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lunedì 3 marzo 2014

Ucraina: una guerra per le risorse?




L'immagine qui sopra (dal Gorshenin Institute) mostra i due principali bacini nella zona intorno all'Ucraina dove si ritiene che esistano risorse di gas naturale in forma di gas di scisto (o "shale gas"). Le riserve della zona del "Bacino di Lublino" a cavallo fra Ucraina e Polonia sono stimate come al terzo posto in ordine di grandezza in Europa. Sono anche considerate fra le più accessibili nel senso che sono in una zona poco popolata dove sarebbe più facile fare accettare agli abitanti i danni prodotti dal "fracking" per accedere alle risorse.

Così, la geologia della regione sembra portare in modo naturale allo smembramento dello stato ucraino e alla spartizione del suo territorio fra i vicini più potenti. Per gli Europei/Americani, il gas dell'Ucraina dell'est potrebbe rappresentare una risorsa dalla quale possono ottenere notevoli profitti ma che finora gli Ucraini non cedevano volentieri (come potete leggere, per esempio, in questo documento). Per i Russi, il bacino di Lublino non sarebbe raggiungibile in pratica e, comunque, loro di gas ne hanno in abbondanza. Gli interessa di più, semmai, la Crimea per il suo valore strategico e probabilmente anche l'Ucraina dell'Est con le sue riserve di Gas aggiuntive. Visti in questa luce, gli ultimi eventi sembrano avere una logica ineluttabile che conduce a una spartizione dell'Ucraina con vantaggi sia per la Russia che per il blocco Euro-Americano. Chi ci rimette, evidentemente, sono gli Ucraini, ma si sa che è così che va il mondo e quando si tratta di petrolio e gas, non si guarda in faccia nessuno.

L'unico problema è che questo famoso gas di scisto potrebbe non essere quella meraviglia di abbondanza di cui si parla. Si sa che il gas di scisto è costoso e che causa danni disastrosi a tutto quello che sta intorno alle trivellazioni. E non sarebbe la prima volta che una risorsa descritta come promettente si rivela poi un imbroglio. Vi ricordate di quando, negli anni '90, si diceva che la zona del Mar Caspio sarebbe stata "La nuova Arabia Saudita?" Beh, oggi sappiamo che, al massimo, potrebbe essere la nuova Caltanissetta (tanto per fare un confronto con un area che produce un po' di petrolio, ma vi potete immaginare che non è tanto!).

Così, anche le riserve di shale gas del bacino di Lublino potrebbero rivelarsi una clamorosa sovrastima, nonostante che i polacchi ci abbiano creduto (e non solo loro). Perlomeno, le ultime notizie che arrivano dalla Polonia sono deludenti. Un paio di mesi fa è arrivato l'annuncio che l'ENI ha abbandonato la ricerca di gas nella zona - così come hanno fatto altre compagnie petrolifere.

Curiosamente, proprio questa delusione polacca sembra aver generato un aumento di interesse nell'Ucraina. Sarà una coincidenza rispetto a quello che è successo poco dopo, certo, però come diceva Andreotti "A pensar male, di solito ci si azzecca". Guerra per le risorse, dunque, come lo sono quasi tutte le guerre. Ma chi ci dice che le risorse di gas ucraine, tanto millantate, non si rivelino poi delle illusioni proprio come quelle polacche? Chi può dirlo? In fin dei conti perché si fanno le guerre se non per delle illusioni?




Su questo argomento, vedi anche questo articolo di Ugo Bardi





4 commenti:

  1. dott.Bardi le segnalo questo video con il rispettivo pdf della relazione del dott. Roberts che penso sia veramente interessante. Sarebbe proprio bello poter avere un breve resoconto in italiano se possibile:

    energypolicy.columbia.edu/events-calendar/global-oil-market-forecasting-main-approaches-key-drivers

    energypolicy.columbia.edu/sites/default/files/energy/Kopits%20-%20Oil%20and%20Economic%20Growth%20%28SIPA%2C%202014%29%20-%20Presentation%20Version%5B1%5D.pdf

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  2. In tempi di migragna energetica ci si attacca a tutto, si è visto, ma credo che in questo caso prevalgano altri fattori complessivamente afferenti al fatto che i governi continuano a ragionare come se i prossimi 20 anni saranno simili ai trascorsi 20. Il che è estremamente improbabile.
    Chi vivrà vedrà, dicevano gli antichi.

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  3. Più che plausibile che gli aggressori pensino - oltre che alla rete dei gasdotti ed ai porti - anche alla possibilità di estrarre gas. Per mera vicinanza, possiamo sospettare che finisca come in Polonia: troppo azoto, materiale inutilizzabile, fine dei giochi.

    Nel mentre il giochino rischia di esplodere tra le mani dei giocatori: Ucraina e Russia rappresentano oggi enormi esportatori di cereali. Ammesso anche che si possa cavare qualcosa da questa stupida avventura militare, pagheremo subito un prezzo elevato sul fronte del costo degli alimenti e potenziali effetti collaterali nei paesi importatori più poveri.

    Vicino Assuan esiste il "Memoriale dell'amicizia Egiziano-Sovietico". Riguarda il ruolo dei sovietici nella costruzione della diga, ma a dire il vero c'è anche altro in quella amicizia. Gli egiziani ci staranno pensando.

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  4. Allora messa così penso che l'ucraina non potrà sfuggire ad un bagno di sangue, una guerra civile che alla fine sanzionerà lo smembramento del paese in una parte filorussa e l'altra filo yankee. Ovviamente Russia e USA fornirebbero appoggio logistico/militare alle due parti belligeranti senza scontrarsi direttamente. Vietnam docet. Altro che terza guerra mondiale, meglio condensarla in vari conflitti regionali convenzionali tenendo fuori gli arsenali nucleari.

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