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domenica 18 maggio 2014

La fusione dei ghiacci antartici è ormai irreversibile

Da “Mother Jones”. Traduzione di MR (h/t Claudio Della Volpe)

Secondo due nuovi studi, il collasso di gran parte della calotta glaciale dell'Antartide occidentale ora potrebbe essere irreversibile. Questo potrebbe significare un aumento del livello del mare di 3 metri.

Di Chris Mooney


Questo ghiacciaio antartico potrebbe essere storia, dice una nuova ricerca. Contiene quasi 60 centimetri di aumento di livello del mare ed è solo l'inizio. NASA

Se capisci realmente il riscaldamento globale, sai che si tratta soltanto di ghiaccio. E' questo ciò che conta. Il Pianeta Terra non ha sempre avuto grandi calotte glaciali ai poli, non del tipo di quelle che attualmente ricoprono la Groenlandia e l'Antartide. In altri periodo, gran parte dell'acqua era invece in forma liquida, negli oceani – e gli oceani erano molto più alti. Quanto più alti? Secondo l'Accademia Nazionale delle Scienze le grandi calotte glaciali del globo contengono acqua ghiacciata sufficiente ad aumentare i livelli del mere in tutto il mondo di più di 60 metri. Sono circa 200 piedi. E questo fa apparire l'aumento del livello del mare che abbiamo visto finora, dovuto al riscaldamento globale, trascurabile ed insignificante. E' per questo che gli scienziati hanno temuto a lungo che un giorno come questo sarebbe arrivato. Due nuovi saggi scientifici, nelle riviste Science e Geophysical Research Letters, riportano che i grandi ghiacciai della Calotta Glaciale dell'Antartide Occidentale sembrano essere diventati irrimediabilmente destabilizzati. Tutto il processo potrebbe ancora svilupparsi nell'arco di secoli, ma a causa delle particolari dinamiche di questa calotta glaciale, il collasso di questi grandi ghiacciai ora “sembra inarrestabile”, secondo la NASA (dietro uno dei due studi ci sono dei loro ricercatori).

Visualizzazione dei cambiamenti di temperatura
 in Antartide. NASA Earth Observatory  
Il primo studio, di ricercatori della NASA e dell'Università della California – Irvine, usa il radar satellitare per esaminare una schiera di grandi ghiacciai lungo il Mare di Amundsen nell'Antartide Occidentale, che collettivamente contengono l'equivalente di 1,2 metri di aumento del livello del mare. Il risultato è la documentazione di un “ritiro rapido e continuo” - per esempio, i ghiacciai Smith e Kohler si sono ritirati di 35km dal 1992 – e i ricercatori dicono che “non ci sono [grandi] ostacoli che impediscano che i ghiacciai si ritirino ulteriormente”. Nel comunicato stampa della NASA, i ricercatori sono ancora più loquaci ed uno di loro osserva che questi ghiacciai “hanno superato il punto di non ritorno”.

L'altro gruppo di ricercatori, di stanza all'Università di Washington, giungono a conclusioni simili col loro saggio su Science. Ma lo fanno usando un modello computerizzato di uno di questi ghiacciai in particolare: il Ghiacciaio Thwaites, raffigurato sopra, che contiene circa 60 cm di aumento del livello del mare e che si sta ritirando rapidamente. “La simulazione indica che sono iniziate le prime fasi di un collasso”, osserva il loro saggio. Di più c'è che il ghiacciaio Thwaites è un “fulcro” del resto della Calotta Glaciale dell'Antartide Occidentale; il suo rapido collasso “probabilmente si riverserebbe nei bacini adiacenti, minando gran parte dell'Antartide Occidentale”. E considerando che l'intera Calotta Glaciale dell'Antartide Occidentale contiene acqua sufficiente per aumentare il livello del mare da 3 a 4 metri, questa è una cosa molto grossa.

E' ancora una volta importante enfatizzare che solo perché questi ghiacciai possono aver superato il “punto di non ritorno” non significa che il drammatico aumento del livello del mare avvenga domani. C'è un limite alla velocità cui un ghiacciaio e una calotta glaciale possono spostarsi e il saggio di Science enfatizza il fatto che l'intero processo potrebbe impiegare diverse centinaia di anni e probabilmente anche un millennio.

Nel grande schema delle cose, però, la conseguenza sarebbe un pianeta molto diverso. E l'Antartide Occidentale è solo l'inizio. Secondo il glaciologo ed esperto della Groenlandia Jason Box, se si confronta dove ci troviamo ora a dove si trovavano i livelli di biossido di carbonio atmosferico nei passati periodo di riscaldamento della storia della Terra, se ne può dedurre che gli esseri umani hanno già messo in moto 21 metri di aumento del livello del mare.

https://www.youtube.com/watch?v=CInlWHIYqlY









11 commenti:

  1. Grazie Massimiliano per i sottotitoli in Italiano nel video youtube
    che segnali a fine articolo. :-)
    https://www.youtube.com/watch?v=CInlWHIYqlY

    Gianni Tiziano

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  2. Come ho gia detto altrove gli scienziati sono stati (giustamente) prudenti.. e il punto di non ritorno è superato da un pezzo. Ora si tratta di cercare di evitare danni maggiori. Sempre la gente se ne renda conto.

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  3. Bella quasta storia del riscaldamento globale : gli uomini peccano e Dio li punisce.

    Mi ricorda tanto il Diluvio universale in chiave 2.0......

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. A voler essere cinici uno dei (pochi ) lati positivi di questa situazione è che verra sommersa una buona fetta di orrori edilizi costruiti ,più o meno legalmente, lunge le coste italiane.

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  6. Non capisco dove si voglia arrivare, se il processo è irreversibile significa che è inutile tentare di fermarlo, al massimo lo si può ritardare, ma questo concetto è già noto dato che le naturali fluttuazioni climatiche, venendo da una glaciazione, ci portano verso un surriscaldamento del globo dove le calotte non sarebbero presenti. L'uomo sta semplicemente accelerando un processo naturale, ora parte del danno si dice irreparabile e sarebbe quindi meglio "approfittarne" per creare più ricchezza possibile per poter meglio affrontare la ventilata apocalisse. Pertanto meno rinnovabili e più carbone. Oppure ho capito male ed "irreversibile" non vuol dire propriamente che non si può arrestare?

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    1. E' irreversibile considerando il livello di CO2 raggiunto. Anche se rimanesse quello, ormai i ghiacci antartici sono destinati a finire nell'oceano. Si potrebbe invertire la tendenza se riuscissimo a ridurre questo livello; ma al momento siamo in continuo aumento e finché continuiamo a bruciare carbonio fossile non si parla di riduzione

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  7. 3 metri in 500 anni sono 0.6 cm/anno.
    Niente di abbastanza catastrofico e subitaneo da smuovere la gente.

    Semplicemente, gli uomini recederanno decennio dopo decennio, adattandosi, di mareggiata in mareggiata, dando la colpa alla tempesta, ai politici e al loro dissennato piano regolatore, a dio che non ferma l'acqua per nostro comodo.

    E poi torneranno ai loro affari, perche' sono troppo occupati con tutti i problemi che hanno, tra siccita' e penurie, per pensare pure a come fermare il mare.

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    1. Mezzo centimetro all'anno basta ed avanza per mandare a quel paese l'intero sistema della costa, almeno in Romagna. Difficile spiegarlo a parole, ma credo che sarà facilissimo capirlo osservando il fenomeno in azione. Ovviamente il problema non è il turismo.

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    2. Questi dati sono vecchi, di 6-7 anni fa; nel 2012 siamo arrivati a circa 12 mm; non impossibile entro 10 anni con la fusione della calotta artica marina e la perdita di uan quota importante del suo effetto albedo (da circa 0,80 del ghiaccio ai 0,20 dell'acqua marina) vedere aumenti di 2-3 cm l'anno..

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    3. Una accelerazione continua ....

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