Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 28 gennaio 2014

Italia: la grande discesa


Immagine da "scenarieconomici.it"


Di seguito, ecco una serie di grafici preparati da Giorgio Mastrorocco sulla base dei dati del Ministero per lo Sviluppo Economico (un nome sempre meno realistico).

Ci sarebbero tanti commenti da fare ma, in sostanza, abbiamo raggiunto un picco dei consumi energetici verso il 2005; dopo di che è stata tutta una discesa. Questo non poteva non influenzare la pruduzione industriale e il PIL; che hanno cominciato a scendere a partire dal 2007, circa.

La discesa continua e non si vede ancora il fondo.....












16 commenti:

  1. Ottimo aricolo!!

    Vorrei fare una domanda.... Non a bardi ma ad ENEL!!
    Il consumo cala, il rinnovabile cresce ed ENEL si lamenta che le sue centrali sono ferme per molte ore al giorno...
    Ma perché invece di intralciare le rinnovabili non si taglia alle importazioni?

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    1. probabilmente costa meno importare l'energia delle centrali nucleari francesi di notte anzichè produrle in casa con gas o carbone
      daniele

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    2. I conti non tornano: l'energia acquistata è pressoché costante.
      Nella migliore delle ipotesi c'é un banale contratto da onorare... Altro che convenienza!!

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  2. il consumismo è alla fine. Tornerà la sussistenza? La pianificazione? O qualcosa di inusitato?

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    1. Personalmente spero nel "inusitato". Così... almeno per cambiare un po'!

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  3. ..."L'inusitato" potrebbe essere benissimo rivolte, sommosse, sconvolgimenti socio-politici e caos generalizzato, altro che movimento dei "forconi". La situazione potrebbe benissimo sfuggire di mano all'attuale sistema politico, peraltro incapace ora persino di gestire l'ordinario e creare le condizioni per l'ascesa al potere di dittatori. Del resto Mussolini, Hitler e Lenin hanno avuto questo fertile substrato. Temo che non sia una questione di "se" succederà, ma di "quando"!!

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  4. La “Grande Discesa” è qui intesa come calo dell'utilizzo di energia in Italia.

    “Grande Discesa” è anche : innalzamento della età a cui si potrà andare in pensione, aumento della disoccupazione, aumento dell'insicurezza del posto di lavoro, peggioramento delle condizioni degli Ecosistemi in Italia (un esempio, terribile, è la “terra dei fuochi”).
    …. soprattutto una devastazione degli Ecosistemi, di cui dovremmo tutti renderci conto facciamo parte.
    Questa incapacità di capire da parte di molti che anche noi siamo parte degli Ecosistemi, che gli Ecosistemi sono fragili, è la causa dell'incapacità di capire il “riscaldamento globale”, e di trovare la forza e la volontà per opporvisi.
    La Natura è buona e generosa, dobbiamo amarla e rispettarla.

    In questa ottica, mi rallegro del fatto che i consumi energetici stiano calando in Italia.
    La sola energia che l'uomo dovrebbe usare, è quella dei nostri muscoli.
    Qualunque uso di fonti diverse è un abuso, è innaturale, è un danno all'ambiente, agli ecosistemi.
    La causa del riscaldamento globale di origine antropica la conosciamo, è l'uso delle energie rappresentate nei grafici bellissimi e chiarissimi del post sopraesposto, ed anche, in misura molto minore, degli incendi dolosi.
    La causa, in definitiva, è la nostra appropriazione del potere del “fuoco”, potere molto forte e riservato solo agli dei.
    A quando una "RI-presa di coscienza" della Energia che ci ha donato la Natura, quella dei nostri Muscoli ?

    Gianni Tiziano

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  5. Tante ottime informazioni, dalle quali si deduce che:
    la crisi era iniziata ben prima del 2008 (anno della crisi Americana).
    I prezzi del petrolio erano cresciuti già abbastanza per fermare la crescita e fare iniziare il declino.
    Sfortunatamente siamo già quasi a 100$/b, quindi, significa che, una ripresa, in queste condizioni, è quasi impossibile.

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  6. Scusate la mia voce fuori dal coro.
    Ora,
    o - se l'impronta ecologica italica è ca. 4 volte la propria biocapacità
    o - e sono tanti anni che osserviamo che i consumismi e la crescita sono il peggio, in primi dal punto di vista ecologico (ma non solo), una diminuzione dei consumi energetici
    o - e abbiamo notato l'impazzimento di traffico, di consumi energetici, la follia pre 2009, tanto per dare un tempo
    questa diminuzione non può che essere un fatto ecologicamente provvidenziale.

    Sarebbe uno scenario meraviglioso se non fosse per la pessima ripresa della crescita demografica dovuta alle immigrazioni di massa.

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  7. Se in parte il calo dei consumi energetici e' dovuto alla chiusura o al rallentamento della produzione industriale, sara' anche il frutto di una migliore efficienza ed un uso piu' attento dell'energia, dovuto alla crisi e ad una coscienza ecologica piu' diffusa. Per quanto riguarda i consumi dei privati: gli elettrodomestici consumano meno, l' illuminazione pure (LED), in città si vede sempre piu' gente in bicicletta, che divide passaggi in auto o usa i mezzi. Si cerca di consumare piu' prodotti locali e di stagione. Il riscaldamento si usa con piu' attenzione e chi puo' migliora l'isolamento termico con infissi e altri sistemi. Si cominciano a vedere sempre piu' telelavoratori... tutto questo avra' pure una ripercussione sui consumi energetici, no ?

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  8. E' possibile confrontare questi grafici con gli stessi di altri paesi occidentali? Non c'è dubbio che da noi per gran parte della discesa abbiano e continuino a contribuire le immorali politiche di austerità imposteci attraverso una classe politica servile alla finanza globale.

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    1. Austerità è un po' moralista anche se ragionevole.
      Non è l'austerità che porta la crisi, come non è la medicina che causa la malattia.
      Lo sfascio del paese e del mondo è proprio dovuto ad una vita da cicale, alla giuliva, beota spensieratezza consumista-accrescitiva.
      Anche localmente è il colossale deficit e l'ancor maggior debito ecologico e quindi finanziario (e dei saperi, culturale, etico, cognitico...) che sta portando il pianeta al collasso.
      Scrivere che è colpa dell'austerità è come incazzarsi col medico e la terapia per la propria malattia.

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  9. Interessante il grafico sui consumi nel settore civile...è l'unico a non essere in calo. Evidentemente non vi è alcun cambio di abitudini nei comportamenti privati.

    Per il resto sperò in un pò di coerenza da parte di tutti. Nello scorso decennio sostenevamo che l'insostenibilità di questo modello economico ci avrebbe portati alla situazione che effetivamente stiamo vivendo. Ora molti sembrano ritornare sui propri passi, dimenticandosi di quel concetto e facendo proprio il mantra del : "è tutta colpa delle banche, dei politici, dell'euro....."

    Non è che ora a molti stà venendo un pò di strizza e sperano che le cose tornino come prima?

    No perchè, siamo passati dal: "le leggi della termodinamica ci riporteranno al medio evo" al "se usciamo dall'euro le nostre aziende riprenderanno a produrre (e di conseguenza a consumare aggiungo io) come un tempo, e tutti ritorneremmo a fare le vacanze da quattro settimane e non più da due"

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    1. Stando all'analisi della Tverberg è assai più probabile un ritorno al medioevo o giù di lì, ed in tempi anche abbastanza brevi
      http://ourfiniteworld.com/2014/01/29/a-forecast-of-our-energy-future-why-common-solutions-dont-work/

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    2. anche il Pentagono, la Raf e la Wermacht sono di questo parere, anzi tempi brevissimi, praticamente da domani, dal 2015. Intanto Shell e Exxon hanno alzato bandiera bianca sul petrolio artico. Gli urgenti e consistenti investimenti invocati dall'IEA si stanno sciogliendo come il ghiaccio artico. Ci rimangono il nucleare, se non cominciano a collassare quei catorci di centrali antidiluviane e le rinnovabili, che senza i fossili servono a ben poco.

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    3. Be la Wehrmacht, fortunatamente, non può più tracciare scenari da parecchio tempo ormai....dal 1945 direi, anno in cui fù sciolta ;-)
      Comunque si, anche la Bundeswehr nel 2010, mi pare, rilasciò uno studio che prevedeva grosse criticità nella seconda parte di questo decennio.

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