Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 26 maggio 2014

Proposte di politica europea per affrontare il Picco del Petrolio

Da “The Oil Crash”. Traduzione di MR

Cari lettori,

I compagni di Véspera de Nada mi hanno passato l'ultima versione del loro documento di proposte al Parlamento Europeo che dovrà essere eletto il prossimo fine settimana. Data l'importanza del documento, credo che valga la pena diffonderlo su questo blog.

Saluti.
AMT


Proposte di politica europea per affrontare il Picco del Petrolio 
dirette a tutte le formazioni politiche che si presentano alle elezioni del 25/05/2014 al Parlamento Europeo

(Versione 1.1.2 del 07/05/2014)



“Lasciamo il petrolio prima che lui lasci noi”.

  • Fatih Birol, economista capo della IEA)


“[...] una cosa è sicura, un giorno finiremo il petrolio e per prepararci a quel giorno potremmo essere a corto di tempo”. 

  • Andris Piebalgs, commissario per l'energia della UE (2004-2009)



Introduzione
Presentiamo questo documento come base di riferimento per quei candidati alle elezioni europee del 2014 che vogliano offrire all'elettorato un programma realista e responsabile che tenga conto della situazione alla quale ci espone il Picco del Petrolio.

Il documento è stato preparato con gli apporti delle seguenti persone e collettivi:

  • José Ramom Flores, Miguel Anxo Abraira e Manuel Casal, della Associazione “Véspera de Nada” per una Galizia senza petrolio”. (Galizia)
  • Antonio Turiel, dell'Oil Crash Observatory (Catalogna).


Facciamo notare che la premura con la quale si sono dovute riunire queste proposte e le caratteristiche peculiari del processo legislativo ed esecutivo dell'Unione Europea, hanno fatto sì che non potessero essere misure molto dettagliate né è stato facile tagliarle tutte all'interno delle possibilità di azione dei/delle parlamentari europei che risultino eletti in questo turno elettorale.

In ogni caso non vogliamo perdere l'occasione di fare queste proposte, anche se fossero incomplete, poiché siamo consapevoli del fatto che molto probabilmente il Parlamento Europeo che si produrrà da queste elezioni dovrà far fronte nei prossimi 5 anni a conseguenze della decrescita energetica che saranno già di portata e gravità impossibili da ignorare (vedi per esempio gli ultimi rapporti compilati su http://www.vesperadenada.org/category/informes/ come riferimento delle date e conseguenze previste). Pertanto consideriamo necessario rendere pubbliche queste proposte e richiedere ai diversi partiti e coalizioni che le incorporino nei loro programmi elettorali e nella loro azione politica in Europa, nel caso ottengano una rappresentanza nel Parlamento della UE.

Infine consigliamo che le misure qui descritte vengano integrate con altre che sono già state enumerate in un precedente documento dal tutolo “Proposte di politica a livello locale galiziano per affrontare il Picco del Petrolio dirette a tutte le formazioni politiche che si presenteranno alle elezioni del 21/10/2012 al Parlamento della Galizia”, disponibile su http://www.vesperadenada.org/2012/09/14/programa-de-goberno-para-galiza-afrontar-o-teito-do-petroleo-propostas-de-vespera-de-nada/ e che, sebbene faccia riferimento ad un ambito molto più locale, sono state definite e classificate in modo più esaustivo.

Misure proposte


  • Studiare il problema del Picco del Petrolio e creare strutture speciali per affrontarlo:
  • Promuovere che nel Parlamento Europeo si facciano studi realistici sulla sicurezza energetica europea, dove si tenga conto non solo delle fonti degli idrocarburi che alimentano le nostre società, ma anche il flusso netto degli stessi che ci possiamo aspettare a breve e medio termine. Questi studi potranno partire da altri già realizzati da analisti di prestigio, come per esempio quello realizzato da Benoît Thevard, su incarico dell'europarlamentare Yves Cochet.
  • Creare una Agenzia Europea per la Transizione Energetica Postpetrolio e per la Resilienza, che coordini l'attivazione di tutte le misure qui richieste e ne studi altre che vengono messe in pratica in altri luoghi e livelli dell'amministrazione (governo, municipi, regioni, altri Stati, ecc.). Dotazione economica prioritaria di questo nuovo organismo. 
  • Creazione di un Comitato Permanente nel Parlamento Europeo con rappresentanti di tutti i gruppi politici per studiare questo tema e realizzare un tracciato delle politiche europee nel contesto della Decrescita Energetica, sullo stile di quelle esistenti nei parlamenti di alcuni paesi membri come il Regno Unito. Coordinamento di questo Comitato con quello della Difesa del Popolo Europeo nella misura in cui il non adeguamento delle norme e delle istituzioni europee al contesto di fine dell'Era del Petrolio possano presupporre una minaccia per i diritti dei cittadini e delle cittadine

    Riconoscere ufficialmente e divulgare il problema del Picco del Petrolio:
  • Dichiarazione del Parlamento Europeo che riconosce l'esistenza e la gravità del Picco del Petrolio, l'impossibilità di andare avanti con la crescita infinita in un pianeta finito e la minaccia che questa situazione presuppone per la continuità della civiltà industriale. La dichiarazione spingerebbe anche gli Stati membri a realizzare dichiarazioni analoghe dirette a propri cittadini. 
  • Diffondere il problema del Picco del Petrolio fra gli Stati membri per stimolare la massa in moto di misure strategiche negli ambiti più prossimi ai cittadini, così come l'elaborazione di Piani di Emergenza Energetica per far fronte alle prevedibili carenze di combustibile e di materie di prima necessità, in collaborazione con la IEA.

Politiche che presumano la fine della crescita economica:


  • Fare un'analisi rigorosa sui limiti della crescita e l'incompatibilità dell'attuale sistema finanziario, monetario ed economico in vista di questi limiti, derivati fondamentalmente dalla scarsità di risorse naturali e al costo eccessivo delle esternalità ambientali. Studiare le ripercussioni attuali e future per l'euro.
  • Tenere conto dello scenario di fine della crescita economica e di decrescita energetica irreversibili determinati dal Picco del Petrolio nel momento in cui si definiscono ed approvano i Bilanci della UE, che fra gli altri aspetti considerino una diminuzione degli introiti e dedichino spese importanti per promuovere e finanziare l'adattamento di tutta la società europea ad un nuovo mondo di petrolio scarso e caro. 
  • Attivare meccanismi di transizione di modo che la UE si adatti ad un mondo in decrescita forzata, prendendo misure che favoriscano la resilienza ed evitino costi finanziari inaccettabili in questo contesto di fine della crescita economica.

Politiche per la resilienza:


  • Appoggiare politiche tese ad una maggiore resilienza dei territori europei, proteggendo le iniziative locali che cerchino di aumentare le resilienza in ogni territorio (paese, regione o area).
  • Elaborare con la massima urgenza Piani di Attuazione per mitigare gli effetti del Picco del Petrolio sulla popolazione della UE e divulgare gli stessi con l'obbiettivo che si prendano misure non solo a livello di amministrazioni pubbliche ma anche a livello individuale. 
  • Dichiarazione del Parlamento Europeo che respinga lo sfruttamento degli idrocarburi mediante le tecniche conosciute come fracking, per il loro scarso o nullo rendimento energetico ed economico in rispetto ai suoi elevati rischi ambientali e sociali, appoggiata dai rapporti scientifici disponibili e dall'esperienza in altri paesi dove vengono praticate da un sufficiente lasso di tempo da rendere possibile un'analisi pratica di questi aspetti, oltre a coinvolgere la distruzione del mondo naturale, fonte di risorse rinnovabili imprescindibili per le necessità fondamentali delle popolazioni locali: acqua, suoli, biodiversità, biomassa... 
  • Attivare piani per la divulgazione del problema del Picco del Petrolio e dell'urto contro i limiti del pianeta a tutti i livelli educativi della UE.
  • Rifiutare l'Accordo Transatlantico con gli Stati Uniti.
  • Attivare misure per la protezione delle api ed altri insetti impollinatori come impulso vitale per gli ecosistemi e per la produzione di alimenti nella UE. Proibizione immediata in tutta la UE dei prodotti chimici che si dimostrino negativi per le popolazioni di questi insetti o di quelli sui quali ci siano sospetti fondati. 
  • Proibire l'obsolescenza programmata favorire la durevolezza e la riparabilità di qualsiasi tipo di prodotto industriale.
  • Proibire l'impiego di specie transgeniche in tutta la UE. Misure per la difesa della libera circolazione delle sementi tradizionali non certificate.
  • Dichiarare l'acqua bene di libero accesso e misure contro la sua privatizzazione.
  • Misure a favore della sovranità alimentare dei diversi paesi membri della UE basata sulla produzione agro-ecologica. Promozione della conversione degli sfruttamenti agricoli e di allevamento della UE dal modello industriale a un modello agro-ecologico non dipendente da input fossili. 
  • Promuovere le filiere corte e le strutture di produzione, distribuzione e conservazione locali di alimenti, così come quelle che siano meno dipendenti dai combustibili fossili.
  • Promuovere l'economia di prossimità e quella orientata alla soddisfazione delle necessità umane fondamentali col minor consumo energetico possibile. 
  • Subordinazione delle misure a favore dell'efficienza energetica ad un contesto generale di risparmio energetico e dei materiali.
  • Proibizione delle lampadine fluorescenti in tutta la UE e loro sostituzione gratuita con lampade LED e basate su altre tecnologie non inquinanti e di basso consumo, per il contenuto di mercurio delle prime. Revisione della proibizione delle lampade incandescenti analizzando il loro consumo energetico totale nel ciclo completo di vita utile, le possibilità tecniche di ampliare questa e il suo sfruttamento secondario come fonti di riscaldamento elettrico. 
  • Promuovere lo sfruttamento energetico sostenibile di energie rinnovabili a livello locale, favorendo in particolar modo i progetti cooperativi e comunitari.
  • Promuovere il district heating seguendo il modello esistente in Danimarca ed altri paesi della UE. 

Riforma legislativa profonda per adattarsi a un mondo con energia scarsa:


  • Rivedere tutte le direttive europee attualmente in vigore e quelle nuove che vengano proposte durante il nuovo periodo di sessioni del Parlamento Europeo, alla luce di uno scenario permanente caratterizzato dalla fine della crescita economica e dalla scarsità energetica.
  • Subordinare nelle normativa europea la produzione di agro-combustibili alla produzione di alimenti ed alla conservazione della fertilità naturale dei suoli e disincentivare la loro produzione basata su prodotti agricoli importati per il loro bilancio energetico negativo, per la distruzione degli ecosistemi che causano in altri paesi, per l'impatto negativo sulla sovranità alimentare dei paesi produttori e per la generazione di CO2 durante il trasporto. 
  • Riforma della PAC (Politica Agraria Comune) per dare priorità alla sovranità alimentare locale, alla produzione locale e su piccola scala e alla produzione ecologica. 
  • Eliminare gli aiuti europei a tutte le infrastrutture o progetti che dipendano dai combustibili fossili per il loro funzionamento: per esempio la costruzione di nuove strade o autostrade. 

Politica internazionale per evitare i conflitti per le risorse:

  • Sollecitare il governo della UE ad adottare il Protocollo di Uppsala: http://richardheinberg.com/odp e a promuovere la sua adozione a livello internazionale.
  • Dichiarazione a favore della risoluzione di qualsiasi conflitto internazionale provocato direttamente o indirettamente dalla competizione per le sempre più scarse risorse energetiche e materiali, per il suolo fertile, per l'acqua ed altro, per mezzo del dialogo e rinunciando all'impiego di mezzi bellici per contendersi queste risorse.



Siti per approfondire l'informazione (in spagnolo)
http://www.cenit-del-petroleo.info
http://crashoil.blogspot.com
http://www.vesperadenada.org
http://lacrisisenergetica.wordpress.com

Alcuni riferimenti sul Picco del Petrolio e la UE
http://www.vesperadenada.org/2011/05/12/a-directora-europea-de-transportes-advirte-de-que-a-ue-esta-a-cometer-un-erro-fatal-ao-non-reducir-a-sua-dependencia-do-petroleo/
http://www.vesperadenada.org/2010/11/12/a-union-europea-reconece-o-teito-do-petroleo/
http://www.vesperadenada.org/2009/05/16/o-comisario-de-enerxia-tamen-avisa-imos-cara-unha-nova-crise-do-petroleo/

Alcuni riferimenti bibliografici fondamentali per queste proposte
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BERMEJO, ROBERTO (2008): Un futuro senza petrolio. Collassi e trasformazioni socioeconomiche. Los libros de la catarata, Madrid.
BUTLER, TOM; WUERTHNER, GEORGE (eds.) (2012): Energia: sviluppo eccessivo e illusione della crescita infinita. Watershed Media, Healdsburg, California, USA.
DEFFEYES, KENNETH S. (2003): Il picco di Hubbert: l'imminente scarsità mondiale di petrolio. Princeton University Press, Princeton, Nova Jersey, USA.
DOLDÁN GARCÍA, XOÁN RAMÓN (2008b): “Crisi economica o crisi energetica?”Tempos Novos, nº 134 (xullo 2008).
DOLDÁN GARCÍA, XOÁN RAMÓN (2013): “Picco del petrolio, crescita economica e capitalismo”, O Golpe, n. 2, Economia e crisi. URL: http://galiza.pospetroleo.com/2013/09/13/pico-do-petroleo-crescimento-economico-e-capitalismo/
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VV.AA. (2012): I ricercatori in energia e sostenibilità avvertono il governo e la società spagnola sul picco del petrolio (Lettera aperta al presidente del governo) URL: http://www.eis.uva.es/energiasostenible/?page_id=652

E' fondamentale comprendere che se inevitabilmente l'economia (misurata col PIL) decrescerà in modo definitivo (forse con brevi periodi di ripresa compensati da periodi più lunghi di discesa più pronunciata), un sistema finanziario basato sull'interesse smette di essere funzionale, visto che quel tipo di interesse viene fissato dall'aspettativa di crescita, e se l'economia decresce nel medio-lungo termine, l'interesse dovrebbe essere negativo. Le misure di stimolo che si prendono abitualmente riflettono proprio questo quadro macro, ma a livello di istituzioni private che creano soldi a partire dal debito (le banche) viene mantenuta l'idea che bisogna prestare ad un certo interesse quando in realtà non ci sono grandi affari in vista e questo genera una crisi del credito - credit crunch – (le banche non prestano perché non si fidano). Questo genera 1) una massa di banche zombi; 2) un impoverimento della società che tenta di ripagare dei debiti che in realtà sono impagabili in un contesto di decrescita forzata irreversibile e 3) una perdita dell'opportunità di investire nelle opzioni che sono realmente futures, che non sono contemplate attualmente perché non redditizie nell'attuale schema di breve termine e che esclude le esternalità e i costi di sostituzione dell'energia fossile, ma che sono le uniche che ci possono avvicinare alla resilienza in futuro (da Politiche per la resilienza).

13 commenti:

  1. Non lo faranno, semplicemente perché la parola post-petrolio crea panico alle persone

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  2. Molto meno petrolio significa molto più carbone e più gas
    e un pochetto più di eolico e fotovoltaico.

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  3. Da inviare a tutti i politici europei. Più volte, nella segreta speranza che gli venga voglia di farselo spiegare, non credendo che esista un solo politico che abbia capito questi concetti. Se così fosse non saremmo al punto in cui siamo, in un imbuto pericolosissimo e non in una transizione controllata.

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    1. casomai in facsimile :)

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  4. Questo post sarebbe stato da pubblicare nei giorni scorsi, al meno uno si sarebbe potuto illudere. Oggi è anacronistico. Non sono i politici che non vogliono cambiare, è il popolo sovrano che vota che non vuole cambiare.

    Guido

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  5. Dopo le elezioni europee spero che l'Italia fallisca peggio della Grecia.

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  6. Tutto giusto, il problema è che è talmente lontano dai soliti mantra ripetuti da politici ed economisti da risultare inattuabile.
    Purtroppo sono quasi sicuro che si renderanno conto della gravità della situazione solo quando sarà impossibile negare l'evidenza, perchè guardandomi in giro non vedo nulla che mi dia un minimo di fiducia, a partire dall'esito delle elezioni europee.

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  7. è più probabile che scatenino una guerra per risolvere i problemi, come fece il Giappone attaccando la Cina nel 38 per la troppa soprappolazione interna, che si mettano ad un tavolo a parlare ai sordi, perchè la guerra otterrebbe subito gli obiettivi di riduzione dei consumi inutili per causa di forza maggiore. Ma attenzione alle lobby, che non si faranno togliere facilmente il grasso che cola dal BAU. Intanto sotto casa mia i carabinieri hanno chiuso un negozio appena aperto per vendita di merce sequestrata alla dogana di Napoli per alta tossicità. Qualcosa bisogna pur fare per campà, cumpa.

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  8. Sottoscrivo al 100%. Da decrescentista convinto sento la necessità di portare queste tematiche all'attenzione del grande pubblico, anche tramite la creazione di una nuova forza politica che la smetta di parlarci di "crescita sostenibile".

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  9. Portare queste tematiche al grande pubblico, dite?
    Questo testo per il grande pubblico è fantascienza. Il Fantastico. Vi ricordate il romanzo di Callembach, Ecotopia? Ecco, un plot di fiction catastrofista e un po' noiosa.
    Credo che il medio cittadino italiano, anche nel caso sia open minded, acculturato nonché diligente lettore dei media mainstream, se passasse da questa pagina ci classificherebbe come catastrofisti, teorici del complotto, fanatici affini agli ufologi e sciachimicisti.

    L'agenda politica italiana ed europea, in accordo con i media, prevede una sola idea ossessiva: SVILUPPO. E l'energia c'è, basta pagare. E le tecnologie risolveranno i problemi che oggi sembrano insolubili. E sono tutte caZzate (come disse il Chiampa, neo-gov della regione piemonte, a Mercalli, anni fa). Io non so, quando i nodi verranno al pettine, come faranno a spiegare ai cittadini che il BAU non ha futuro, contrariamente a quanto assicurato, e che l'unico sviluppo che si potrà avere è quello delle diseguaglianze.

    Rassegnatevi. Il mondo, lì fuori, non accetterà che la festa sia finita, finché non ci sbatterà contro. E anche lì, se gli racconteranno storie convincenti, potranno credere per anni che siano "crisi passeggere". Fino all'ultima goccia di benzina nei loro serbatoi, fino all'ultima stilla di gas nelle loro caldaie. Allora sì, si sveglieranno. E... com'era la storia? Tra civiltà e caos la distanza è di quattro pasti?

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    1. si, perchè dopo 2 giorni di digiuno, la follia prende il sopravvento. L'ho provato recentemente sulla mia pelle con una dieta iper proteica. Ho dovuto cessarla perchè diventavo una belva. Non mi meraviglia che gli uomini delle caverne siano riusciti a dominare la natura e belve molto più attrezzate al dominio dell'ambiente.

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  10. spero che con il sito che ho fatto, dedicato all'energia, (www.energiaricerca.it),
    si possa studiare meglio il problema energetico e trovargli le soluzioni.

    Adesso è possibile ottenere tante tabelle di dati statistici e grafici vari.
    Oltre 16.000 dati su: produzione, consumi e riserve dei Paesi del mondo.

    In prima pagina ho messo l'immagine del grafico dei consumi in Italia di petrolio (in caduta già da prima che l'Italia entrasse nell'Euro), confrontato con la produzione interna di petrolio (quasi insignificante).
    Spero di poterlo arricchire di altre funzioni, nel più breve tempo possibile, in modo da poter fare uno studio accurato.

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  11. •José Ramom Flores, Miguel Anxo Abraira e Manuel Casal, della Associazione “Véspera de Nada” per una Galizia senza petrolio”. (Galizia)
    •Antonio Turiel, dell'Oil Crash Observatory (Catalogna).

    GRAZIE.
    Sono proposte di BUON SENSO.
    Sono proposte SAGGE.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Saggezza

    Gianni Tiziano

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