Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 16 marzo 2014

Previsioni climatiche: mettiamo le cose in chiaro

Da “NEF”. Traduzione di MR

Foto: James Willamor 

Di Griffin Carpenter 

Le previsioni climatiche sono precise. E' un fatto. Coloro che argomentano contro il cambiamento climatico cercano sempre di discreditare la scienza – i modelli usati dai climatologi in particolare. Insistono che tali previsioni sono troppo imprecise ed incerte per giustificare l'adozione di provvedimenti, ma una nuova ricerca di NEF mostra che questo proprio non è vero. Ora abbiamo oltre vent'anni di previsioni da parte del IPCC. Nonostante una infinita raffica di critiche nei media, queste previsioni si stanno dimostrando molto precise. Come mostrato sotto, le tendenze annuali delle concentrazioni di carbonio, le temperature globali e i livelli del mare sono bene allineate con le previsioni originarie riportate dall'IPCC e la maggioranza dei cambiamenti climatici ricadono nell'intervallo previsto. La scienza del clima si sta guadagnando i propri galloni:

Fonte: IPCC

Infatti, le previsioni climatiche stanno di fatto superando molte delle previsioni economiche chiave citate dai dipartimenti governativi e dai giornalisti.

Guardando una selezione di previsioni a lungo termine – popolazione, debito/PIL e prezzo del petrolio – possiamo vedere che non solo molte delle osservazioni reali ricadono ben al di fuori dell'intervallo previsto, anche la tendenza prevista è ben al di fuori del segno. Ma avete mai sentito condannare queste misure come “parole senza senso” nei media?












Fonti: ONS (Ufficio Nazionale di Statistica), HM Treasury (Tesoreria di Sua Maestà), EIA


Il buon senso ci dice che le decisioni di politica pubblica devono essere basate sulle informazioni e gli strumenti che abbiamo a disposizione. Ciò che mette in chiaro il nostro nuovo saggio è che le previsioni del cambiamento climatico offrono la stessa certezza, se non maggiore delle previsioni economiche a lungo termine. La polemica secondo la quale la scienza del clima è troppo incerta per informare le decisioni di spesa a lungo termine non può più essere usata come copertura intellettuale.



8 commenti:

  1. A Firenze si dice. "Bella parte!"
    Jacopo

    RispondiElimina
  2. I grafici ed i modelli sul futuro, ci sono, e si sono dimostrati affidabili.
    Se i media e soprattutto la politica continueranno ad occuparsi più di finanza che di ambiente, avranno gravi responsabilità nei confronti di una "umanità" che FU.

    Gianni Tiziano

    RispondiElimina
  3. quando ero al liceo si diceva che "la matematica non è un'opinione". Poi col calcolo integrale e l'analisi matematica, qualcosa cambiò, ma sostanzialmente i grafici iniziali supportati da questa affascinante scienza, come LTG, avevano poca probabilità di sbagliarsi. Quelli finali supporati o influenzati dall'economia non mi meraviglia siano andati a schifio, perchè la finanza non è una scienza esatta, ma poche persone al mondo la manovrano come vogliono. Io darei un bel 4 in pagella ai vari Draghi e Monti sia in Matematica, che in Filosofia per il cinismo dimostrato e sono convinto che i loro insegnanti si stanno rivoltando nella tomba per averli promossi, anche se non è possibile sapere prima il futuro. Purtroppo il mondo è nelle mani di anime nere.

    RispondiElimina
  4. Il saggio dice: non è saggio prevedere il futuro. 11 marzo sul post il cambiamento climatico spiegato ai miei studenti scrissi : Kry11 marzo 2014 23:14
    Oggi in altro blog per il post in questione mi è stato risposto quanto segue:il cambiamento climatico esiste ma non credo che le previsioni dell’IPCC abbiano alcun senso. Ipotizzano consumi di idrocarburi per alcuni decenni ancora che collidono con due evidenze 1) non esistono abbastanza idrocarburi 2) il sistema finanziario globale esiste finchè la maggioranza degli operatori pensa che avremo “presto” crescita economica come nei ruggenti anni 90. Impossibile perché non esistono le risorse energetiche necessarie, sia come prezzo (cioè ora) sia come disponibilità (da domani). Una recente raffica di annunci da parte delle grandi compagnie petrolifere sono la campana a morto di quell’industria e di conseguenza di tutto quanto sopra vi si appoggia. Naturalmente le trovate su Bloomberg e/o altrove ma quasi nessuno ci ragiona su, travolto dal desiderio (e quel che è peggio dal convincimento) di trovare qualche settore “a sconto” e fare qualche quattrino. Non appena l’illusione della crescita finirà , il sistema collasserà, il primo grosso operatore che si muove si tirerà dietro tutti gli altri. Avverrà molto in fretta e nessuno sarà pronto, neppure quelli che lo avevano previsto. Avrai un gran freddo in futuro, non un gran caldo."-------- Questo non per polemizzare ma al contrario per condividere meglio differenti punti di vista.++++ Peccato non aver ricevuto alcuna risposta.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Alcuni anni fa ho letto che che probabbilmente la convinzione che il picco del petrolio ci avrebbe "salvato" dal cambiamento climatico si sarebbe rilevata errata.
      in
      http://ourfiniteworld.com/2013/09/25/why-i-dont-believe-randers-limits-to-growth-forecast-to-2052/comment-page-2/
      Gail Tverberg ha una posizione simile a quella da te riportata, considera anche il ruolo del credito / debbito nella società attuale, diversamente da molte analisi del picco del petrolio come nel The Limits to Growth di Donella H. Meadows, Dennis L. Meadows, Jørgen Randers ecc. La curva dei consumi dopo il picco può essere considerata come la produzione massima teoricamente possibile, ma forse granparte non verra mai estratto (curva di seneca di Ugo Bardi, resocondo del tracollo russo fatta da Dmitry Orlov.
      Tverberg pone l'accento diversamente da altri sui problemi di credito/debbito ecc come detto da te sopra e nel link della Tverberg di sopra.
      Forse però il cambiamento climatico è stato sotto stimato come velocià e importanza (almeno da quello che leggo ultimamente come previsioni a breve distanza sempre più allarmate) e forse i gas climalteranti già emessi e l'attività dell'uomo, deforestazione, uso dei suoli e impatti vari sono già abbastanza da innescare cambiamenti importanti.
      Comunque spero che qualcun altro ti risponda meglio, perchè anch'io sono molto interessato a questo argomento.
      Giuseppe

      Elimina
    2. Grazie per la risposta. Certamente un cambiamento climatico ci sarà probabilmente anche per il rilascio del metano delle terre congelate della siberia probabilmente non sarà così epocale come i più pessimisti dicono, con questo non voglio essere ottimista ed abbassare la guardia, anzi io nel mio piccolo vedo di continuare nelle mie economie naturali.

      Elimina
    3. @kry
      fare previsioni è difficile, specie se riguardano il futuro...

      In parte la risposta ti è già arrivata.
      I gas emessi coninueranno ancora per molto tempo ad alterare il clima, per le note inerzie del sistema e per alcuni feedbacks che sono stati innescati.
      Non secondariamente, se dovessimo tagliare davvero le emissioni di CO2 (volontariamente, o per un collasso economico) verrebbero conteporaneamente meno anche le emissioni raffreddanti (aerosols antropogenici con effetti diretti e indiretti, dimming, ecc).

      Per il resto, appunto, si entra in una terra ignota: che ne sarà delle foreste? e la demografia? cigni neri, cigni grigi... insomma, come è stato scritto nell'articolo quella del Global Warming è una delle poche certezze che ci sono.

      quanto al confronto con le previsioni degli economisti è ovvio che non regge, come sparare sulla croce rossa :)

      L.

      Elimina