Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 4 settembre 2014

Lo scoppio imminente dello schema Ponzi statunitense di petrolio e gas di scisto

DaOutsider Club”. Traduzione di MR

Nei soli ultimi quattro anni, la produzione di petrolio negli Stati Uniti è cresciuta di un impressionante 46%, aggiungendo 2,4 milioni di barili al giorno – tutto per merito della produzione di petrolio di scisto. Con questo enorme miglioramento della produzione interna di petrolio, c'è un numero sempre maggiore di rapporti che dichiarano che gli Stati Uniti diventeranno energeticamente indipendenti. Secondo l'articolo “La rivoluzione energetica 'Made in America'”:


  • Citibank – L'indipendenza statunitense dalle importazioni energetiche potrebbe anche cominciare alla fine di questo decennio.
  • NIC - National Intelligence Council – Gli Stati Uniti potrebbero diventare un esportatore significativo di energia a partire dal 2020 in poi. 
  • IEA - International Energy Agency – Gli Stati Uniti potrebbero diventare un esportatore netto di gas a cominciare dal 2020 e svilupparsi praticamente diventando un fornitore di energia autosufficiente a partire dal 2035.

Quindi eccole qua... tre organizzazioni ufficiali con previsioni di indipendenza energetica degli Stati Uniti a partire dal 2020 o autosufficienza completa a partire dal 2035. Queste previsioni forniscono un panorama molto ottimistico della produzione di energia statunitense molto in là nel futuro... quindi perché dovremmo preoccuparci?

L'imminente fallimento del boom del petrolio di scisto statunitense 

Con ogni boom arriva inevitabilmente un fallimento. Ciò non è diverso per il petrolio di scisto. La maggioranza della produzione di petrolio di scisto negli Stati Uniti proviene da due giacimenti – Bakken e Eagle Ford. Mentre la produzione è aumentata significativamente in questi due giacimenti, ciò avviene ad un costo enorme. Il tipico pozzo di petrolio di Bakken declina di circa il 40% all'anno. E' giusto – i pozzi di petrolio a Bakken stanno declinando circa dieci volte più velocemente del 4-5% globale medio di cui si parlava precedentemente. Il grafico sotto mostra che Bakken sta perdendo un impressionante 63.000 barili al giorno di produzione rispetto al dicembre 2013. La tendenza rimane ininterrotta fino ad oggi.


Ciò significa che le compagnie petrolifere che trivellano a Bakken hanno dovuto aggiungere più di 63.000 b/g a dicembre se volevano aumentare la produzione... e lo hanno fatto. Secondo la statunitense EIA, Bakken ha aggiunto 89.000 barili di nuova produzione a dicembre 2013. Se guardate il grafico sotto vedrete i +89.000 b/g di nuova produzione meno i 63.000 b/g di declino che corrispondono ad un incremento netto di 26.000 b/g in dicembre.


Noterete sul lato destro di questo grafico che a novembre Bakken stava producendo un totale di 976.000 b/g. Se aggiungiamo i 26.000 b/g di nuova produzione netta di dicembre, il nuovo totale complessivo è di 1.002.000 b/g, oltre un milione di barili al giorno. Anche se Bakken ora produce più di un milione di barili di petrolio al giorno, date un'occhiata a quanto diventerà peggiore il declino di produzione di petrolio nei prossimi anni. Se ipotizziamo che l'attuale tendenza continui, possiamo vedere di quanto declinerà la produzione per la fine del 2015:

Tasso di declino della produzione di petrolio di Bakken:

  • Dic 2009 = -13.000 b/g
  • Dic 2010 = -20.000 b/g
  • Dic 2011 = -30.000 b/g
  • Dic 2012 = -47.000 b/g
  • Dic 2013 = -63.000 b/g
  • Dic 2014 = -80.000 b/g (stimati)
  • Dic 2015 = -97.000 b/g (stimati)

Bakken sta attualmente perdendo circa 17.000 b/g ogni anno di produzione. Così per il 2015 le compagnie petrolifere a Bakken dovranno trivellare sempre più pozzi per sorpassare quei 97.000 b/g stimati di tasso di declino se vogliono aumentare la produzione. Ciò è esattamente ciò che hanno fatto da quando hanno cominciato a trivellare il giacimento petrolifero di Bakken. Non voglio addentrarmi in troppi numeri qui, ma il grafico sotto mostra come siano stati aggiunti molti nuovi pozzi a Bakken dal 2007. Le cifre dei pozzi totali sotto sono della parte del Nord Dakota di Bakken, che produce più del 90% del petrolio di Bakken. Una piccola parte di Bakken si trova in Montana, ma lo stato non pubblica informazioni aggiornate mensilmente


Come potete vedere, c'erano solo 479 pozzi in produzione nel 2008. Questo numero è quasi raddoppiato nel 2009 a 891 pozzi e l'ultimo conteggio è stato di 6.447. Il numero totale di pozzi dovrà continuare ad aumentare se vogliono che Bakken continui a crescere. L'enorme crollo della produzione che sta avendo luogo a Bakken sta avvenendo anche in un altro grande giacimento di petrolio di scisto negli Stati Uniti: Eagle Ford. Il giacimento di petrolio di scisto di Eagle Ford sta sperimentando un tasso di declino persino maggiore di 83.000 b/g a dicembre. Si tratta di 20.000 b/g più di Bakken e continuerà a diminuire anche di più nei prossimi anni. Si tratta dell'elefante nel soggiorno di cui nessuno vuole parlare nell'industria petrolifera – gli enormi tassi di declino.

I giacimenti di petrolio di scisto contengono un certo numero di sweet spots ed una certa quantità di località di trivellazione. Inoltre, più la compagnia trivella lontano dallo sweet spot meno produttivo è il pozzo. Così, una volta che gli sweet spots sono sfruttati e le migliori località trivellate, la produzione raggiunge il picco e declina. David Hughes, un geoscienziato con quasi quattro decenni di esperienza nello studio delle risorse in Canada, compresi 32 anni nel Geological Survey of Canada, di recente ha scritto un rapporto intitolato “La rivoluzione dello scisto: miti e realtà”. Hughes prevede che la produzione di Bakken e Eagle Ford raggiungerà il picco più o meno nel 2016. Si tratta di pochi anni. Questo per quanto riguarda la nozione che avremo decenni di offerta interna a buon mercato e abbondante. Ora che sappiamo che la produzione dei giacimenti di gas di scisto statunitensi raggiungerà più che probabilmente il picco entro i prossimi anni, impedendo al paese di ottenere l'indipendenza energetica, cosa dire della supposta disponibilità di 100 anni di gas naturale che l'industria dello scisto ha gonfiato nei media?

L'industria del gas di scisto statunitense è stata un fallimento commerciale

Il titoletto sopra è una dichiarazione reale di un altro eccellente analista energetico di cui parlerò fra poco. Tuttavia, volevo prima elencare alcuni dei punti in quanto si riferiscono al senso comune riguardo all'industria del gas di scisto statunitense dal rapporto di David Hughes:

La produzione di gas di scisto continuerà a crescere nel prossimo futuro (perlomeno fino al 2040) e i prezzi rimarranno al di sotto dei 4,50 dollari nei prossimi 10 anni e al di sotto dei 6 dollari nei prossimi 20 anni.

Il gas di scisto può rimpiazzare quantità molto sostanziali di petrolio per il trasporto e di carbone per la generazione di elettricità. Fondamentalmente, la visione complessiva che concerne il gas di scisto statunitense da parte dell'industria è: “Ne abbiamo un sacco ad un prezzo molto conveniente”. Mentre non vedo niente di meglio per gli Stati Uniti che diventare energeticamente indipendenti con decenni di petrolio e gas a buon mercato, sembra che l'industria del gas di scisto sia molto meno in forma della sua controparte petrolifera. Questo secondo il nostro killer della prossima montatura sullo scisto ed analista energetico Art Berman. Art Berman, direttore del Labyrinth Consulting Services è un geologo petrolifero con 34 anni di esperienza su petrolio e gas, compresi 20 anni con la Amoco (ora BP) e 14 anni come consigliere geologo. Art è stato uno dei più espliciti critici della montatura dell'energia da scisto negli scorsi anni. Di recente, Art ha fatto una presentazione alla Houston Geological Society dal nome “Riflessioni su un decennio di operazioni statunitensi di gas di scisto”. Nella sua presentazione, Art discute le slide sotto, rivelando la verità sulla redditività del giacimento di gas di scisto di Haynesville. Art dice che col gas naturale a 4,00 dollari (come era allora) non ci sono aree commercialmente praticabili a Haynesville.



Art Mostra che col gas a 6 dollari, solo il 6% di Haynesville (in giallo) è commerciale. Questi dati sono significativi perché il prezzo del gas naturale è stato scambiato su una forbice bassa di 2-4,50 dollari negli ultimi 3 anni. Fondamentalmente, le compagnie che trivellano ed estraggono gas di sciato ad Haynesville hanno perso anche la camicia... vendendo il proprio prodotto per meno del suo costo di produzione. Inoltre, ciò che sta avvenendo a Haynesville sta avvenendo nella maggior parte degli altri giacimenti di gas di sciato del paese. Il giacimento di gas di scisto di Barnett è stato il primo ad essere sfruttato in modo ampio negli Stati Uniti. La Labyrinth Consulting Services ha fatto uno studio approfondito di Barnett, che Art ha incluso in una presentazione intitolata “Gas di scisto: abbondanza o miraggio”? In questo rapporto, ha dichiarato che dei 9.100 pozzi censiti (fra il 2003 e il 2009) del totale di 15.000 pozzi di Barnett, meno del 6% soddisfaceva i livelli di soglia economici minimi. Inoltre, Berman crede che il prezzo di pareggio medio per l'industria del gas di scisto sia da qualche parte fra 6 e 7 dollari. Questo prova che il cosiddetto senso comune secondo cui gli Stati Uniti produrranno gas naturale per i prossimi 10 anni al di sotto dei 4,5 dollari e per i prossimi 20 a 6 dollari è una sciocchezza bella e buona. Capite, questo è il tema comune nell'industria del gas di scisto – una realtà non compresa dall'opinione pubblica americana. I pozzi di gas di scisto soffrono degli stessi tassi declino annuale, o persino maggiori, dei pozzi di petrolio di scisto. Ciò significa che i trivellatori di gas di scisto devono continuare a trivellare più pozzi ogni anno per impedire che la produzione complessiva declini. Facendo questo, l'industria ha portato una grande quantità di disponibilità di gas naturale che ne ha ridotto il prezzo.

Ciò è conosciuto come “il tapis roulant della trivellazione”. Una volta che si comincia, non se ne può uscire, altrimenti la produzione di gas cade in un dirupo. La cosa interessante è che questo risulta essere il brontosauro nel soggiorno di cui l'industria del gas di scisto non vuole parlare. Quindi, in che modo questo disastro dell'energia da scisto non commerciale impatta sulle più grandi compagnie di gas di scisto? Parecchio, come state per scoprire.

Il grande schema Ponzi del gas di scisto

Quelli dell'industria dell'energia probabilmente non userebbero un termine come “Schema Ponzi” per etichettare quello che sta avvenendo nella produzione di gas di scisto statunitense, tuttavia, credo che sia una descrizione perfetta di quello che sta avvenendo. Siccome le compagnie del gas devono spendere una quantità di soldi sempre maggiore in spese di capitale per evitare che la produzione crolli, stanno navigando nel debito. I dati sotto provengono a loro volta dalla più recente presentazione di Berman. Qui possiamo vedere che le grandi compagnie di gas di sciato - Chesapeake, Southwestern, Devon e EOG – stanno spendendo una grande quantità di soldi in spese di capitale di quanto non ne incassino in flusso di cassa dalle operazioni.



Le spese di capitale combinate di queste quattro grandi compagnie di gas di scisto durante il periodo di 5 anni fra il 2008 e il 2012 sono state di 133 miliardi di dollari, mentre il loro flusso di cassa operativo è stato di 80 miliardi di dollari. Quindi il loro flusso di cassa è stato negativo di 53 miliardi di dollari. Il che vuol dire che queste compagnie hanno dovuto acquisire finanziamenti aggiuntivi per andare avanti col “tapis roulant della trivellazione”. Uno dei grandi problemi che affrontano le compagnie con le spese di capitale nell'industria dell'energia da scisto è che non possono rilassarsi e godere i frutti raccogliendo una grande quantità di introiti per molti anni come sono capaci di fare le aziende in altri settori. Ciò è dovuto al rapido declino dei pozzi di gas di scisto e la considerevole perdita di introito col passare del tempo. Molti di questi pozzi di gas di scisto potrebbero venir sigillati e chiusi dopo 6-10 anni di produzione. Inoltre, i giacimenti di gas di scisto hanno solo pochi sweet spots ed un numero finito di località di trivellazione. Quindi, ad un certo punto (più  presto che tardi) questi giacimenti di gas di scisto raggiungeranno il picco e declineranno. E non lo direste mai... ciò è esattamente ciò che sta accadendo proprio adesso. Bill Powers (un altro analista di prim'ordine), nella sua recente intervista “mollate la fantasia del gas di scisto e del profitto quando la bolla scoppia”, ha avuto questo da dire sul picco di diversi giacimenti di gas di scisto:

I fatti stanno cominciando a mostrare che il declino dei giacimenti di scisto più vecchi come Barnett, Haynesville, Fayetteville e Woodford sono molto gravi. Ciò si può vedere chiaramente nel grafico sotto che mostra il picco della produzione di gas del giacimento di scisto di Barnett. La produzione di gas è aumentata costantemente dal 2000, raggiungendo il picco nel novembre 2011 a 6,3 miliardi di piedi cubici al giorno (mpc/g). E' crollata del 24% a 4,8 mpc/g nel giugno 2013. Ciò fornisce altre prove che rivelano semplicemente quanto sarà terribile il futuro dilemma energetico per gli Stati Uniti.


Pochissimi americani sono consapevoli che la produzione di questi giacimenti di petrolio e gas di scisto non continueranno a crescere e non dureranno per decenni. Quando guardiamo i dati presentati qui, è chiaro che l'industria energetica dello scisto degli Stati Uniti si sta comportando più come uno schema di Ponzi piuttosto che come un sistema economico energetico a lungo termine sostenibile. Le compagnie di petrolio e gas di scisto devono spendere ogni anno più soldi per aumentare la produzione o questa cadrebbe da un dirupo. Mentre è vero che c'è una grande quantità di supposte risorse di petrolio e gas di scisto in molti paesi del mondo, diversi degli analisti citati in questo rapporto non credono che questa rivoluzione statunitense a breve termine possa essere replicata nel mondo. Ciò a causa di diversi fattori come la mancanza di infrastrutture, di acqua, di competenza tecnica e di proprietà ridotta e diritti minerali. Una volta che gli Stati  Uniti raggiungono il picco della produzione di petrolio e gas di scisto nei prossimi anni, non c'è nessun piano B. Art Berman aveva capito bene quando ha fatto questa osservazione sull'energia da scisto durante la sua presentazione “Gente, questa non è una rivoluzione energetica... è una festa di pensionamento”. Il picco e il declino della produzione statunitense e mondiale avrà un impatto devastante sulle economie mondiali e la maggioranza delle obbligazioni sulla carta. Mentre alcuni individui hanno già capito cosa sta succedendo, sfortunatamente la maggioranza degli investitori non hanno ancora collegato i puntini.

17 commenti:

  1. Avanti così UE, contro la Russia di Putin, tanto ci penseranno i padroni USA a fornirci il gas i prossimi inverni, no? Mah, il vecchio continente ha tutto da perderci a restare sul carro yankee, contro ogni logica.

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  2. Interessanti i fatti citati: "nei soli ultimi quattro anni, la produzione di petrolio negli Stati Uniti è cresciuta di un impressionante 46%, aggiungendo 2,4 milioni di barili al giorno".
    Ossia dopo il primo picco degli anni '70, contraddicendo platealmente le previsioni monopicchiste di Hubbert, la produzione USA di petrolio è risalita verso un secondo massimo.
    Meno interessanti invece le profezie come al solito catastrofiste sul futuro, in uno stile che assomiglia purtroppo a quello di tanti complottisti che chissàà perchè si ritengono più lungimiranti degli altri.

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    1. A me, caro Anonimo, pare che Hubbert abbia invece indovinato in pieno come stavano e (purtroppo) stanno le cose. Le sue previsioni, infatti, riguardano il petrolio economicamente estraibile, non eventuali speculazioni finanziarie (poste in essere 40 anni dopo il picco degli anni ’70) e semplicemente volte a far credere ai risparmiatori che tecniche anti-economiche d’estrazione siano profittevoli e durature. L’insostenibilità patrimoniale e reddituale di tali tecniche, d’altra parte, è più che evidente proprio nei bilanci stessi delle principali compagnie petrolifere che, nonostante il perdurare di prezzi elevati e di maxi-investimenti in ricerca e sviluppo sono state costrette a vendere assets per continuare a dar la parvenza che tutto vada come sempre. E questo non è il futuro, ma il presente o se preferisce il recente passato. Se poi si vuol continuare a fingere di non comprendere la teoria di Hubbert persistendo noiosamente a far confusione tra le quantità fisiche di petrolio nel sottosuolo e quelle estraibili in modo economicamente conveniente, allora, abituato come sono a considerare il prossimo almeno intelligente come me, mi vien da sospettare che il problema non sia tecnico, né ideologico, né comunicativo. Il problema in questo caso mi pare psicologico. Il picco del petrolio è duro da accettare visto quel che comporta ora ed ancor più comporterà in futuro sulle vite di tutti noi. Non sono un cuor di leone e, umanamente, comprendo le titubanze e le resistenze psicologiche, tuttavia, sfortunatamente, la realtà non muterà solo perché non ci piace la direzione che sta prendendo. Se il catastrofismo fine a sé stesso è deleterio, passivo e morboso, anche mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi non è particolarmente utile. Come si può credere al mito del capitalismo neoliberista ed iper-adattativo se non si accetta neppure l’idea che le circostanze possono mutare?

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    2. Per Anonimo: ci sono differenze abissali fra "riserve stimate", "riserve accertate", riserve tecnicamente sfruttabili" e "riserve economicamente sfruttabili". Spesso si fa volutamente confusione fra queste, ma sono molto diverse. Nessun esperto ha mai detto che stiamo finando il petrolio, semmai che abbiamo già finito il petrolio di buona qualità ed a buon mercato. Ce ne rimane tantissimo di quello scadente e caro, ma non possiamo pensare che abbia lo stesso effetto economico, non credi?

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  3. Anonimo, abbi almeno la dignità di mettere il tuo nome. Che ti dia estremamente fastidio e ansia l'idea di dover rinunciare al tuo opulento stile di vita insostenibile per l'ambiente, è evidente. Hubbert non ha sbagliato fondamentalmente le sue previsioni che assumevano come picco yankee i primi anni '70. Non poteva prevedere gli sviluppi tecnologici ma questo boom dello scisto è appunto, una bolla che esploderà presto. se vuoi negare l'evidenza dei grafici che mostrano un netto declino dei pozzi è affare tuo.
    Un'ultima precisazione, tanto per onorare la tua 'intelligenza: il picco si riferisce al raggiungimento del massimo della produzione ed estrazione di petrolio economico e di buona qualità. Quello di scisto, così come il gas, comportano enormi investimenti economici. Di economico non hanno nulla quindi. Do you understand?

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  4. Non so se ci avete fatto caso ma tutti gli ottimisti ad oltranza, che non credono ai geologi indipendenti ma che hanno nelle loro testoline solo la religione del progresso sono tutti anonimi, compreso il nostro pavido commentatore. Forse in fondo, non credono neanche loro stessi alle loro parole.

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  5. OT: Circa 6 mesi fa ho comprato questo contatore Geiger: GMC-320
    http://www.gqelectronicsllc.com/comersus/store/comersus_viewItem.asp?idProduct=4579

    Visti gli articoli di oggi sulla NATO che si prepara a difendersi (attaccare) la Russia, penso che mi sarà utile.
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13868

    Alla follia non c'è limite!

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    1. Troppa follia. Un conflitto regionale con armi nucleari sarebbe un rischio elevatissimo per tutti. Si arriverà a un accordo politico sulla pelle degli Ucraini.

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  6. "Le spese di capitale combinate di queste quattro grandi compagnie di gas di scisto durante il periodo di 5 anni fra il 2008 e il 2012 sono state di 133 milioni di dollari, mentre il loro flusso di cassa operativo è stato di 80 milioni di dollari. Quindi il loro flusso di cassa è stato negativo di 53 milioni di dollari."

    Miliardi, non milioni. Piccolo refuso.

    Il secondo picco estrattivo USA, caro anonimo, e' semplicemente stato un bruciare i vagoni del treno per far andare la locomotiva. Una rimessa totale di ricchezza. L'economia illustrata nell'articolo dovrebbe farti ragionare. Se sei continuamente in rosso, allora alla fine hai meno ricchezza che all'inizio, non sei cresciuto economicamente, hai solo buttato soldi per quadagnare un po' di tempo, senza risultati.

    Dadove pensi che arrivino quei 53 miliardi di rosso delle compagnie? Dalle tasche di investitori avidi e stupidi che credevano nelle scemenze della Saudi America, proprio come te. QUesti tizi si troveranno a non poter rientrare dai loro prestiti, e una nuova bolla subprime scuortera' il mondo con violenza senza precedenti, perche' questa volta sara' messa a rischio diretto anche l'economia di base (si chiama "grave crisi energetica")

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    1. ovviamente... grazie per la segnalazione. Corretto.

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    2. Scusa, ma nella frase che ho virgolettato va sostituita la parola "miliardi" in ogni posto in cui si parla di milioni ;)

      Saluti

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  7. IN effetti, ho scoperto lo stesso atteggiamento, di rifiuto e negazione aprioristica, in tre diversi campi importanti: global warming, peak oil, e NDE .

    E' incredibile come sia difficile cercare di rimanere aperti mentalmente verso i fatti della realta, e di indagarli con rispetto e desiderio di verita', a dispetto dei propri pregiudizi o assunzioni esistenziali.

    Cioe' comportandosi da onesti scettici, non da pseudo-scettici.

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  8. L'aumento di produzione dovuto ad avanzamenti tecnologici non può essere considerato in una previsione, dato che per definizione non è quantificabile. Magari un domani scopriremo come estrarre l'alluminio dalle argille o il petrolio dal granito, ma adesso non possiama, quindi le previsioni si fanno qui e adesso.
    Anche se lo scisto non fosse una bolla di sapone non avrebbe comunque un impatto decisivo, il picco sarebbe rimandato ma non evitato.
    Comunque per un perforatore abituato al declino lento dei vecchi pozzi vedere un deplatamento a queste velocità fa abbastanza impressione.
    COmunque la mia impressione è che il gas di scisto sia stato utile come arma politica, e come tale il suo valore va al di là di quello economico, ha permesso di incrementare il PIL USA, di aumentare l'occupazione e di promettere agli alleati europei il gas per sostituire quello russo.
    Se ci si crede non è colpa degli USA, però. :-)

    Anacho

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    1. Ehilà Anacho, quanto tempo che non ti rileggevo :D

      Per quanto riguarda gli avanzamenti tecnologici, suppongo tu sappia bene che il limite a qualsiasi tecnologia è sempre dato dalla termodinamica, la quale stabilisce il limite nel caso ideale perfetto.

      Più in la non si va.

      Saluti

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  9. La discussione mi sembra incredibilmente complessa! Basta fare un esempio semplice. Dall'albero in giardino si raccolgono prima le ciliege più basse semplicemente passandoci sotto. Ci si sbatte addosso. Finite quelle bisogna guardare più in alto finchè un giorno si deve prendere la scala da due metri. Ecco che le ciliege che si raccolgono costano di più. Poi esaurite quelle si passa a quelle più in alto, ormai più mature e dal sapore di zolfo, utilizzando la scala da tre metri del fracking. Però bisogna comprarla, servono investimenti e una persona in più che la sorregga. Le ciliege a questo punto, le poche rimaste, costeranno tantissimo e inquineranno il suolo. Vale la pena di raccoglierle? Non sarà meglio pensare di smettere con le ciliege?

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  10. L'affermazione più preoccupante è questa:
    "Una volta che gli Stati Uniti raggiungono il picco della produzione di petrolio e gas di scisto nei prossimi anni, non c'è nessun piano B."

    Della serie, abbiamo provato l'ultima carta con lo scisto, finita questa non sappiamo dove andare a sbattere la testa!
    Nessuna fonte energetica alternativa fattibile!

    Da questo nasce la follia di andare a istigare la Russia con il rischio di una possibile guerra!

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    1. Inoltre mi sembra sensato andare a dissipare l'energia a tasso triplicato con una guerra e nel contempo distruggendo infrasttutture. Una manica di geni della lampada, sono questi.

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