Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 4 maggio 2014

Qual è la tua impronta di carbonio e da dove viene?

Da “Skeptikal Science”. Traduzione di MR

Di Marcin Popkiewicz

Quando ho appreso per la prima volta che un europeo medio è responsabile di emissioni di quasi 10 tonnellate di biossido di carbonio all'anno (e un americano del doppio di quella quantità) sono rimasto molto scioccato.

Volevo sapere quanta di questa impronta di carbonio è collegata ad attività particolari: riscaldamento, guidare la macchina, viaggiare in aereo, produzione di cibo e beni, consumo casalingo di elettricità, ecc. Volevo sapere come è collegata la mia impronta di carbonio alla media del mio paese, degli stati Uniti, della Cina o dell'India. Il mio livello di emissioni era sicuro per la Terra o sembravano piuttosto le tracce di Godzilla? E più di tutto, volevo sapere quali cambiamenti nella mia vita avranno un reale impatto, non solo un miglioramento del mio stato d'animo. Ho lottato per ridurre la mia impronta di carbonio, quindi queste informazioni erano cruciali per prendere decisioni informate.

Se avete pensieri simili, il modo migliore per risponder loro è quello di usare un Calcolatore personale di impronta di carbonio, attrezzo ufficiale del Ministro dell'Ambiente polacco per la conferenza dell'ONU COP14 sul clima (c'è anche una versione locale del calcolatore, potete scaricarla qui, installando prima Adobe AIR). Il calcolatore tradurrà il vostro stile di vita in impronta di carbonio totale, divisa in diverse categorie e mostrata in una forma grafica chiara.


Illustrazione 1. Stile di vita americano: reddito medio statunitense doppio, casa in periferia, SUV, dieta carnivora e viaggi aerei frequenti danno 37 tonnellate di emissioni di CO2 all'anno. 

Il calcolatore mostra anche come cambierebbe la vostra impronta di carbonio dopo alcuni cambiamenti nel vostro stile di vita. 


Illustrazione 2. Stile di vita americano riconsiderato:metà dello stipendio medio statunitensem appartamento in città, bicicletta e trasporto pubblico, dieta vegetariana locale e nessun volo riducono l'impronta a 9 tonnellate di CO2 all'anno. Escludendo le emissioni che non si possono controllare (barra gialla in basso, che rappresenta le emissioni legate alla costruzione e alla manutenzione di strade, gallerie e ponti, illuminazione delle città, amministrazione, esercito e polizia, servizi di soccorso, cliniche ed ospedali, chiese, musei, approvvigionamento d'acqua e sistemi fognari, scuole, ecc.) le emissioni personali si riducono a poco più di 5 tonnellate di CO2/anno. 

Controllate le vostre emissioni e vedete cosa potete fare per ridurre la vostra impronta di carbonio. Fate un esperimento: guardate quali cambiamenti del vostro stile di vita sarebbero necessari per ridurre la vostra impronta fino alla media mondiale (5 tonnellate di CO2/anno). Per me è stata un'esperienza davvero illuminante.

Mi sono reso conto di quante fonti di emissione ci sono e che vivendo in un paese sviluppato è molto difficile ridurre le emissioni – non c'è nessuna bacchetta magica. Mi sono anche reso conto che nel mio tentativo di ridurre la mia impronta di carbonio, spesso mi stavo prendendo in giro, facendo le cose facili, non quelle efficaci.

Uso spesso il calcolatore durante le mie lezioni e laboratori. Di solito simulo una persona che vive uno “stile di vita americano” (diciamo, il signor Jones) e chiedo quindi ai partecipanti al laboratorio di consigliare al signor Jones cosa dovrebbe fare per ridurre la sua impronta in modo significativo. Il primo consiglio di solito è una casa energeticamente efficiente. Ma poi le cose diventano difficili, perché le persone sentono che al signor Jones non necessariamente piacciano i loro consigli: smettere di volare, non usare la macchina (o vendere il SUV e comprare qualcosa di più piccolo molto più efficiente energeticamente – e guidare di meno!), frenare i consumi, smettere di mangiare carne, fare docce anziché bagni e non usare l'aria condizionata.

Il signor Jones, disposto a conservare sia il suo stile di vita ad alto consumo ed un'immagine di buon cittadino responsabile, potrebbe essere tentato l'intero problema passando ad un altro argomento, negare il problema stesso o dire che le sue emissioni sono solo una piccola parte insignificante del problema (o usare numerose altre scuse ben conosciute per non cambiare niente).

Mi sono interrogato molto su questo ed ho deciso che fare del mio meglio per limitare “l'altezza della barra dell'impronta di carbonio” sia la cosa giusta da fare (ora è intorno alle 5,8 tonnellate/anni). Ci sono alcune ragioni per questo:

  • Ci sono punti di non ritorno nel sistema climatico. Potrebbe esserci una tonnellata che sarà “una tonnellata di troppo”. 
  • Una minore impronta di carbonio significa spendere meno, portando così al risparmio anziché al debito, a meno pressione alla rincorsa ai soldi e più tempo per le cose realmente importanti della vita. Sono molto felice di questo atteggiamento. 
  • Perseguire un consumo felicemente egoistico ora, a costo dell'estinzione di innumerevoli specie e di un futuro catastrofico per i nostri figli è un atteggiamento basato su un'etica che non condivido (be', è la mia opinione, alcuni potrebbero pensarla diversamente). 
  • Credibilità: se dici agli altri che dobbiamo ridurre le emissioni mentre guidi un SUV, voli in lungo e in largo e compri un sacco di cose, sarai percepito come un ipocrita. Questo farà più danni che guadagni. Dobbiamo passare dalle parole ai fatti (l'espressione inglese è molto più bella: “we have to walk the talk”, ndt). 
  • Abbiamo una tendenza naturale a dimenticare le cose sconvenienti. Ponendo costantemente in alto nella lista della nostra agenda il “problema dell'impronta di carbonio” lo incorporiamo e lo solidifichiamo, ci educhiamo e cambiamo il modo di vedere il mondo e le nostre priorità. Ciò influenza anche le nostre decisioni non solo nelle nostre vite personali, ma anche nei luoghi di lavoro.  
  • Cambiare l'atteggiamento personale aiuta a cambiare l'atteggiamento generale. Se ci sforziamo noi stessi per un mondo a basse emissioni di carbonio, influenziamo le nostre famiglie, gli amici ed altre persone che incontriamo. In questo modo non spingiamo il clima verso il punto di non ritorno ma la risposta della società alla crisi. 
  • Spendendo i nostri soldi influenziamo ciò che si espanderà e ciò che si contrarrà: sosteniamo il trasporto pubblico, la produzione di apparecchiature energeticamente efficienti e soluzioni a bassa intensità di carbonio, non le aziende che sfornano prodotti business-as-usual.
  • Il cambiamento degli atteggiamenti significa un passaggio culturale che porta al cambiamento delle politiche pubbliche. Come esempio, chi guida un SUV avrà la tendenza a richiedere combustibile a buon mercato e la costruzione di altre strade. Una persona che va in bici ed usa i trasporti pubblici si aspetterà cambiamenti in un'altra direzione. Più persone che richiedono di rivolgersi ad un'economia a minore intensità di carbonio ci daranno una migliore possibilità che alla fine questa verrà adottata. 

Quindi, dal mio punto di vista, dovremmo ridurre la nostra impronta principalmente non perché questa riduca il consumo di combustibili fossili, ma perché questo ci aiuta ad abbracciare il problema, incoraggia l'auto-educazione, cambia la nostra visione del mondo, stimola i cambiamenti culturali intorno a noi ed influenza la prospettiva e le politiche pubbliche.

Vivere una vita a bassa intensità di carbonio in un paese industrializzato non è facile. Inoltre, ridurre le emissioni al di sotto di 1 tonnellata/anno (raccomandato fino al 2050 con l'infrastruttura attuale è quasi impossibile. Dobbiamo ri-svilupparla. Il calcolatore ci permette di verificare il nostro impatto sul pianeta date le altre fonti di energia, i cambiamenti nell'industria e i trasporti.

Ma non aspettate che accada da sé. Riducendo la nostra impronta stimoleremo la transizione. Rimanendo attaccati alle vecchie modalità manteniamo lo status quo.

10 commenti:

  1. Anche se l'americano medio produce 2 volte co2 rispetto all'Europeo medio,(italiano) esso consuma solo 2 volte quello che il suo territorio gli consentirebbe,contro le 4 dell'Europeo...Si chiama carrying capacity; ergo l'americano dovrebbe trasformarsi in un europeo, e l'europeo o meglio l'italiano dovrebbe ridurre di 4 volte la sua impronta di carbonio e trasformarsi quindi in un croato medio, immagino...Poi è chiaro che se lo stato vieta ad esempio le biciclette elettriche senza pedalata assistita e di potenza del motore non infinitesimale ci mette del suo per crollare il prima possibile; lo stesso dicasi se continua a sovvenzionare il trasporto pubblico su gomma. Scrivo dalle zone dall'alluvione....I servizi di stato alla persona sono uno dei cancri del petrolitico...Pensiamo ai suoli ed alle rinnovabili con capacità di riserva.

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  2. il consumo di petrolio italico si è aggirato a marzo sul mln di bd. grazie alla crisi si è ridotto di 800.000 bd in un decennio. Se tra altri 10 anni saremo a 500.000 saremo al livello di altri paesi del mondo simili al nostro dove non muoiono di fame, ma dove si vive molto più miseramente. Inoltre tra 10 anni il 90% dei superassistiti dallo stato saranno storia e non penso verranno sostituiti. Parlo di persone in pensione a 50 anni, con invalidità farlocche e accompagnamenti, che ora hanno da 80 in là. Per ora invalidità e pensioni facili vengono ancora date, anche alla mia latitudine non più alla massa, ma a qualcuno con le spalle coperte, ma si vede che nel mln di bd ci riescono ancora ad entratre. Se penso poi ai 18,5 mln bd del 2035, fonte IEA, mi chiedo quanto ce ne daranno a noi? Con 100.000 bd saremo ali vello attuale del Perù. Un bel colpo al nostro stile di vita dobrebbe venire dalla riforma del catasto e dal fiscal compact, ma le sorpresine sono ancora da vedere. Intanto continuiamo a sperare nella lotta all'evasione fiscale e andiamo a votare per 80 euro, che se casca Renzi poi non ce le danno più.

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  3. comunque un effetto positivo del GW l'ho notato: da tre anni i gerani sulla ringhiera del terrazzo non muoiono ed ora sono tutti fioriti, mentre prima la moglie doveva ricomprarli ogni primavera.

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  4. Segnalo due errori

    Nella frase
    "c'è anche una versione locale del calcolatore, potete scaricarla qui, installando prima Adobe AIR"

    o - il termine "qui" in questa pagina punta erroneamente a http://skepticalscience.com// invece che al file http://www.ziemianarozdrozu.pl/dl/PersonalCarbonFootprintCalculator-ENG.air
    o - Adobe Air punta erroneamente ancora a http://skepticalscience.com// invece che a https://get.adobe.com/air/

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  5. Mah, anche se la parte di popolazione mondiale che spreca riducesse la propria impronta carbonica o ecologica a livelli sostenibili, ed è pura utopia, se nel contempo non si stoppa la crescita demografica e si decresce di qualche miliardo di individui, non c'è speranza di un mondo migliore per i nostri figli e discendenti.
    E allora a che serve parlare di impronta ecologica, di sostenibilità, di efficienza energetica, ecc, se manca completamente traccia della cultura della decrescita demografica nelle economie sviluppate, emergenti e in via di sviluppo?

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    1. Anche se non se parlasse gli eventi arrivano lo stesso. Recentemente l'esercito italiano ha richiamato per un colloquio informale gli ufficiali di leva congedati, cosa mai successa prima. Non vorrei che esaurita la carta della crisi, per ridurre i consumi con la scusa economica (che ha causato quello che abbiamo visto nei PIGS e nel nord africa) ormai si passasse alla fase 2, ossia una guerra limitata ai paesi OPEC, cosicchè contro chi cavolo vanno a manifestare gli onesti cittadini per la mancanza di materie prime per continuare a fare la bella vita? Cogli sceicchi? Intanto l'operaio agricolo padre di tre figli che lavora vicino a casa mia continua da sempre a venire al lavoro alle 6 di mattina con un kg di pane e 1 hg di affettato, beve l'acqua che scaturisce dal pozzo per l'irrigazione (che grazie alla rivoluzione verde è inquinata per centinaia di anni) e torna a casa alle 6 di sera. Trovatemi qualcuno che legge che farebbe una vita simile.

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    2. Nell'Esercito Italiano esistono le Forze di completamento (leggi riserva) costiutite da personale ormai in congedo. Da questa forza, periodicamente, l'Esercito richiama alcuni elementi (generalmente ufficiali e quindi talvolta, ma sempre meno, anche alcuni ex ufficiali di leva ) per dei cicli di addestramento. Nulla di eccezionale, anzi pratica antica.

      Tral'altro le FF.AA. hanno in corso un processo di riduzione degli organici di ben 40.000 unità che evidentemente stride con l'idea che si richiamino ufficiali di leva in congedo per muovere guerra a chichessia.

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  6. Marcin Popkiewicz è davvero un individuo straordinario. Fisico, Informatico, imprenditore nel campo dell'IT, ha contribuito a fondare ASPO-Poland. E' autore di libri sul GW e di vari software di simulazione, tra cui quello citato in questo articolo.
    Sta collaborando con ASPO Italia per un progetto che rileveremo a breve e che coinvolgerà tutti gli internauti. Per ora non diciamo niente perché vogliamo sia una sorpresa.
    Daremo la notizia entro un mese circa sul blog di ASPO Italia ( aspoitalia.wordpress.com )

    Dario Faccini

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  7. Ho provato in parte il calcolatore, nella parte relativa al riscaldamento della abitazione non è possibile scegliere una semplice pompa di calore. Andrebbe data la possibilità di inserire il relativo "C.O.P." L'opzione è determinante a far scendere i consumi e l'impronta ecologica

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