Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 12 marzo 2014

Ritorno Energetico dall'Investimento (EROEI): la situazione

Da “The Rational Pessimist”. Traduzione di MR

di "Rational Pessimist"


Nel mio ultimo post, ho fatto riferimento al lavoro di Charles Hall sul Ritorno Energetico dall'Investimento (EROEI) e sull'economia biofisica. A seguito di uno scambio di e-mail col professor Hall, egli mi ha diretto ad una parte del suo recente lavoro, compreso un saggio del gennaio 2014 intitolato “l'EROEI dei diversi combustibili e le implicazioni per la società”, pubblicato su Energy Policy (ad accesso libero). Il saggio si occupa della questione cruciale dell'EROI: “Quante unità di energia si estraggono per ogni unita di energia che si investe”?

Il saggio è un vero e proprio festival di grafici di ogni cosa sull'EROEI, ma suzzicherò il vostro appetito con soltanto 3 di questi. Il primo è un confronto di EROEI fra diversi combustibili fossili e fonti di energia da biomassa:


La cattiva notizia qui, è che il carbone rimane il re dell'EROEI visto che si ottiene 40 volte l'energia che viene impiegata (40:1). Non buono per le traiettorie delle emissioni di CO2 e per il cambiamento climatico. Il secondo è il declino degli EROEI globali di petrolio e gas:


Il declino non sorprende, visto stiamo cercando di estrarre sempre di più fonti geologicamente marginali di petrolio e gas in modi sempre più non convenzionali. Infine, un grafico che mostra i combustibili fossili contro le rinnovabili:


Sono stato davvero sorpreso da questo grafico perché sia eolico sia fotovoltaico (FV) hanno si presentano migliori di quanto mi aspettassi. Hall segnala tutti i grandi problemi dell'eolico e del FV (necessità di carico di base e così via) ed anche i punti controversi nella disputa sulla metodologia per l'EROEI del FV. Ciononostante, ho sentito argomentazioni in passato secondo le quali il FV è quasi alla pari in termini di EROEI (*). Ma non sembra che sia così. C'è molto di più nel saggio, compresi numerori riferimenti interessanti. Quando avrò tempo, tornerò sull'EROEI delle rinnovabili, in quanto sembra un tema molto importante. 



(*) nota di UB: non è chiaro nel testo originale a cosa questa "parità" si riferisca

12 commenti:

  1. l'unica soluzione valida è il risparmio, ma l'umanità non si darà mai una calmata e allora avanti verso il collasso e forse l'estinzione di una specie che si è dimostrata incapace di gestire sè stessa e il pianeta che Dio per i credenti o il caso per gli altri le ha dato. Mi dispiace per quei pochi che non se lo meriterebbero (1 su 2000 o 200.000?)e per tutte le specie viventi destinate a scomparire.

    RispondiElimina
  2. ...L'immagine è sfocata ma l 'idroelettrico rulez !..Decidiamo noi se è il caso di continuare il business as usual nei servizi alla persona ( ed in primis ai loro erogatori) oppure vogliamo investire massicciamente in microdighe amputando ormai la gamba in gangrena ben sopra il ginocchio od aspettare che l'infezione arrivi al bacino e poi sistemica con morte certa del paziente...L'idroelelettrico poi funziona da reservoir energetico, oltre che di acqua, e mitiga le bombe d'acqua, tute caratteristiche che le altre rinnovabili non hanno...Sarei curioso di sapere se nel grafico per calcolare l' EROI dell'idroelettrico è stata calcolata la lifespan del corpo in cemento della diga, e quanto questa incida come investimento iniziale rispetto alle componenti per la produzione di elettricità che ovviamente hanno durata minore...L'italia è il paese ideale per le microdighe, considerando orografia e pluviometria, anche più del Giappone,altro candidato potenziale, perchè i terremoti italiani sono cmq assai più lievi rispetto ai giapponesi...Inoltre la nostra orografia è più complessa quindi si presta meglio ad una ragnatela di microdighe...Le stesse poi si integrerebbero benissimo con le altre rinnovabili in microdistretti sostanzialmente autosufficienti...Dopotutto nessuno è contento di farsi amputare una gamba in gangrena, soprattutto la gamba...

    RispondiElimina
  3. E' verissimo che l'idroelettrico ha un eccellente EROEI, un indice importante, ma non assoluto. Butto a casaccio qualche spunto di riflessione:
    - I siti idonei sono limitati ed in gran parte già sfruttati. Non conosco altre situazioni, ma in provincia di Lucca (Apuane ed Appennino settentrionale) non solo non c'è più un sito libero, ma non ci sono più neanche i torrenti perché sono stati praticamente tutti intubati per fare elettricità.
    - Le dighe si interrano e vuotarle comporta consumi energetici e monetari spesso proibitivi.
    - Le dighe qualche volta crollano ed allora sono dolori.
    - La dighe stravolgono l'intera struttura idrogeologica ed ecosistemica del fiume in maniera irreversibile. Gli impatti ambientali variano dal poco al tantissimo a seconda dei casi, ma sono abitualmente elevati.
    - Il cambiamento del clima comporta (fra l'altro) maggiori fluttuazioni nella piovosità e (da noi) una drastica riduzione della medesima (ad es. in 30 anni la Toscana settentrionale ha perso il 30% delle sue piogge). Molto spesso, il rendimento di questi impianti non ripaga neppure la loro costruzione che è conveniente economicamente solo grazie ai contributi.

    Con ciò non sono contro l'idroelettrico per principio. Ci sono casi in cui funziona senza far troppo danno e va bene. Ma non ci conterei per far funzionare un'economia industriale che sfami 7 miliardi di persone (oramai si va per 8). E nemmeno per far funzionare lampadine e computers di 60 e passa milioni di italiani.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. risparmio batte tutti 10 a 0, ma non lo vuole nessuno, L'essere umano è predone, che fa rima con co'ione.

      Elimina
  4. Sarebbe molto interessante verificare se l'eroei di Fv e vento stanno migliorando nel tempo e a che tasso, ma penso proprio di si.
    I grafici sono veramente poco leggibili se non si dispone di un normale microscopio (non elettronico a scansione :)))

    RispondiElimina
  5. A proposito di dighe e piccoli specchi d'acqua, c'è un interessante articolo su "Quale Energia" circa un prototipo italiano di installazione di pannelli FV galleggianti sulla superfice dell'acqua. Non si occupa altra superficie e l'acqua viene usata per raffeddare i pannelli, aumentandone così il rendimento. Tra l'altro si riduce anche l'evaporazione superficiale di acqua. Che ne dite?
    http://www.qualenergia.it/articoli/20140306-il-fotovoltaico-che-cammina-su-acqua

    RispondiElimina
  6. Che si dice del picco del carbone, è sempre previsto intorno al 2025?

    RispondiElimina
  7. MI stupisce molto l'eroei del carbone, non concorda a ffatto con le stime che conoscevo io. Sarebbe il caso di capire che metodologia sia stata usata per calcolarlo, e, a proposito, manca anche l'eroei del nucleare, giusto per capire di che stiamo parlando.

    RispondiElimina
  8. Non si spiega perché il Carbone, fino a qualche anno fa, era considerato non conveniente da sfruttare per costi del petrolio al disotto del 70 dollari.
    Comunque, ho consultato varie fonti ed è vero, ha un EROI alto.

    Per quanto riguarda il discorso del Risparmio Energetico, dico che:
    su 7 Miliardi di abitanti, quelli che sprecano solo solo 1 Miliardo e poco più; gli altri 6 Miliardi ne consumano poco e quindi non possono ridurre i consumi se non di poco.

    Quindi, l'idea che con il risparmio energetico possa risolvere i problemi è solo Utopia; anche perché, quelli che consumano di meno, vorrebbero consumare di più.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La spiegazione dell'alto EROEI del carbone sta nel fatto che viene calcolato alla "mine mouth", ovvero alla bocca della mina. Se lo bruci in loco, conviene, ma se lo devi trasportare a lunghe distanze, buonanotte!

      Elimina
    2. Scusate, intendevo "alla bocca della MINIERA"

      Elimina
    3. Se quanto dice e' vero, questo studio non e' particolarmente utile, se non viene tenuto conto di tutte le trasformazioni che la materia prima deve subire, compreso il trasporto.

      il numero che conoscevo io, era un eroei di circa 5 per il carbone, e 15 per il petrolio.

      Il petrolio si imbottiglia e si porta a spasso con condutture, mentre il carbone si deve prendere di peso e poi deve essere portato su camion che usano il diesel o su treni che usano la corrente o vanno anche loro a diesel ( probabilmente in futuro anche a carbone stesso).

      Certo, a ben guardare, per avere un eroei "oggettivo" si dovrebbe fare una regressione infinita, da qualceh parte bisogna pur fermarsi.

      La versaitlita' del prodotto non dovrebbe comunque incidere in qualche modo, visto che il petrolio e' una specie di eldorado della chimica di sintesi? Quanto costerebbe in termini energetici sostituire il petrolio col carbone per ottenere certi prodotti che al momento ricaviamo dal petrolio ( sempre che questo sia possibile, inteso)?

      Ad ogni modo: se prendiamo questo studio, che conclusioni possiamo trarne?
      Forse che le nazioni con ampli giacimenti di carbone sfruttabili ( e che difficilmente saranno una voce consistente di esportazione su lunghe distanze) sono i favoriti del futuro?

      Elimina