Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 24 luglio 2014

Il solare vince in Australia!

DaThe Guardian”. Traduzione di MR

di


Per il 2018, il solare potrebbe essere economicamente in grado di alimentare le grandi città. Per il 2040 oltre la metà di tutta l'elettricità potrebbe essere generata nello stesso luogo in cui viene usata. I grandi impianti centralizzati a carbone sono al tramonto.


In una democrazia energetica guidata dal solare, anche il carbone anche se libero non avrebbe valore. Foto: AAP

La settimana scorsa, per la prima volta che io ricordi, il prezzo all'ingrosso dell'elettricità nel Queensland è passato in territorio negativo – a metà giornata. Per diversi giorni il prezzo, normalmente intorno ai 40-50 dollari per megawatt/ora, si è aggirato intorno allo zero. I prezzi si sono sgonfiati durante la settimana, in gran parte a causa dell'influenza di una delle più nuove e grandi centrali dello stato – il solare su tetto. I movimenti del “prezzo negativo”, per come sono conosciuti, non sono rari. Ma devono accadere solo di notte, quando gran parte della popolazione dorme, la domanda è bassa e gli operatori dei generatori a carbone sono riluttanti a spegnere. Quindi pagano altri per raccogliere la loro produzione. Questo non deve accadere all'ora di pranzo. I prezzi giornalieri devono riflettere la maggior domanda, quando la gente è sveglia, gli edifici adibiti ad uffici sono attivi, le fabbriche stanno producendo. E' in questo momento che i generatori a combustibili fossili farebbero normalmente gran parte dei loro profitti. L'influsso del solare su tetto ha trasformato questo modello dalla sua testa. Ora ci sono 1.100 MW di solare su più di 350.000 edifici nel solo Queensland (3,400 MW su 1,2 milioni di edifici nel paese). Produce elettricità proprio nel momento in cui i generatori a carbone facevano profitti (mentre il sole splende).

L'impatto è stato così profondo, e i prezzi all'ingrosso spinti così in basso, che pochi generatori a carbone in Australia hanno fatto un profitto lo scorso anno. Difficilmente qualcuno di loro farà profitti quest'anno. I generatori di proprietà dello stato come Stanwell incolpano in modo particolare il solare su tetto. Tony Abbott, il primo ministro, ama dire che l'Australia è la terra dell'energia a buon mercato ed ha ragione, almeno per metà. Non costa molto spalare una tonnellata di carbone in una caldaia, generare vapore e spingerlo in una turbina per generare elettricità. Il problema per i consumatori australiani (e per gli elettori) viene dal costo di dispacciamento di quegli elettroni – attraverso le reti di trasmissione e distribuzione, dai costi al dettaglio e dalle tasse. Questo è il costo che porta le famiglie a mettere il solare sul tetto, in proporzioni tali che il livello del solare su tetto è previsto dagli stessi modelli del governo, e da gruppi privati come Bloomberg New Energy Finance, in aumento nel prossimo decennio. Le famiglie vengono consigliate a spendere fino a 30 miliardi di dollari in moduli sui tetti. La settimana scorsa l'Operatore del mercato indipendente WA (West Australia) ha previsto che il 75% degli appartamenti scollegati o semi scollegati e il 90% delle imprese commerciali potrebbero avere il solare su tetto per il 2023/24. L'impatto sui mercati del Queensland della scorsa settimana è una delle ragioni per cui le utility, i generatori e i venditori al dettaglio di elettricità in particolare vogliono franare lo sviluppo del solare. Le giravolte dei prezzi all'ingrosso dell'elettricità raramente si riflettono nelle bollette dei consumatori. Ma immaginiamo che il prezzo all'ingrosso dell'elettricità crolli a zero, e rimanga lì, e che i benefici venissero passati ai consumatori. Di fatto, quell'energia prodotta dal carbone diventerebbe improvvisamente libera. Potrebbe poi competere col solare su tetto?

La risposta è no. Solo i ricarichi della rete e quelli dei venditori al dettaglio da soli assommano a più di 19c/kWh, secondo il commissario dell'energia australiano. Secondo le stime dell'industria, il solare va da 12c/kWh a 18c/kWh, a seconda dalle risorse solari dell'area. Quei costi sono previsti in discesa ulteriore, fino a circa 10c/kWh e più bassi. Il carbone, naturalmente, non sarà mai libero. E la rapida adozione del solare su tetto – soprannominata la democratizzazione dell'energia – sta portando la più grande sfida al sistema di generazione di energia elettrica centralizzato da quando è stato istituito più di un secolo fa. Gli operatori di rete del Queensland, realizzando la domanda repressa di solare su tetto, ora stanno permettendo ai consumatori di installarne quanto ne vogliono, alla condizione che non esportino il surplus di elettricità indietro alla rete. Le famiglie e le imprese hanno un piccolo incentivo ad esportare il surplus di energia. Non vengono pagati granché per questo in ogni caso. La Ergon Energy ammette che questo è probabile che incoraggi le famiglie a installare batterie di stoccaggio. Il passo successivo, naturalmente, è che le famiglie e le imprese si scolleghino completamente dalla rete. In aree remote, questo potrebbe avere senso, perché il costo di dispacciamento è alto e in stati come il Queensland e il WA è massicciamente sussidiato dai consumatori della città. La prospettiva realmente spaventosa per i generatori a carbone, tuttavia, è che questa equazione diventerà economicamente conveniente nelle grandi città.

La banca di investimento UBS dice che questo potrebbe avvenire già nel 2018. Il CSIRO, nel suo rapporto sulla rete del futuro dice che più della metà dell'elettricità nel 2040 potrebbe essere generata, ed immagazzinata, dai “pronsumatori” nel punto di consumo. Ma avvertono che a meno che le utility in carica non possano adattare i loro modelli commerciali per abbracciare questo cambiamento, il 40% dei consumatori lascerà la rete. Anche se gli operatori di rete e i venditori al dettaglio imparano come competere – dalle imprese di telecomunicazioni, dagli specialisti di dati e software come Google e Apple e dagli esperti di gestione dell'energia – non è chiaro come la generazione centralizzata a combustibili fossili si possa adattare. In una democrazia energetica, il carbone persino se libero non ha valore.

12 commenti:

  1. Nell'' entusiasmo del giornalista manca qualche dato fondamentale (tipo la % di energia annuale prodotta dal favoloso fotovoltaico australianao nel 2013 e quella maledettamente sovrastante dalle brutte centrali a carbone), e così si spaccia il futuro (inevitabilmente e certissimamante luminossimo) per il presente.
    A dar retta a questi tecno-entusiasti già oggi la maggioranza delle automobili in circolazione (almeno a Melbourne e Sidney) dovrebbe funzionare ad idrogeno!

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  2. Arrivare ad avere un prezzo negativo per l'energia elettrica non mi sembra una buona cosa.
    Spero sia molto sporadico.

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  3. Miracoli non se ne possono fare per salvare tutto ciò che il petrolio ha permesso di creare. I limiti delle risorse sono stati già superati e i numeri demografici in alcune nazioni sono semplicemente spaventosi per quanto sono grandi. E' inevitabile che la decrescita riguarderà anche il quantitativo esagerato di carne umana sul pianeta. Per l'esigua popolazione australiana rapportata a un territorio enorme, sia pure in gran parte desertico, il discorso potrebbe essere diverso. Ricca di risorse minerarie e soprattutto di sole a volontà, energeticamente l'Australia potrebbe sopperire brillantemente alla scarsità futura di fossili. Salvo poi fare la fine descritta in un recente film di fantasia (ma non troppo), invasa da truppe militari con gli occhi a mandorla proprio per le suddette risorse minerarie e l'abbondanza di territori disabitati, truppe provenienti da paesi con popolazioni enormi e poche risorse.

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  4. Speriamo che in Italia finisca questo scempio ambientale e, che l'energia sia prodotta dalle mini centraline idrolelettriche, con salti d'acqua da minimo un metro ! con zero impatto inquinamento ambientale, energia elettrica 24h/ 24h ! con una potenza da 1kw a 2.000 Kw e, senza futuro inquinamento da rifiuti pannelli solari ! Ad oggi, non ho visto proporre ,in parlamento, incentivi per la diffusione di queste mini centrali idroelettriche che vengono prodotte in ITALIA ! Asurdo ma vero, quando a dominare la scena politica sono gli ambientalisti, ignoranti in TOTO,...purtroppo .

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    1. In Italia dominano la scena politica gli ambientalisti?????????? Ma che cosa vai dicendo!!! Ma se Renzi non cerca che ammazzare fotovoltaico per favorire le trivelle pro fossili in tutto il paese .... SVEGLIAAAA!!!!

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    2. sono anni che ho intuito come investire nelle minicentrali e disinvestire nei fornitori di servizi alla persona di stato sia moralmente doveroso..l italia e' il paese ideale per le minidighe per orografia, pluviometri,competenze tecniche...quanto all 'australia probabilmente e' il paese ideale per il solare a concentrazione...perche' su questo blog non ho mai vito una analisi seria su quante rinnovabili senza capacita' di riserva ci si puo' permettere in mix di rinnovabili pure domanda.. a naso non oltre un terzo...forse si da per scontato il gas da termoelettrco perche' come c' e' scritto sugli autobus urbani io non inquino perche' vado a metano....

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  5. indovinate un po' chi vince in Lombardia invece?
    bravi! sì vincono le autostrade. autostrade e ancora autostrade, gigantesche, piene di enormi svincoli e allacciate a tangenziali su tangenziali, per il nostro futuro fossile nei secoli dei secoli amen

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    1. Non vincono solo in Lombardia, è così un po tutta l'Italia. Mi danno una impressione strana: tipo ultimo moai in lavorazione.

      Per l'articolo: interessante, ma in Italia succede occasionalmente già da un paio d'anni. Il Fv diviene rapidamente bersaglio di tassazione quando comincia a pestare i piedi ai banchieri che hanno versato soldi in potenza termica inutile. Succederà anche in Australia, immagino. La cosa positiva è che quei moduli funzioneranno ancora tra vent'anni, sono una scommessa su un futuro non tanto prossimo.

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  6. OT (Off Topic, Fuori Tema) ?

    Ho visto, a pezzi , questo documentario in inglese (ho grosse difficoltà con le lingue estere) sulla estrazione del carbone nei Monti Appalachi (West Virginia, Stati Uniti), con la distruzione delle montagne e dei corsi d'acqua (e delle falde acquifere, presumibilmente e sicuramente).
    Siamo proprio matti, noi "Homo extractor" (Uomo estrattore).
    https://www.youtube.com/watch?v=6neSdVOh_BM
    .----
    Per quanto riguarda il solare, mi pare che utilizzi anche le terre rare.
    Per produrre “energia” devastiamo la natura, seghiamo il ramo dell'albero sul quale siamo seduti.
    Quanti tipi di “energia” conosciamo ?
    SOLARE
    NUCLEARE
    DA CARBONE
    DA PETROLIO
    DA GAS
    EOLICA
    IDROELETTRICA
    DA MAREE
    GEOTERMICA.
    C'è, sopratutto e pulitissima, l' energia che abbiamo DENTRO di noi,
    la MUSCOLARE.
    E' l'energia che usano tutti gli animali non umani.
    NON inquina.
    .----
    Meglio i pannelli fotovoltaici che centrali a Carbone, Nucleari ed Idroelettriche.
    Alla fin fine, anche il fotovoltaico un poco inquina, comunque.
    .----
    Le cause maggiori dell'inquinamento si trovano nell'uso di apparecchi elettrici e motori a scoppio.
    L'essere umano ne ha fatto a meno per due milioni di anni, sopravvivendo.
    Non abbiamo bisogno di usare energie sporche, artificiali, ci possiamo rinunciare.
    L'uso di queste energie stà modificando profondamente, in peggio, giorno dopo giorno, il pianeta Terra.
    Non ci possiamo trasferire su un altro pianeta.
    Non c'è alcuna giustificazione al nostro agire.
    Ci dobbiamo dare una grandissima ridimensionata, sia in termini numerici che comportamentali.
    Il tempo a nostra disposizione è scaduto.

    Gianni Tiziano

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    1. OOOOps !
      Rileggendo i vari commenti, mi rendo conto che non conosco le minicentrali idroelettriche.
      Forse sono una bella alternativa a forme di generazione di energia elettrica più sporche.
      Desidero documentarmi bene su come funzionano.
      Sono ignorante in questo campo.

      Tiziano

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    2. Sarei addirittura portato a pensare che le minicentrali idroelettriche su certi fiumi potrebbero avere un effetto positivo nel senso che potrebbero rallentarne la velocità.
      Due secoli fa l'ingegner Luigi Negrelli (che progettò lo stretto di Suez), progettò la linea ferroviaria del Brennero, nel tratto che và da Verona a Bolzano (150 km circa).
      Si rese conto di dover scegliere se fare tanti ponti sopra il corso del fiume, che si sviluppava in modo sinuoso, con tante curve, oppure se raddrizzare il fiume, contenendolo all'interno di argini artificiali, ed evitare in questo modo di dover costruire tanti ponti.
      Scelse la seconda soluzione.
      Questo causò il dimezzamento del tempo di corrivazione (tempo che una goccia d'acqua impiega, dalle sorgenti nel lago di Resia, fino allo sbocco nel mare Adriatico) : la velocità dell'acqua era aumentata.
      Forse tante turbine lungo il corso del fiume potrebbero rallentarlo.
      .----
      Ma …. in linea di principio …. io sono contrario alla tecnologia in toto.
      Mi interesso di questi argomenti sperando in una transizione ad un mondo “detecnologicizzato” (libero dalla tecnologia).

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  7. Sappi che con la Nazionalizzazione dell'energia elettrica, pagata a peso d'oro, ai privati, di impianti spesso antinorma-fatiscenti, l'ENEL, dal 1963 al 1980 , ne ha dismesse-annullate , in nome del carbone_petrolio, oltre mille ( 1.000 ) centraline idroelettriche acquisite dai privati ! e, ti faccio presente che, dopo che tutti gli impianti sono state rimesse a norma di legge e potenziati aggiornati alle nuove tecnologie, a spese Stato_Cittadini_Tutti !, l'Enel è stata regalata rimessa ai privati, in nome della liberalizzazione, con investimenti zero, peggior servizio, prezzi molto più alti di e. e., .... e Parlamento_Stato_Italiano, sempre con minore potere gestionale dell'Economia di uno Stato. L'ENEL,dal 1980 ha pubblicato, fascicoli ufficiali, in merito, dalla copertina Azzurra-Blu.

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