Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 14 luglio 2014

Trivella, ragazzo, trivella! Renzi continua a sbagliare tutto


Da "Qualenergia"

Renzi vuole trivellare per il bene del paese

"Raddoppiare la percentuale di petrolio e del gas in Italia e dare lavoro a 40mila persone. Non lo si fa per paura delle reazioni di tre o quattro comitatini”. Questa è la moderna visione energetica del nostro premier, in perfetta sintonia con la Ministra Guidi. E poi ci sorprendiamo se provano ad affossare le fonti rinnovabili?



Riteniamo piuttosto noioso commentare le ultime dichiarazioni del politico di turno. A volte è un’offesa al lavoro giornalistico che dovrebbe basarsi sui fatti e non sulle parole in libertà. Stavolta però non si può sottacere una critica a quanto dichiara il presidente del Consiglio Matteo Renzi al Corriere della Sera

Nel piano sblocca Italia c’è un progetto molto serio sullo sblocco minerario. E’ impossibile andare a parlare di energia e ambiente in Europa se nel frattempo non sfrutti l’energia e l’ambiente che hai in Sicilia e Basilicata. Io mi vergogno di andare a parlare delle interconnessioni tra Francia e Spagna, dell’accordo Gazprom o di South Stream, quando potrei raddoppiare la percentuale di petrolio e del gas in Italia a dare lavoro a 40mila persone e non lo si fa per paura delle reazioni di tre, quattro comitatini”.

Questo sarebbe l’uomo del cambiamento? L’uomo che guarda agli interessi dei cittadini? Cosa diavolo c’entra poi l’Europa con le trivellazioni sul nostro territorio o nel nostro mare? E quale sarebbe questa "energia e ambiente" (?) da sfruttare?

Sulla quantità di idrocarburi abbiamo già detto e continuiamo a credere che questa propaganda pro-idrocarburi nazionali sia ingannatrice e abbia un approccio di breve termine per il paese. Ma naturalmente elevati profitti per il comparto coinvolto. Ad esempio si è stimato che le riserve esistenti di petrolio nostrane coprirebbero, qualora si riuscisse ad estrarle totalmente, poco meno di tre anni di consumi italiani di idrocarburi. Questa è la dimensione della questione di cui si sta discutendo.

Il problema è che i nostri governanti vecchi (vedi Prodi) e nuovi continuano ad avere un’idea di sviluppo (loro la chiamano crescita), di infrastrutture e di industrializzazione legata al passato e, chiaramente, agli interessi di poche aziende italiane ed estere del settore fossile. Le criticità ambientali e sanitarie non vengono nemmeno valutate. Sono invece sistematicamente affossate le opportunità di creare le condizioni migliori per nuovi investimenti in rinnovabili ed efficienza energetica proprio da quando si è compreso che questi settori avrebbero le potenzialità per modellare diversamente il sistema energetico nazionale. E, non contenti, vengono pure colpiti gli investimenti già realizzati, suscitando rabbia e apprensione da parte di investitori nazionali ed esteri. Lo dimostrano gli atti di questo governo, più di ogni altra fasulla dichiarazione di ministri e viceministri, che non rinunciano mai ad appoggiare, a chiacchiere, le rinnovabili. Sono credibili?

Uguale disprezzo per le popolazioni locali, alla stregua di Renzi, viene dalla Ministra Guidi, una signora spinta alla conduzione del Ministero dello sviluppo economico anche per la pressione dei grandi gruppi energetici che ‘comandano’ in Confindustria. Per lei la questione dei rischi della perlustrazione e dell'estrazione di idrocarburi è minima e se le popolazioni si preoccupano troppo vuol dire che sono male informate. Lei e Renzi sanno forse che vivere tutti i giorni presso aree di estrazione è qualcosa che mette a dura prova psiche e salute? Sanno che in queste zone vengono rilasciati pericolosi composti organici volatili, idrogeno solforato e altri elementi nocivi come quelli, ad esempio, usati per la perforazione e l’estrazione contenenti materiali cancerogeni, come toluene e benzene?

Per avere un quadro degli impatti sanitari, può essere utile dare uno sguardo ai dati del Registro dei tumori in Basilicata (Relazione di Attività IRCCS-CROB, 1997-2006), dove si può notare per la maggior parte delle aree della regione una notevole incidenza delle patologie tumorali. Altri effetti sulla salute sono riscontrabili in patologie respiratorie e cutanee. Alcune zone limitrofe ai centri petroliferi in Basilicata sono invivibili per la puzza prodotta da impianti e raffinerie tanto da dover restare sempre con le finestre serrate. Siamo di fronte alla presenza di discariche non autorizzate, scarti tossici, falde acquifere inquinate, con effetti devastanti su vigneti, frutteti e casi in cui si è riscontrata addirittura la presenza di petrolio nel miele.

Per gli amministratori locali la questione dirimente riguarda per lo più solo la quantità di royalties a titolo di compensazione ambientale o se sia il caso che queste vengono escluse dal conteggio del Patto di Stabilità, come ha chiesto recentemente Marcello Pittella, governatore della Basilicata. Peraltro, come ha scritto nel suo documentatissimo libro “Trivelle d’Italia Pietro Dommarco (Altreconomia Edizioni), le royalties in Italia sono tra le più basse del mondo: oltre alle tasse governative, le società che estraggono cedono solo il 4% dei loro ricavi per le estrazioni in mare e il 10% per quelle su terraferma. In Norvegia quasi l’80% del ricavato dell’industria petrolifera viene riscosso dallo Stato. In Gran Bretagna c’è una tassa aggiuntiva del 32%.

Sui danni in mare più eclatanti riconducibili alle attività offshore (vedi piattaforma Deepwater Horizon della BP nel Golfo del Messico) c’è solo una presunzione di rischio (un evento simile sarebbe però disastroso), ma basterebbe già considerare che questi impianti hanno dispersioni quotidiane di elevatissime concentrazioni di mercurio per reputarli un grave pericolo per un mare delicato come quello Mediterraneo.

Parliamo anche di impatti occupazionali. In realtà stiamo discutendo di poche centinaia di occupati a livello diretto e indiretto per azienda (vedi dati Total E&P Italia per la Basilicata, ma lo stesso si potrebbe dire per Eni). Forse nel complesso e per un periodo di tempo limitato potremmo toccare al massimo un paio di migliaia di addetti locali per l’Italia. La storia delle promesse occupazionali dei progetti di estrazione degli idrocarburi è esagerata e smentita dai fatti.

Vogliamo migliorare seriamente e rapidamente la nostra bilancia energetica con l’estero? Investiamo in efficienza energetica a tutti i livelli, residenziale, industriale, nella PA, e puntiamo sulle rinnovabili. Renzi non ci venga a raccontare che dobbiamo trivellare il nostro territorio per il bene del paese e per renderlo credibile oltre confine. E ci tolga quella, ormai profonda convinzione, di essere stato piazzato lì per assecondare i ‘poteri forti’ di questo paese.

16 commenti:

  1. Per quanto d'accordo su quanto scritto nel post non mi trovo concorde con alcuni giudizi.
    Parlare di idea di sviluppo, disprezzo delle popolazioni o avversione alle rinnovabili è dare troppo credito ai nostri governanti, semplicemente quando vedevano i voti nel dare retta ai comitati davano retta ai comitati, adesso che sono disperati si attaccano ai 40.000 posti di lavoro (che dubito assai ci siano, ma forse 20.000 si).
    Perché il Renzi è disperato, lui i dati economici nazionali, quelli veri, li conosce bene, e non promettono nulla di buono.

    Anacho

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  2. Si parlava in un precedente post di “pensiero sistemico”.
    Nel pensiero renziano e della Guidi sono sottovalutati gli impatti ambientali e sulla salute degli esseri umani.
    Sono pensieri di scarse vedute, e pericolosissimi per la natura e noi stessi che ne dipendiamo.
    Mi dispiace tanto, vedo il mondo peggiorare ogni giorno.
    Per quanto io sia contrario a qualunque tecnologia, preferisco i pannelli fotovoltaici alle trivelle.

    Gianni Tiziano

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  3. Bell'articolo ma non sono d'accordo sul finale: credo che sia stato messo li dai poteri forti esteri e non solo quelli italiani

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  4. Qui dobbiamo scegliere: o siamo per la decrescita felice (ma chi l'ha detto che la decrescita è felice?) o siamo per la crescita soddisfatta. E siccome in questo Paese c'è chi è anche per la crescita soddisfatta, a parte l'efficienza energetica per la quale abbiamo raggiunto livelli di eccellenza, almeno nel settore industriale e quindi dovremmo casomai spostare l'attenzione sulle abitazioni, qualsiasi altro intervento contribuisce ad appesantire la bolletta energetica, vuoi per lo sfruttamento delle fonti fossili per cui dipendiamo in massima parte da paesi instabili, vuoi per le fonti rinnovabil in primis il fotovoltaico per cui paghiamo fior di incentivi. L'unica modalità di approvvigionamento energetico per cui nessuno protesta è l'importazione di energia elettrica forse perché la costruzione di centrali nucleari va bene purché sia al di là del confine (a proposito, non ho mai capito perché i francesi convivano tranquillamente con l'energia nucleare e con i TAV mentre basta attraversare le Alpi per qualche decina di kilometri che sia l'una che gli altri diventano mostri assetati di sangue, forse perché loro - poveretti - vivono nell'ignoranza e noi siamo illuminati per fortuna dai comitatini. Se non ci pensassero loro all'impatto ambientale e a quello sanitario, dove finiremmo?

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    1. troll-alert

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    2. Anonimo decisamente disinformato sulla "crescita" soddisfatta!
      Qui leggo di una confermata crescita dei debiti con conseguente indebolimento della nazione.
      http://www.ecoblog.it/post/130991/nucleare-sempre-piu-caro-in-francia-nonostante-gli-sforzi-di-segolene

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    3. Ma siamo ancora a discutere del nucleare francese? Quando i nostri cugini hanno adottato le centrali nucleari per produrre corrente ,avevano l'ambizione di diventare una potenza atomica.Per questo ne hanno costruito tante." Mostri assetati di sangue " ? Niente affatto. Le centrali nucleari sono convenienti perché le costruisce e le smantella lo Stato (cioè paghiamo noi ),per questo il kwh costa poco.Lo stesso dicasi in caso di incidente : privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite. Quanto all'impatto ambientale,potremmo affidarne lo studio,anziché ai " comitatini ",a Matteo Renzi,oppure a " Anonimo ". Mi sembra di essere tornato negli anni '70.

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    4. Beh, mi rendo conto di aver detto qualcosuccia non evidentemente gradita a questo blog e ad alcuni dei suoi lettori. Per Federico: il nucleare sarà forse negli anni futuri sempre più caro in Francia ma sta di fatto che attualmente in Francia il prezzo dell'energia elettrica per le utenze non domestiche va da circa un terzo a un mezzo di quello italiano. Con tanti saluti alla competitività. Felice invece fa un po' di confusione fra nucleare militare e nucleare civile e ha una visione un po' singolare sulle ragioni della convenienza: dal momento che lo Stato (ossia la EdF) è costruttore e gestore delle centrali, queste sarebbero convenienti? Mah! Infine l'impatto ambientale: per valutarlo dovrebbe essere sufficiente un solo Comitato che sappia il fatto suo. Non certamente, nell'ordine, il Comune, la Provincia, la Regione, il TAR, il Consiglio di Stato, la Comunità montana, quella di pianura, Italia Nostra, quella loro, Lega Ambiente, il WWF, i Verdì, l'Arcicaccia, la Difesa delle Lepri libere e tutti gli innumerevoli altri comitatini a seguire pensosi dei nostri bisogni. O della loro necessità di sopravvivere.

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    5. Per diventare una potenza nucleare alla Francia sarebbero bastate 4 centrali, invece ne ha costruite una caterva (credo oltre 50).
      Sui costi di costruzione/dismissione è vero che le centrali sono costosissime, ma i soldi vengono spesi sul territorio, a differenza dei combustibili fossili che costano per la materia prima.
      Che poi anche calcolando tutto l'energia atomica costi di più di quella tradizionale qualche dubbio ce l'avrei, considerando che nel conto vanno messe anche le emissioni di CO2 e che comunque l'energia elettrica francese costa meno di quella italiana da decenni.
      Vero è che non abbiamo ancora visto i costi di dismissione delle centali francesi, ma secondo me il bilancio resta a favore dell'energia nucleare.

      Anacho

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  5. @ Anonimo14 luglio 2014 18:16

    Quasi metà dell' acqua consumata in Francia viene usata per raffreddare i reattori delle centrali nucleari.
    In caso di incidente nucleare i costi ambientali e per la salute sono elevatissimi.
    Il nucleare è in assoluto la forma di energia più pericolosa, sia in fase di produzione che di stoccaggio delle scorie radioattive.
    La TAV in Italia non è necessaria, è sufficiente usare le tratte ferroviarie esistenti.
    La TAV si vuol fare per poter spostare enormi masse di denaro e questo fa comodo ad alcuni “personaggi”.
    La TAV distrugge l'ambiente.

    Gianni Tiziano

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    1. A Gianni non so cosa rispondere. In Italia abbiamo avuto, nel 1963, 2000 morti causati dal "sicuro" idroelettrico ma una persona che ha delle certezze granitiche come quelle espresse (a cominciare dalla metà dell'acqua utilizzata in Francia e ai personaggi che spostano le masse di denaro) non la si convince facilmente. E d'altra parte ci sono anche quelli che credono che Hitler sia ancora vivo o che l'11 settembre sia stato causato da un'invasione aliena. Va bene così.

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    2. Sulla TAV si era già espressa la Corte dei Conti anni fa, ma, come al solito, chi vuoi che ascolti?

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    3. Le certezze si formano attraverso la documentazione, io mi documento e cerco di capire come mai noi esseri umani stiamo distruggendo il pianeta sul quale viviamo.
      Ogni lettura contribuisce a modificare le mie certezze, purtroppo rafforzandole.
      Trovo continue conferme che noi esseri umani ci dobbiamo fermare un attimo a ripensare il modello di vita attuale (il BAU).
      Credo che manchiamo di autocritica, di visione olistica, sistemica.
      Facciamo parte di un sistema, il pianeta Terra, lo stiamo devastando.

      «Questo sappiamo: la terra non appartiene all' uomo, ma è l' uomo che appartiene alla terra.
      L' uomo non ha tessuto la tela della vita: è semplicemente uno dei suoi fili e tutto ciò che fa alla tela lo fa a se stesso.»
      (Capo Seattle, indiano nordamericano, 1854), http://archiviostorico.corriere.it/2001/febbraio/01/Cosi_parlo_Capo_Seattle_co_0_0102011191.shtml

      Gianni Tiziano

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  6. oggi tutti contro Renzi, ieri contro Berlusconi. Contro Prodi allora no, perchè era (?) di sinistra, anche se aveva svenduto mezza industria italiana e ora è in sintonia con Renzi sugli idrocarburi. Cosa volete che dica Renzi, se un sindacucolo di un miserabile comune della Toscana dopo 3 mesi di militanza nel PD, prima era in Forza Italia, appena eletto si è messo subito a perorare gli interessi degli immobiliaristi che lo hanno fatto eleggere, accellerando la trasformazione di capannoni e fabbriche in civili abitazioni, quando in ogni strada abbiamo 2 o 3 case in vendita. E' lo stessa motivazione che porta Renzi a perorare la causa del fossile, anche se lo sa anche lui, che è un disastro, come lo sa il mio sindacucolo, anche per statura tra l'altro, che è un disastro continuare a costruire civili abitazioni. Gli occhi li avrà anche lui. Basta girare un poco nelle strade per vedere i cartelli di vendita. Poi le rinnovabili non saranno la panacea, come dice la Tveberg e come scommetto pensano i politici, ma per una transizione ad una società post carbon sono utili e necessarie, anche se a ben vedere ora sono usate solo per allungare il BAU. Decrescere non piace a nessuno e passare da una società dei consumi ad una di sostentamento men che meno, nè volontariamente, nè coattivamente. Eppure questi giovani che urlano come matti sotto casa mia da mane a sera, resi iperattivi da additivi nei cibi, ormoni nell'acqua, ritardati mentalmente da TV e prodotti chimici e inquinamento nell'aria e un pò dappertutto, dovranno conoscere anche la società futura, che è già qui. Proprio ieri una coppia di ragazzi italiani mi ha chiesto se la social card italiana (carta acquisti) era stata ricaricata per comprare pannolini e latte per il bambino. Siamo già ora all'elemosina e al sostentamento, ma alla maggioranza che urla come un matto, ben vestita o svestita come queste ragazzine in short, che più corti si vedrebbero le mutande, non lo fanno sapere.

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  7. Nessuna confusione tra nucleare militare e nucleare civile. Ho un'ottima referenza : un certo Anonimo ,prima afferma che non ho capito niente del rapporto tra i due,poi si corregge dicendo che alla Francia sarebbero bastate 4 centrali nucleari per farsi la bomba e invece ne possiede molte di più ( ? ) .Sui costi del kwh ,semplifico il ragionamento : lo Stato ( tutti gli Stati , con le tasse dei cittadini ) costruisce la centrale nucleare e l'affida in gestione a un'impresa ( statale o privata, non importa ) la quale, sulla base dei costi sostenuti , decide il prezzo del kwh . Sempre lo Stato ( con le tasse dei cittadini), al momento opportuno,provvederà allo smantellamento della centrale obsoleta e allo stoccaggio delle scorie per alcune migliaia di anni. Il fatto che EDF sia dello Stato è irrilevante , Il costo dell'energia prodotta lo ricava con una semplice divisione :quello che spende per la gestione, fratto i kwh prodotti nell'unità di tempo.Il costo del prima e dopo lo paga la comunità che rinuncia a scuole e ospedali in cambio, perché i comitatini hanno perso la lotta contro il nucleare civile.
    Proposta per Anonimo : Fai un uso stucchevole e narcisistico dell'ironia e mi costringi a ricorrere ad argomentazioni che dovrebbero essere delle banalità. Per essere utile,sarebbe necessario che il dibattito fosse impostato su criteri scientifici e politici oggettivabili ,così come è strutturato qualunque articolo di questo blog. Se non ci riesci, scrivimi al mio indirizzo cinocelestino@gmail.com ,così evitiamo di annoiare gli altri lettori.

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  8. Ma sbaglio o il governo Renzi ha introdotto una tassa sulla cogenerazione ?
    Magari qualcuno del blog conosce meglio la questione ?

    Se si siamo davvero messi bene :-(

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