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lunedì 24 marzo 2014

Il riscaldamento globale si auto-rinforza

Da “Common dreams”. Traduzione di MR

Circolo vizioso: la quantità di riscaldamento coinvolto nella perdita di ghiaccio dell'Artico ora ammonta a circa un quarto di tutto il riscaldamento. 

Di Jacob Chamberlain


Ghiaccio marino dell'Artico che fonde (Foto: Ian Joughin / Fonte: LiveScience)

Una delle difese fondamentali della natura contro il riscaldamento globale – la riflessione dei raggi solari dalla Terra da parte del ghiaccio marino dell'Artico – è vittima del... riscaldamento globale. E, secondo uno studio pubblicato lunedì, l'anello di retroazione malefico è peggiore di quanto si pensasse. La nuova ricerca, pubblicata negli Atti dell'Accademia Nazionale delle Scienze, mostra che la capacità del ghiaccio artico di riflettere la luce del Sole – conosciuta scientificamente come albedo – è diminuita drammaticamente dal 1979, con i calcoli che mostrano la capacità della regione di riflettere la luce solare ridotta di più del doppio di quanto hanno mostrato studi precedenti. Quando una quantità minore di raggi solari viene riflessa verso lo spazio, l'oceano aperto assorbe più calore, portando ad una ulteriore fusione di ghiaccio nella regione. Il problema si auto alimenta ed è fonte di grande preoccupazione per gli scienziati e per coloro che sono preoccupati dal cambiamento climatico.

“E' una cosa grossa – inaspettatamente grossa”, ha detto l'autore principale dello studio Ian Eisenman, uno scienziato del clima dell'istituzione Scripps di Oceanografia in California, sul tasso di perdita. “Il ritiro del ghiaccio marino dell'Artico è stato un attore importante nel riscaldamento globale che abbiamo osservato negli ultimi decenni”. E Mark Flanner, un ricercatore climatico all'Università del Michigan, ha detto al New Scientist che lo studio “riafferma che la retroazione dell'albedo è un potente amplificatore del cambiamento climatico, forse anche di più di quanto simulato dall'attuale generazione di modelli climatici”. Il rapporto è il primo che usa misurazioni satellitari che risalgono al 1979 per valutare la diminuzione della riflessione della luce solare nella regione. La quantità di riscaldamento dell'Artico causata da questo fenomeno ora ammonta a circa un quarto del riscaldamento totale causato dall'effetto serra, hanno detto i ricercatori. “Fondamentalmente, questo significa più riscaldamento”, ha detto Eisenman.

Dallo studio:


Il ritiro del ghiaccio marino dell'Artico è stato uno dei cambiamenti climatici più drammatici degli ultimi decenni. Circa 50 anni fa era stato previsto che un inscurimento dell'Artico associato alla scomparsa del ghiaccio sarebbe stata una conseguenza del riscaldamento globale. Usando le misurazioni satellitari, questa analisi quantifica direttamente quanto l'Artico si sia inscurito visto dallo spazio in risposta al recente ritiro del ghiaccio marino. Pensiamo che questo declino abbia causato 6,4 ± 0.9 W/m2 di riscaldamento radiativo dal 1979, considerevolmente maggiore delle aspettative dei modelli e delle recenti stime dirette. In media, a livello globale, questo cambiamento dell'albedo equivale al 25% della forzante diretta del CO2 durante gli ultimi 30 anni. 



17 commenti:

  1. Infrante le dighe dei feedback negativi si spalancano le porte dei positivi...Cosa possiamo fare ? Noi italioti intanto evitiamo di andare al mare nei bassi arenili, cmq spacciati entro pochissimi lustri, magari evitiamo di comprare pesce che non sia d'allevamento ed anzi banniamo la vendita di pesce pescato nel mediterraneo...Con piacere noto che le diatribe comunali si imperniano ancora sulla qualità del pesce delle mense scolastiche...Il pesce dovrebbe essere bandito, invece che importato dall'Asia meridionale o pescato nell'asfittico mare nostrum, e tutti giorni andrebbe servita una minestra di farro nostrano biologico con lenticchie, come piatto unico, condito da ottimo olio d'oliva, insomma il pasto tipo degli antichi romani,molto salutare,che è quello che forse possiamo permetterci fin da ora ma non per 60 milioni di persone.

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  2. [..."tutti giorni andrebbe servita una minestra di farro nostrano biologico con lenticchie, come piatto unico, condito da ottimo olio d'oliva, insomma il pasto tipo degli antichi romani,molto salutare,che è quello che forse possiamo permetterci fin da ora ma non per 60 milioni di persone"]
    Perfettamente d'accordo con Fra! Tra l'altro ci sarebbe anche una netta diminuzione di tumori e malattie cardiovascolari, molto correlate ad un'alimentazione troppo ricca di grassi animali.

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  3. Esce oggi lo statement annuale dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale sullo stato del clima, buone notizie come al solito...

    http://www.wmo.int/pages/mediacentre/press_releases/pr_985_en.html


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  4. C'è una domanda che mi pongo spesso: questi meccanismi di auto-innesco sono una cosa abbastanza logica ed agevole da capire, quello che non capisco è come, nonostante questo il pianeta è stato in grado di auto-regolarsi con tanta efficacia nella sua vita.
    Insomma, se non ricordo male non dovrebbe essere la prima volta che i ghiacci artici si sciolgano, nonostante questo una specie di meccanismo ciclico ha fatto si che si giungesse nuovamente alla loro glaciazione nonostante la forte riduzione dell'albedo dovesse far pensare che il meccanismo fosse irreversibile.
    Al contrario il mondo ha subito alcune glaciazioni e poi è riuscito nuovamente a riscaldarsi, nonostante l'aumentato albedo dovesse far pensare al contrario che i meccanismi erano irreversibili.
    Quali sono i meccanismi che hanno regolato questi lunghissimi cicli nelle ere passate?
    Tutto questo per mera curiosità, so bene che probabilmente le esigenze di vita della nostra civiltà non avrà il tempo di attendere questo tipo di eventi e che la crisi causata da cambiamenti relativamente modesti potrebbero esserci fatali.
    Vogliate perdonare le eventuali inesattezze o cavolate spaziali che potrei aver sparato, ma certi concetti mi derivano da ricordi molto sbiaditi e che potrebbero benissimo essere errati. D'altra parte uno non può mica essere esperto di tutto. :-)

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    1. Chiedo venia anche per l'idioma non proprio ineccepibile. Inizio ad essere stanco a quest'ora e mi viene difficile controllare ciò che scrivo. :-)

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    2. R Archinauta " se non ricordo male non dovrebbe essere la prima volta che i ghiacci artici si sciolgano "...Ricordi male, durante il Cretaceo ed anche prima, quando il sole irradiava grossomodo un 5 % di energia ed i livelli di co2 erano almeno doppi agli odierni, diciamo oltre 800 parti per milione, non c'erano grandi differenze di temperatura fra i oli e l'equatore, e si stimava una temperatura media di 22-24 gradi con pochissime escursioni termiche giornaliere almeno ai poli...Recenti studi da carotaggi nel ghiaccio artico hanno poi rivelato che le transizioni fra le più recenti glaciazioni e le epoche di mezzo più calde hanno richiesto anche solo 60 anni...Con tutta la co2 che stiamo riversando in atmosfera, quindi sentiti autorizzato a danneggiare gli autobus con scritto io rispetto l'ambiente perchè vado a metano, non mi stupirebbe un blocco totale della corrente del golfo anche entro 5 anni, altro meccanismo a feedback negativo per l'omeostasi climatica davvero poco conosciuto e prevedibile...Poi la temperatura non aumenterà certamente in maniera uguale da per tutto...Probabili aumenti più marcati alle basse latitudini, una volta sciolta la calotta artica e bloccata la corrente del golfo..Hai hai hai primavere arabe...

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    3. Scusa, Fra, ma Archinauta ricorda bene. Leggi bene la frase!

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    4. C'è da dire che il mio italiano non era proprio perfetto. :-)

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  5. Comunque, a proposito dell'artico senza ghiaccio, non importa andare indietro al Cretaceo, basta arrivare all'Eocene, 30 milioni di anni fa: grande caldo e niente ghiaccio stabile. Il ghiaccio arriva - grosso modo - a partire da 10-15 milioni di anni fa come risultato della riduzione della concentrazione del CO2 atmosferico, a sua volta causata dall'erosione della catena dell'Himalaya in formazione.

    Argomento affascinante, sul quale non si finisce mai di scoprire cose. In effetti, a questo punto è inevitabile che andremo verso qualcosa di simile all'Eocene - non esattamente un mondo nel quale ci piacerebbe vivere. In quanto tempo? Mah? Ho il forte dubbio che il tutto succederà molto più in fretta di quanto non ci aspettiamo.

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    1. Grazie prof. Concentrazioni di ossigeno nell'eocene e cretaceo se le ricorda più o meno ? Temperatura terrestre media nel cretaceo ed eocene anche ? (oggi dovremmo essere sui 19 gradi vero ? )

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    2. Sull'Eocene, ti puoi leggere questo articolo: http://www.nature.com/ngeo/journal/v4/n7/full/ngeo1200.html

      Qualunque cosa scritta da Paul Valdes sul clima vale la pena di essere letta

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    3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    4. Fra,
      credo che oggi la temperatura globale media sia fra i 14,5 ed 15 gradi :
      https://www.facebook.com/photo.php?fbid=752586894768752&set=a.292294154131364.85087.100000523454272&type=1&theater

      Ciao. Tiziano

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  6. Scusate.... dicevo 50 milioni di anni fa.

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    1. Interessante il 'meccanismo' grazie al quale siamo usciti dall'ultima era glaciale:

      http://www.sciencedaily.com/releases/2014/03/140321095502.htm

      Peccato che "...for humans to duplicate it today would require unprecedented engineering of the global environment, and it would still only compensate for less than 20 years of fossil fuel burning."

      Siamo fregati...

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  7. Quindi non c'è proprio speranza che si inneschi un meccanismo di autoregolazione che limiti il range di oscillazione climatica a valori più modesti eh? :-)
    http://it.wikipedia.org/wiki/Eocene molto ma molto interessante.

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    1. Non sembra che ci sia un meccanismo del genere. Il futuro si gioca tutto sul bilanciamento della rapidità della reazione del CO2 con i silicati e il flusso di CO2 che ritorna in atmosfera per attività vulcanica. La nascita dell'Himalaya aveva dato una gran botta nella direzione del freddo, accellerando la reazione con i silicati. Noi, con il bruciare i fossili, gli abbiamo dato una botta altrettanto importante nella direzione del caldo. Se qualcuno pensava che vivevamo in un pianeta troppo freddo, adesso può solo dire "troppa grazia".

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