Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 10 settembre 2014

Gas di scisto. “La bolla finanziaria dei nostri tempi”.

Da “Peak Energy”. Traduzione di MR
di "Big Gav"


Il Daily Telegraph ha dato uno sguardo scettico al boom del gas di scisto - Gas di scisto. “La bolla digitale dei nostri tempi”. Scrive il Daily Telegraph:

Piuttosto stranamente, non sembra che qualcuno si sia posto la sola domanda che è certamente fondamentale: lo sviluppo dello scisto ha un senso economico? La mia conclusione è che non ce l'ha. Che la Gran Bretagna abbia bisogno di nuove fonti di energia è certamente fuori discussione. Fra il 2003 e il 2013, la produzione interna di petrolio e gas è crollata da 62% e 65% rispettivamente, mentre la produzione di carbone è diminuita di 55%. Nonostante gli aumenti netti di produzione delle rinnovabili, la produzione energetica complessiva è diminuita di più della metà. Esportatrice netta di energia fino al 2003, la Gran Bretagna ora compra quasi la metà della sua energia all'estero e questo divario sembra certo che si allargherà. Ora abbiamo dati più che sufficienti per sapere che ciò che è realmente successo in America. Lo scisto è stato gonfiato (“America Saudita”) e gli investitori hanno riversato centinaia di miliardi di dollari nel settore dello scisto. Se investi così tanto, puoi fare molti pozzi, anche se i pozzi di scisto costano circa il doppio di quelli ordinari. Se un numero enorme di pozzi entrano in produzione in breve tempo, si ottiene una produzione iniziale abbondante.

Ciò è esattamente quello che è successo negli Stati Uniti. La parola chiave qui, però, è “iniziale”. Il grande intoppo con i pozzi di scisto è che la produzione crolla molto rapidamente subito dopo l'inizio della produzione. In confronto ai pozzi di petrolio e gas “normali”, in cui la produzione di solito diminuisce di 7-10pc all'anno, i tassi di declino dei pozzi di sciato sono drammaticamente peggiori. Non è affatto insolito che la produzione di ogni pozzo crolli di 60pc o più nei soli primi 12 mesi di operatività. Di fronte a tali tassi di declino, il solo modo per mantenere alti i tassi di produzione (e di tenere gli investitori dalla propria parte) è quello di trivellare ancora più pozzi. Ciò mette gli operatori in un “tapis roulant di trivellazioni”, che dovrebbe preoccupare i residenti locali così come gli investitori. Il flusso di cassa netto dello scisto statunitense è stato negativo anno dopo anno e alcuni dei nomi più importanti dell'industria si sono già ritirati. La conseguenza apparentemente inevitabile per l'industria dello scisto statunitense è che, una volta che gli investitori si svegliano e una volta che gli sweet spot da trivellare sono stati usati, la produzione crollerà, probabilmente raggiungendo il picco nel 2017-2018 e crollando precipitosamente in seguito. 

Gli Stati Uniti sono già disseminati di pozzi che sono stati abbandonati, spesso senza che i siti siano stati bonificati. Nel frattempo, le riserve recuperabili stimate per il sito di Monterey – probabilmente il sito di scisto liquido più grande degli Stati Uniti – sono state riviste al ribasso del 96%. In Polonia, trivellare 30-40 pozzi virtualmente non ha finora prodotto nessuna produzione utile. In futuro, lo scisto verrà riconosciuto come la versione della bolla digitale di questo decennio. Nel più breve periodo, è un consiglio di disperazione, in quanto una stretta dell'offerta di energia si profila sempre più vicina. Mentre i politici e gli investitori dovrebbero preferire il solare, la trasformazione dei rifiuti e la conservazione alla chimera delle ricchezze dello scisto, gli oppositori farebbero bene a promuovere il caso economico contro la moda dello scisto.


19 commenti:

  1. intanto anche nel mio paese cominciano da venerdì le notti bianche. A quando le notti in bianco?
    Macchè, the show must go on, fino alla pistolettata nel cervello dalla disperazione, tanto prima o poi ritornerà un'Andreotti o qualche buon politico, che riinizierà a distribuire l'immensa ricchezza fossile come negli anni 60/70. C'è solo un piccolo problema, come dice il buon prof.: che questa immensa ricchezza fossile non è più. E anche arrivando al massimo le rinnovabili potranno sostituirla per un 10%. Ma vi immaginate che goduria? Venite, venite alle notti bianche e sprecate nel nulla quel poco che rimane, scellerati.

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  2. La domanda e' quando cominceranno ad andarsene in massa gli investitori.

    Qui comunque ci sono i report delle varie regioni dove si recuperano shale oil/gas

    http://www.eia.gov/petroleum/drilling/

    Si vede chiaramente come la depletion si mangi qualcosa che sta tra il 60% e l' 80% della nuova produzione.

    IL declino non puo' tardare ad arrivare, al massimo entro tre anni, ma secondo me un po' prima, e di sicuro prima del 2020.

    E per tutto il tempo, quelli che stanno estraendo non vedranno un soldo di utile. E' la criticita' finanziaria che secondo me porra' fine anzitempo all'estrazione, prima cio'e che la depletion inizi a matellare ulteriormente le casse delle compagnie.

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  3. Caro Ugo, vedo che non scrivi sul blog del Fatto Quotidiano da molti mesi.
    Secondo me un paio di post (uno sulla bolla del fracking e uno sul kitegen) non ci starebbero male per disturbare l'alveare.

    Saluti

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    1. Non so, mi è passata la voglia. Serve solo ad attirare nugoli di troll e di rompiscatole.......

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    2. A me sembra di aver capito che il kitegen sia una sola.

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    3. sembra proprio di no. La paura era che fosse stato intascato dall'edge fund saudita che lo ha comperato e messo in un cassetto a fare la muffa. Invece i lavori sono andati avanti e di recente è stato costruito il nuovo profilo alare semirigido da qualche megavatt di potenza.

      http://kitegen.com/

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    4. Rompiscatole e trolls? Appunto intendevo questo con disturbare l'alveare. ;D

      Però questo attira indubbiamente l'attenzione sul tema ;)

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    5. Quello che succede è che un post sul "Fatto" attira forse 4000-5000 contatti, contro 1500-2000 di un post su "Effetto Risorse". Però, mi sembra che di questi 5000 (se va bene) un gran numero sono una manica di frustrati che usano i commenti per sfogarsi della frustrazione patita quando la moglie li ha incornati con un più attraente Orango del Borneo (o qualcosa di equivalente). Preferisco di gran lunga la discussione su "Effetto Risorse" dove i commentatori e i lettori sono di meno, ma di gran lunga più intelligenti e preparati. Insomma, non sono i numeri che fanno l'impatto. E' la qualità della comunicazione.

      Incidentalmente, molte cose che stanno succedendo e che sono successe - a mio modesto parere - sono il risultato della comunicazione dei "peak-oilers" che non sono mai apparsi sulla stampa maintream ma il cui messaggio è stato rilevato dai poteri forti, anche se non sempre interpretato nel modo giusto. Si dice che l'invasione dell'Iraq sia stata uno degli effetti (non voluti.....)

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    6. Quoto Bardi, purtroppo: parlare alle masse è inutile.
      Come dice Einstein (e come ho verificato personalmente) E' inutile discutere con gli ignoranti.

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    7. Vorrei cambiare la frase di Mauro in
      "E'inutile discutere con gli ignoranti privi di curiosita"

      Tuttavia ci sono almeno altre due classi di ignoranti con cui si deve parlare assolutamente: gli ignoranti adulti ma curiosi, ed i bambini (che sono ignoranti per definizione) che necessitano di essere istruiti correttamente.

      IN effetti moltissimi adulti hanno il problema di avere perso molto della loro plasticita' mentale.

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    8. Da un adulto curioso ma molto ignorante un saccente consiglio non richiesto: rileggetevi prima di postare certi commenti snob, potreste farvi del bene, a voi e soprattutto a chi vi legge. Mi sono subito accorto di essere in un posto dove poter imparare qualcosa, ma vi prego... commenti su chi vi legge dall'alto del vostro sapere... Per favore! Spero di non essere frainteso. Il mio giuro che è solo un commento costruttivo (e saccente!).

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    9. Caro Stefano L.,
      alcuni commenti possono essere offensivi per la maggior parte delle persone, che vengono considerate ignoranti e incapaci di comprendere la situazione.
      Il problema è che, non si è riusciti con le belle parole a far capire la gravità della situazione, e allora si prova con la teoria "d'urto" cercando di svegliare quelle persone che, ormai abituate ad avere tutto, pensano che basti pagare per avere.

      Comunque, non tutte le persone che frequentano il blog, hanno capito al 100% la situazione; ed ognuno ha una sua teoria per uscire da questa situazione; ne riporto alcune:
      1) rinnovabili;
      2) energia nucleare;
      3) decrescita felice (infelice);
      4) nessuna soluzione, notevole riduzione demografica e ritorno al Medioevo;
      5) Ricerca, sviluppo e avanzamento delle conoscenze teoriche / scientifiche sulle leggi della natura.

      Io faccio parte delle persone che crede al punto 5; però non escludo che (anzi è molto probabile), prima avvenga un reale miglioramento scientifico, scoppi: una bolla finanziaria e una guerra mondiale.

      Le probabilità che i problemi: energetici, ambientali e demografici (per non parlare di quelli economici, finanziari e geopolitici), si risolvano in modo indolore, tendono a zero.

      Molti di quelli che vorrebbero trovare delle soluzioni sono senza finanziamenti (come me).
      Vuol dire che: speriamo che siano GLI ALTRI a trovare le soluzioni per noi.

      Poi qualcuno potrebbe rispondere che: "gli altri siamo noi!"

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  4. e abbiamo pure l'allarme ONU sul clima che rischia un cambiamento irreversibile, come teme anche il prof. E questi fanno le notti bianche.?? Come dice il sindaco di un paese vicino alle persone che protestano per le notti bianche: "la mamma dei cretini è sempre in cinta". Si vede che ormai la maggioranza dei cittadini di quel paese è formata da non cretini che affolleranno la notte bianca e che voteranno per il buon sindaco che permette loro di urlare come pazzi fino a giorno. E' ormai certo che le persone di buon senso sono un'esigua minoranza, pure vilipesa dall'apparato politico, ma non me ne meraviglio affatto. Il BAU farà di tutto per rimediare al suo collasso, peggiorando la situazione e noi dovremo starcene a guardare senza poter fare nulla, come gli autori di LTG. Una ben magra soddisfazione.

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    1. "Panem et circense"!
      (Quando mancherà il panem poi vedremo!)

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  5. a proposito di allarmi sul clima, domenica 21 andrò alla marcia globale per il clima, qui a Roma dove vivo. Giornata indetta dai soliti "ambientalisti". Così, per testimonianza..

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  6. Se si guarda la produzione di petrolio qui:
    http://www.energiaricerca.it/s_energia/primaria/sta/SerieFontePaeseProdCons.aspx
    Selezionando:
    * Paese: Stati Uniti
    * Combustibile fossile: Petrolio
    * Multiplo energia: Mbep_d (Milioni di barili al giorno)

    Si otterrà un grafico e una tabella in cui si evidenzia che, gli USA nel loro punto di minima produzione (2006/2007) producevano 6,1 Mbep/d
    Nel 2013 producevano 8,9 Mbep/d (incremento di 2,8 Mbep/d).

    Se si guardano i consumi giornalieri si vede che sono di 16,6 Mbep/d.
    16,6 - 8,9 = 7,7 Mbep/d Import

    Gli USA importano ancora ben 7,7 Mbep/d che risultano incolmabili in base alle produzioni attuali.
    Quindi gli USA sono importatori di petrolio e lo resteranno nel futuro, anche quando raggiungeranno il massimo della produzione da scisto.

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  7. Oltre ad essere una bomba finanziaria, il gas di scisto è SOPRATUTTO una bomba ecologica.
    Basta estrarre ! E' il suicidio della umanità.

    Gianni Tiziano

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  8. guardate un po' questa

    http://www.dailyimpact.net/2014/09/06/rats-start-to-leave-the-fracking-ship/

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  9. l'economia American è stata drogata dai soldi della FED che si sono riversati in buona parte in questa cosa insostenibile. Il problema è che veniva dipinta come la nuova frontiera del'energia! In italia, basta vedere gli ultimi penosi discorsi dei politici.....come nel 2007 quando qualcuno diceva di ipotecare la casa per fare acquisti. Andrebbero tutti presi a calci.

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