Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 23 aprile 2014

Perché un mondo finito è un problema?

DaOur finite world”. Traduzione di MR

Di Gail Tverberg

Perché un mondo finito è un problema? Mi vengono in mente molte risposte:

1. Un mondo finito è un problema perché noi e tutte le altre creature che ci viviamo condividiamo lo stesso pezzo di “bene immobile”. Se gli esseri umani usano sempre più risorse, le altre specie necessariamente ne usano meno. Condividiamo anche le risorse “rinnovabili” con le altre specie. Se gli esseri umani ne usano di più, le altre specie ne devono usare di meno. I pannelli solari che coprono i deserti interferiscono con la normalità della vita selvaggia; l'uso di piante per i biocombustibili significa che un'area inferiore è disponibile per coltivare cibo e per la vegetazione preferita da insetti desiderabili, come le api.

2. Un mondo finito è governato da cicli. A noi piace proiettare in linee rette o come aumenti percentuali, ma il mondo reale non segue tali modelli. Ogni giorno ha 24 ore. L'acqua si muove a onde. Gli esseri umani nascono, crescono e muoiono. Una risorsa viene estratta da una zona e la zona diventa improvvisamente più povera una volta che il reddito da quelle esportazioni viene rimosso. Una volta che un paese diventa più povero, è probabile che scoppi lo scontro. Un recente esempio di questo è la perdita di esportazioni di petrolio da parte dell'Egitto, più o meno contemporaneamente alle sollevazioni della Primavera Araba nel 2011 (Figura 1). Lo scontro non è ancora finito.

Figura 1. Produzione di petrolio e consumo dell'Egitto, sulla base dei dati della Revisione Statistica dell'Energia Mondiale della BP.

L'interconnessione delle risorse col modo in cui funzionano le economie, e i problemi che si verificano quando queste risorse non sono presenti, rendono il futuro molto meno prevedibile di quanto suggerirebbero gran parte dei modelli.

3. Un mondo finito significa che alla fine scarseggeranno le risorse facili da estrarre di molti tipi, compresi combustibili fossili, uranio e metalli. Questo non significa che “finiamo” queste risorse. Piuttosto significa che il processo di estrazione di questi combustibili e metalli diventerà più costoso, a meno che la tecnologia non agisca in qualche modo per calmierare i prezzi. Se i costi di estrazione aumentano, qualsiasi cosa fatta utilizzando quei combustibili e quei metalli diventa più costosa, sempre che le aziende che vendono questi prodotti siano in grado di recuperarne i costi (se non ce la fanno, vanno fuori mercato molto velocemente!) La Figura 2 mostra che un punto di svolta recente verso costi maggiori è venuto nel 2002, sia per i prodotti sia per i metalli di base.


Figura 2. Indici dei prezzi dell'energia (petrolio, gas naturale e carbone) e metalli di base, usando come riferimento il dollaro americano del 2005, indicizzati a 2010 = 100. I metalli di base comprendono il ferro. Fonte dei dati: Banca Mondiale.

4. Un mondo finito significa che la globalizzazione si dimostrerà essere un grande problema, perché ha aggiunto in proporzione molti più esseri umani alla domanda mondiale di quanto abbia aggiunto risorse non sviluppate all'offerta mondiale. La Cina è stata aggiunta all'Organizzazione Mondiale del Commercio nel dicembre 2001. Il suo uso di combustibili è schizzato rapidamente subito dopo (Figura 3, sotto). Come indicato al punto 3 sopra, il punto di svolta dei prezzi dei combustibili e dei metalli è stato nel 2002. Dal mio punto di vista, questa non è stata una coincidenza – è collegato all'aumento della domanda cinese, così come al fatto che avevamo estratto una quota considerevole dei combustibili facili da estrarre in precedenza.


Figura 3. Consumo di energia per fonte della Cina basato sulla Revisione Statistica dell'Enegia Mondiale della BP. 

5. In un mondo finito, i salari non aumentano in proporzione all'aumento dei costi di estrazione di combustibili e metalli, perché i costi di estrazione extra non aggiungono nessun beneficio reale alla società – semplicemente rimuovono risorse che potrebbero essere messe al lavoro altrove nell'economia. Stiamo diventando, in effetti, sempre meno efficienti nel produrre prodotti energetici e metalli. Ciò avviene perché stiamo producendo combustibili che s trovano in luoghi più difficili da raggiungere e che contengono più inquinanti al loro interno. I giacimenti metalliferi hanno problemi analoghi – sono più profondi e di minor concentrazione. Tutto lo sforzo umano aggiuntivo e la spesa di risorse aggiuntive non produce più prodotto finale. Piuttosto, rimaniamo con meno sforzo umano e meno risorse da investire nel resto dell'economia. Di conseguenza, la produzione totale di beni e servizi per l'economia tendono a stagnare. In un'economia del genere, i lavoratori che i loro salari adattati all'inflazione tendono ad arrancare (Ciò avviene perché l'economia totale produce meno, quindi la quota di quanto viene prodotto e inferiore per ogni lavoratore). E' anche probabile che le aziende che producono energia e prodotti metallici trovino più difficile avere un profitto, perché con stipendi in ritardo i consumatori non si possono permettere di comprare molto prodotto a prezzi più alti. Infatti, è probabile che ci sia il pericolo di un improvviso crollo della produzione, perché i prezzi rimangono troppo bassi per giustificare l'alto costo di un investimento aggiuntivo.

6. Quando i lavoratori possono permettersi sempre di meno (vedi punto 5), finiamo per avere problemi molteplici:

a. Se il lavoratori si possono permettere di meno, tagliano le spese voluttuarie. Questo tende a rallentare o alla fine fermare la crescita economica. La mancanza di crescita economica alla fine condiziona i prezzi di borsa, visto che i prezzi delle azioni presuppongono che la vendita dei propri prodotti continuerà a crescere all'infinito.

b. Se i lavoratori possono permettersi di meno, un articolo che è sempre più fuori portata è una casa più costosa. Di conseguenza, i prezzi delle abitazioni tendono a stagnare o a crollare con salari stagnanti e prezzi di combustibili e metalli in aumento. Il governo può in qualche modo risolvere il problema con bassi tassi di interesse e più vendite commerciali – è questa la ragione per la quale il problema è in gran parte rientrato.

c. Se i lavoratori trovano i propri salari inadeguati, ed alcuni vengono licenziati, ricadono sempre di più sui servizi governativi. Questo lascia i governi con la necessità di pagare di più in assistenza senza poter raccogliere tasse sufficienti. Così i governi alla finiscono per avere problemi finanziari, se i costi di estrazione di combustibili e metalli crescono più rapidamente di quanto possa essere compensato dall'innovazione, come è accaduto dal 2002.

7. Un mondo finito significa che il bisogno di debito continua ad aumentare e allo stesso tempo la capacità di ripagare il debito comincia a crollare. I lavoratori trovano che beni come le automobili siano sempre più al di là delle loro capacità di pagarle, perché i prezzi delle auto sono condizionati dall'aumento del costo dei metalli e dei combustibili. Di conseguenza, i livelli di debito devono aumentare per comprare quelle auto. I governi trovano di aver bisogno di più debito per pagare tutti i servizi promessi a lavoratori sempre più poveri. Anche le aziende energetiche trovano una necessità di altro debito. Per esempio, secondo il Wall Street Journal di oggi:

Lo scorso anno, 80 grandi aziende energetiche in Nord America hanno speso un totale di 50,6 miliardi di dollari in più di quanto hanno incassato dalle loro operazioni, secondo i dati di S&P Capital IQ. Quel deficit era tre volte quello del 2011 e quattro volte quello del 2010. 

Mentre il bisogno di debito aumenta, la capacità di ripagarlo sta crollando. I redditi voluttuari dei lavoratori sono in ritardo a causa degli alti prezzi dei combustibili e dei metalli di oggi. I governi trovano difficile alzare le tasse. Le aziende di combustibili e metalli trovano difficile alzare i prezzi a sufficienza per finanziare le operazioni al di fuori del flusso di cassa. In definitiva (cosa che potrebbe non essere in un futuro non troppo lontano) questa situazione deve giungere ad un triste finale.


Figura 4. Ripagare i prestiti è facile in un'economia in crescita, ma molto più difficile in un'economia in contrazione.

I governi possono coprire questo problema per un po', con tassi di interesse super bassi. Ma se i tassi di interesse dovessero mai salire ancora, il loro aumento è probabile che porti ad un enorme default del debito e a grandi fallimenti finanziari a livello internazionale. Ciò accade perché tassi di interesse più alti portano alla necessità di tasse più alte e perché tassi di interesse più alti significano che acquisti come case, automobili e nuove fabbriche diventano meno accessibili. I tassi di interesse in aumento significano anche che il prezzo di vendita delle obbligazioni esistenti crollano, creando potenzialmente problemi finanziari per banche e compagnie di assicurazione.

8. Il fatto che il mondo sia finito significa che la crescita economica dovrà rallentare e alla fine fermarsi. Stiamo già assistendo ad un crescita economica rallentata nelle parti del mondo che hanno assistito ad una diminuzione del consumo di petrolio (Unione Europea, Stati Uniti e Giappone), anche se il resto del mondo ha visto aumentare il proprio consumo di petrolio.


Figura 5. Consumo di petrolio basato sulla Revisione Statistica dell'Energia Mondiale della BP.

I paesi che hanno cali particolarmente accentuati nel consumo di petrolio, come la Grecia (Figura 7 sotto), hanno avuto avuto cali particolarmente accentuati nella propria crescita economica, mentre i paesi con rapidi aumenti di consumo di petrolio a di altre forme di energia, come la Cina mostrata nella Figura 2, hanno mostrato una rapida crescita economica.


Figura 6. Consumo di petrolio della Grecia, sulla base dei dati IEA.

Il motivo per cui stiamo già arrivando ad avere difficoltà col consumo di petrolio è perché per il petrolio stiamo raggiungendo i limiti di un mondo finito. Abbiamo già tirato fuori gran parte del petrolio facile da estrarre e quello che rimane è più costoso e lento da estrarre. La produzione mondiale di petrolio non sta crescendo tanto velocemente nel totale e i prezzi devono essere alti per coprire gli alti costi di estrazione. Qualcuno deve essere lasciato fuori. I paesi che usano una grande percentuale di petrolio nel proprio mix energetico (come la Grecia, col suo settore turistico) trovano che i prodotti che producono sono troppo costosi nel mercato mondiale. I paesi che usano principalmente carbone (che è meno caro) come la Cina, hanno un enorme vantaggio di costo in un mondo che compete sui costi.

9. Il fatto che il mondo sia finito è stato omesso praticamente da ogni modello che prevede il futuro. Questo significa che i modelli economici sono praticamente tutti sbagliati. I modelli prevedono generalmente che la crescita economica continuerà all'infinito, ma questo non è realmente possibile in un mondo finito. I modelli non considerano nemmeno il fatto che la crescita economica sarà ridimensionata nelle economie evolute. Anche i modelli sul cambiamento climatico comprendono un consumo futuro di combustibili fossili esagerato, in entrambi i loro scenari standard e nei loro scenari di “picco del petrolio”. Ciò è conveniente per i legislatori. I limiti del petrolio fanno paura perché indicano un possibile problema a breve termine. Se un modello di cambiamento climatico indica una necessità di ridimensionare l'uso futuro di combustibili fossili, questi modelli danno invece al legislatore un problema più lontano di cui parlare.

10. Anche le relazioni economiche più fondamentali tendono ad essere stimate male in un mondo finito. E' comune che gli economisti guardino alle relazioni che funzionavano in passato e presumano che relazioni simili funzioneranno anche adesso. Per esempio, ai ricercatori piace guardare quanto debito una economia può permettersi rispetto al PIL o quanto debito si può permettere un'azienda. Il problema è che la quantità di debito che un'economia o un'azienda possono permettersi si contrae drammaticamente al contrarsi dei tassi di crescita economica, a meno che il tasso di interesse sia estremamente basso. Un altro esempio; gli economisti credono che prezzi più alti porteranno a dei sostituti o ad una riduzione della domanda. Sfortunatamente, non hanno mai smesso di considerare che la riduzione della domanda per un prodotto energetico potrebbe avere un impatto avverso grave  sull'economia – per esempio, potrebbe significare che molti posti di lavoro in meno siano inevitabili, Meno posti di lavoro significano meno domanda (o accessibilità), ma è proprio quello che si desidera? Gli economisti sembrano anche credere che i prezzi dei prodotti petroliferi continueranno ad aumentare finché non raggiungeranno il livello di prezzo dei sostituti. Se le persone sono più povere, non è proprio così, come detto prima.

11. Oltre a quelli di prodotti energetici e metalli ci sono molti altri limiti che sono un problema in un mondo finito. C'è già una disponibilità inadeguata di acqua potabile in molte parti del mondo. Questo problema può essere risolto con la desalinizzazione, ma fare questo è costoso e sottrae risorse da altri usi. La terra coltivabile in un mondo finito è soggetta a limiti. Il suolo è soggetto ad erosione e la sua qualità si degrada se viene trattato male. Il cibo dipende da petrolio , acqua, terra coltivabile e qualità del suolo, quindi raggiunge rapidamente i limiti se uno qualsiasi di questi input viene disturbato. Gli insetti impollinatori, come le api, sono a loro volta importanti. Probabilmente il problema più grande in un mondo finito è quello di una popolazione troppo grande. Prima venisse introdotto l'uso dei combustibili fossili, il mondo era in grado di sfamare solo 1 miliardo di persone. Non è chiaro se sia possibile sfamarne la stessa quantità oggi, senza combustibili fossili. La popolazione mondiale è oltre i 7 miliardi.

Ora ci troviamo in un mondo finito

A questo punto, il problema di raggiungere i limiti in un mondo finito si è trasformato principalmente in un problema finanziario. I governi ne sono particolarmente condizionati. Sentono di aver bisogno di prendere in prestito quantità sempre maggiori di denaro per fornire i servizi promessi ai propri cittadini. Il debito è un problema enorme, sia per i governi sia per i singoli cittadini. I tassi di interesse devono rimanere molto bassi di modo che l'attuale sistema “stia insieme”. I governi o sono inconsapevoli della vera natura dei loro problemi o fanno qualsiasi cosa si in loro potere per nascondere la vera situazione ai suoi elettori. I governi si affidano agli economisti per consigli su cosa fare in futuro. I modelli degli economisti fanno un vero e proprio lavoraccio nel rappresentare il mondo di oggi, quindi forniscono una guida poco utile. Il modo fondamentale per affrontare i limiti sembrano essere le “soluzioni” dettate dalla preoccupazione per il cambiamento climatico. Queste soluzioni sono dubbio beneficio quando si tratta di limiti reali di un mondo finito, ma fanno sembrare che i politici facciano qualcosa di utile. Forniscono anche un flusso continuo di introiti alle istituzioni accademiche e alle aziende “verdi”. Il pubblico è stato placato da ogni sorta di storie fuorvianti su come il petrolio da scisto sarà una soluzione. L'alleggerimento quantitativo - Quantitative Easing (usato dai governi per abbassare i tassi di interesse) ha temporaneamente permesso alle borse di volare e ai tassi di interesse di rimanere piuttosto bassi. Quindi, superficialmente, tutto sembra perfetto. La questione è quanto durerà. I tassi di interesse aumenteranno e rovineranno la felice situazione? O sarà un altro problema finanziario (per esempio, un problema di debito in Europa o in Giappone) a far cadere il castello di carte? O il problema finale sarà un declino dell'offerta di petrolio, forse causato dal raggiungimento dei limiti del debito di aziende di petrolio e gas? Il 2014 sarà un anno interessante. Teniamo le dita incrociate rispetto a come andranno le cose. E' surreale quanto siamo vicino ai limiti senza che nei media prenda piede quello che è il vero problema.



29 commenti:

  1. Troppo elementare e chiaro - direi ovvio - affinché molte persone lo possano accettare.
    Economistastri, politicanti, il_bobbolo, e demagoghi tutti,i vari sacerdoti delle crescite, gli apologeti del debito, tecnoteisti zeloti, consumisti moltiplicantisi ...
    Essere riportati alla realtà dei limiti è per le loro credenze, le loro ideologie, il "peggior peggio possibile" che eviteranno come il fumo negli occhi conducendo il pianeta al Grande Collasso.

    RispondiElimina
  2. Scusate, so che e' fuori tema, ma dal bog the archdruid report ho scoperto che Mike Ruppert, quello del blog "from the wilderness", quello che mi fare fosse scappato all'estero perche' affermava di essere perseguitato dai servizi segreti USA per le sue accuse al governo per il caso 9/11 (lui parlava e scriveva di auto-attentato) e che e' stato anche uno dei primi blogger a parlare della question peak oil, ora alla fine si e' suicidato. Pace alla sua anima tormentata.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. http://transitionitalia.wordpress.com/2014/04/21/la-centesima-scimmia-omaggio-a-mike-ruppert/

      Elimina
    2. L'ho conosciuto personalmente a una conferenza sul picco del petrolio. Mi era parso una brava persona; pace all'anima sua.

      Elimina
  3. La Tveber sostiene alcune verità, ma imho vi mescola ragionamenti errati dal punto di vista economico (ad es. il rapporto causa-effetto tra crisi greca e diminuzione dei consumi di petrolio è invertito) e conclusioni troppo generiche e precipitose.
    Che la terra sia un sistema fisico finito e che quindi una crescita infinita all’ interno di tale sistema sia impossibile è vero.
    Però occorre notare che dal punto di vista termodinamico il nostro globo in pratica (vabbe’ a rigori no, a causa delle tonnellate di polveri spaziali che arrivano ogni giorno, le quali però sono una percentuale trascurabile rispetto alla massa del pianeta) è un sistema chiuso (ossia scambia energia con l’ esterno ma non materia). Tutta la biosfera (che è “parecchia roba”) vive riciclando su cicli più o meno lunghi gli elementi usati per montare/smontare le molecole organiche (fondamentalmente C,O,H,N,P,S e pochi altri) sfruttando soprattutto l’ energia solare, anche indirettamente.
    Noi esseri umani per millenni fino all’ inzio dell’ 800 ci siamo sviluppati inseriti in questo sistema “naturale” utilizzando come fonte energetica primaria il legno (fonte rinnovabile se gestita bene e collegata tramite la fotosintesi all’ energia in arrivo dal sole) e i biocombustibili.
    Poi con la crescente industrializzazione ed il conseguente boom demografico (che ci ha portato da 1 miliardo a 7 in due secoli)
    prima abbiamo sostituito il legno con il carbone (fonte NON rinnovabile) (gradualmente, visto che all’ inizio del ‘900 il rapporto era circa 1:1)
    poi, soprattutto a partire dalla WWII siamo saliti su un ripido picco di crescita dei consumi energetici aggiungendo (ma non sostituendo) al carbone petrolio e gas naturale (altre fonti NON rinnovabili).

    Oggi le 13 Gtep di energia che l’ umanità usa sono all’ 80% (più o meno con un 30-30-20 di suddivisione) dovute alle fonti fossili (in sostanza energia solare immagazzinata dagli organismi nelle ere geologiche passate).
    Ma esse NON sono facilmente rimpiazzabili con fonti rinnovabili e
    questo è un problema meglio IL problema
    con in più la crescita demografica che lo accentua e con pesanti effetti negativi non previsti ma ormai chiari a livello di cambiamento climatico globale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ogni problema è anche un'opportunità

      Elimina
    2. Sì generalmente è possibile avere questo tipo di atteggiamento ottimistico (soprattutto se il problema è di un altro o "degli altri)" tutto sommato mi sembra anche condivisibile.
      Peccato che sapere che un problema sia anche un' opportunità
      non aiuta a risolverlo.

      Elimina
  4. We are burning the ancient sunlight, baby,
    just burning the ancient sunlight

    RispondiElimina
  5. sbirciando nel sito della Banca d'Italia mi sono accorto che abbiamo nel conto finanziario un saldo attivo di oltre 400 mld a trimestre. Per tutti i trimestri!!!? Attiriamo così tanti capitali, che la crisi ci fa un baffo. Difatti il problema non sono gli economisti o la finanza, che sanno come riempirci di soldi, ma, come dice l'IEA, le compagnie petrolifere che non sanno come darci tutto il petrolio che vogliamo. Propongo di mettere i banchieri a cercare il petrolio, tanto peggio di così non può andare. Anche il mio nonno, quando la partita a carte al bar, si metteva male, soleva dire: "Siamo iti". Ma lui contro gli austro-ungarici la sua guerretta l'aveva vinta, mentre il mio babbo che era dovuto scappare a gambe levate l'8 settembre, diceva: "Al peggio non c'è mai fine".

    RispondiElimina
  6. Mah. Tutto giusto, però a me sembra che sia un visione molto americana. Qui da noi non mi pare che lo stato faccia fatica a raccogliere nuove (soprattutto nuove) tasse e che debba dare più aiuti ai cittadini. Se ognuno di noi si mette a ricordare quali erano i servizi e quali le tasse nei decenni passati e come siamo messi oggi, in particolare dal governo del sen. Monti, che ha salvato l'Italia, in poi. mi sembra che l'unica cosa che lo stato nostrano sia capace di fare è inventarsi tasse e inventarsi riduzioni di servizi utili (su quelli inutili invece è meno estroso).

    Guido

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Per cui, secondo lei, il picco delle risorse è una visione americana della situazione? Complimenti per l'attenta lettura del post. Con il suo illuminato commento, possiamo ritenere superato anche il picco dei cervelli.

      Buona serata
      Filippo

      Elimina
    2. Monti ha salvato l'Italia?????? Ma cosa ti sei bevuto???? Monti ha dichiarato ufficialmente che è riuscito a "DISTRUGGERE LA DOMANDA INTERNA"!!!!! E questo signore secondo te ha salvato l'Italia???? Sta salvando i paesi nordici, povero Troll!

      Elimina
    3. Distruggere (?) la domanda interna.
      Qualche punto percentuale in meno è "distruzione"?
      Vogliamo tornare ad apologizzare la ripresa dei consumi(smi)? La crescita?
      Faccio solo due esempi: la devastazione dovuta al tumore edilizio si è molto ridotta solo con "la distruzione della domanda interna".
      Inizio a vedere qualche persona in più in bici o in treno solo con la " la distruzione della domanda interna".
      W la " la distruzione della domanda interna"!!

      Elimina
  7. la Tverberg è bravissima nelle analisi e come studiosa del mondo economico la considero seconda solo alla Foss..
    c'è da dire che a volte mi capita di leggere post dove i problemi si preannunciano piuttosto imminenti (arco temporale di mesi..) alternati a post piuttosto 'possibilisti', con 'sguradi' di raggio ampio..non decennale ma quasi..
    questo aspetto può, potenzialmente, spiazzare l'utente che si avvicina allo studio dell'economia in maniera 'aperta' e collegata con l'aspetto (ignorato da molti) della finitezza delle risorse e quindi del pianeta..ma nulla più..
    un saluto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. gli orizzonti temporali sono in genere brevi se si parla di finanza, e piu lunghi se si parla di economnia di base.

      Elimina
  8. La Tveberg presenta molti dati interessanti e difficili da trovare da altre fonti (il grafico sull' andamento di consumi energetici cinesi è esemplare secondo me) ma come economista mi pare un po' debole.

    Da un lato mette nello stesso calderone debito privato (oltre tutto trattando debiti finanziari allo stesso modo dei debiti dovuti ad investimenti produttivi) e debito pubblico dall' altro non capisce che mentre il consumo di risorse non rinnovabili è costantemente sbilanciato a livello globale il debito del mondo è a somma zero . Ossia per ogni "pezzo di carta" emesso come titolo a debito esiste concretamente (magari alla fine di una sequenza più o meno lunga di scambi tra "pezzi di carta") un creditore che ha speso soldi per comprare il debito. E certo non lo ha fatto per sport ma perchè si aspetta (e nel far ciò rischia i suoi soldi) di ricevere un tasso di interesse per un po' di tempo ed alla fine di ricevere indietro il capitale (ma questa è un' aspettativa, non una certezza).
    Riguardo al "quantitative easing" è stato un modo concreto per trasformare debito privato in debito pubblico permettendo ai possessori di debiti incapaci di ripagarli di appiopparli allo Stato americano. Ovviamente questa scelta non è stata effettuata a casaccio ma per evitare all' economia USA gli errori compiuti nel 1929 con la grande depressione succeduta alla recessione proprio per questi errori (di allora). Il fatto che sfugge alla Tveberg, molto ameri-centrica, è che tale "soluzione" (parziale fin che si vuole ma efficace) NON è generalizzabile. Infatti non in tutto il mondo i tassi di interesse sono rimasti bassi come negli USA. E noi italiani lo sappiamo bene perchè abbiamo visto a nostre spese come si siano impennati a fine 2011 (grazie all' incapacità di Tremonti/Berlusconi e compagnia di giro negli anni precedenti) e come per abbassarli faticosamente a livelli gestibili il cattivone di turno (Monti) abbia dovuto (ed era una necessità nonostante le fregnacce dei politicanti di destra e di sinistra) intervenire pesantemente mettendole le mani nelle tasche dei contribuenti.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. I crediti-debiti del mondo non sono a somma zero. Quando viene stampata una moneta o quando viene concesso un mutuo viene creato un "credito" sula ricchezza futura producibile con quel denaro o con quel mutuo. E' questa ricchezza futura producibile che da "credito" a quel denaro o a quel mutuo (in sè stesso il denaro non è che un foglio di carta ed il mutuo non è che una scrittura contabile). Se però si crea più denaro o mutui della ricchezza futura producibile, allora quel denaro e quei mutui non hanno più "credito", nel senso che non esiste più la possibilità FISICA di trasformarli in ricchezza nella proporzione intesa quando essi sono stati emessi. Il gioco quindi non è a somma zero: il fatto è che noi ci siamo indebitati con il futuro (nel senso di ricchezza futura producibile) e per tornare in equilibrio dobbiamo riprezzare le nostre aspettative

      Elimina
    2. Credo che tu confonda ricchezza "economica" con ricchezza "fisica".
      La prima può eccedere di molto la seconda (vuol dire che la moneta cartacea aumenta nominalmente il valore ma in realtà come mezzo di scambio per ottenere beni e servizi reali anche se raddoppia o centuplica non aumenta di valore "fisico").
      Putroppo il fatto che i crediti-debiti globali siano a somma zero significa che milioni di creditori (in genere piccoli risparmiatori) hanno perso soldi affidandoli senza saperlo a debitori insolventi, i quali nel grade gioco finanziario globalizzato si sono arricchiti a spese loro .

      Elimina
  9. la QE continuerà finché i risparmiatori avranno fiducia nella QE. Quando scopriranno che è un castello di carta allora cadrà tutto.

    RispondiElimina
  10. Caro anonimo, che succede se uno si mette a fare debiti usando come sottostante dei crediti che ha presso qualcun altro? Non e' che stiamo generando dei debiti usando altri debiti?

    E com'e' che il nozionale di tutta la cartaccia che gira nel mondo e' quantificata in qualcosa come 700.000 miliardi di dollari, mentre il pil mondiale (sarebbe a dire, economia vera) si stima a circa 50.0000 ? Non e' che se viene giu' la prima si azzera pure la seconda? E se si azzera la seconda, che succede?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Succede, ma credo che tu te ne sia accorto, che prima o poi la bolla scoppia e i grandi debitori privati non pagano i propri debiti (too big to fail) ma li scaricano sugli Stati. Ossia li fanno pagare ai popoli (quelli della propria Nazione se questa come l' Italia non è abbastanza potente e deve pure fronteggiare un debito pubblico accumulatosi negli anni, oppure quelli del resto del mondo, se la Nazione come gli USA è abbastanza potente da far pagare parte dei propri debiti agli altri).

      Riguardo alla cartaccia può essere 700T$ o 7000E$ o quanto vuoi a livello "nominale", ma resta cartaccia.
      Il PIL mondiale invece continua a crescere (vedi dati negli ultimi decenni), perchè la popolazione aumenta, come la produzione di beni e servizi ed i consumi di energia e materie prime che li sorreggono "fisicamente".
      E' un' altra storia.

      Elimina
  11. infatti abbiamo stati super indebitati, famiglie super indebitate, e aziende super indebitate, inoltre le banche di giappone e usa hanno inondato il mercato di moneta virtuale, per salvare banche e gli stessi stati, la crescita mondiale sta rallentando, (interessante il caso cinese), ripeto finché ci sarà fiducia nella solvibilità del dollaro e dello yen il mondo di carta potrà stare in piedi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ha molto senso fare di ogni erba un fascio.
      Ad esempio il Giappone ha sì un debito pubblico altissimo (molto oltre al 200%) ma è interno al Paese: in pratica sono i Giapponesi a prestare soldi (a tassi bassi, tra l' altro) allo Stato.
      Invece gli USA, per diversi motivi, con il dollaro appioppano i propri debiti alle altre Nazioni più deboli o interessate, come la Cina, a incamerarli un po' per tenersi i guadagni colossali del commercio bilaterale.
      Le famiglie poi non sono tutte indebitate e se ci pensi bene alcune di quelle indebitate stanno meglio di quelle senza debiti, per quanto suoni strano.
      Confronta infatti una famiglia con un mutuo di 600 euro al mese (ed un debito diciamo di 100mila per una casa che vale il triplo già pagata per 2/3) e degli introiti mensili da 4000 euro (2 che lavorano) con una senza debiti che deve pagare 600 euro di affitto con un solo stipendio da 1500 euro.
      Riguardo alla Cina, beh pensare che possa crescere sempre al 9-10% è insensato, però il loro rallentamento al 7-7.5% sarebbe una crescita eccezionale non solo per noi ma per moltissime Nazioni nel mondo.

      Elimina
  12. chissà come si stanno sbellicando dalle risate i capi di politica e finanza a sentire parlare così i commentatori di PIL, debiti, crediti. Di sicuro penseranno che con tali marpioni possono stare sicuri per altri mille anni. Mi ricordano le risate che da Wall street si facevano alle spalle di quel movimento, che non ricordo bene come si chiamasse, qualche anno fa. Comunque se il tempo è galantuomo avevano ragione a ridere, perchè a WS sono sempre lì e quelli che manifestavano sono "iti", come diceva mio nonno quando perdeve a carte.

    RispondiElimina
  13. ah, si chiamava occupy wall street. Ma che c...arini. E pensare che quando si scontravano celerini e extraparlamentari rivoluzionari, si vedevano volare a 10 m sopra la linea dello scontro elmetti, bastoni, manganelli, scudi, pietre e lacrimogeni che sfrecciavano da tutte le parti ad altezza d'uomo. Probabilmente è per le botte che hanno preso quei valorosi, dimostranti e poliziotti insieme negli anni 70, se oggi viviamo ancora bene, ma domani?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Veramente i "carini" stanno tutti in carcere, pace all'anima loro...

      Elimina
  14. @ mago

    "sbirciando nel sito della Banca d'Italia mi sono accorto che abbiamo nel conto finanziario un saldo attivo di oltre 400 mld a trimestre"

    Ma parli della Bilancia dei Pagementi con l'estero? Non saranno nel caso 400 milioni e non miliardi?

    RispondiElimina
  15. si tratta di cifre in mln, dell'ordine di 2.307.437, quindi 2307, 437 mld e erano nella tavola dei saldi del conto finanziario della bilancia dei pagamenti, che è composta da conto finanziario e conto corrente. Che però oggi è stata rimossa!!!! Il grande fratello funziona bene. Sicuramente senza quel mostruoso attivo saremmo un povero paese del 3° mondo, ma fino a quando faremo i signori senza essercelo guadagnato? Te lo dico io: finchè ci sarà abbastanza energia, più che altro oil, da buttare in cavolate pazzesche, con gran sbandieramenti e bande musicali al seguito, come quelli che stanno passando nelle strade di tutt'Italia.

    RispondiElimina
  16. "Probabilmente il problema più grande in un mondo finito è quello di una popolazione troppo grande"

    Completamente d'accordo (ma solo se si toglie la parola "probabilmente") ... e allora?

    RispondiElimina