Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 7 aprile 2014

Effetto "Effetto Risorse": il messaggio sembra passare


Vi può incuriosire vedere come aver cambiato nome al blog da "Effetto Cassandra" a "Effetto Risorse" sembra aver dato una notevole spinta alla popolarità del sito. Rispetto a soli pochi mesi fa, abbiamo triplicato il numero di contatti e stiamo continuando a crescere. Il tutto avviene ancora senza uno straccio di SEO o di intervento professionale. (sopra, dati da "statcounter"). Dispiace per la povera Cassandra, che comunque - va detto - pur avendo sempre avuto ragione anche portava un po' di jella.

Ovviamente, comunque, lo scopo di "Effetto Risorse" non è massimizzare il numero di contatti per poi guadagnarci sopra con la pubblicità (che non c'è!). Ma questo incremento di interesse mi fa sperare che ci sia ancora una speranza di dirigere l'attenzione del pubblico e dei decisori politici su quello che è il vero problema del "Sistema Italia": l'esaurimento delle risorse. Meglio detto, il problema sono i ritorni economici decrescenti che derivano dal progressivo esaurimento delle risorse "facili" (e questo include anche la limitata capacità dell'atmosfera di assorbire i prodotti della combustione degli idrocarburi).


Siamo in grado di far passare questo messaggio? Difficile quando tutto il dibattito rimane bloccato su concetti totalmente obsoleti, come quello di "far ripartire la crescita". Ma possiamo almeno provarci e questi risultati con "Effetto Risorse" sono incoraggianti. Stiamo lavorando su una nuova versione del sito, questa volta davvero professionale. Da lì, possiamo cercare di avere un maggiore impatto.

Proseguiamo, e se avete voglia di dare una mano, fatevi vivi. (e notate anche il bottone a destra delle "donazioni"!!)





9 commenti:

  1. Bisogna incominciare la "Maturazione"

    Questa civiltà assomiglia ad un albero di ciliege che vogliono crescere come delle zucche senza mai maturare.L'albero si schianta e nessuno se ne margerà i frutti acerbi.

    Chi farnetica di crescita senza specificare che cosa, quanto e perchè debba e possa crescere, dovrebbe farsi una lunga dormita s'un divano e non mettersi alla guida di un autobus stipato di fiduciosi passeggeri.

    E' sempre irritante dover ammettere d'aver sbagliato, sopratutto quando qualcuno ci ha ripetutamente avvertito che lo stavamo facendo.

    Molto latte è andato versato, sul quale è inutile piangere, ma si può ancora evitare di versare lacrime e amarissime, smettendo di proseguire negli errori fatti e rimediando ad essi.

    L'abuso e lo spreco d'energia fossile e fissile attuato da oltre mezzo secolo, e l'abuso e lo spreco di risorse d'ogni genere che lo ha accompagnato, può essere mantenuto ancora per una generazione, ma al prezzo di un cambiamento molto probabilmente irreversibile e quasi certamente indesiderabile della civiltà umana.
    Per chi non vuole credere a questa affermazione, basta proporgli di giocare ad una roulette russa con un solo proiettile in meno nel tamburo.

    Questo è ciò che giorno per giorno fatti, e non chiacchere da salotto da telegiornale o da bar, ci stanno mostrando e dimostrando con sinistra eloquenza.

    Maturazione è destarsi da stupidi incantesimi, abbandonare sciocche bravate adolescenziali, confortevoli ma vane e malriposte speranze in miracoli soprannaturali, o sempre future e mai attuali scoperte ed invenzioni.
    Molte cose stanno maturando.Facciamo in mondo che prendano Sole.

    Marco Sclarandis

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  2. Io li chiamo le neo religioni, i nuovi stupefacenti che hanno affiancato l'oppio delle menti tradizionali nella distruzione di Gaia.
    Approcci dogmatici, anacronistici, che tendono all'assoluto nello spazio e nel tempo acritici, ostili alla realtà.
    Crescita, tecnoteismo, consumismo, capitalismo, individualismo scemo, sono i nuovi feticci che inquinano le menti e quindi l'agire di masse sempre più sterminate di homo.

    C'è una componente psicologica di transfer, una tensione mai sopita ad un messia salvatore che ti salverà senza nulla cambiare, una tensione così antica che è negli archetipi del pensiero umano.

    La crescita è uno di questi feticci che ha portato alla più grande demenza di massa della storia dell'umanità.
    Peraltro con una forte componente evolutiva, visto che gli homo attuali sono il risultato dei centinaia di migliaia di generazioni nelle quali sono sopravvissuti coloro che si sono riprodotti di più, che sono cresciuti di più.
    Questa componente biologica è quella più difficile da combattere.
    Come osserva Gaia Baracetti "la stessa nostra biologia oppongono resistenza all’idea di decrescere demograficamente, anche se questo è razionalmente desiderabile e necessario. Quindi convincere le persone dell’ovvio e del logico è incredibilmente difficile."

    La consapevolezza è il destarsi da stupidi incantesimi e affrontare qui e ora la realtà.
    Quanto di più detestato dalle persone che vogliono rimanere nelle loro credenze obnubilanti.

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    1. mi sembra chiaro che quasi nessuno farà nulla, finchè avremo aria, acqua, cibo, anche se inquinate e tossiche, benzina, shopping, vacanze, anche se non tutte insieme per tutti, per almeno 5 o 6 mld di homo. Dei restanti chi se ne frega, in fondo sono una minoranza. E' un pò come quando parlo del demonio: mi scansano tutti, preti compresi. E' un argomento che viene ad incrinare appunto le proprie credenze obnubilanti, ma a cui tutti siamo morbosamente attaccati.

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  3. Concordo con mago. Non confido per nulla nella capacità homo di fare retromarcia sulla strada della catastrofe su base volontaria. Quando ce ne renderemo conto la civiltà industriale sarà già bella che collassata.

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  4. Guardate, non e' che le societa' umane non sappiano fare un esame di coscienza e prendere decisioni difficili. Il porblema e' che queste decisioni sono tanto piu' difficili quanto grandi sono le comunita' in relazione alla loro capacita' di comunicare efficacemente il problema e concordare la soluzione da adottare.

    Jared Diamond ha elencato dei casi di scelte drastiche e di successo effettuate da societa' isolane del pacifico. Solo ualche migliaio di individui, si potrebbe obiettare, ma invero non sappiamo quali siano le reali capacita' delle societa' sotto stress se adeguatamente informate.

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    1. Anche in questo luogo si è sottolineato che le masse e i mestieranti del potere che ben le rappresentano non hanno una percezione dei pericoli che non siano a brevissimo termine.
      Demagogia e peggiori scelte demagogiche rinforzano il legare tra elettori ed eletti (supposto che siano eletti).
      Jared Diamond fa l'esempio anche delle differenze tra Haiti e Santo Domingo: stesso luogo, stesso clima, stesse condizioni. Solo interventi drastici di un dittatore con visione ecologica e la sua politica draconiana di difesa delle foreste e di rimboschimento ha impedito che Santo Domingo colassasse come è successo ad Haiti.
      E' sufficiente osservare le decisioni in una qualsiasi assemblea condominiale per capire che ingordigia, disonestà intellettuale, miopia, i più biechi interessi personali di breve termine sono determinanti nell'influenzare le decisioni della maggior parte delle persone.

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    2. E' vero, mi ricordo il capitolo che parla di Santo Domingo e Haiti. E ora mi sovviene anche il Giappone feudale e la sua politica secolare di tutela delle foreste. Insomma, e' un problema culturale, sembra, e sembra che per sistemare le cose sia piu' efficace una dittatura o un despota che un consorzio democratico, quando la popolazione supera un certo numero. Il problema e' che questo genere di sistemi di controllo politico possono anche moltiplicare il danno, dipende dal politico del momento.

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  5. Fatta la Donazione.

    Gianni Tiziano

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