Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 26 marzo 2014

Il riscaldamento globale sta accelerando!

Da “Skeptical Science”. Traduzione di MR

Di James Wight 

Figura 1: Contenuto di calore globale dell'oceano 1955-2013. (Fonte


La Terra sta guadagnando calore più rapidamente che mai

Nel 2013, gli oceani terrestri hanno accumulato energia ad un tasso di 12 bombe atomiche di Hiroshima al secondo, come risulta dalle registrazioni del contenuto di calore nell'oceano da parte del Centro Nazionale di Dati Oceanografici degli Stati Uniti (NOCD). Questo rapido riscaldamento nel 2013 equivale a una media di 4 bombe atomiche di Hiroshima al secondo dal 1998 e 2 bombe atomiche al secondo da quando sono iniziate le registrazioni nel 1955.

Non è questo il modo usuale per iniziare un articolo sulle osservazioni sul riscaldamento globale, ma ho scelto di fare così perché il contenuto di calore dell'oceano è oggettivamente la prova più importante. La stragrande maggioranza del calore dal riscaldamento globale va negli oceani, quindi il contenuto di calore degli oceani, è un indicatore più affidabile che non la temperatura atmosferica o di superficie. Questi dati mostrano il riscaldamento globale ha accelerato negli ultimi 15 anni, contrariamente alle dichiarazioni dei negazionisti secondo le quali il riscaldamento globale ha “rallentato”, è “in pausa” o “si è fermato”, perché la parte superiore dell'oceano, l'atmosfera e la superficie si sono scaldati più lentamente negli anni recenti. Gli oceani che si scaldano alimentano gli uragani, aumentano il livello del mare, devastano le barriere coralline e spingono i pesci a migrare in acque più fredde.

Figura 2: Dove sta andando il riscaldamento globale

Le misure satellitari confermano che la Terra sta raccogliendo calore al tasso indicato dal contenuto di calore dell'oceano. Ci si può attendere che questo continui in quanto il CO2 atmosferico si trova attualmente a 400 ppm ed è in aumento (il suo livello più alto in almeno 13 milioni di anni e ben al di sopra del livello di sicurezza stimato di 350 ppm).

Altre prove dell'accelerazione

Un po' del calore finisce anche nel ghiaccio che fonde. La scomparsa dell'Artico ha accelerato drammaticamente, toccando il record minimo in volume nel 1999, 2002, 2003, 2004, 2005, 2006, 2007, 2010, 2011 e 2012. Al suo minimo, nel 2012, il volume del ghiaccio marino dell'Artico era un mero 20% del volume minimo del 1979. Nel 2013 è stato il 30% del volume del 1979, cosa che i negazionisti hanno rigirato come “recupero” dal 2012, ma in realtà la tendenza rimane fortemente alla diminuzione. La fusione sta procedendo molto più rapidamente di quanto previsto dai modelli usati dal IPCC. Se la tendenza viene estesa nel futuro, l'Oceano Artico sarà presto completamente liquido.

Figura 3: Percentuale del minimo del volume del ghiaccio marino dell'Artico nel 1979 rimasto dal 1979 al 2013. (Fonte) 

La scomparsa del ghiaccio marino dell'Artico sta riducendo la riflettività della superficie della regione polare settentrionale da molto alta a molto bassa. Questa è una retroazione che amplifica il riscaldamento globale e minaccia di scatenare una reazione a catena di punti di non ritorno, compreso un rilascio su larga scala di metano dal permafrost che si scongela e il collasso della calotta glaciale della Groenlandia. Il permafrost sta già cominciando a scongelarsi e ad emettere carbonio e la perdita di massa della calotta glaciale sta accelerando esponenzialmente.

Diversi studi hanno scoperto che gli scienziati del clima hanno sistematicamente sottostimato gli impatti del riscaldamento globale. E' più di 20 volte più probabile che i nuovi risultati siano peggiori del previsto che non che siano migliori. Sembra che gli scienziati abbiano corretto troppo in risposta alle accuse di allarmismo. Uno studio ha concluso:

Se l'intenzione è quella di offrire un equilibrio reale nel rapporto, “l'altra parte” scientificamente credibile è che, se le stime consensuali come quelle del IPCC sono sbagliate, è perché la realtà fisica è significativamente più minacciosa di quanto sia stato riconosciuto ampiamente ad ad oggi.

La superficie si sta ancora riscaldando

Quindi, al contrario di ciò che sostengono i negazionisti, non c'è nessun “rallentamento” del riscaldamento globale e di sicuro non c'è una “pausa” o “raffreddamento”, in quanto la Terra continua ad accumulare calore più rapidamente che mai. E vero che il tasso di riscaldamento della superficie sembra aver rallentato leggermente negli ultimi 15 anni. Tuttavia, il 2013 è stato comunque il quinto anno più caldo frai i 164 anni di registrazioni della temperatura globale, secondo l'Università di York.


Figura 4: Confronto delle tendenze della temperatura globale di superficie durante i periodi 1979-1997 e 1998-2013 nell'analisi dell'Università di York. (Fonte

La temperatura globale durante il 2013 è stata di 0,54°C al di sopra della media dal 1961 al 1990. (I climatologi di solito danno le temperature come anomalie relative ad una media, perché sono più facili da confrontare delle temperature assolute). Il 2013 ha avuto anche il settembre e novembre più caldi mai registrati, il quarto giugno più caldo, il 5 luglio e dicembre, il sesto agosto il settimo gennaio, l'ottavo aprile, il nono maggio e il decimo ottobre. Se si toglie il ciclo stagionale, novembre 2013 è stato il sesto più caldo di tutti i mesi.

I quattro anni più caldi sono stati il 2010 (0,63°C), il 2005 (0,59°C), il 2007 (0,56°C) e il 2009 (0,55°C). Ognuno dei 13 anni di questo ventunesimo secolo è uno dei 14 più caldi (l'altro anno anomalo preso spesso isolatamente ad esempio è il 1998). Gli anni del secondo decennio del 2000 sono al momento più caldi di quelli del primo, il decennio più caldo mai registrato (seguito dagli anni 90 e dagli anni 80). L'ultimo anno con una temperatura annuale più fredda della madia è stato il 1985.

L'insieme di dati dell'Università di York è una nuova analisi (troppo nuova per essere inclusa nel recente rapporto del IPCC) che interpola le temperature in regioni con minori stazioni meteorologiche. In particolare copre l'Artico, che si sta riscaldando più rapidamente del resto del pianeta a causa della retroazione di amplificazione regionale descritta sopra. E' considerata più precisa delle altre analisi che non usano l'interpolazione e rivela che il tasso di riscaldamento dal 1997 è stato il doppio più veloce di quanto si credeva in precedenza, identico alla tendenza dal 1951 e solo di un quarto meno della tendenza dal 1980.

Figura 5: Temperature globali di superficie 1850-2013. La linea blu mostra le temperature corrette per coprire tutto il globo. La linea rossa mostra le temperature non corrette. (Fonte) 

Ma non dovete fidarvi dell'Università di York. In tutte le analisi, il 2010 è l'anno più caldo; il 2013 è fra i più caldi (anche se la sua esatta posizione in classifica varia); c'è una tendenza al riscaldamento dal 1998; ognuno degli ultimi tre decenni è stato successivamente il più caldo mai registrato e la Terra si è scaldata di circa 0,8°C dall'era preindustriale. Persino una rianalisi da parte di una squadra di scettici conferma la tendenza al riscaldamento.

Fattori temporanei stanno mascherando il riscaldamento della superficie

Mentre il riscaldamento della superficie potrebbe aver rallentato (risultato che appare più significativo negli insiemi di dati che escludono il rapido riscaldamento dell'Artico), descrivere ciò come un “rallentamento” è fuorviante perché le sue cause sono meramente temporanee.

Cicli oceanici

La causa principale del più lento riscaldamento dell'atmosfera è una circolazione oceanica chiamata Oscillazione Inter-decennale del Pacifico (acronimo inglese IPO). I cicli oceanici redistribuiscono periodicamente il calore all'interno del sistema climatico terrestre (in particolare fra l'oceano e l'atmosfera) e sono scollegati dal cambiamento climatico sul lungo termine causato dal calore che entre ed esce dal sistema. Questa specie di variabilità interna è la ragione per cui gli scienziati del clima si concentrano slle tendenza a lungo termine al posto di quelle a breve termine e la quantità totale di calore che si accumula piuttosto che il tasso di riscaldamento della superficie.

L'IPO controlla la frequenza relativa delle fasi della Oscillazione Meridionale più breve, che si alterna fra El Niño (caldo), La Niña (freddo) e neutrale. In una fase di El Niño, gli alisei rallentano e la superficie dell'Oceano Pacifico tropicale è più caldo del solito. Il caldo anomalo del 1998 era dovuto ad un super El Niño. In una fase La Niña, l'acqua calda sprofonda, portando in superficie l'acqua fredda. Il 2011 e il 2012 sono stati più freddi degli anni vicini perché si sono verificati durante La Niña. Il riscaldamento del 2013 è avvenuto in condizioni di Oscillazione Meridionale neutra, in contrasto con gran parte degli anni più caldi che tendono a verificarsi durante El Niño. Gli anni con condizioni di Oscillazione Meridionale comparabili tendono a diventare più caldi.


Figura 6: Temperature globali annuali di superficie 1880 – 2013 dalla NASA, con gli anni di El Niño in rosso, gli anni de La Niña in blu e gli anni neutri in grigio. (Fonte) 

Dal 2001, l'IPO si è trovato in una fase fredda (ogni fase dura circa 20 anni) nella quale gli alisei accelerano e La Niña prevale. In questo modo, l'IPO sta temporaneamente nascondendo gran parte del calore in entrata da parte del riscaldamento globale nelle profondità dell'oceano.

Influenze di raffreddamento temporanee

L'accumulo di calore è continuato nonostante le influenze naturali abbiano avuto un effetto netto negativo sulla quantità di calore in entrata. Il fattore naturale più importante nell'ultimo decennio è stato il ciclo solare di 11 anni, che ha avuto un minimo insolitamente esteso durante il 2005-2010. L'effetto cumulativo delle particelle riflettenti emesse da piccole eruzioni vulcaniche potrebbe aver fornito un'altra influenza di raffreddamento. Questi fattori naturali hanno temporaneamente compensato parte del riscaldamento che altrimenti si sarebbe verificato a causa dei gas serra emessi dagli esseri umani.

Un'altra ragione possibile per un riscaldamento della superficie più lento è l'inquinamento aereo da particolati (che, al contrario dell'inquinamento da gas serra, raffredda temporaneamente la Terra riflettendo luce solare). La quantità e l'effetto di queste particelle sono misurati male al momento a causa della mancanza di finanziamento alla ricerca, ma le emissioni dall'aumento dell'attività industriale in Asia potrebbe annullare le riduzioni dei paesi sviluppati. Questo rappresenta un ulteriore potenziale fattore che aiuta a nascondere temporaneamente il riscaldamento globale.

Spiegare l'apparente rallentamento

Il tasso di riscaldamento della superficie rimane entro la gamma delle proiezioni dei modelli. I modelli climatici non sono mai stati progettati per prevedere le tendenze su 15 anni perché la tempistica dei cicli oceanici è imprevedibile. Piuttosto, sono state fatte molte simulazioni con le fluttuazioni casuali dell'oceano ed alcune di quelle simulazioni infatti hanno previsto periodi in cui il riscaldamento atmosferico sembrava avere una pausa mentre l'oceano profondo si scaldava più rapidamente.

Inoltre, i nuovi modelli climatici sono in grado di spiegare le temperature di superficie osservate negli ultimi anni tenendo conto dei cicli oceanici e solari osservati. Regolando la temperatura di superficie per rimuovere tutti i fattori naturali (oceani, Sole, vulcani) rivela di nuovo che il riscaldamento globale è continuato ed ha anche un po' accelerato, dal 2000.

Figura 7: Registrazioni della temperatura di superficie dell'Università di York con la rimozione delle influenze naturali. Linea blu = tendenza 1979-2000. Linea rossa = temperature previste se la tendenza 1979-2000 si estendesse fino ad oggi (notate che le temperature realmente osservate sono in gran parte al di sopra di questa linea). (Fonte)

Nel 2013 è stato caldo quasi ovunque

Gran parte del mondo è stato più caldo della media durante il 2013:

Figura 8: Mappa delle anomalie della temperatura in ogni regione del mondo durante il 2013. (Fonte

L'anno più caldo dell'Australia

Il caldo più estremo è stato registrato in Australia, che ha sofferto il suo anno più caldo mai registrato (1,20°C al di sopra della media 1961-1990), ondate di calore frequenti e temperature più alte della media durante tutto l'anno. Ancora una volta, il caldo australiano è avvenuto nonostante l'Oscillazione Meridionale neutra. L'Australia nel 2013 ha battuto tutti i record seguenti:


  • Temperatura nazionale diurna più alta (40,30°C il 7 gennaio)
  • Sette giorni consecutivi di temperatura massima di media nazionale oltre i 39°C (2-8 gennaio)
  • Gennaio più caldo
  • Mese più caldo di sempre (gennaio)
  • Temperatura della superficie del mare più alta in gennaio nei mari circostanti
  • Temperatura della superficie del mare più alta in febbraio nei mari circostanti
  • Estate più calda (dicembre 2012-febbraio 2013)
  • Ondata di calore record in marzo a Melbourne
  • Marzo più caldo in Tasmania
  • Stagione umida settentrionale più calda (ottobre 2012-aprile 2013)
  • Terzo autunno più caldo nell'Australia meridionale (marzo-maggio)
  • Seconda metà dell'anno più calda (gennaio-giugno)
  • Terzo inverno più caldo (giugno-agosto)
  • Giorno invernale più caldo ( 29,92°C il 31 agosto)
  • Settembre più caldo
  • Mese più caldo dopo aver rimosso il ciclo stagionale (2,75°C sopra la media in settembre)
  • Record precedente del settembre più caldo nell'Australia meridionale superato di 5,39°C
  • Giorno più caldo in ottobre (42,6°C il 31 agosto)
  • Periodo di 12 mesi più caldo (record battuto tre volte: settembre 2012-agosto 2013, ottobre 2012-settembre 2013, poi novembre 2012-ottobre 2013)
  • Seconda temperatura più alta della superficie del mare più alta in novembre nei mari circostanti
  • Primavera più calda (settembre-novembre)

Un'altra ondata di calore è già iniziata il 27 dicembre, è continuata fino al gennaio 2014 ed ha battuto i record in molti posti. E' stata subito seguita da una delle ondate di calore più significative del sudest dell'Australia (13–18 gennaio 2014), uccidendo circa 400 australiani e rivaleggiando con l'ondata di calore del 2009 che ha causato gli incendi boschivi del Sabato Nero.

Oltre l'Australia

Parti dell'Asia centrale, dell'Etiopia e della Tanzania hanno sofferto un caldo record. La Groenlandia ha registrato la sua temperatura dell'aria più alta (25,9°C il 30 luglio). In agosto, la Cina ha visto una delle sue ondate di calore peggiori, che ha ucciso più di 40 persone. La Russia ha vissuto i suoi novembre e dicembre più caldi (con la Siberia a +9°C al di sopra della media a dicembre). Sono poche le parti del mondo che sono state più fredde della media e da nessuna parte c'è stato un freddo record.

Le temperature di superficie degli oceani Artico, Atlantico, Indiano, Sud e Ovest del Pacifico sono state tutte più calde della media. Gli oceani caldi hanno contribuito ad alimentare una stagione dei tifoni al di sopra della media. Il tifone Haiyan è stato il ciclone tropicale più forte che abbia mai toccato terra, uccidendo oltre 5.700 persone. Anche se le precipitazioni globali sono state prossime alla media, alluvioni e siccità estreme sono avvenute in molte parti del mondo.

Il meteo freddo più notevole che sia avvenuto nel 2013 è stato in realtà un effetto collaterale del riscaldamento globale. L'insolito riscaldamento dell'Artico ha portato ad una fase negativa record dell'Oscillazione Artica in cui l'aria fredda artica si è spostata verso sud (come la porta di un congelatore lasciata aperta). Questo ha a sua volta causato una fredda primavera settentrionale negli Stati Uniti ed in Europa. Questo fenomeno di “Artico caldo e continenti freddi” è avvenuto in diversi anni recenti potrebbe essere uno spostamento permanente degli schemi meteorologici. Sfortunatamente, questo significa che il Nord America, il fulcro del negazionismo climatico, sta vivendo inverni coerentemente freddi mentre il resto della superficie terrestre cuoce.

Il modo in cui il cambiamento climatico alimenta gli eventi meteorologici estremi

Tutti gli eventi meteorologici estremi che viviamo oggi stanno avvenendo nel contesto di un sistema climatico che contiene molto più calore di quanto ne contenesse 50 anni fa. Un aumento delle temperature medie aumenta il meteo caldo estremo:

Figura 9: Illustrazione di come la temperatura media in aumento aumenti le temperature estremamente alte. (Fonte

Il meteo freddo non contraddice una tendenza al riscaldamento, proprio come un atleta che prende steroidi migliorerà la sua forza media e batterà molti record, ma avrà ugualmente momenti di debolezza. Le osservazioni confermano che la distribuzione delle temperature fredde e calde sta cambiando, come mostrato nel grafico sopra. Per esempio, i record di caldo in Australia ora si stanno verificando tre volte più di frequente di quelli di freddo.

L'aumento di energia nel sistema climatico causa anche l'intensificazione del ciclo dell'acqua: evapora più acqua dal terreno; l'aria contiene più acqua; cade più acqua sotto forma di pioggia. La combinazione dei temperature più alte e suoli più asciutto porta a incendi boschivi più frequenti e peggiori.

Perché il mito della “pausa” ha ottenuto così tanta pubblicità?

La conclusione centrale del rapporto del IPCC dello scorso anno è stata che il riscaldamento globale antropocentrico è più evidente che mai, anche se il rapporto ha trascurato di evidenziare le prove chiave che suggeriscono che il clima stia già raggiungendo pericolosi punti di non ritorno. Tuttavia come mi lamentavo al momento, la copertura mediatica del rapporto del IPCC era dominato dalla falsa narrativa della "pausa" di riscaldamento e dalle accuse di una cospirazione del IPCC pe esagerare il riscaldamento. Perché ciò è accaduto?

I negazionisti hanno dichiarato fin dal 2006 che il riscaldamento globale si era fermato, ma fino a poco tempo fa il mito era confinato alla camera dell'eco della destra (già una sfera vasta che comprende l'impero multimediale di News Corp, radio contrarie e gran parte della stampa d'affari). Il suo profilo è stato alzato considerevolmente lo scorso aprile, quando la Reuters ha cominciato a promuovere l'idea con un articolo intitolato “Gli scienziati del clima lottano per spiegare il rallentamento del riscaldamento” (non lo nobiliterò con un link diretto). Ciò è indicativo di una più ampia tendenza nella copertura climatica della Reuters. La ragione è divenuta chiara a luglio, quando il corrispondente climatico dall'Asia David Fogarty ha lasciato la Reuters ed ha rivelato:

Sin dai primi giorni del 2012 mi è stato ripetutamente detto che clima e ambiente non erano più le massime priorità per la Reuters e mi è stato chiesto di esplorare altre aree. Essendo testardo ed appassionato al mio ritmo sul cambiamento climatico, ho ampiamente ignorato la direttiva... 

Ad aprile dello scorso anno Paul Ingrassia (allora vice-redattore capo [da allora promosso a caporedattore]) ed i ci siamo incontrati ed abbiamo chiacchierato in una funzione aziendale. Mi ha detto di essere uno scettico del cambiamento climatico. Non uno scettico fanatico, solo uno che voleva vedere più prove sul fatto che l'umanità stesse cambiando il clima globale. 

Progressivamente, riuscire a pubblicare una qualsiasi storia legata al tema del cambiamento climatico è diventato più difficile. Era una lotteria. Alcuni editori rimpiazzavano felicemente e pigiavano il bottone. Altri tormentati facevano mille domande. Il dibattito su alcune idee di storie generavano una burocrazia infinita da parte di editori spaventati nel prendere la decisione, riflesso di un diverso tipo di clima nella Reuters – il clima della paura. 
  
Da metà ottobre, sono stato informato che il cambiamento climatico semplicemente non era una grande storia per il presente, ma che lo sarebbe se ci fosse un cambiamento significativo nella politica globale, tipo che gli Stati Uniti introducessero un sistema di tetto e scambio (cap-and-trade). 

Subito dopo quella conversazione mi è stato detto che la mia funzione sul cambiamento climatico è stata abolita. 

Gli autori del IPCC sapevano che il supposto rallentamento era un non problema, ma secondo l'autore principale e coordinatore Dennis Hartmann:

era diventato sempre di più un problema pubblico, così abbiamo sentito di dover dire qualcosa su questo, anche se da un punto di vista di osservazione, non è una misura molto affidabile del riscaldamento a lungo termine.

Ad agosto, una bozza del rapporto “Sommario per Decisori Politici”che conteneva l'affermazione “I modelli non riproducono generalmente la riduzione osservata nella tendenza al riscaldamento della superficie negli ultimi 10-15 anni” è trapelato alla Reuters. Questa frase era facile togliere dal contesto per sostenere la narrativa negazionista di un rallentamento che gli scienziati non sanno spiegare. Il linguaggio è stato moderato per il rapporto finale in settembre (che l'IPCC ha fatto l'errore di pubblicare di venerdì), ma il danno era fatto. Tutti i giornalisti volevano parlare della supposta pausa.

(Fonte

Il rapido riscaldamento della superficie tornerà a vendicarsi

Riassumendo, la Terra sta acquisendo calore più rapidamente che mai. Il ghiaccio marino dell'Artico si sta fondendo ad un tasso sorprendentemente accelerato e potrebbe sparire presto. Gran parte delle indicazioni si stanno rivelando peggiori di quanto previsto dagli scienziati. Se si include l'Artico in rapido cambiamento, il riscaldamento di superficie negli ultimi 15 anni è continuato ad un tasso soltanto leggermente più lento. Questo “rallentamento” apparente nel riscaldamento della superficie è temporaneo e può essere spiegato da una combinazione di cicli solari ed oceanici, con un possibile contributo delle particelle riflettenti emesse dai vulcani e/o dall'industria asiatica. Il riscaldamento globale sta alimentando un aumento del meteo estremo, con le temperature più alte del normale quasi dappertutto nel 2013. L'idea della “pausa” del riscaldamento globale è una narrativa falsa promossa da negazionisti motivati ideologicamente, propugnata acriticamente da giornalisti e involontariamente rafforzata dal IPCC. L'apparente rallentamento del riscaldamento della superficie non solo ci da un falso senso di sicurezza; di fatto indica che il riscaldamento accelererà in futuro.

Il “rallentamento” del riscaldamento di superficie non continuerà per sempre perché i cicli naturali sono proprio quello: cicli. Anche se attualmente stanno contrastando la tendenza sottostante al riscaldamento, prima o poi i cicli si capovolgeranno e la rinforzeranno, causando un riscaldamento di superficie che raggiungerà il punto in cui altrimenti si troverebbe. L'attività solare sta già riprendendo. E quando l'IPO tornerà inevitabilmente in una fase calda, tutto il calore che ora è immagazzinato nelle profondità degli oceani verrà rilasciato nell'atmosfera. Anche se i cicli si bloccassero in qualche modo, verranno sopraffatti dall'aumento dei gas serra, visto che le emissioni continuano (anche se l'attività solare è caduta al suo minimo del 17° secolo, l'effetto sarebbe controbilanciato da soli sette anni di emissioni di gas serra). I cicli naturali ora sono meramente onde sulla marea montante del riscaldamento-serra.

Anche l'inquinamento dell'aria da particolati non può continuare in modo sostenibile perché (per definizione) causa altri effetti pericolosi. In ogni caso, rimane in atmosfera per un tempo molto inferiore del CO2 e non può contrastare i suoi impatti sull'acidificazione dell'oceano.

Le temperature durante i prossimi due anni saranno ampiamente determinate dall'Oscillazione Meridionale. I modelli a breve termine prevedono che o rimarrà neutrale o passerà ad una fase El Niño a metà del 2014. Nel secondo caso, il 2014 sarà probabilmente più caldo del 2013 e il 2014 o il 2015 è probabile che siano anni da caldo record.

Il totale cumulativo delle emissioni di CO2 sarà il fattore principale nella grandezza del riscaldamento globale a lungo termine. Sotto le politiche mondiali attuali sul clima, siamo indirizzati ad un riscaldamento di +4°C per il 2100, una temperatura senza precedenti per la specie umana e probabilmente al di là della nostra capacità di adattamento. Se vogliamo davvero che il riscaldamento globale faccia una pausa, dobbiamo premere il tasto pausa. Dobbiamo lasciare la grande maggioranza delle riserve di combustibili fossili nel sottosuolo, anche solo per avere una buona possibilità di limitare il riscaldamento globale al pericoloso livello di <2°C. Per avere qualche speranza di stabilizzare il clima, dobbiamo urgentemente eliminare le emissioni di gas serra più rapidamente possibile. E, cosa più importante, dobbiamo eliminare la causa più grande e duratura del riscaldamento globale, le emissioni di CO2 da combustibili fossili.

Non c'è tempo da perdere. Il rapido riscaldamento di superficie tornerà – più rapido che mai.

4 commenti:

  1. Ormai si sta passando dal grafico a mazza da hokey a quello di pieno boomerang...Voglio sperare che Gaia metta in atto meccanismi come blocco della corrente del golfo supertempeste ed innalzamento dei mari di 7-8 cm all'anno per quasi arrestare del tutto importanti ulteriori immissioni di co2 da parte dei soliti noti nell'arco di qualche lustro.

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    1. Temo che anche se si avverassero questi fenomeni apocalittici l'umanità continuerà a bruciare idrocarburi fin quando possibile. Finiremo tutti rosolati a puntino, e per quelli che vivranno in aree relativamente più "fresche" se la vedranno con le carestie alimentari.

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  2. Segnalo anno per hanno proprio in apertura; non sono arrivato in fondo all'articolo; lo leggerò con più calma. Cordiali saluti.

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    1. Grazie per la segnalazione. Il correttore automatico di errori, ovviamente, lo aveva riconosciuto come vocabolo giusto :-)

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