Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 10 marzo 2014

Meno numerosi, più felici

Da “Economie durable”. Traduzione di MR

di Didier Barthes
 

I movimenti in favore di una demografia più ragionevole sono finalmente in probabile crescita. Dopo il libro di Alan Weisman, Conto alla rovescia, adesso è Michel Sourrouille che coordina, per i tipi "di Sang de la Terre", un'opera collettiva intitolata: "Meno numerosi, più felici. L'urgenza ecologica di ripensare la demografia".

Questo vangelo della denatalità ha i suoi dodici apostoli, poiché dopo una prefazione in cui Yves Cochet mette chiaramente il dibattito all'interno della problematica ecologica e descrive tutte le difficoltà di una tale sfida, ci sono dodici autori che ci propongono ciascuno una particolare illuminazione ma  condividendo la stessa convinzione: la soluzione ai problemi ambientali e sociali passerà ineluttabilmente per una diminuzione dei nostri effettivi. E' il momento che cada il tabù su questo tema e che gli ecologisti si facciano carico del dibattito. Prima lo facciamo, meglio andranno le cose, più dolce e democratica sarà la transizione verso un'umanità più sobria in fatto di risorse e soprattutto più rispettosa del pianeta e degli altri suoi abitanti, in tre parole, più duratura, secondo me più morale e certamente più felice.

Per cominciare un approccio ecologico con Michel Tarrier, a cui si devono già diversi libri sull'argomento, mostra che l'espansione continua del nostro numero conduce all'occupazione dell'insieme dei territori a scapito di tutte le specie non umane. Stesso approccio tiene l'analisi scientifica di Alain Gras, autore fra le altre cose di La scelta del Fuoco, che fa un parallelo fra ciò che minaccia noi e il modello di Lotka e Volterra che descrive l'evoluzione delle popolazioni in funzione di quella delle risorse. Théophile de Giraud, autore del pamphlet L’arte di ghigliottinare i procreatori, descrive da parte sua l'impossibilità delle nostre società di far vivere decentemente gli esseri umani e produrre tutto ciò che essi pretendono in un piccolo rettangolo di 100x150 metri dei quali ormai si deve accontentare ogni essere umano sulla Terra. Ricordiamo che gli stessi esseri umani disponevano di uno spazio mille volte più grande 10.000 anni fa quando oltretutto consumavano pochissimi beni e tutto era riciclabile e veniva riciclato.

Philippe Annaba, autore di "Beati gli Sterili", pone l'accento sul pensiero di Malthus e sull'incapacità dei movimenti della decrescita di tenerne conto. Corinne Maier, autrice di No Kid, allo stesso tempo evoca la scala delle politiche nataliste francesi e denuncia l'ostracismo di cui sono vittime coloro fra noi che fanno la scelta di non avere figli. Alain Hervé, fondatore del ramo francese di Amici della Terra e redattore capo di Sauvage, una delle prime riviste ecologiste francesi, descrive l'aberrazione costituita dal volere, da parte degli esseri umani, di volersi riprodurre sempre di più nel mondo di oggi.

Approccio internazionale per un tema sensibile con Michel Sourrouille, che analizza il cambiamento della natura delle migrazioni nel momento in cui hanno luogo in un pianeta saturo. L'emigrazione, che è stata una soluzione, diventa un problema. Dal momento che le religioni sono spesso implicate nel natalismo dell'ambiente, Jean-Claude Noyé propone un riassunto della posizione delle diverse chiese in materia di contraccezione. L'accettazione di una politica di controllo delle nascite è più o meno grande, anche se nei fatti i paesi non seguono tutte le scelte raccomandate dalla religione dominante. Il fenomeno è particolarmente marcato in Europa, dove molte nazioni di fede cattolica hanno tassi di fecondità molto bassi. Riprendendo alcuni elementi dalla sua opera, Il naufragio contadino, Jacques Maret evoca l'interrogativo che per primo viene in mente quando si evoca la sovrappopolazione: riusciremo a nutrire i 9,6 miliardi di abitanti che l'ONU prevede per la metà del secolo? Non è scontato, conclude con queste parole: “Malthus aveva messo il dito dove fa male”.

Pablo Servigne dal canto suo, evocando giustamente queste previsioni demografiche, s'inquieta alla possibilità stessa di raggiungere tali numeri, visto che le risorse del pianeta sono vicine all'esaurimento. In questo si unisce ad una scuola di pensiero che vediamo crescere (si pensi a Franck Fenner o a Jared Diamond, che ha descritto alcuni esempi), secondo la quale un crollo tanto economico quanto demografico è sempre più probabile in questo stesso secolo. Approccio sociale infine, con i due autori di questo sito. Didier Barthès, portavoce di Demografia Responsabile evoca l'impossibile conciliazione fra diritto ad essere numerosi e tutti gli altri diritti umani. Come non vedere che il pensiero ecologista dominante, a forza di negare la componente demografica, ci conduce inevitabilmente all'abbandono di tutti i nostri diritti e più in generale del piacere di vivere su un pianeta la cui bellezza dovrebbe essere la cosa che dovremmo salvaguardare come preoccupazione principale? Jean-Christophe Vignal s'interroga sulla difficoltà di pensare una società in decrescita demografica, visione contraria all'espansionismo soggiacente a quasi tutte le rappresentazione che l'umanità ama farsi del proprio destino.

C'è materiale per una rivoluzione mentale che non costituisce la minima delle difficoltà. Non esitando a prendere contro corrente il “moralismo natalista”, possa quest'opera apportare un contributo e gli uomini cominciare a tenere conto di questa osservazione di Alain Gras, uno degli autori: “l'avvenire dell'umanità passa per la creazione di un rapporto più umile col pianeta”. La questione del nostro numero costituisce uno degli elementi primari di questa necessaria umiltà.



36 commenti:

  1. ..Per quanto riguarda lo stivale arlecchino, con un tasso di fecondità ormai all ' 1,1 le italiane stanno facendo la loro parte egregiamente...Senza agire all'altro estremo del ciclo vitale soffriremo ancora di più...Pazienza...Poi ce la questione che un minimo di sanità pubblica, cioè un minimo di sanità mi piacerebbe rimanesse anche per me...Le due questioni sono parecchio legate...Altro che malattie rare,diabete trapianti e trapiantati , e diritto al cocktail per l 'HIV..Fra 30 anni credo che la causa principale di decessi improvvisi potrebbero essere le polmoniti batteriche...Ergo contro natura è la nostra morale bilanciata sull'individuo se in 60 anni abbiamo sconvolto l'equilibrio fra procarioti ed eucarioti che durava da centinaia di milioni di anni con gli antibiotici di massa...

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  2. Come ho scritto in un mio intervento in altro post, se in alcune nazioni la bassa natalità è una realtà assodata ormai, ci pensano le migrazioni da altre parti del mondo a fare aumentare la popolazione di bipedi umani ovunque. basti pensare allo stivale arlecchino, dove saremmo scesi a 55 milioni di abitanti oggi se non ci fossero stati i prolifici immigrati regolari a portare la popolazione residente a 61 milioni. Senza contare gli immigrati clandestini, almeno 4 milioni. Totale 65 milioni di esseri umani.
    E gli sgradevoli risultati di urbanizzazione, inquinamento, cementificazione che hanno quasi del tutto cancellato la natura del territorio italico si vedono tutti.

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  3. ... quindi ci pensa la natura a bloccare l'aumento delle nascite, non c'è bisogno di augurasi catastrofi a danno (ovviamente) solo degli altri.

    Inoltre ridurre il numero di teste non risolve il problema dell'esaurimento delle risorse, camperemo 50 anni in più, e poi?
    Il problema delle nascite è una conseguanza, non una causa. La vera cuasa è il mancato cambiamento delle politiche ambientale nazionali ed internazionali.
    La politica ha fatto assai meno di ciò che hanno fatto molte singole famiglie, come al solito lapolitica arriva sempre dopo, un bel pò dopo a causa degli enormi conflitti di interesse.

    Se l'Eni e l'Enel non pagano i maxi dividendi come si fa pagare l'interesse dei Btp?

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  4. Sono d'accordo che se ne parli... il problema è che dovremmo avere una coscienza di genere per poterci muovere liberamente in sintonia con noi stessi e con il genere umano nel suo complesso.
    Questo non è.
    Come altri animali (forse tutti) il singolo individuo bada solo alla sopravvivenza del proprio gene.

    Il rischio in queste riflessioni è che generino iniziative dirigistiche che mal si coniugano con la libertà che deve essere garantita ad ogni individuo anche in questo ambito.
    Poi se deve essere ci penserà la natura - forse con molta più sofferenza- a riequilibrare le parti in gioco.

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  5. Imponendo un limite su scala mondiale simile al figlio unico cinese, la popolazione mondiale si appresterebbe a dimezzarsi nel corso di qualche decennio. Se il limite fosse a due figli la popolazione mondiale calerebbe comunque (dato che non implica l’obbligo di fare due figli né la possibilità di farli per ogni donna). Se a tali limiti si accostassero politiche volte a eliminare la povertà estrema e l’insicurezza ad essa associata, il calo della popolazione sarebbe ancora più drastico. In tutti questi casi però servirebbe a poco se la popolazione rimanente avesse una cupidigia superiore a quella che riesce a sopportare questo pianeta.

    La demografia è un fatto non solo di numero di persone, ma anche di intensità energetica e di consumo di risorse procapite. E la cosa vale sia per i singoli (una persona può consumare più o meno risorse) sia di comunità. Le città come sono state concepite fino ad ora, ossia lasciandole alla libera iniziativa privata, precludono la possibilità di sfruttare la verticalità in modo rilevante. Se fosse possibile creare arcologie (cioè città verticali attente alle questioni energetiche ed ambientali) anziché nuove città tradizionali (quelle che sorgeranno in gran numero nei prossimi decenni a causa del super-massiccio processo di inurbamento nei paesi in via di sviluppo) si potrebbe far crollare il consumo energetico e di suolo di intere città indipendentemente dalla idee religiose, dei redditi e delle preferenze politiche o procreative dei loro abitanti.

    Se poi si puntasse nella formazione professionale delle giovani donne, anche senza nessun’altra politica, si potrebbe far calare la popolazione mondiale.

    Se non faremo nulla di tutto ciò, non sarà per questa o quella religione, né per questa o quella sensibilità politica. Sarà perché avremo permesso alla nostra cupidigia collettiva di renderci insensibili al destino delle giovani donne attuali, di tutti i poveri del mondo e anche a quello dei nostri figli e nipoti, per tacer del nostro stesso destino. Cupidigia non vuol dire cattiveria. Vuol dire debolezza.

    E’ ora d’essere forti e fare scelte coraggiose.

    Ciao

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  6. Quando divulgai l'iniziativa di raccolta fondi per Effetto Cassandra / Risorse, una delle obiezioni che fu sollevata era che questo luogo riservava poca attenzione al problema demografico.
    E invece... zacchete, ecco un altra pagina interessante! :)

    Visto che le donne italiane sono ormai virtuose, a ca. 1.2 figli per donna, il problema demografico e la nefasta ripresa della crescita demografica, è dovuta solo alla violenza delle migrazioni di massa e ai tassi di prolificità di alcune comunità di migranti. Paolo giustamente osserva... l'ovvio, per quanto e vero e politicamente scorretto.

    x Daniele Bergamini:
    > ridurre il numero di teste non risolve il problema dell'esaurimento delle risorse
    Certamente non lo risolverà aumentare il numero delle teste.
    Il meccanismo (peraltro del tutto ottimistico) del calcolo dellì'impronta ecologica è tanto detestato quanto preciso e stringente.
    Hai una torta: o ci sono meno fette più grosse, o ci sono più fette e più piccole.
    Poi questi ostili ai pareggi di bilancio, che hanno in testa il deficit in tutte le maniere possibili, immoralmente, tentano di allargarla a spese delle generazioni future.

    x Climber 15:
    Ora userò un registro volutamente goliardico.
    Se io stasera vedrò, in autobus, una meravigliosa portatrice_di_vagina, non è che posso reclamare che, secondo Natura, la mia natura, la mia libertà di accoppiarmi voluttuosamente con la soggetta-oggetta a prescindere dal suo parere. Non posso certo reclamare che nessuno restringa e ponga delle leggi che limitano la mia natura e che definiscono il reato di stupro con tanto di repressione e pene relative.
    La mia libertà finisce dove inizia quella di quella donna di non subirla.
    La libertà della riproduzione finisce dove inizia quella altrui di non subirne le conseguenze.
    Quindi non si capisce come mai, libertariamente, io debba subire le conseguenze delle scelte di riproduzione compulsiva di altri che gravano così pesantemente sulla MIA libertà.
    Le iniziative dirigistiche ben vengano se sono ecologiche, come ha fatto la Cina che con la politica del figlio unico, per quanto non così rigida, ha evitato che nascessero altri 300M homo.
    Noi siamo qui a baloccarci con E' giusto, non è giusto, è libertario non è libertario mentre la scialuppa sovraccarica sta già imbarcando acqua.

    x Alessandro Corradini:
    > possibilità di sfruttare la verticalità in modo rilevante
    I quartieri formicaio dormitorio di molte città, per quanto meno antiecologico della distesa di villettine, sono una cosa aberrante.
    Non c'è alcun progresso umano, nessuna armonia, nessuna giustificazione possibile per una situazione di alienazione oncologica come quella dei formicai umani.
    Quindi le città formicaio sono nello spazio dei problemi, degli effetti del problema. E come tali non si può pensare ad esse come a soluzione. I problemi si contrastano, non si favoriscono.
    Non ci credi?
    Guarda un po' quella meraviglia che era la "città" di Kowloon .
    Vogliamo arrivare a quello?

    Infine, giustissima la menzione sull'emancipazione, sulla libertà delle donne. Senza rispetto, senza libera determinazione nella sessualità, nella contraccezione, nella salute ed integrita genitale, psicologica, della libido, senza buona autonomia culturale, economica, senza autodeterminazione nella contraccezione E nell'aborto per le donne (tutta roba che è fumo negli occhi per la feccia religiosa patriarcale e al potere e che lo inquina) non ci sarà alcun calo nei tassi di riproduzione.

    A parità di cupidiga, di ingordigia, 10 homo consumano un millesimo di 10000 homo.

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    1. Peccato che quella santa donna che risponde al nome di madre ha avuto la libertá e il coraggio fi metterti al mondi. Libertá che tu vorresti privare alle altre donne/uomini/famiglie... mica hai paura di rimanere senza energia x il tuo cellulare eh?

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    2. Allora non hai capito nulla.
      Se un autobus ha 80 posti, ed è pieno di 100 persone, non c'è alcuna libertà di salirci.
      Ma è così difficile?
      Questa è la mentalità dell'ignorare i limiti.
      Non hai alcuna libertà di ignorare i limiti specie se questo comporta di violare la mia libertà di non subirne le conseguenze.
      Sì, se la tua libertà viola la mia, farò tutto il possibile affinché questo cessi.
      Non ci vedo nulla di assurdo. Perché bisognerebbe essere così masochisti da non farlo?
      Infatti la Politica cinese del figli unico (per quanto annacquata) era anche assolutamente equa e una politica di giustizia. Gli esuberanti che figliavano a danno degli altri erano coercitivamente limitati. Semplicemente non potevano allargarsi a spese degli altri.
      Non capisco perché dovrei rimanere senza elettricità perché milioni di altre persone hanno deciso di fare tre, quattro, sette figli.
      Non c'è,. in effetti, molto da capire se non una mentalità "religiosa" (nel senso peggiore e più ampio) che sostiene questo modello aggressivo.
      Tu pretendi altruismo e generosità incondizionata degli altri per le tue compulsioni riproduttive?
      Capisci che non ha alcuna logica che non sia quella della prevaricazione?

      Quando scenderò dall'autobus si libererà un posto.
      E' elementare, anche un bambino e la zio Arnoldo lo riescono a capire. Poi, come dice Sartre, le persone capiscono, sanno benissimo, ma sono in malafede.
      In ogni caso questo è un problema anche dei nostri genitori, dei nostri nonni, Anche se, per i nostri genitori, i nostri nonni c'è una scusante non banale. A quel tempo i mezzi contraccettivi, di fatto, non esistevano. Ora no, esistono e sono diffusi. Puoi chiavare senza fare figli, no!? Ora questa scusante non c'è più.
      E' rimasto solo l'inquinamento religioso delle menti e la malafede, la mentalità natalista, accrescitiva che sta portando al collasso il pianeta.
      Abbi pazienza, ma io non sono così stupido da assecondare, in primis ideologicamente, questa violenza folle anche a danno mio.

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    3. Forse sopravvaluti il livello di istruzione generale (specie delle donne) e il fatto che la natalita' e' frutto di un predominio culturale maschile che tratta le donne come poco piu che serve e animali da riproduzione.
      Infatti, dove la scolarita' femminile si fa strada, immancabilmente il tasso di natalita' diminuisce e aumenta l'aggressivita' delle frange politiche e religiose maschiliste. NOn e' solo una questine di avere i contraccettivi, e' anche un problema di sapere sche esistono, saprere che si possono usare, e avere un compagno che ti permette di usarli e magari si mette ad usarli anche lui.
      E poi avrei una questione o due su come mai gran parte della poloplazione modniale sia stata scientificamente lasciata a macerare nella disaggregazione sociale, nell'arretratezza culturale, scientifica e infine economica. Ci e' rimasta perche' ce li abbiamo costretti noi. Perche' il nostro autobus doveva andare a gasolio, doveva avere le poltrone foderate di pelliccia, e dovevamo mangiare carne tutti i giorni, adare al cinema e andare in ferie in agosto.
      Poi non stupiamoci se ci ritroviamo con una massa enorme di gente venuta fuori dallo stesso pozzo culturale da cui siamo usciti noi. Semplicemente noi li abbiamo ricacciati dentro quel pozzo, piu e piu' volte, e ora stiamo sperimentandone le conseguenze.

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    4. Nell'intervento precedente, ricordavo l'importanza dell'affrancare le donne, della loro emancipazione e della loro autonomia e libertà e del fatto che le religioni e le mentalità patriarcali si oppongono violentemente a questo processo.
      basti considerare una
      notizia di questi giorni sulla falscipocrita, immorale, marcia obiezione di coscienza dei medici cattolici nelle strutture sanitarie *pubbliche* (se fosse per me non sarebbe possibile, fai il il medico cattolico se eserciti in strutture cattoliche con fondi e stipendio cattolici, altrimenti se sei in una struttura non deista, laica, con stipendio laico, fai gli aborti che ti vengono chiesti, altrimenti dal giorno dopo sei fuori e vai a cercare posto nei nosocomi cattolici).

      Certamente c'è la questione della predazione delle risorse dei paesi diciamo a biocapacità residua per sostenere la nostra aberrante impronta ecologica pari al 400% circa della biocapacità nazionale.
      La migrazione delle risorse, delle cose, non è meno violenta della migrazione delle persone.
      Allora, per giustiza, è indispensabile che l'Italia ritorni ad una impronta ecologica localmente sostenibile, ovvero, al tenore attuale, a ca. 10/15M homo.
      Ciò non è assolutamante possibile con la immigrazione di massa che non solo annulla ma sopravanza la sensibile decrescita demografica degli italiani.
      Diciamo che il modello del capitalismo parassitario - consumismo sociale - crescita - tecnoteismo - demagogia democratica ha inquinato molte culture, li abbiamo convinti ad entrare in quel pozzo.
      Condivido le tue osservazioni, Phitio.

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    5. caro uomo in cammino, fare esempi che non calzano non porta a nulla, allora io potrei dirti che a milano le metro e le tangenziali sono strapiene la mattina eppure le ciclabili sono vuote, come la metti?

      Tu non affonti la causa scatenante ma solo l'effetto, ti scagli contro un effetto perchè forse pensi che sia impossibile togliere la causa.

      Se vivessimo in modo più essenziale e attenti agli sprechi allora la natura non ci rivolterà tutto addosso in modo violento come già sta succedendo. Qui sta la differenza tra me e te che io punto in alto tu in basso.

      La nostra civiltà occidentale è praticamente morta da quando abbiamo smesso di pensare alla famiglia, famigli pensata come insieme di persone che crescono insieme con dei valori.

      Ora invece la maggior parte delle persone vive in appartamenti singoli (energivori), viaggi in auto da solo (energivore), comunica con 3 strumenti contemporaneamente (energivori), deve andare x forza in vacanza a Sharm (vacanza energivora), e così via.

      E tu mi vieni a dire che non bisogna fare figli xchè vuoi mantenere il tuo stile di vita energivoro?

      Eppoi mi viene da chiederti, ma x cosa vivi tu? X te? povero illuso non sarai mai felice perchè la felicità viene quando si dà per gli altri, gli altri sono quelli che tu non vorresti che nascessero.

      baci

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    6. Io non nego affatto che le persone vogliano vivere consumando e sprecando.
      Sebbene io lo consideri stupido - edonismo e consumismo sono incompatibili anche se la pubblicità fa di tutto per associarli da decenni - è così. Alla mia utopia di una decrescita edonista, serena, ecologica, si contrappone la distopia della crescita tumorale infelice, mortifera, alienante, consumista, nichilista (direi che il tumore è la espressione nichilista per antonomasia).
      E proprio perché è così, il 98? 95? 91? % degli homo vuole avere una fetta grande, molto grande, esse devono essere ovviamente molte di meno.

      Le persone vive in appartamenti singoli, viaggi in auto da solo, comunica con 3 strumenti contemporaneamente, deve andare x forza in vacanza a Sharm e così via.
      Quindi, proprio per questo è necessario essere in pochi.
      E' triste, brutto, anche stupido, ma è proprio così. e' la realtà, qui e ora.
      Ricorda, è semplice: fette grandi => n° ridotto di fette.

      A parte questa considerazione di aritmetica elementare, se ci spingiamo più in là, stili di vita più sobri possono portare ad un aggiustamento, ad un riduzione parziale delle risorse necessarie.
      Supponiamo anche uiltra ottimisticamente ad una riduzione lineare.
      In nessuno caso esse limiteranno superiormente la curva esponenziale della crescita demografica.
      Questo concetto di analisi matematica base smonta qualsiasi illusione svampito-idealista che si possa continuare a crescere, ad aumentare di numero semplicemente riducendo in parte i consumi. A, bellissimo, arrivare ad essere in 12G homo e mangiare lombrichi e insetti.
      Ti lascio pure questo menù, in una bella stanzetta tre per quattro, in sei, tua compagna e i tuoi quattro figli.

      Sì, tu non devi fare più di un figlio se ciò comporta che tu usi la quota di energia che ritengo che sia dovuta a me e al mio figlio unico. Anche tu ti devi limitare. Ehssì!
      Infatti una politica equa sarebbe quella di assegnare ad ogni donna una quantità di energia e risorse necessarie per vivere in tre: la donna, un figlio, un compagno.
      Vuoi fare tre figli? creperanno di fame, perché non puoi prendere l'energia e le risorse che spettano agli altri, non puoi occuparne gli asili e le scuole, non avrai antibiotici, non puoi salire sui treni perché avrai tre posti. Prima tre posti per tutti. Poi, se ce ne sarà, un'altro posto per tutti.
      E' semplice. Si chiama equità. giustizia.
      Quando ci sono poche risorse la prima equità è quella di distribuirne in modo equo e che nessuno se ne approfitti a danno degli altri.

      Io sono molto felice. E le costipazioni le trovo aberranti.
      Vivere in un posto come Kowlon è aberrante, anche se ci vivi in famiglia.
      La famiglia non è un fine, è uno dei mezzi che possono permettere una vita degna, rispettosa. La famiglia sfornate di sedici pargoli è un problema, un atto violento, parassitario e criminale.
      La famiglia? Dipende.



      Concludo con un detto militaresco, cameratesco

      Poca brigata vita beata.

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    7. caro anonimo che ti senti solo (7 miliardi non ti bastano per dare agli altri? quanti ne volete di più, qual'è il numero ottimale?), se l'esempio dell'autobus non ti piace, ti faccio quello della cavalletta.
      In sè non è molto energivora, vero? non usa l'auto o l'Ipad. Ora prenda mille mila cavallette e le faccia sciamare su un campo, e poi ammiri l'effetto che fa.
      Auguri di bontà e felicità

      L.

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    8. " Poca brigata vita beata"...Bello, nel senso che bisogna uscire in un piccolo gruppo o d uscire in gruppo n0n troppo spesso ?

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    9. Motti, detti, proverbi hanno più interpretazioni, Fra', non c'è n'è (fortunatamente) alcuna ortodossa.

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  7. Il problema è che da che mondo è mondo il numero è potere, da questo nasce la retorica natalista. Nessuno vuol cedere spazio a qualcun altro, né ai figli di qualcun altro. Non sarà un caso che la Cina ha abbandonato la politica del figlio unico proprio adesso che è forte della sua espansione economica e migratoria.

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    1. Beh, se la scelta della denatalità non sarà volontaria, è questo è certo, ci penseranno i limiti del pianeta ad imporcela, e sarà tanto disastrosa quanto una tragedia globale.
      Prepariamoci, ci passeremo anche noi della generazione dei 40/50enni.

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    2. Forse l'intento non dichiarato e' che alla fine della tragedia si sia instaurato comunque un predominio numerico di qualche tipo.
      A volte mo domando se chi ci governa non sia stato selezionato in base alla sua sociopatia piuttosto che alle sue capacita' di governare per il bene di tutti.

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    3. Quello che si dice sia successo sull'isola di Pasqua dovrebbe bastare. Isola di Pasqua un isola in mezzo all'oceano, pianeta Terra un pianeta in mezzo all'universo.

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  8. un applauso per il post e anche anche per il livello dei commenti, in particolare a quello di "uomo in cammino", ineccepibile, e alla giusta (ahinoi) osservazione storico antropologica di "dr tenebre".

    L.

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  9. Sono abbastanza vecchio da ricordare bene che negli anni '70 il problema demografico era sulla bocca di tutti, sulla stampa di tutti i generi e perfino a scuola si parlava di sovrappopolazione. Poi il tema è progressivamente scomparso, perfino nella narrativa ambientalista. Ora che il guaio è fatto ritorna. Bene, meglio tardi che mai.
    Jacopo

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  10. Bene, finora siete stat* brav* (più o meno) :-)

    Il tema porta ad eccessi, visto l'archetipo che va a sollecitare, quindi non è facile rimanere nelle righe. Invito tutt* a esprimersi non direttamente agli eventuali interlocutori col 'tu', per evitare di offendere, anche involontariamente, le sensibilità della persona. Cerchiamo di limitarci ad esprimere i concetti e a non riferirli alle persone fisiche che partecipano alla discussione. Questo può aiutare a mantenere il dibattito sui concetti e non sul personale. Se riusciamo a fare questo il dibattito ne guadagnerà ed anche l'ascolto reciproco.

    Grazie.

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  11. ma se saremo meno numerosi ci vorrà Kenshiro

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  12. un post coraggioso e necessario;
    io credo, nella speranza di sbagliarmi, che la decrescita della popolazione mondiale non sarà dovuta a soluzioni politiche (nel tentativo di garantire condizioni di Vita dignitose e appaganti per l'umanità, e di curare il Creato deturpato e svilito), ma semplicemente all'incalzante degrado generale e calo delle risorse;

    la Cina per esempio, nonostante la politica del figlio unico con le sue evoluzioni (http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/cina_figlio_unico_campi_di_lavoro_legge_svolta/notizie/414215.shtml), fa sperimentare a buona parte della sua popolazione condizioni di "vita" che io ritengo non compatibili con la realizzazione della piena natura umana;

    la Cina in questo modo raggiunge il punto di tangenza tra crescita demografica e sfruttamento del proprio territorio, in relazione all'utilizzo delle risorse attualmente disponibili;
    io vedo un futuro, non solo x la Cina, in cui si tornerà ad essere per necessità più sobri e l'uomo tornerà più o meno al numero di individui previsti dalle leggi ecologiche, ma in un mondo privato di buona parte della sua bellezza, ricchezza, stabilità e accoglienza verso la nostra specie;

    la speranza che conservo è che un cambiamento globale possa avvenire almeno a livello morale: davanti alla crisi epocale che ci aspetta, prevalga la collaborazione, la fratellanza e non l'egoismo, per rendere dignitosa, e non disperata e senza senso, l'inevitabile sofferenza fisica e morale che ci toccherà in diversa misura più o meno tutti;

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    1. > non compatibili con la realizzazione della piena natura umana
      Molte persone ignorano come il PCC e i cinesi sia arrivati alla Politica di Giustiza del figlio unico.
      Sono passati varie catestie nelle quali sono successe le cose più orribili che possono succedere nel genere umano.

      > non compatibili con la realizzazione della piena natura umana
      A volte ciò che sembra pessimo è un paradiso rispetto all'inferno che lo ha giustificato e che vuol prevenire

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    2. Uomo.InCammino, probabilmente non ci siamo intesi; ho scritto che NONOSTANTE la politica del figlio unico le condizioni di "vita" sono pessime, e si sfruttano al massimo il territorio e le risorse; figuriamoci senza..
      era per motivare il mio punto di vista, cioè che, "la decrescita della popolazione mondiale non sarà dovuta a soluzioni politiche (nel tentativo di garantire condizioni di Vita dignitose e appaganti per l'umanità, e di curare il Creato deturpato e svilito), ma semplicemente all'incalzante degrado generale e calo delle risorse";

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  13. quello che voglio dire è che non è - se si può dire- "giusto" limitare le nascite, ci penserà la natura a equilibrare la situazione. Mi pare ovvio. Limitare la libertà dell'essere umano nell'atto dell'amore è una negazione dell'esistenza stessa che manda avanti la civiltà umana.

    Se l'homo crescerà troppo avverrà - come in un qualsiasi ecosistema - la selezione della specie. Sopravviveranno i più resilienti e resistenti, i più autonomi, quelli che consumano di meno che resistono alle circostanze ambientali e psicosomatiche

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    1. vedendo le cose in maniera asettica, diciamo dal punto di vista di un abitante di un sano pianeta di un'altra galassia, la penserei allo stesso modo;
      implicito nel discorso credo ci sia il considerare l'uomo come una qualsiasi specie che si espande finchè l'ambiente glielo consente, e non una in grado di utilizzare l'intelligenza per darsi un futuro dignitoso come specie;
      come fanno i ratti a Montecristo, i conigli in Australia, i castori in Patagonia ecc.

      il fatto è che io non credo che siamo una specie come le altre:
      - innanzitutto perchè per la nostra intelligenza non siamo soggetti alla stessa pressione evolutiva del resto del Creato;
      - e poi, non ci riproduciamo - di solito - come ratti o conigli, di solito, e sono d'accordo con te, c'è un atto d'Amore sotteso al concepimento;

      x farla breve, senza offesa, a me pare che ci sia uno stridere tra il considerare Homo una specie qualsiasi e poi parlare di atto d'Amore nella riproduzione;

      e poi, lasciando fare alla Natura, si può considerare Amore prevedere e accettare che miliardi di persone debbano soffrire e morire senza dignità e speranza per sè e per la propria progenie?

      PS: rispetto le opinioni di tutti e prego di non confondere la fermezza con cui espongo le mie idee con una mancanza di rispetto.

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    2. > la libertà dell'essere umano nell'atto dell'amore è una negazione dell'esistenza stessa che manda avanti la civiltà umana

      Qui si arriva, fondamentalmente alla morale religiosa patriarcale e quindi, fondamentalmente misogina, ostile al piacere e all'eros che è il fondamento della coppia.
      Tant'è che cambiando morale, passando a quella del tantra, ad esempio, (o di altre culture animiste), non si capisce come sia possibile degradare l'amore tra un uomo e una donna solo alla biologia della riproduzione.

      Facciamo come i fisici e portiamo i ragionamenti al contorno per evidenziarne l'assurdità.

      Se io e tu facciamo l'amore senza profilattico, diaframma, pillola allora ci amiamo, è amore.
      Se io e tu facciamo sesso con profilattico, diaframma, pillola allora non ci amiamo, non è amore, non è libertà, è peccato, cacca diavolo brutto cattivo.

      Siamo al ribaltamento dell'etica: un atto di egoismo, di incontinenza biologica, di ingravidamento della femmina, un atto sostanzialmente ecocida è amore, è rispettoso della natura umana, altrimenti no.
      Un atto responsabile, di temperanza, di continenza, nobile, che crea energia, unione, senza pesantissime ricadute ecologiche, quello è un atto "degradante", è fornicazione etc. (il frasario delle religioni è abbastanza ricco, qui)

      Esiste sempre una speculazione ideologica che fanno i religiosi che passa dal piano naturale a quello antropocentrico o viceversa per sostenere le loro contraddittorie e anacronistiche morali.

      Se il piano è quello della biologia - io faccio sesso solo in modo naturale, non si capisce perché non vada bene il sesso anale oppure non vada bene la competizione biologica per il territorio ed il suo difenderlo dagli altri esuberanti prolifici che si sono riprodotti compulsivamente.
      E' tutto naturale, tu chiavi senza mezzi contraccettivi, fai 36 o 38 figli, poi una arriva qui dal Congo insieme ad altri 350k bipedi ogni anno, e io, altrettanto naturalmente, ti prendo a frecciate, a clavate, a coltellate e difendo il mio territorio biologico in modo biologico, naturale.
      Insomma, il piano della biologia.

      Se il piano è quello della cultura - non siamo "bestie", non cediamo agli istinti, usiamo la compassione, la ragione. etc. - non si capisce perché mai sia necessario degradare un atto erotico di unione del maschile e femminile alla sola biologia.

      "la libertà dell'essere umano nell'atto dell'amore"
      Cosa vuol dire?
      Come si misura?
      Su quale piano è?
      La libertà è morale, ovvero risponde delle conseguenze, degli effetti? Li scarica su altri? E' coerente?

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    3. Ho usato per brevità il termine "religioni" ma in realtà avrei dovuto, per amor di precisione, parlare di religioni patriarcali ovvero della mano destra.

      Scusate anche per i refusi.

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    4. "L'uomo non e' il padrone assoluto della Creazione. Ha il diritto di usarla, non di abusarne. Deve essere l'amministratore, gestirla con responsabilità, farla fruttare..." (Dichiarazione su Le Respect de la création - Il Rispetto della creazione - formulata dalla Commissione sociale dei vescovi francesi, gennaio 2000, punto 12).

      Hélene e Jean Bastaire

      Per un'ecologia cristiana

      Ed Lindau

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  14. Il mio primo pensiero è che è assolutamente necessario diminuire il numero di noi "esseri umani" sul pianeta Terra.
    Il secondo pensiero è che è necessario che sui e nei media ne parliamo diffusamente, "pro" e "contro", che la maggioranza di noi sia a conoscenza del tema "sovrappopolazione umana e decremento demografico umano".
    Il terzo che la limitazione delle nascite non deve essere un obbligo, ma una libera scelta della singola coppia o della singola donna.
    Per ultimo, molti popoli tribali usavano vari metodi per limitare le nascite, uno era l'uso di erbe che facevano abortire.

    Gianni Tiziano

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    1. > la limitazione delle nascite non deve essere un obbligo, ma una libera scelta della singola coppia o della singola donna.

      Perché?
      Poiché non c'è atto che abbia conseguenze più pesanti sul collettivo e sull'ambiente della riproduzione, perché esso non deve essere regolato dalla collettività?
      Perché non vanno bene, ci scandalizziamo correttamente per le esternalizzazioni economiche e assumiamo che le esternalizzazioni sociali, demografiche e riproduttive (molto più gravi per effetti, costi, scala) debbano continuare?
      Perché una famiglia con sedici figli dovrebbe avere la libertà di obbligarmi a lasciar loro dello spazio, a dover essere spremuto come un limone per pagare l'istruzione della loro prole? perché il selvatico residuale che è anche mio deve essere distrutto per realizzare altre quindici abitazioni? etc. etc.

      Il fatto che la credenza che le scelte riproduttive siano personali, non cambia una virgola nel fatto che non c'è nulla di più (pesantemente) collettivo, ambientale, sociale della demografia.
      Perché non deve essere regolato dalla collettività ciò che poi pesa sulla collettività?

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  15. Perchè ?
    Perchè io sono per la "libera scelta" e tu per l' "obbligo" ?
    Bho !
    Forse hai ragione tu, che dovrebbe essere un obbligo.
    A mali estremi, estremi rimedi.
    Ecco, mi hai quasi convinto.
    Penso che hai ragione tu.
    Si, hai ragione tu, dovrebbe essere un obbligo, che ognuno di noi si impegnasse personalmente affinché il numero di esseri umani sulla Terra rientrasse in un numero sostenibile per la Natura.
    Forse da adesso sono anche io a favore dell' "obbligo".
    Col tempo capirò meglio.
    Abbiamo bisogno di decisioni forti e coraggiose, per salvare il mondo.
    Decisioni da attuare in tempi rapidi.
    Per consegnare un mondo in cui si possa vivere, alle future generazioni.
    Ciao.

    Gianni Tiziano

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  16. Purtroppo ci si scontra contro arretratezze ed oscurantismi culturali una società libera dove la donna è uguale all'uomo e non ci si "deve" sposare ed è "figo" fare 7 figli va automaticamente ridimensionandosi perché non tutti fanno famiglia e hanno figli almeno un 30% non lo fa e le famiglie numerose sono l'eccezione e non la regola. Meno persone significa meno cementificazione società meno caotica ed aggressiva meno tensioni sociali è banale come l'esempio della torta se siamo in tre a dividercela anche se due sono prepotenti una buona fetta tocca pure al terzo ma se la torta ce la dobbiamo dividere in 20... finisce in rissa.. Inoltre la crescente automazione toglierà molti posti di lavoro quindi tanti disoccupati da mantenere.. I cinesi anche se con metodi antidemocratici hanno visto giusto dimezzando la loro popolazione il vero problema sono i paesi africani fuori controllo mentre noi europei ed occidentali in generale stiamo andando da anni nella direzione giusta andrebbero però limitati gli sprechi e favorite le tecnologie meno impattanti a partire dalle case divieto assoluto di costruire casermoni nuovi lo so che è fantascienza ma solo edifici di pregio architettonico e recupero di quanto già costruito. Se non si frena la crescita demografica penso che da qui a 30 40 anni ci saranno vere catastrofi per l'umanità intera che avrà a disposizione una sempre più tecnologia potenzialmente altamente distruttiva.

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