Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


lunedì 6 gennaio 2014

Il segreto per evitare il collasso

Da “MAHB”. Traduzione di MR

Di Paul R. Ehrlich

La questione etica più importante  che affrontano la società e la comunità scientifica oggi è se possiamo evitare il collasso della civiltà globale in risposta alla “tempesta perfetta” di problemi ambientali di oggi. Cioè, pagheremo (o potremo pagare) a sufficienza oggi per risparmiare le generazioni future dal disastro assoluto? Le crisi collegate di sovrappopolazione, consumo superfluo, sistemi di supporto alla vita in rapido deterioramento, crescente iniquità sociale, una minaccia in aumento di guerre per le risorse (specialmente per il petrolio, il gas e l'acqua dolce), un ambiente epidemiologicamente peggiorato che aumenta le probabilità di pandemie senza precedenti e pregiudizi razziali, di genere e religiosi persistenti che rendono questi problemi più difficili da risolvere, rappresentano la più grande sfida mai affrontata dall'Homo Sapiens. L'urgenza di trovare risposte è rappresentata dai punti di vista di molti scienziati, punti di vista secondo i quali la società ha solo un decennio per iniziare un'azione correttiva drastica, che questo complesso di problemi collegati non è riconosciuto dalle elites che governano il mondo e che ciò non ha ancora generato un “problema pubblico” globale intorno alla sostenibilità.

La civiltà si sta gingillando mentre il suo sistema di supporto vitale brucia. L'incapacità di affrontare minacce sempre più ovvie provenienti dalla sola distruzione climatica ha chiaramente mostrato che la conoscenza scientifica, anche se ampiamente presentata al grande pubblico, può non produrre un cambiamento di comportamento adattivo. Una ragione fondamentale di questo è che gli esseri umani hanno sviluppato meccanismi meravigliosi per osservare e reagire ai cambiamenti improvvisi, in parte trattenendo mentalmente costante il sottofondo ambientale per far emergere i cambiamenti. Ma gli individui non sono ben equipaggiati per percepire i cambiamenti in quel sottofondo, come il graduale accumulo di gas serra e di componenti tossici nei loro ambienti. Una pietra scagliata contro la testa di qualcuno viene immediatamente tradotta in una minaccia all'esistenza; parole e grafici sull'aumento della concentrazione dei gas serra no. Alle nuove regole e istituzioni etiche è richiesto di sviluppare risposte adeguate a tali minacce difficili da visualizzare. L'incapacità di sviluppare norme ed istituzioni per superare questo handicap intrinseco non sorprende in vista dell'oscuramento che spazza gli Stati Uniti oggi.

Considerate solo la guerra repubblicana molto riuscita contro scienza ed educazione (e contro donne e minoranze). La nazione sta rapidamente regredendo da un mondo basato sulle prove a un mondo basato sulla fede. Pertanto, credo che gli scienziati ambientali debbano trovare nuovi modi di comunicare la situazione urgente al grande pubblico, offrendo soluzioni pratiche e farlo in una modalità focalizzata sull'etica centrata sulla preoccupazione per i nostri figli e nipoti. L'etica è lo standard comportamentale sul quale i gruppi umani si accordano; la sfida ora è quella di creare un movimento globale etico molto rapidamente che si accordi per cambiare le azioni umane a beneficio dei nostri discendenti. Modelli limitati di un tale sviluppo si possono trovare in elementi di movimenti di rivitalizzazione passati (i primi cristiani, le danze spiritiche, i “cargo cults”, il movimento per i diritti civili), che erano generalmente risposte a crisi degli ambienti fisici sociali o ambientali e avevano dei profeti (Gesù, Wovoka, Yali, Nelson Mandela, Martin Luther King). Il dilemma dell'uomo di oggi ha convinto molte persone che il business as usual non porterà ad una società che può soddisfare la maggior parte dei bisogni umani. Di conseguenza, un movimento ambientale ha fatto crescere questo, come i movimenti di rivitalizzazione precedenti, ha prodotto profeti (Aldo Leopold, Rachel Carson, Garrett Hardin, Jim Hansen, Bill McKibben).

Come molti predecessori, potrebbe essere considerato anti coloniale (Occupy Wall Street), ha aspettative millenarie (una possibile transizione ad una società sostenibile e giusta) ed è composta da persone, almeno negli Stati Uniti, che si sentono oppresse dalla concentrazione di ricchezza e potere nelle mani di uno stato corporativo-militare. Un tentativo di rivitalizzare l'ambientalismo è il Millennium Alliance for Humanity and the Biosphere (MAHB, mahb.stanford.edu), che fornisce un forum pubblico per generare informazione e soluzioni alla crisi ambientale globale. Sta cercando di mobilitare partecipazione dalle persone delle diverse comunità, comprese le ONG, i politici, le imprese, le università, i filantropi, la religione e i media per sviluppare una rivitalizzazione. Il MAHB cerca di giocare due ruoli chiave. Il primo è quello di concentrarsi su tutti gli elementi del dilemma umano e le loro interazioni nel tentativo di far progredire e diffondere la comprensione della crescente minaccia alla civiltà. Il secondo è quello di generare una risposta appropriata al dilemma umano di fronte al fallimento della società nel fare questo.

 Il MAHB spera di imparare dai precedenti movimenti di successo promuovendo apertamente un'agenda politica che comprenda l'alterazione drammatica dell'ordine sociale (per esempio, il capitalismo sregolato, l'iniquità sociale galoppante, l'esaurimento del capitale naturale) e cercando di sviluppare nuove norme con un forte focus sull'etica (per esempio rifuggire l'eccesso di riproduzione, il consumo competitivo, il razzismo e il sessismo; prendendosi cura sia dell'ambiente sia delle persone in altre culture, così come delle future generazioni). La rivitalizzazione sembra un ordine alto, ma come ho già detto [1] sono convinto che. . .  un movimento quasi religioso, uno preoccupato del bisogno di cambiare i valori che ora governano gran parte dell'attività umana, sia essenziale per la persistenza della nostra civiltà.

[1] Machinery of Nature, 1986, p. 17

5 commenti:

  1. http://gawker.com/is-environmentalism-a-religion-sure-why-not-1443596687

    RispondiElimina
  2. Estratto da un articolo di Gianfranco Bologna del 14 giugno 2013,
    (http://www.greenreport.it/news/clima/sostenibilita-conoscere-i-rischi-del-business-as-usual-non-basta-per-agire-perche/)

    Paul ed Anne Ehrlich, i famosi ecologi della Stanford university, qualche anno fa hanno lanciato un grande progetto internazionale definito Millennium assessment for human behaviour del quale ho già scritto in questa rubrica e che si è poi trasformato nel Millennium alliance for humanity and biosphere.

    Gli Ehrlich sottolineano come sia evidente a noi tutti che la sola consapevolezza del pericolo biofisico che sta correndo la nostra civiltà sia insufficiente a stimolare i cambiamenti necessari per evitarne il collasso. Occorre quindi una comprensione più ampia del modo in cui le culture si modificano e possono essere modificate, il che sottolinea l’urgenza da parte della società globale di concentrarsi sulla necessità di una rivoluzione culturale. L’obiettivo del Millennium assessment for human behaviour era proprio quello di fornire questo spunto.

    Gianni Tiziano

    RispondiElimina
  3. Paul R. Ehrlich così termina l'articolo :

    "sono convinto che. . . un movimento quasi religioso, uno preoccupato del bisogno di cambiare i valori che ora governano gran parte dell'attività umana, sia essenziale per la persistenza della nostra civiltà."

    Sono d'accordo, con la precisazione che gran parte delle idee per questo “movimento quasi religioso” esistono da millenni, non occorre reinventarle :
    sono le idee che hanno fondato e tuttora fondano la vita dei popoli tribali.
    Qui desidero riportarne una, con le mie parole perchè in questo momento non trovo la frase originale :

    “In ogni azione che compi, pensa a quale effetto avrà sulle sette generazioni future”.

    E' una frase così semplice e nel contempo così forte !
    La sentite, la sua forza ?
    E ne avvertite le implicazioni ?
    La civiltà occidentale la dovrebbe fare sua, i popoli tribali non pretendono diritti di copyright su questo.

    Gianni Tiziano

    RispondiElimina
  4. Rimango amaramente convinto che tutti i tentativi di evitare il collasso falliranno completamente, anche se essi debbano ovviamente essere tentati ugualmente; ciò a causa della natura intrinseca dell'essere umano. Pensate velocemente alla storia dell'Uomo dalle origini ad oggi: non è quasi tutta una successione senza fine di guerre e distruzioni, a tutti i livelli?? Neanche settantanni fa, le nazioni della nostra cara Europa si scannavano a sangue, ma da allora altre guerre e guerriglie si sono combattute in tante altre zone del mondo e quello che ci ha risparmiato (finora) dalla III guerra mondiale è stato solo l'equilibrio del terrore derivante delle armi nucleari. Quindi, a causa dell'evoluzione naturale, noi esseri umani siamo essenzialmente reattivi ed aggressivi e molto poco "cooperativi".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. giusto e allora va cambiato l'uomo, ma anche Gesù sapeva che non è totalmente possibile, se ha diviso l'umanità tra grano e zizzania, che ormai sta prendendo il sopravvento. Mi pare che in quella parabola i conti vengono fatti alla fine, ma dal salmo 48: l'uomo nella prosperità non comprende, è come gli animali che periscono. E dal salmo 23: il Signore è il mio pastore, nulla mi manca. Sembra proprio che, chi ha fede, possa sperare di non finire tra la zizzania.

      Elimina