Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 8 aprile 2014

L'assurdità delle esportazioni del gas naturale statunitense

Comunque, sono tutti talmente convinti che con la rivoluzione dello shale il gas sarà abbondante nei secoli dei secoli, che non c'è proprio verso di farli ragionare....  (UB)


Da “Our Finite World”. Traduzione di MR

Di Gail Tverberg

Quiz:

1. Quanto gas naturale stanno attualmente estraendo gli Stati Uniti?

(a) A malapena sufficiente per soddisfare i propri bisogni
(b) Abbastanza da permettere molte esportazioni
(c) Abbastanza da permettere un po' di esportazioni
(d) Gli Stati Uniti sono importatori di gas naturale

Risposta: (d) Gli Stati Uniti sono importatori di gas naturale e lo sono da molti anni. La EIA prevede che per il 2017 saremo finalmente in grado di soddisfare le nostre necessità di gas naturale.


Figura 1. Storia recente del gas naturale statunitense e previsione, basate sulla Panoramica della Prima Pubblicazione della Prospettiva Annuale sull'Energia della EIA del 2014

Infatti, quest'ultimo anno, con un inverno più freddo, abbiamo avuto il problema dell'eccessivo quantità di prelievo dai depositi.


Figura 2. Grafico della EIA che mostra il gas naturale in deposito, confrontato con la media su cinque anni, da Rapporto settimanale sui depositi di gas naturale.

Si discute persino del fatto che al livello basso di deposito e agli attuali tassi di produzione, potrebbe non essere possibile sostituire completamente il gas naturale nei depositi prima del prossimo autunno.

2. Quanto gas naturale pensano di esportare gli Stati Uniti?

(a) Una piccola quantità, meno del 5% di quanto viene attualmente prodotto.
(b) Circa il 20% di quanto viene attualmente prodotto.
(c) Circa il 40% di quanto viene attualmente prodotto.
(d) Oltre il 60% di quanto viene attualmente prodotto.

La risposta esatta è (d). Oltre il 60% di quanto viene attualmente prodotto. Se guardiamo le richieste di esportazioni di gas naturale trovate sul sito Web energy.Gov, scopriamo che le richieste per le esportazioni totalizzano 42 miliardi di piedi cubici al giorno (1 piede cubico = 0.028317 m³), gran parte delle quali sono state già approvate.* Questo in confronto alla produzione di gas naturale degli Stati Uniti del 2013 di 67 miliardi di piedi cubici al giorno. Infatti, se le compagnie che si sono presentate per le esportazioni costruissero gli impianti in, diciamo, 3 anni e venisse aumentata leggermente la produzione di gas naturale, potremmo essere lasciati con meno della metà dell'attuale produzione di gas naturale per il nostro uso interno.

*Questo è il mio calcolo della somma, uguale a 38,51 miliardi di piedi cubici al giorno per le richieste della Free Trade Association (e richieste combinate) e 3,25 per le richieste non a libero mercato.

3. Di quanto è previsto che cresca il fabbisogno di gas naturale degli Stati Uniti per il 2030?

a. Nessuna crescita
b. 12%
c. 50%
d. 150%

Se crediamo che alla EIA, ci si aspetta che il fabbisogno di gas naturale degli Stati Uniti sia crescita di solo il 12% fra il 2013 e il 2030 (risposta (b)). Per il 2040 ci si aspetta che il consumo di gas naturale sarà del 23% più alto che nel 2013. Questo è leggermente sorprendente per diverse ragioni. La prima; stiamo parlando di ridimensionare l'uso del carbone per fare elettricità ed usiamo quasi tanto carbone quanto gas naturale. Il gas naturale è un'alternativa al carbone per questo scopo. Inoltre, la EIA si aspetta che la produzione di petrolio degli Stati Uniti cominci a calare dal 2020 (Figura 3, sotto), quindi logicamente, potremmo volere usare il gas naturale anche come combustibile per il trasporto.


Figura 3. Edizione anticipata della previsione petrolifera della Panoramica Energetica Annuale degli Stati Uniti del 2014.

Attualmente usiamo più petrolio che gas naturale, quindi questo cambiamento potrebbe teoricamente portare ad un aumento dell'uso del gas naturale del 100% o più. Molti impianti nucleari che abbiamo ora in servizio dovranno essere sostituiti nei prossimi 20 anni. Se li sostituiamo col gas naturale anche in questo settore, questo spedirebbe ulteriormente l'uso del gas naturale da parte degli Stati Uniti. Quindi, le previsioni della EIA per il fabbisogno di gas naturale degli Stati Uniti appaiono essere un po' “leggere”.

4. Come si accorda la crescita di produzione di gas naturale con la crescita di altri combustibili degli Stati Uniti secondo la EIA?

(a) Il gas naturale è il solo combustibile che mostra una crescita
(b) Le rinnovabili crescono molto di più del gas naturale
(c) Tutti i combustibili stanno crescendo

La risposta è (a). Il gas naturale è il solo combustibile che mostra una crescita di produzione da adesso al 2040. La figura 4 sotto mostra il grafico della EIA dalla sua edizione anticipata della Panoramica Energetica Annuale che mostra la produzione attesa per tutti i tipi di combustibile.


Figura 4. Previsione di produzione per fonte degli Stati Uniti, dall'edizione anticipata della Panoramica Energetica Annuale della EIA del 2014.

Il gas naturale è praticamente la sola area di crescita, che cresce dal 31% dell'energia totale prodotta nel 2012 al 38% del totale della produzione energetica degli Stati Uniti del 2040. Le rinnovabili sono attese in crescita dal 11% al 12% del totale della produzione energetica degli Stati Uniti (probabilmente perché per la maggioranza è idroelettrico e questo non cresce gran ché). Tutti gli altri combustibili, compreso il petrolio, sono attesi in contrazione come percentuale della produzione totale di energia fra il 2012 e il 2040.

5. Qual è il percorso previsto dei prezzi del gas naturale?

(a) In lieve crescita
(b) In aumento rapido
(c) Dipende a chi chiedete

Dipende a chi chiedete: Risposta (c). Secondo la EIA, i prezzi del gas naturale dovrebbero rimanere molto bassi. La EIA fornisce una previsione dei prezzi del gas naturale per i produttori di elettricità, da cui possiamo stimare i prezzi stimati attesi alla bocca di pozzo (Figura 5).


Figura 5. Previsione della EIA dei prezzi del gas naturale usato per produrre elettricità dall'edizione anticipata della Panoramica Energetica Annuale della EIA del 2014, insieme alle mie previsioni di prezzi alla bocca di pozzo corrispondenti (quelle del 2011 e del 2012 sono le quantità reali, non delle previsioni).

In questa previsione, i prezzi alla bocca di pozzo rimangono al di sotto dei 5, 00 dollari fino al 2028. Le compagnie elettriche guardano a queste previsioni di prezzi bassi e ipotizzano di dover pianificare un aumento della produzione di elettricità da gas naturale.

La trappola – e la ragione di tutte le esportazioni di gas naturale – è che gran parte dei produttori di gas di scisto non possono produrre gas naturale ai recenti livelli di prezzo. Hanno bisogno di livelli di prezzi molto più alti per fare soldi col gas naturale. Vediamo un articolo dopo l'altro su questo tema: da Rivista del petrolio e del gas naturale; da Bloomberg; dal Financial Times. Il Wall Street Journal ha citato Rex Tillerson della Exxon che diceva “Stiamo perdendo tutti anche le mutande oggi. Non facciamo un soldo. E' tutto in rosso”.

Perché tutte queste esportazioni di gas naturale se non abbiamo tanto gas naturale e la parte del gas di scisto (che è la sola parte con molto potenziale di crescita) è così poco redditizia? La ragione di tutte queste esportazioni è quella di spingere in alto i prezzi che i produttori di gas di scisto possono ottenere per il loro gas. Questo deriva in parte dall'idea di alzare i prezzi negli Stati Uniti inviandone una parte eccessiva oltremare) e in parte cercando di avvantaggiarsi dei prezzi più alti in Europa e Giappone.


Figura 6. Confronto dei prezzi del gas naturale basato su dati del “Foglio Rosa” della Banca Mondiale.  Include anche il Foglio Rosa del prezzo mondiale del petrolio su basi analoghe.

Ci sono diversi trucchi in tutto questo. Buttare enormi quantità di gas naturale sul mercato mondiale dell'esportazione è probabile faccia precipitare il prezzo di vendita del gas naturale oltreoceano, proprio come buttare gas di scisto nei mercati statunitensi ha fatto precipitare i prezzi qui (e fuorviato alcune persone, facendo sembrare che la produzione di gas di scisto sia economica). La quantità di capacità di esportazione dl gas naturale che è in via di approvazione è enorme: 42 miliardi di piedi cubici al giorno. L'Unione Europea importa soltanto circa 30 miliardi di piedi cubici al giorno da tutte le fonti. Questa quantità non è aumentata dal 2005, anche se la produzione di gas naturale della UE è diminuita. Le importazioni del Giappone ammontavano a 12 miliardi di piedi cubici al giorno di gas naturale nel 2012, quelle della Cina a circa 4 miliardi di piedi cubici. Quindi, in teoria, se ci proviamo con molta forza, potrebbe esserci posto per dar via i 42 miliardi di piedi cubici al giorno di gas naturale – ma ci vorrebbe uno sforzo enorme.

Ci sono anche altri problemi coinvolti. I paesi che importano enormi quantità di gas naturale costoso non se la passano bene finanziariamente. Non saranno in grado di permettersi di importare molto altro gas naturale costoso. Infatti, una grande parte della ragione per cui non se la passano bene finanziariamente è perché pagano tanto per il gas (e il petrolio) che importano. Se gli Stati Uniti dovesse pagare quei prezzi alti per il gas naturale (anche se se lo produce da sé), non se la passerebbero tanto bene finanziariamente nemmeno loro. In particolare, le aziende che producono beni con l'elettricità da gas naturale costoso troveranno che i beni che producono non sono competitivi coi beni fatti con combustibili più economici (carbone, nucleare o idroelettrico) nel mercato mondiale. Questo è un problema, che il paese produca da solo il gas naturale costoso o che lo importi. Quindi il problema non è un problema di importazione del combustibile; è un problema di combustibile costoso.

Un altro problema è che con il gas di scisto siamo dei produttori cari. C'è molta produzione di gas naturale nel mondo, in particolare in Medio Oriente, che è più economica. Se aggiungiamo il nostro alto costo del gas di scisto all'alto costo dell'inviare via nave a lunga distanza il Gas Naturale Liquefatto (GNL) attraverso l'Atlantico o il Pacifico, saremo sicuramente i produttori più cari. Altri produttori con costi inferiori (anche produttori di gas di scisto locali) possono tagliare i nostri prezzi. Così al massimo quelli che spediranno oltremare il GNL è probabile che facciano profitti mediocri. E sembrerebbe esserci una grande tentazione di creare problemi, di incoraggiare l'Europa a comprare le nostre esportazioni di gas naturale, piuttosto che quelle della Russia. Naturalmente, la nostra capacità di fornire questo gas naturale non è del tutto chiara. Costituisce una bella storia con un bel po' di “se” coinvolti: “Se possiamo realmente estrarre questo gas naturale. Se il prezzo può davvero salire e rimanere alto. Se si può aspettare abbastanza a lungo”. La storia fa sembrare gli Stati Uniti più ricchi e potenti di quanto siano realmente. Possiamo persino fingere di offrire aiuto all'Ucraina. Forse la conseguenza migliore sarebbe se praticamente niente di questa capacità di esportazione del gas naturale venga mai costituita – approvazione o non approvazione. Se è davvero possibile tirar fuori il gas naturale, ne abbiamo bisogno qui, piuttosto. Oppure lasciatelo nel sottosuolo.



10 commenti:

  1. in fig. 12 la eia prevede un consumo statunitense di 18mln di b/d nel 2040 e la iea nel suo WEO una produzione mondiale limitata, senza grossissimi investimenti, che già calano, a 18 mln. Secondo Lei, professore, chi avrà ragione?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Nunc videmus per speculum in aenigmate........

      Elimina
  2. tunc autem facie ad faciem nunc cognosco ex parte tunc autem cognoscam sicut et cognitus su

    RispondiElimina
    Risposte
    1. comunque in tutta questa incertezza una cosa è certa: se l'umanità vivesse secondo lo spirito dell'inno all'amore di S.Paolo, da cui sono tratte queste frasi, non ci sarebbe nessun problema di idrocarburi.

      Elimina
    2. @Mago

      perchè forse sgorgherebbero spontaneamente, come i famosi latte e miele dalla terra?
      Mai accettare la realtà ed i vincoli del ns. stato di esistenza, vero?
      Utopia é il vs. credo e ferocia la sua unica figlia.

      Elimina
    3. era meglio se leggevi l'inno invece di fare il criticone.

      Elimina
  3. Ottima cosa aver tradotto questo post (c'e' qualche trascurabile difetto di traduzione, nel complesso molto ben fatto). Lo avevo letto qualche giorno fa e postato ad altri per la lettura, specie per certe persone che vaneggiavano di "liberarsi dal ricatto Russo" ma mi accorgo che la lingua inglese e' ancora un ostacolo per un sacco di gente.
    Ora potro' linkare questo post invece dell'originale. Se non fosse che sono piuttosto stretto con gli impegni quotidiani, potrei tradurre qualche altro bel post in giro, tipo quelli di John Michael Greer


    La qualita' dei post di Gail e' che l'esposizione e' cosi' chiara e semplice da convincere anche un mulo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Un mulo magari lo convinci, ma un fesso lo escludo.

      Elimina
  4. Io dico che per opposte ragioni, ( spreconi gli usa con le mc houses e trasporto ferroviario nullo, estrema arretratezza tecnologica della Russia, che pure vivono in loculi di 50 m2 con scarsissima coibentazione), entrambi i maggiori produttori di gas, russia ed USA, avrebbero ampi margini per migliorare la propria efficienza interna nell'uso del gas ; occorrerebbero però massicci investimenti e se gli stati uniti dovrebbero entrare in una ottica militare di efficienza energetica, la Russia dove dovrebbe tagliare? Detto questo è vermanete da augurararsi una abbondanza di gas naturale nel mondo ? Altro punto importante: dai grafici risulterebbe che la quantità di gas russo destinata all'esportazione è diminuita negli ultimi 10 anni per aumento della domanda interna; domanda: quanto gas ad uso interno la russia destina alla produzione di energia elettrica ? Noi faremmo meglio ad iniziare un piano di giganteschi investimenti in microdighe e reti locali di energia elettrica autosufficienti collegate con le rinnovabili e disinvestire in maniera programmata nel welfare alla persona, se non troviamo il modo di esportarlo, almeno finchè siamo in grado di prendere decisioni...Altro che sbeffeggiamenti agli USA...

    RispondiElimina
  5. CAro Fra, se usi lo shale, devi pagarlo almeno per far rientrare dalle spese i produttore. Da un sito (del Carbon Research Insitute mi pare) ho letto che al momento stanno rimettendo in perdite il 25% del capitale speso alivello annuo. E" una cifra siderale, un business che rimette il 25% delle spese annue non puo' assoultamente sostenersi a meno di un costante influsso di capitali (investitori e debito). E' chiaramente una bolla.

    perche' i prezzi possano salire, deve ridursi l'offerta? No. Deve aumentare la domanda. Ma con i prezzi dello shale, la domanda non puo' salire. L'economia e' troppo debole per sostenere i prezzi dello shale. Non lo sara' mai. COme dice Gail, il problema non e' la disponibilita', ma il costo. Il gas russo e' economico, quello USA no. E qualsiasi modo di usarlo "piu' efficientemente" non cambiera' di una virgola il fatto che estrarlo costa troppo.

    RispondiElimina