tempo delle invasioni barbariche, centralizzando l'autorità in centri burocratici lontani non in contatto con la realtà corrente e imponendo fardelli fiscali sui poveri così pesanti che molte persone erano costrette a vendersi come schiavi o a fuggire in zone spopolate di campagna per intraprendere una vita incerta da Bacaudae, mezzi guerriglieri e mezzi banditi, e ricercati dalle truppe imperiali, quando avanzava loro del tempo dalla difesa delle frontiere.

Al contrario, il signore della guerra locale barbaro poteva essere brutale e capriccioso, ma era sulla scena e così era improbabile che mostrasse il sereno distacco dalla realtà così comune negli stati burocratici centralizzati al temine della loro vita. Inoltre, il signore della guerra aveva una buona ragione per proteggere i contadini che mettevano pane e carne sulla sua tavola e il costo del suo sostentamento e del suo seguito nel relativamente modesto stile della monarchia barbara era considerevolmente meno caro del fardello di sostenere le complessità barocche della burocrazia del tardo Impero Romano. Ecco perché i contadini e gli schiavi agricoli del tardo mondo Romano hanno accondisceso così silenziosamente all'implosione di Roma ed alla sua sostituzione con un mosaico di piccoli regni. Non era solo un mero cambiamento di padroni, era che in un gran numero di casi i nuovi padroni erano un peso considerevolmente minore di quanto fossero stati quelli vecchi. .

Possiamo aspettarci che si dispieghi più o meno lo stesso processo in Nord America, in quanto gli Stati Uniti attraversano la propria traiettoria di declino e caduta. Prima di tracciare i modi in cui potrebbe funzionare il processo, comunque, sarà necessario passare in rassegna alcune idee sbagliate comuni  e ciò ci richiede di esaminare i modi in cui le élite dominanti distruggono sé stesse. Ce ne occuperemo la prossima settimana.

14 commenti:

  1. Detroit è il simbolo del decadimento.
    Quando la ricchezza va via (industria, fonti energetiche ecc), nessuno si può occupare della manutenzione e la città va in decadenza.
    In Italia, in cui ci sono tantissime seconde case, di esse non si potrà fare la manutenzione e cadranno rovinosamente; successivamente si trascurerà anche quella della prima casa.

    Nel 2001 le Torri Gemelle a New York avevano migliaia di tonnellate di amianto nella loro infrastruttura.
    Rimuovere quell'amianto, con l'opera di manutenzione obbligatoria, avrebbe richiesto dei costi superiori a quelli di una loro ricostruzione.
    La loro caduta fu una benedizione per il proprietario che, fu rimborsato dall'assicurazione per una cifra superiore al valore delle Torri e nel frattempo si tolse il gravissimo onere della loro manutenzione.
    Quelli che ci persero furono gli abitanti di New York. 3000 persone persero la vita e tantissime avranno gravi problemi per l'amianto respirato dalle polveri che si sono sollevate durante il crollo delle torri.

    Quello trattato qui è un argomento molto interessate, che merita approfondimenti.

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  2. grazie per la traduzione, il post è appassionante e convincente!! con calma mi leggerò il proseguimento, come le elites distruggono sè stesse, sul blog originale: http://thearchdruidreport.blogspot.it/2014/09/dark-age-america-senility-of-elites.html

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    1. @Guido Massaro
      grazie per la segnalazione. Ho letto l'articolo e mi é piaciuto il seguente passaggio:
      Alternatively, you can work your way in from outside by being suitably deferential and supportive to the inner circle, meeting all of its expectations and conforming to its opinions and decisions.....

      Mi son venuti in mente tre nomi: Monti, Letta (due già ben integrati all'atto del loro insediamento a capo del governo italico) e lo scaltrissimo outsider Renzi.
      .

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  3. Tutti i discorsi come quello di John Michael Greer nell'articolo, sono attorno ad una organizzazione sociale (civiltà) e un modo di vedere il mondo (antropocentrismo) che stanno causando sempre maggiore distruzione e sofferenza.
    La società è sempre più globalizzata, sempre più vasta e, a causa della voracità di talune caste (politiche e finanziarie), causa i problemi sopra descritti, di convivenza e iniqua distribuzione di ciò che serve a vivere.
    Talune caste non si accontentano del necessario, ma sono voraci e fameliche.
    E non gli interessa se altri soffrono.
    La loro mano è chiusa a pugno.
    .----
    L' unica organizzazione sociale che non provoca lotte di casta è quella tribale, basata sulla convivenza di un numero ristretto di esseri umani, 50, che condividono i beni che la Madre Terra ci offre spontaneamente e generosamente, in un tipo di economia di sussistenza, circolare, autosufficiente, non inquinante.
    .----
    Si riscontra maggiore felicità (felicità pro-capite media) nelle ultime tribù esistenti sulla Terra (se le lasciamo in pace), che in qualunque metropoli del mondo.
    E' tempo di cambiare paradigma : passare dalla complessità della civiltà (stati, regioni, provincie, comuni, corporazioni e caste, eccetera, e organismi sovrastatali) alla semplicità delle piccole aggregazioni sociali bastanti a sé stesse.

    Gianni Tiziano

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  4. Quindi se gli USA sono messi così, noi cosa stiamo facendo ? Stiamo spendendo tutte le nostre risorse depredate agli imprenditori ed operai che producono beni esportabili per curare la gangrena del pubblico ormai arrivata al mediastino con costosi antibiotici invece che amputare dall'anca ?

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  5. intanto la FED ha cessato l'emissione di QE. Fine del fracking? Forse il 2015 sarà l'anno della verità, come detto da anni dalla Wermacht, dalla Raf e USAF? In fondo sia il frak, sia Kashagan sono dei disastri, che affermano la limitatezza delle nostre umane capacità e la grandezza della nostra superbia. Abbiamo rifiutato di riconoscere i limiti delle leggi termodinamiche, credendoci superiori a esse e al creatore delle stesse e ci troviamo in un mondo di cemento, asfalto con grattacieli che sembrano la torre di Babele. Addirittura la Chiesa stessa si guarda bene dall'affrontare il problema di Dio, come è vero che domenica il Papa nell'Angelus si è astenuto dal parlare del 1° comandamento, preferendo il 2°, come se l'umanità bastasse a sè stessa. Probabilmernte l'ha fatto per non far scappare quei pochi che ancora lo seguono, un pò come fanno i politici che girano alla larga dai veri problemi, per paura di lasciarsi scappare la situazione di mano. Ma come diceva Omero, il destino è inesorabile e può solo essere ritardato.

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  6. Grazie prof. Bardi per la traduzione del bellissimo articolo che ben descrive, motivandolo con solide e nel contempo semplici da capire argomentazioni, il collasso di civiltà.
    Sono fermamente convinto anche io e da un pò di tempo, che adesso stia per toccare a noi.
    Non smetto tuttavia mai di sorprendermi come i più reagiscono quando sottopongo loro tale, per me, ovvietà: no, non é così, é cosa passeggera e poi bisogna essere ottimisti sul futuro.

    Cosa gli rispondo? Auguri allora, ma forse dovrei dire: condoglianze.

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  7. Ragazzi, non esagerate! Greer ha un modo di scrivere affascinante, ma non è detto che le cose vadano così male. Perlomeno non così in fretta!!!

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    1. appunto. Il destino o fato può essere solo ritardato.

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    2. Dott. Bardi, Greer ipotizza un declino prolungato, con una tempistica anche superiore al secolo.

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  8. comunque ci sono solo due opzioni, perchè la prima e la terza si riassumono nel sistema keynesiano di conduzione economica, di stampo prettamente democratico ed anarchico. Se vi ricordate di come finiva la democrazia nel posto ove è nata, potete vedere che ogni tanto veniva sostituita dalla tirannide, necessaria per rimettere le cose a posto e riportare l'ordine. Neanche lì durava a lungo, ma pare che il popolino venga tenuto a freno solo dal panem et circenses e dal terrore. Ci sarebbe sì la terza opzione, quella affermata dal detto latino: " In mediat stat virtus". Ma voi quanti virtuosi conoscete? 40 anni fa un buon parroco di campagna, cresciuto santamente in seminario, mi diceva che solo uno su dieci seminaristi arrivavano a prendere i voti, mentre gli altri nove, nonostante quella formazione ferrea e di estrema serietà, non ce la facevano. Questo vuol dire che le persone di qualità sono sempre state molto rare, se è vero che a quei tempi venivano accettati nei seminari solo i migliori, dopo attenta selezione fatta dai sacerdoti delle parrocchie di provenienza. E questo solo per l'aspetto umano, perchè se poi consideriamo quello spirituale le cose si complicano all'ennesima potenza. Insomma la Gerusalemme celeste, la città di Dio, di agostiniana memoria, non può aversi sulla terra, se non alla fine dei tempi, che a noi sicuramente non toccheranno.

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  9. Davvero interessante. Che bello se i noiosi manuali di storia che ci trovavamo sui banchi del liceo avessero considerato un approccio e uno stile simile a questo.

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  10. Non condivido alcune parti della prefazione all'articolo di Mr.Greer.
    Di solito, una spiegazione, per essere chiara e comprensibile a tutti dovrebbe innanzitutto distinguersi per brevità e usare termini termini e riferimenti ben noti.
    E poi c'è un peccato originale che vi aleggia: se si ritiene che il lettore abbia bisogno di spiegazioni semplici, ma prive di grafici e di equazioni, per la comprensione del problema, allora probabilmente non ha i mezzi culturali e intellettuali per la sua comprensione.
    Con questo non voglio dire che sia stupido. Semplicemente affermo che per padroneggiare la complessità di certi argomenti ed estrapolarli in una previsione anche solo a breve termine richiede percorsi mentali che pochissimi posseggono.

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  11. Alfonso, appunto perchè pochissimi sono in grado di percorrere certi sentieri mentali che è utile e profittevole avvicinare i più alla complessità del mondo.Anche con il racconto.
    Tutti nasciamo analfabeti, ma non per questo a tre anni c'insegnano a tradurre la stele di Rosetta.
    Ma se ci raccontano fin da bambini che quella stele esiste e quanto sia importante il suo significato, allora, appena si diventa più grandi qualcuno si appassionerà e vorrà pure cimentarsi nella traduzione.
    Il fatto che in Italia l'incultura scientifico-matematica sia così estesa e profonda, e addirittura ostentata con fierezza e da persone con importanti responsabilità dirigenziali, dipende in gran misura da pessimi maestri, non tanto quelli che cercano d'insegnare scienze e matematica, ma quelli che in passato hanno arrogantemente pontificato della naturale superiorità della cosidetta cultura umanistica.
    Come tutte le arti, la filosofia naturale, ovvero quello che da tempo ormai si chiama scienza, e insieme la matematica, richiedono talento e assidua applicazione.
    Se si avvilisce il talento e si ostacola l'applicazione il risultato è il ritorno alla superstizione di gente che altrimenti diverrebbero più consapevoli e responsabili in un mondo sempre più complesso.
    Ma come ben sappiamo, con la superstizione si ottengono risultati che sono impareggiabili nell'esercizio del potere.Ancora più efficaci delle pagnotte e dei giochi circensi.
    Non che la scienza e la matematica siano immuni dalla superstizione, perchè richiedono anch'esse della fede in ipotesi e congetture, ma con esperimenti, prove e dimostrazioni si ottengono delle verità universali,
    immuni ai capricci del dittatore, del governante e del piazzista di turno.
    Quindi, anche solo il raccontare di scienza e di matematica, a chi ha poco talento e scarsa volontà d'applicazione, è meritorio.
    Peccato che il decano dei divulgatori italiani,e il suo discepolo di famiglia, per quanto riguarda la divulgazione della matematica, non si siano mai cimentati.

    Marco Sclarandis



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