Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 13 maggio 2014

L'invasione degli zombie delle risorse

DaResource crisis”. Traduzione di MR


(immagine da WikiHow  - licenza Creative Commons)

Probabilmente avrete sentito dire che le “nuove idee nascono come eresie e muoiono come superstizioni”. Ma può essere anche peggio: ci sono idee che si rifiutano semplicemente di morire e, come zombie, continuano per sempre a perseguitare il panorama mentale umano. Una di queste idee è che il problema delle risorse minerali consiste nel “finire” qualcosa. Una manifestazione tipica di questa idea-zombie è un recente articolo di Matt Ridley apparso sul Wall Street Journal dal titolo “Le risorse del pianeta non stanno finendo”.

Difficilmente mi posso immaginare un articolo più inutile di questo: contiene tutte le banalità tipiche di questo campo, compreso la ormai quasi obbligatoria calunnia al Club di Roma sulla base dell'idea che lo studio su “I limiti dello Sviluppo” del 1972 aveva previsto che a questo momento avremmo dovuto finire le risorse minerali (e, naturalmente, non è così). Pura leggenda; quello studio non ha mai detto niente del genere. E' solo un'altra idea-zombie che perseguita il panorama mentale umano.

Ma, a parte le banalità e le leggende, l'articolo di Matt Ridley è sbagliato perché è basato sul classico "specchietto per le allodole":  quello che dice che non ci dobbiamo preoccupare di “finire” le risorse minerali. Non è così. Lasciatemelo dire enfaticamente, con certezza e inequivocabilmente: NON finiremo un bel niente. Non è questo il problema; il vero problema con le risorse sono i ritorni economici decrescenti. Significa che abbiamo estratto le risorse “facili” (leggi poco costose) e che ora siamo costretti ad estrarre da risorse più “difficili” (leggi più costose). Lasciate che vi mostri cosa sta accadendo con un esempio: il caso dell'estrazione dell'argento.



Questa immagine, dal blog “SRSrocco Report”, dice tutto. In meno di 10 anni, il rendimento dell'estrazione dell'argento è diminuito di quasi la metà di quello che era all'inizio. Cioè, oggi dobbiamo trattare quasi il doppio della roccia rispetto a 10 anni fa per estrarre la stessa quantità di argento. Non stiamo finendo l'argento: la produzione è rimasta più o meno costante nell'ultimo decennio, ma estrarlo costa di più. Questo non è che un esempio, come espongo nel mio recente libro “Extracted”, tutte le risorse minerali stanno mostrando lo stesso problema: rendimenti di estrazione decrescenti.

Ora, ci si può eccitare per le nuove tecnologie quanto si vuole (come fa Matt Ridley nel suo articolo), ma qui c'è un problema reale. Per estrarre minerali, bisogna trivellare, sollevare e macinare roccia e per questo serve energia e risorse (leggi soldi). La tecnologia può fare molte cose, per esempio bellissimi smartphone, ma non si può macinare la pietra con gli smartphone. La tecnologia, proprio come quasi tutto il resto, soffre del problema dei ritorni decrescenti (discuto questo punto in dettaglio in un mio articolo recente).

Quindi c'è una ragione per l'aumento dei prezzi di tutti i beni minerali – sono i ritorni economici decrescenti. Sfortunatamente, tuttavia, alcune menti tendono ad essere infettate dal virus dello zombie delle risorse che ci racconta che non c'è nulla di cui preoccuparci. Ma c'è molto di cui preoccuparsi: se qualcosa costa di più, potresti non essere in grado di permettertela. In un caso del genere, potresti anche dire che non c'è (o persino che l'hai “finita”).

Quindi, non è una buona idea rilassarsi e sperare che i miracoli della tecnologia ci libereranno dall'esaurimento delle risorse: nessun problema può mai essere risolto se ci si rifiuta di ammettere che esiste. A quel punto si possono trovare soluzioni sotto forma di maggiore efficienza, sostituzione, riciclaggio e altro. Si può fare, ma ci servono soldi, pianificazione e sacrifici. Più di tutto, dobbiamo sparare alla testa dello zombie delle risorse e riconoscere il problema per poter agire.


24 commenti:

  1. Matt Ridley lo conosco per La Regina Rossa, che lessi tempo addietro.
    Non è certo un pirla direi.
    Però, è un essere umano. Forse anch'egli è un tranquillista, una persona che si trastulla con le credenze per evitare di affrontare i problemi, tanto più essi sono evidenti e gravi.
    Le varie (neo)religioni (come il tecnoteismo) sostengono le credenze e le alilmentano peggiorando il problema.

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    1. Piu che altro sono persone ignoranti di fisica. Termodinamicamente nulla si crea e nulla si distrugge. E' logico (ed inevitabile) che una maggiore difficolta si traduca in maggiore costo. E l'energia costa.

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  2. Poverette le compagnie minerarie che estraggono argento!
    Devono affrontare il grave problema (o magari per loro è un' opportunità) dei ritorni decrescenti
    e continuare imperrite a fare utili.
    Chissà come faranno.
    E chissà quale sarà stata la resa quantitativa delle miniere d' argento mezzo millennio fa, quando la scoperta delle Americhe fu seguita da un' impennata delle estrazioni di argento (ed oro) se in soli 8 anni quella contemporanea è crollata del 41%


    Invece di parlare di zombie e immaginare di sparargli (inutilmente, gli zombie sono già morti), proviamo a fornire dati più completi e serie temporali meno ridicolmente corte.

    E proviamo soprattutto per non usare un tanto al chilo la famosa legge (la quale non è di certo una legge fisica) dei ritrorni decrescenti a non fare confusione tra
    rese materiali (=kg di prodotto puro ottenuto / kg di minerale estratto)
    e ritorni economici (=ricavi - costi) che dipendono da molti fattori tra cui ANCHE i costi estrattivi (e quindi le rese) e non è per nulla scontato che all' aumentare di questi si abbia un ritorno decrescente (lo è solo A PARITA' degli altri fattori economici).

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    1. basta mettere su una bella bolla e il problema economico è belle e risolto. Poi prima o poi le bolle scoppiano, ma chissà quando. I sub prime ci hanno messo quasi 60 anni e solo perchè si sono accorti che il petrolio non era eterno per tutti. Il vero limite non è la tecnologia, nè i soldi, ma l'energia, che stanno continuando a buttare in un BAU inutile e distruttivo, ma penso ancora per poco e solo per colpa di tutti questi caproni che vogliono continuare a fare gli scemi grazie ai miliardi di schiavi petroliferi trovati sottoterra, con i gravi problemi sociali che tutti vediamo, dalle 5000 nascite in meno in Toscana (che non sono certo un danno, tranne il fatto che il genocidio dei residenti si sta facendo molto palese) alla loro sostituzione con l'arrivo di barconi (che invece sono un bel danno, non certo per politici e proprietari, che possono continuare a farci il loro interesse). A meno di una guerra andremo avanti così ancora per 10 o 20 anni, fino alla rarefazione petrolifera, allora sì che saranno guai grossi. Certo che sparare alla testa di chi vuole continuare nella distruzione sarebbe una soluzione, ma prima o poi accadrà, perchè non penso che i caproni muteranno con le buone in pecorelle risparmiose e rispettose. All'idiozia umana non c'è limite, purtroppo.

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    2. Il problema non è il "genocidio" dei residenti che è solo sanissima ed ecologica decrescita demografica, ma la crescita demografica aberrante e tumorale che poi diventa immigrazione di massa, la totale follia del +823% di immigrazione di clandestini che si misura in questi giorni e le peggiori e più infauste misurazioni del rialzo della crescita demografica (nel 2100 saremo [non 9.6G] ma a 11G (parola dell’Onu).

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    3. Se continuiamo con l'attuale comportamento irresponsabile, penso che saremo zero.
      ZERO

      Gianni Tiziano

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    4. Anonimo, sembra che tu abbracci il postulato descritto qualche post addietro "la crecita anti-economica" secondo cui l'economia possa crescere indefinitamente rispetto all'ambiente, visto come semplice sottosistema.
      In questo caso ti pregherei di dare una risposta all'osservazione che l'economista dell'articolo rivolge a chi abbraccia questo postulato, e che cito qui sotto.

      La mia risposta agli economisti che dicono: “Tutto quel che vogliamo è far crescere all'infinito il valore, non l’energia e la materia!” è dire: “Bello. In questo caso restringete e rallentate il flusso di materia ed energia, occupatevi di tecnologia e lasciate che il valore supportato da questo flusso prestabilito cresca per sempre ed io vi applaudirò. Io sarò contento ed anche voi lo sarete”.

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    5. Se ti sembra così sbagli, o se vuoi io ho datoo un' impressione errata.
      Le teorie (di tipo marginalista, una scuola economica piuttosto obsoleta) del Daly non mi convincono in generale (anche se c'è qualcosa di vero nel concetto di crescita anti-economica) ma non penso affatto che sia possibile una crescita economica (e quindi energetica) indefinita in un mondo finito. E' un' idea irrazionale.
      I limiti alla crescita esistono (anche se è difficilissimo qauntificarli con esattezza).

      Però ciò non toglie che nel caso dell' argento servirebbero molto più dati invece che utilizzare dogmaticamente questa presunta legge dei ritorni decrescenti.
      Tra l' altro nel caso particolare (e bisogna stare attenti alle generalizzazioni indebite) se ti vai a cercare (l' ho fatto per esercizio)ii prezzi dell' argento tra il 2005 ed il 2013 scoprirai che sono schizzati in alto. Dal che si può inferire che i ritorni economici delle compganie minerarie in tale periodo sono stati CRESCENTI (ripeto sarebbe errato generalizzare).
      Il che torna: la famosa legge in tanti casi reali si traduce nel fatto che quando il prezzo di una materia prima cresce (e può farlo per diversi motiv, ANCHE per effettiva scarsità di questa, ma non solo) allora diventa economicamente vantaggioso utilizzare fonti con prezzi di produzione più alti (nel caso minerario con concentrazioni del prodotto voluto più basse nel minerale, ossia con rese più basse).

      Vedi l' economia non è una scienza esatta e le cosiddette "leggi economiche" sono lontane anni luce dalle leggi della fisica e non hanno validità universale, per cui vanno usate con senso critico, valutando bene dove si applicano veramente e come è possibile farlo.
      Un conto è usare in manioera assiomatica (oppure tipo totem) "la legge della domanda e dell' offerta" o "la legge dei ritorni decrescenti" un conto è capirne i limiti ed il campo di applicazione.

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    6. Caro Anonimo, forse devo spiegare un po' meglio il concetto di "ritorni decrescenti" che, peraltro, non ho inventato certamente io. Risale a William Stanley Jevons che lo ha sviluppato nell'ambito dell'estrazione del carbone.

      Allora, se produrre qualcosa ti costa di più, evidentemente i tuoi profitti diminuiscono. E' questo il nocciolo del principio. Certamente, chi produce cercherà di compensare aumentando i prezzi, ma ci va di mezzo un altro piccolo principio dell'economia che è l'elasticità della domanda. A meno che questa non sia "perfettamente anelastica" (ma nulla è perfetto sotto le sfere di cristallo), aumentare i prezzi causerà una contrazione della domanda e siamo di nuovo dove eravamo prima: profitti in calo.

      L'argento è solo un esempio, c'è un intero libro che discute la situazione di molte risorse minerali - "Extracted" è uscito due settimane fa

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    7. Conosco abbastanza Jevons. Era un economista dell' 800, uno dei padri della teoria marginalista, teoria che ha avuto un certo successo ma che (come la altri grandi scuole economiche) non è mai stata adottata dalla comunità internazionale degli economisti.
      Dato che l' economia non è la termodinamica, bisognerebbe stare attenti a spacciare per "principi" delle affermazioni di questa o quella scuola economica magari valide parzialmente e sotto certe ipotesi ma di dubbia generalità.
      La sua frase "se produrre qualcosa ti costa di più, evidentemente i tuoi profitti diminuiscono" è semplicemente sbagliata in termini generali. Andrebbe corretta in "se produrre qualcosa ti costa di più a parità di tutte le altre condizioni economicheevidentemente i tuoi profitti diminuiscono".
      Il che più che un principio è una verità lapalissiana. Ce ne sarebbero altre simili, ad esempio "se vendi qualcosa a prezzi più alti, a parità di tutte le altre condizioni economiche, i tuopi profitti aumentano".
      Nel caso in questione dell' argento nell' ultimo decennio (ripeto caso che bisogna stare attenti a non generalizzare inebitamente) per affermare che i profitti delle estrattori sono diminuiti od aumentati NON basta considerare le rese quantitative del'' estrazione mineraria (ossia i costi i produzione, o meglio una pare di questi) ma serve ad esempio andarsi a cercare i prezzi di vendita nel breve periodo storico considerato.
      https://www.silverinstitute.org/site/supply-demand/silver-demand/
      Dato che sono saliti percentualmente molto di più (circva il 300%) del calo delle rese ne consegue che molto probabilmente i profitti delle aziendi estrattrici in questo caso sono aumentati e non diminuiti come viene dato per scontato nell' articolo applicando superficialmente ed erronemanete la legge empirica dei ritorni decrescenti.

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    8. Caro anonimo, mi sembra che stai dicendo la stessa cosa che sto dicendo io. Certe cose le puoi chiamare "principi"; oppure "cose ovvie," o anche "lapalissiane" - non vedo grande differenza. Il fatto è che questa cosa dell'aumento dei costi di estrazione viene normalmente ignorata quando si parla di risorse minerali con il risultato che tutto si basa sull'elenco delle "risorse disponibili" senza mai attaccarci un etichetta di costo di estrazione. E' questo il grosso problema: è come parlare di lotta alla fame nel mondo basandosi sulle risorse di caviale.

      A proposito dell'argento, è soltanto un esempio. Uno dei tanti. Se vai ad analizzare altre risorse, vedrai che hanno tutte lo stesso problema di aumento dei costi di estrazione.

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    9. Sembra, caro Bardi,
      ed in parte concordo con lei, ma non è la stessa cosa.

      I "principi” della termodinamica non sono "cose ovvie".
      Il denominare una “cosa ovvia” "principio" al posto di “banalità” è un modo per renderla altisonante, un po' come il famoso e molto abusato "principio di precauzione".
      Bisogna però stare attenti a come si utilizza nei differenti casi concreti la “banalità” od il “principio” che dir si voglia.
      Riguardo al caso particolare dell' argento se si guardano i dati su tempi lunghi (non basta, come dicevo, un decennio per analizzarlo correttamente) si vedrà che ci sono periodi in cui i costi di estrazione diminuiscono, altri in cui crescono, il che succede anche per i prezzi e le quantità estratte (anche se su di esse il trend di lungo periodo è davvero in salita).
      Riguardo al caso più generale l’ idea che le risorse minerarie abbiano costi di estrazione crescenti è sensata e funziona in diversi casi particolari, almeno sul lungo periodo, ma non in tutti.
      Ad esempio per il salgemma, dati gli enormi quantitativi esistenti per motivi geologici e la purezza dei giacimenti, i costi di estrazione non sono cresciuti nel corso dei secoli.
      Da notare poi, e questo è un punto importante, che il rapporto causa-effetto tra costi produttivi e prezzi di vendita non sempre è come lei ipotizza.
      A volte è l’ aumento dei prezzi che influenza quello dei costi produttivi (appunto perché con prezzi più alti diventa conveniente estrare anche in miniere con rese ponderali più basse, ossia costi più alti che prima erano fuori mercato, ossia avrebbe avuto dei guadagni marginali penalizzanti), altre volte sono questi che spingono in su i prezzi, sempre che la domanda del mercato di quel bene rimanga altrettanto sostenuta (non sempre lo è) pur acquistando la materia prima a prezzi più alti.

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    10. Va bene, va bene, tutto vero. Però il sale da cucina non è che sia proprio una risorsa strategica..........

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    11. Scusi Bardi ma da un professore di chimica non me l’ aspettavo che non conoscesse l’ importanza dell’ umile NaCl come materia prima per l’industria chimica di base (processi cloro-soda e a cascata migliaia di utilizzi dei prodotti intermedi per arrivare ad una gamma enorme di prodotti finali).
      Tanto per dare un peso nel 2010 la produzione mondiale è stata 280milioni di tonnellate (in crescita).
      http://minerals.usgs.gov/minerals/pubs/commodity/salt/myb1-2010-salt.pdf
      Da comparare con i circa 800 milioni di once dell’ argento,ossia per comparare melcon mele 0,025Mt

      Ripeto, bisogna stare attenti a non considerare casi particolari come la norma. Non ho alcuna intenzione di negare che l' utilizzo globale delle risorse minerarie non ponga seri problemi sul lungo termine, ma cerchiamo di valutare caso per caso senza generalizzare con troppa facilità ed introdurre leggi (o presunte tali) che non hanno affatto validità comparabile con le leggi della fisica.

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    12. Caro anonimo, siamo partiti da risorse in esaurimento e adesso mi tiri fuori il sale da cucina che è uno dei pochi casi di un minerale che si può estrarre a basso prezzo dall'acqua di mare e che quindi non si esaurirà mai. In sostanza, stai menando il can per l'aia. Contento tu, per me va bene. Ma considero chiusa questa discussione.

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    13. In effetti per l' NaCl oltre all' estrazione mineraria, prevalente, esiste anche l' alternativa della produzione da saline per evaporazione, utilizzando l' energia solare.
      E' un esempio, rilevante a livello globale, di materia prima sostenibile, non tanto perchè rinnovabile (non lo è a rigori) ma perchè presente in quantità così elevate sul pianeta da essere praticamente inesauribile, come giustamente diceva lei.
      Guardando un po' più in là il punto è la quantità di riserve delle altre materie prime sia altrettanto sovrabbondante.
      Per le fonti fossili non mi pare proprio, per quelle minerarie, tipo i metalli (oltre all' Ag) è lei l' esperto.
      Probabilmente comprerò il suo libro per i dettagli caso per caso, però in uno o più post potrebbe fornire ai suoi lettori delle indicazioni interessanti a livello quantitativo su quanto abbiamo (come umanità) estratto e su quanto è estraibile concretamente ai ritmi attuali di consumo.
      La ringrazio in anticipo.

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    14. Anonimo, ringrazio per la fiducia, ma sarebbe un compito colossale. Neanche in un libro intero siamo riusciti a fare di più che parlare di una frazione delle risorse sulle quali si basa il nostro sistema industriale. La USGS ne lista 88 diverse, ma questo esclude i fossili e ognuna di queste 88 è poi suddivisa in sotto-insiemi di risorse. Insomma, non basta un'enciclopedia! Comunque, dal libro ci si può fare perlomeno un'idea dei casi principali, per approfondire ti suggerisco il sito dell'USGS (www.usgs.gov)

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    15. Ringrazio per il suggerimento.
      Certo che, senza saper nè legger nè scrivere, mi viene in mente un pensiero curioso:
      ma i tecnici dell' USGS hanno avvisato nel coroso degli anni le vaie amministrazioni USA di potenziali crolli della disponibilità delle risorse minerarie?
      O accumulano una quantità enorme di dati, fanno proiezioni a breve e medio termine e finita lì?

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  3. Il link originale a me non funziona : qua eccone un altro all’ articolo di Ridley.
    http://online.wsj.com/news/articles/SB10001424052702304279904579517862612287156

    La lettura è gradevole, ma anche se l’ autore si vanta di essere un ottimista razionale, i ragionamenti effettuati mi sembrano soprattutto un esempio di ottimismo cornucopiano, basati su di un atteggiamento fideistico nei confronti delle epossibilità della tecnologia e su una contrapposizione inutile tra opinioni economiche ed ecologiche, molte delle quali di dubbia validità.
    La frase che più chiaramente evidenzia l’ irrazionalità sottostante alle opinioni di Ridley è la seguente:
    “I nowadays lean to the view that there are no limits because we can invent new ways of doing more with less”

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    1. Il tecnoteismo e la fiducia nelle sorti progressive che permetteranno di superare ogni limite hanno un babbo molto sinistro: Friedrich Engels.

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    2. fare piu' con meno... :D :D , certo , si puo' fare, ma solo fino ad un certo punto, altrimenti ti ritroverai inevitabilmente, per progressione, a fare TUTTO con NIENTE.

      E allora, sep presumi di poter arrivare a questo o sei Dio o sei solo un povero pazzo.

      Incidentalmente, la fisica ci da' anche delle valutazioni quantitative, tramite la termodinamica, che e' indifferente alla teconologia, sul limite superiore del potere fare qualcosa con qualcos'altro.

      Non appena gli economisti mainstream scopriranno che devono inevitabilmente chinare la testa davanti alla termodinamica, sara' un giorno di crescita per l'umanita'

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  4. Orazio La Corte14 maggio 2014 19:45

    Le stesse stronzate le ha detto in un convegno a Sesto San Giovanni , il professor Franco Battaglia davanti a circa 300 persone . Io all' apertura del dibattito ho chiesto il microfono per primo , con fatica lo preso e gli ho datto dello stupido, incapace, mentitore, e rappresentante delle lobby nucleari. Metà dei presenti si schierò con me e metà con lui . Vuol dire che ci sono tanti stupidi in giro.

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  5. Credo che Ugo ha detto una verità lapalissiana. :-)
    Tiziano

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    1. Il conte di Lapalisse che prima di essere vivo era un minerale.

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