Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


giovedì 16 gennaio 2014

Gaia: non abbiamo ancora visto niente

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR



La magnifica Signora
che raccoglie in sé i poteri divini di Cielo e Terra
e rivaleggia col grande An,
è la più grande fra i grandi Dei.
Essa rende i loro verdetti definitivi.

(dal corpo di testo elettronico della Letteratura Sumera)



Una recensione del libro di Tim Lenton e Andrew Watson “Le rivoluzioni che hanno fatto la Terra” (Oxford 2011)

Gli autori de “Le rivoluzioni che hanno fatto la Terra” cominciano proprio dall'inizio menzionando il nome di Gaia per il tema del loro libro; la storia dell'ecosistema terrestre. Alcuni vedono Gaia come un essere vivente, alcuni come una Dea benevola, alcuni come un groviglio di retroazioni e altri pensano che non esista proprio. Tuttavia, là fuori c'è una ragione, c'è una logica. L'ecosistema (ossia “Gaia”) è li per fare qualcosa – è lì per dissipare entropia al tasso più rapido possibile. E lo fa in maniera molto creativa, per mezzo di un'innumerevole varietà di cose e creature che vediamo intorno a noi. Stiamo appena cominciando a capire come funziona esattamente questo gigantesco sistema e come è cambiato negli eoni. Probabilmente è la storia più affascinante mai raccontata – e non è ancora finita.

Se sapete qualcosa di questa storia lunga diversi miliardi di anni, non potete che dispiacervi per i poveri allocchi che pensano che tutto il problema del cambiamento climatico si riduca a certe dichiarazioni sciocche come “il clima è sempre cambiato”. Il clima terrestre, infatti, è sempre cambiato, ma sempre per qualche ragione. Ed ora sta cambiando molto velocemente per una ragione che comprendiamo: le emissioni di gas serra causate dagli esseri umani. E' un cambiamento che sta avvenendo troppo velocemente perché i meccanismi planetari che normalmente stabilizzano il clima possano intervenire. I risultati potrebbero essere molto negativi per gli esseri umani, ma a Gaia non importa degli esseri umani. Semplicemente sopravvive.

Sfortunatamente, gli esseri umani sembrano non capire il pasticcio in cui si sono cacciati con le loro emissioni di carbonio. Una ragione è che i meccanismi climatici di Gaia sono descritti in saggi scientifici nascosti dietro siti a pagamento per il profitto degli editori commerciali e scritti in un linguaggio oscuro e proibitivo. Per i non iniziati, imparare la storia della Terra e del suo clima dai saggi accademici non è tanto più facile di quanto sarebbe decifrare gli inni alla Dea della Terra Inanna (un nome di Gaia più antico) dalle tavole cuneiformi sumere. Ma la conoscenza scientifica su Gaia sta cominciando a filtrare dal mondo rarefatto dell'accademia al mondo reale delle persone comuni e il libro “Le rivoluzioni che hanno fatto la Terra” ci dà almeno una possibilità di imparare i fondamentali di questo tema.

“Le rivoluzioni” è scritto in un inglese semplice, non in cuneiforme, e gli autori hanno fatto uno sforzo notevole per essere chiari e comprensibili dai profani. Ciò non significa che sia un libro facile e Lenton e Watson avvertono il lettore che “Il libro copre delle aree che spaziano in difficoltà dal semplice all'estenuante”. Hanno ragione: ha volte si ha la sensazione che decifrare il cuneiforme potrebbe essere più facile che non decifrare alcune sezioni di questo libro. Probabilmente è inevitabile: Gaia è un sistema complesso, uno dei sistemi più complessi di cui siamo a conoscenza. E per tutte le cose importanti ed affascinanti, imparare gli usi e i costumi della Dea richiede (e merita) tempo ed attenzione.

Ma se ci si lascia prendere dalla storia che gli autori delle “Rivoluzioni” ci raccontano, be', non è necessario andare nei dettagli più complicati (diciamo la questione del frazionamento indipendente della massa degli isotopi di zolfo). E che storia ci raccontano! Copre 4 miliardi di anni e attraversa una serie di eventi drammatici; “rivoluzioni”, come le chiamano correttamente gli autori. Elencano un totale di 8 eventi del genere, dall'apparizione delle molecole che si auto-riproducono all'origine dei linguaggi simbolici, con l'apparire degli esseri umani. In questa serie di rivoluzioni, Gaia ha intensificato il proprio metabolismo in direzione di una trasduzione dell'energia solare sempre più efficiente; ogni rivoluzione è stata, fondamentalmente, una rivoluzione metabolica. Lenton e Watson stimano (p.49) che il miglioramento dell'efficienza metabolica sia stata perlomeno di un fattore 1000 rispetto alle prime forme di vita sulla Terra, rispetto all'attuale biosfera.

Quindi, non abbiamo ancora visto niente: il motore planetario si è avviato e potrebbe tranquillamente andare in fuorigiri. E' questo il punto che esprimono Lenton e Watson: le rivoluzioni non sono finite. C'è un sacco di spazio per la crescita di Gaia, visto che l'intera biosfera oggi non cattura che il 2% dell'energia che arriva dal Sole. Quindi, potremmo essere pronti per un nuovo salto che potrebbe portare la complessità dell'ecosistema a livelli finora inimmaginabili.

Cosa potrebbe essere questa nuova rivoluzione è difficile da dire. Qui, il capitolo delle “Rivoluzioni” che descrive il futuro dell'ecosistema è – devo dirlo – il meno soddisfacente del libro. Tenta un'impresa impossibile: poche pagine non sono sufficienti per affrontare un problema così gigantesco. E' certo, comunque, che le rivoluzioni non sono mai indolori e sarebbe sbagliato pensare che il nuovo salto metabolico salverà l'umanità dai disastri autoinflitti del riscaldamento globale. Potrebbe salvare solo alcuni di noi, o forse nessuno. A Gaia non importa degli esseri umani, sopravvive semplicemente. Vedremo cosa ha in serbo il futuro per noi. Nel frattempo, mi leggo per la seconda volta “Le rivoluzioni” - come merita.



19 commenti:

  1. e sarebbe proprio buffa se stessimo adattando l'ecosistema a nuove forme di vita che sostituiranno l'attuale dominante, cioè noi. Un pensiero degno di Asimov, ma forse non impossibile se è vero che l'aumento della temperatura media di 4 o 6° comporterà la nostra estinzione. E un pò ce lo meriteremmo, almeno quella massa sterminata dominata dall'egoismo.

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    1. L'homo sapiens è una specie altamente adattabile. Questo vuol dire che non sarebbe certo una mutazione climatica a causare la nostra estinzione (a meno di non pensare ad un asteroide come quello del cretaceo).
      Ma molto probabilmente il mondo Gaia prossimo venturo verso cui stiamo precipitando non sarà in grado di sostenere 7 o più miliardi di primati umani, le masse in primis, tanto i potenti i loro rifugi li hanno già tutti pianificati, se non costruiti.

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  2. Gaia è un essere meraviglioso.
    Gaia è un sistema.
    Noi esseri umani ne facciamo parte.
    Siamo interconnessi.
    Ma stiamo abusando.
    -----------------------------------
    Io personalmente stento a credere che ci possa essere qualcosa di meglio di Gaia.
    Siamo su un paradiso e lo stiamo trasformando in inferno.
    Basterebbe solo rispettare alcune semplici regole, per vivere beati su Gaia.

    Non desidero altre rivoluzioni : desidero solo che termini al più presto la rivoluzione tecnologica, industriale : ha fatto troppi danni a Gaia.

    Non siamo soli su Gaia : gli animali e le piante ci sono anche.
    Se potessero dire il loro pensiero sulle nostre rivoluzioni da “esseri umani” !

    Gianni Tiziano

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    1. A little excerpt from Deep Green Resistance's blog which I fully endorse:

      "Don’t talk to me about sustainability.
      You want to question my lifestyle, my impact, my ecological footprint? There is a monster standing over us, with a footprint so large it can trample a whole planet underfoot, without noticing or caring.

      This monster is INDUSTRIAL CIVILIZATION.

      I refuse to sustain the monster.
      If the Earth is to live, the monster must die.
      This is a declaration of war.

      Yet, the farce continues...

      What is it we are trying to sustain?
      A living planet, or industrial civilization?

      BECAUSE WE CANNOT HAVE BOTH!"
      Photo: A little excerpt from Deep Green Resistance's blog which I fully endorse: "Don’t talk to me about sustainability. You want to question my lifestyle, my impact, my ecological footprint? There is a monster standing over us, with a footprint so large it can trample a whole planet underfoot, without noticing or caring. This monster is INDUSTRIAL CIVILIZATION. I refuse to sustain the monster. If the Earth is to live, the monster must die. This is a declaration of war. Yet, the farce continues... What is it we are trying to sustain? A living planet, or industrial civilization? BECAUSE WE CANNOT HAVE BOTH!"

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  3. ..La tendenza a pensare che lo sconvolgimento climatico causato dai gas climalteranti possa portare ad una estinzione dell'uomo tout court è la stessa che ci ha portato ad incrementare in maniera criminale la nostra mera massa biologica: dobbiamo imparare a rapportarci con la nostra specie non come sommatoria di diritti individuali , ma appunto come specie..Poi se fra 150 anni saremo in 500 milioni o 3 miliardi poco importa : la domanda è quanti altri ecosistemi e specie abbiamo sì condannato all'inferno ?!...Il nostro egoismo è quello che ci impedisce di dare una bella sfoltita fra gli homo....Quanto a Gaia non possiamo aspettarci un aiuto speciale perchè noi siamo parte integrante di Gaia, ed abbiamo un ruolo speciale in quanto autocoscienza recente ma piena, quindi vederci come separati da Gaia è l'estremo frutto avvelenato delle religioni delle deserto ed ultima deriva Platonica...Quindi pensare se Gaia ci tenga in conto particolare o meno è già per se stesso sbagliato : noi siamo importanti in quanto coscienza di Gaia e perchè le permettiano di vedere tutta la sua bellezza e complessità...Dobbiamo solo correggere il nostro rapporto patogeno con l'individualità degli homo...Dopotutto la neoplasia inizia quando, per errore intrinseco o stimolo estrinseco, una cellula si immortalizza e si rifiuta di morire portando il resto del corpo alla malora...Ecco, l'uomo individuo si rifiuta di capire che vive in una comunità fatta di molti altri homo e molti altri non homo.

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  4. scusate ma io proprio non riesco a fare mio questo concetto che la Terra sarebbe lì per "dissipare Energia al tasso più alto possibile"; io direi piuttosto: "utilizzare il massimo dell'Energia che Le viene fornito, dal nucleo caldo della terra come dalle radiazioni provenienti dallo spazio";

    forse è solo una questione di termini, e io comprendo bene che le leggi della termodinamica si applicano anche al sistema Terra; infatti sono convinto che: maggiore energia utilizzata --> maggiore energia dissipata, al termine di tutti i processi;

    in altri termini: se si vede l'Energia come acqua e il flusso continuo di Energia come un torrente, una forma di Vita può essere vista come una piccola diga, che trattiene e poi utilizza parte dell'Energia che la attraversa per mantenersi ordinata, cioè appunto in vita; se si estende il concetto a tutta la Biosfera con tutti i suoi processi intercorrelati, si può pensare ad essa come ad un'enorme diga, che utilizza parte dell'Energia che la attraversa per mantenere intatte le strutture che le permettono di accumulare e utilizzare la stessa Energia (potenziale) dell'acqua, e un'altra parte (più piccola) per migliorare i processi che le consentono di accumulare e utilizzare tale Energia; infatti l'utilizzo dell'Energia disponibile cresce di pari passo con l'evoluzione perché migliorano continuamente i meccanismi di captazione dell'Energia in entrata; a valle della diga, il torrente avrà la stessa portata che aveva a monte, quindi tutta l'Energia, in accordo alle leggi della termodinamica, verrà alla fine dissipata, ma perché la Vita massimizzerebbe questa dissipazione? massimizza l'utilizzo dell'Energia, o meglio punta in quella direzione, ma questo è diverso da massimizzare la dissipazione dell'Energia, generando Entropia; si pensi solo a tutti i combustibili fossili accumulati dal sistema Terra; nulla rispetto all'Energia ricevuta dal Sole in tutti questi miliardi di anni, ma in assenza di Vita non sarebbe già dispersa nello Spazio anziché essere disponibile in forma concentrata, grazie a processi vitali?

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    1. Guido, hai detto benissimo. Più il sistema accumula energia, più disperde entropia. Se hai voglia, ti puoi leggere il documento di Annila che ho linkato in proposito. Non è una cosa leggerina (per niente) ma spiega bene la faccenda

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    2. Grazie mille Ugo!
      Ho visto l'articolo, ma non è completo, sono solo 5-6 pagine; ho letto però con attenzione l'abstract e la discussione, molto interessante!

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    3. Grazie mille Ugo!
      Ho visto l'articolo, ma non è completo, sono solo 5-6 pagine; ho letto però con attenzione l'abstract e la discussione, molto interessante!

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    4. Mah..... a me sembra completo: sono sei pagine in .pdf. Se scrivi ad Annila, comunque, ti può mandare un po' della roba che ha pubblicato. Ponderoso, ma affascinante

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    5. Mi ero convinto fosse parte di un articolo nel vedere la numerazione delle pagine.. Proverò a leggerlo integralmente! Grazie

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    6. Scusa hai ragione, ho visto la numerazione delle pagine e mi sono convinto fosse solo una parte di un articolo da 85 pagine! Invece dev'essere parte di una rivista credo.. Grazie!

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    7. scusa Ugo, in serata ho riletto la conversazione e mi sembra che il testo (con il link per l'articolo di Karnani e Annila) sia stato cambiato, mettendo la parola Entropia al posto di Energia;

      l'Entropia si può dissipare?

      mi sono reso conto che anche nella tua risposta si esprime questo concetto;

      quello che dicono gli autori dell'articolo è "The principle of increasing entropy, equivalent to decreasing free energy, is such a strong imperative that it will employ all mechanisms to its end." probabilmente qui si parla di punti di vista diversi, Karnani e Annila parlano dalla prospettiva dell'ambiente esterno al sistema terrestre (lo Spazio), mentre tu forse ti riferisci al sistema terrestre stesso;

      e poi, non vorrei insistere troppo, ma (sempre in riferimento alla frase di K e A) io credo che il sistema terrestre aumenti la propria potenzialità di produrre Entropia, ma solo in forza della Energia che ha immagazzinato, e che comunque se non fosse stata immagazzinata sarebbe divenuta Entropia, e in tempi più brevi addirittura, finendo dispersa nello Spazio;

      credo che questo rilascio di Entropia da parte della Biosfera avverrà completamente solo alla fine di tutti i processi vitali e abiotici, e che l'entità di questo rilascio vari di momento in momento a seconda di quanto tali processi in quel dato istante siano in grado o meno di trattenere l'Energia che attraversa il sistema, o che in esso è immagazzinata; la Terra in equilibrio (lontano dalle "Rivoluzioni") emette sotto forma di Entropia tutta l'Energia che la attraversa, come la diga piena da cui fuoriesce la stessa quantità di acqua che ne entra; la diga è tanto più capiente quanto maggiore è l'Energia immagazzinata e quanto più complesse ed efficaci sono le relazioni fra i vari processi e le varie forme di Vita;

      ma la diga non aumenta nessuna Entropia, l'acqua là sotto ci sarebbe finita comunque, solo in tempi diversi, come il Sole brucerebbe lo stesso; insomma, secondo me il far decrescere l'Energia libera non aumenta l'Entropia netta, ma altera le tempistiche con cui essa si crea; il principio espresso nella frase suddetta lo comprendo applicato all'Universo intero, o a qualsiasi fonte di Energia, ma non al sistema Terra;

      l'uomo sta alterando le capacità dell'ecosistema di trattenere Energia, e sta generando una Entropia (eccedente rispetto a quella che la Terra genera di suo) che sarebbe già finita nello Spazio (da milioni di anni nel caso dei combustibili fossili, da anni o decenni nel caso dei vari processi o interazioni che sono andati distrutti) e non sarebbe possibile produrre, se non ne fosse stata accumulata la corrispondente quantità di Energia, sotto varie forme;

      in pratica è come se l'uomo avesse aperto la diga..

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    8. Allora, la faccenda è complessa ma nel testo avevo scritto "entropia" fin dall'inizio sapendo (spero!) cosa stavo scrivendo (fra le altre cose, questo che leggi è un testo tradotto dall'inglese - dove anche lì avevo scritto entropia e anche li' qualcuno aveva chiesto chiarimenti). In sostanza, comunque, è la stessa cosa: l'entropia è calore diviso per la temperatura. Dissipando calore, il sistema dissipa energia e entropia allo stesso tempo.






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    9. Grazie, approfondirò meglio! Inizio a fare confusione.. Grazie x tutti gli spunti interessanti del blog!

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    10. IN realtà, poi, riguardando bene la faccenda, vedo che nella letteratura c'è chi usa il termine "massima dissipazione di entropia" e chi invece dice "Massima produzione di entropia"; riservando il termine "dissipazione" per il flusso di energia. Insomma, non entriamo nei dettagli. Il nocciolo della faccenda, comunque, è che il sistema aumenta la sua complessità in funzione del flusso di energia che riceve. Ed è questo che crea le strutture che vediamo sul nostro pianeta. Come dici giustamente, l'entrata in gioco dei combustibili fossili ha aumentato il flusso energetico e ci ha permesso di aumentare la complessità del sistema. Con l'esaurimento di questi combustibili, dobbiamo tornare indietro - oppure andare avanti come dicono Lenton e Watson per sfruttare meglio il flusso di energia solare che è molto più abbondante di qualsiasi cosa che possiamo ottenere con i combustibili fossili.

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    11. A proposito della confusione, guarda, mi sto rileggendo per la seconda volta il libro di Lenton e Watson e sto vacillando di fronte alla scoperta dell'abisso di cose di cui non sapevo niente. E' una faccenda di una complessità spaventosa; copre tutti campi dello scibile, dalla termodinamica alla sociologia..... Insomma, da andar fuori di testa. Con calma, con calma.....

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    12. Andare avanti!! Tecnologicamente e moralmente!! Grazie x il tempo che dedichi alla divulgazione, e complimenti x la competenza!!

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  5. allora siamo una coscienza sporca, da come stiamo riducendo il pianeta. Non mi sembra che le religioni dicano questo, semmai il contrario.

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