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sabato 21 settembre 2013

Sconfitta Globale: l'abbandono del piano “Petrolio nel Sottosuolo”; l'Ecuador apre il cuore della biodiversità alla perforazione petrolifera.

Da “Common Dreams”. Traduzione di MR

Il Presidente Correa: “Non era la carità che stavamo cercando dalla comunità internazionale, ma la corresponsabilità di fronte al cambiamento climatico”

Di Andrea Germanos

Una veduta del parco nazionale Yasuní. (Foto: sara y tzunky/cc/flickr)

L'Ecuador ha annunciato che sta per aprire una riserva naturale dell'Amazzonia alle perforazioni petrolifere, abbandonando così un piano di conservazione  in cui si usavano fondi internazionali per lasciare il petrolio sotto terra. La riserva, il parco nazionale Yasuní, è stato descritto come il luogo sul pianeta Terra con la più grande biodiversità ed è la dimora di diverse tribù indigene, così come di circa 900 milioni di barili di greggio pesante. “Il mondo ci ha tradito”, ha detto il Presidente Correa in un discorso televisivo giovedì. “Non era la carità della comunità internazionale quella che stavamo cercando, ma la co-responsabilità di fronte al cambiamento climatico”.

Il piano di conservazione, noto come l'iniziativa ITT, “è stato ampiamente visto come uno dei più audaci e più innovativi approcci alla conservazione in tutto il mondo”, scrive Jonathan Watts del Guardian, ed avrebbe prevenuto “a più di 400 milioni di tonnellate di biossido di carbonio di finire in atmosfera, se la metà dei 7,2 miliardi di dollari del valore della riserva possono essere raccolti dalla comunità internazionale per il 2023. Siccome l'iniziativa è stata introdotta nel 2007, sono stati raccolti soltanto 1,3 milioni di dollari. A causa di ciò, Correa ha detto di aver dovuto prendere “una delle decisioni più difficili del mio governo”.

Correa ha tentato di placare coloro che sono infuriati nei confronti dei piani di sfruttamento dei combustibili fossili di quell'area dicendo che le operazioni petrolifere colpiranno solo l'1% dello Yasuní.

Matt Finer, uno scienziato del Centro Internazionale per la Legge Ambientale che ha la sua sede negli Stati Uniti, ha detto alla Associated Press: “L'Iniziativa Yasuní-ITT era la sola eccezione all'espansione incontrollata dei progetti di idrocarburi nelle regioni più remote dell'Amazzonia occidentale. Ora, non ci sono davvero alternative praticabili per fermare l'ondata di perforazioni in programma per la regione con più biodiversità del pianeta”. Circa la metà del petrolio dell'Equatore va agli Stati Uniti. Centinaia di dimostranti si sono raccolti di fronte al palazzo presidenziale a seguito della decisione di Correa. Uno dei dimostranti era il biologo Adrian Soria, che ha detto alla Reuters, “Lo Yasuní è importante per l'umanità e, come ecuadoregni, noi possiamo fare la differenza... lo Yasuní deve essere protetto, è una cosa più importante del petrolio”.


I contrari alla decisione hanno aperto un Twitter con l'hashtag #notoquenelyasuni (Non toccate lo Yasuní), dicendo che se Correa ha abbandonato lo Yasuní, la gente dell'Ecuador non lo ha fatto.


https://twitter.com/search/?q=%23notoquenelyasuni+lang%3Aen

La decisione di abbandonare il programma di conservazione “è deludente per tutti noi ma è necessaria”, ha detto Correa. “Non prenderla andrebbe a discapito della nostra gente. La storia cvi giudicherà”.
Infatti.

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Per vedere  un po' della bellezza e della biodiversità di quest'area, guardate il video del Guardian qui sotto:




1 commento:

  1. Sono da tempo convinto che, nostro malgrado, tutti noi che diamo un valore alla biodiversità (sia come fonte potenziale di molecole farmacologiche, sia come valore ontologico) dovremo recedere, a poco a poco dall'aspettativa di preservarla in tutti i luoghi del pianeta. Ho sperato, peró, nella comune percezione di una una sorta di principio di priorità condiviso che avrebbe sottratto allo sfruttamento i siti più rilevanti per valore biologico. Ora, se viene a cadere (semmai si fosse "levato") anche questo principio, il mio pessimismo ne riceverà una bella spinta. Non mi resta che attaccarmi a quel "1%". Saluti.

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