Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 2 luglio 2013

Consigli di sopravvivenza da parte dei Gitani

Da “Cassandra's Legacy”. Traduzione di MR

Immagine: Il campo Rom incendiato da una folla inferocita a Torino il 10 dicembre 2011 - da"La Stampa".

Anni di contatto con i Roma, che chiamiamo anche “Gitani” o “Zingari”, hanno cambiato in molti modi la mia visione del mondo. Non che potessi penetrare, se non superficialmente, una cultura che ho scoperto essere la più aliena che abbia mai incontrato e della quale non parlo nemmeno uno dei tanti dialetti. Ma credo di aver assorbito abbastanza da poter provare a dare un'interpretazione personale dei modi dei Gitani: di come sono riusciti nell'impresa straordinaria di sopravvivere per più di mezzo millennio in Europa, all'interno di una società spesso ostile. Non prendete questo mio testo come un tentativo di glorificare i Roma – capisco i problemi che stanno affrontando. Ma riconosco anche che si può essere umani in molti modi e che i Roma ne hanno scelto uno specifico e, per questo, meritano rispetto. Forse, da loro possiamo imparare qualcosa di utile per i tempi duri che stanno arrivando. 


Nel Dicembre del 2011, una ragazza italiana di 16 anni di un sobborgo di Torino tornava a casa lamentandosi di essere stata violentata da due zingari provenienti da un campo vicino. Apparentemente, è stata subito creduta e in breve tempo una folla di circa 500 persone si radunava per marciare sul campo Rom portandosi dietro torce e bastoni

Quando la folla è arrivata al campo, lo hanno trovato completamente vuoto. I Rom se ne erano andati in fretta, portandosi dietro tutte le cose di valore. Così, non c'era rimasto niente da fare per gli assatanati oltre che sfogarsi spaccando vetri, facendo a pezzi i mobili e dando fuoco ad alcune delle baracche. Più tardi, i pompieri hanno spento gli incendi e la ragazza ha confessato che si era inventata tutto. Aveva paura di raccontare ai suoi genitori che aveva perso la sua verginità con il suo ragazzo. (qui, la storia completa).

Vi potete domandare come può essere che una storia che sembra arrivare dal Medio Evo sia potuta accadere in un paese (teoricamente) moderno come l'Italia nel 2011. Ma quello che mi ha fatto impressione non è tanto la stupidità dei membri della folla o l'ingenuità della ragazza. E' la reazione dei Roma.

Immaginatevi di venire a sapere che una banda di gente armata di torce e bastoni si dirige verso la vostra casa. Non so come la pensate voi, ma la mia prima reazione sarebbe di aspettarli con un fucile in mano. Sarebbe, credo, la reazione tipica di molti di noi: classe media occidentale. Tendiamo a vedere la nostra casa come il nostro castello e a difenderla anche fino all'ultimo.

Ma i Roma di questa storia non hanno ragionato in questo modo. E hanno fatto la cosa giusta: sono scappati. Immaginate, invece, che avessero tentato di difendere le loro case. Si è saputo poi che c'era gente nella folla che aveva delle pistole. Vi potete immaginare cosa sarebbe successo? Considerando come queste cose sono normalmente raccontate sulla stampa, è probabile che i Roma avrebbero finito per essere considerati come gli aggressori e non come le vittime.

Invece, quando il fumo si è disperso, è stato chiaro per tutti chi aveva ragione e chi aveva torto. Così, I Roma sono potuti tornare indietro a riparare le loro baracche, avendo evitato il peggio. Mi sembra un esempio interessante di come si può essere sorpresi da una cultura e un modo di pensare che improvvisamente si rivelano completamente differenti.

Dopo alcuni
anni di contatti con i Roma che vivono a poche centinaia di metri dal mio ufficio, credo di aver cominciato a capire qualcosa di questa cultura che si rivela come la più aliena di tutte quelle che ho incontrato fino ad oggi. E' una cultura che si basa su più di mezzo millennio di esperienza di vita in un mondo spesso ostile, dal tempo in cui i Roma cominciarono ad arrivare in Europa, emigrando lentamente dal loro paese di origine, l'India. Ci può non piacere il modo di vivere e il modo di fare dei Roma, e soprattutto la loro cocciutaggine nel resistere l'integrazione. Ma il fatto che siano sopravvissuti tanto a lungo vuol dire che qualcosa di giusto lo hanno fatto.

Così, ho provato a mettere insieme alcuni “consigli per la sopravvivenza”, mettendomi nella parte di un Rom per quanto mi è possibile, essendo io soltanto un umile Gadjo. Non so se queste note possono essere considerate come un manuale di sopravvivenza, ma di sicuro sono interessanti. (E mi scuso in anticipo con i miei amici Rom per gli errori che posso aver fatto in questa interpretazione.)

Dieci Consigli per la sopravvivenza da parte dei Roma


1.
In battaglia, la miglior strategia è la fuga (la regola d'oro). Molti secoli di sopravvivenza in un mondo ostile hanno insegnato ai Roma che combattere in condizioni di inferiorità non è una buona idea. Questo non vuol dire che i Roma siano persone miti come individui e gruppi familiari. Al contrario, possono essere aggressivi e occasionalmente impegnarsi in scontri rumorosi con i loro pari. Ma, in generale tendono a evitare tutti i conflitti con i Gadje, scappando se necessario. Non ci sono resoconti di Roma impegnati in guerre in quanto gruppi etnici e si riporta solo di pochi Roma che hanno combattuto negli eserciti dei Gadje. E' un atteggiamento che sembra essere ancora utile e valido oggi, come dimostrato dal caso dell' attacco al campo Rom di Torino nel 2011, dove la rapida fuga dei Roma ha evitato lo scontro.

2.
Non portare e non usare armi. Questa regola deriva direttamente dalla regola d'oro (la miglior strategia è la fuga). Se sei il più debole in uno scontro, renderlo più distruttivo è una pessima idea perché, molto probabilmente, le armi che metti in gioco saranno usate contro di te. I Roma sembrano aver messo in pratica questa strategia durante tutta la loro storia di vagabondi, e la mantengono ancora oggi. Anche se alcuni di loro possono essere impegnati in attività illegali, è estremamente raro leggere di Roma che portano o usano armi. Il concetto di “diritto di portare armi” sembra del tutto alieno per loro. Su questo punto, sono ben più avanzati dei Gadje occidentali.

3. Prenditi cura della tua mobilità. Questa regola è una conseguenza delle prime due. Se non hai armi e se sei il più debole, non puoi stare fermo a fare da bersaglio: devi essere mobile. Per secoli, i Roma hanno usato questa strategia. La loro vita è stata sulla strada e rimane tale anche oggi; anche se non usano più i loro carri trainati da cavalli, preferendo di gran lunga le automobili (e non sembra che esista una Mercedes che non piaccia a un Rom). Così, i Roma non sembrano essere particolarmente interessati a scambiare le loro roulotte e i loro camper per dei normali appartmenti, anche se a volte sono invitati (o forzati) a farlo dalle autorità locali. Ma le cose cambiano e sparire all'orizzonte sta diventando sempre più difficile in un mondo che sta diventand sempre più controllato e regolato. Oggi, i Roma sono spesso segregati in campi che somigliano sempre di più a delle prigioni a cielo aperto; una situazione che devono accettare a malincuore.

4.
Viaggia leggero nella tua vita. I Roma di oggi sembrano aver ereditato dai loro antenati il concetto che devono sempre essere pronti a fare le valige e correre via all'improvviso. Uno dei risultati di questa abitudine è che un alloggio Roma (che sia una baracca o una roulotte) non mostra la tipica confusione delle case dei Gadje. Questo non è soltanto perché i Roma sono più poveri, ma perché sembrano applicare un qualche tipo di regola del “Feng Shui” nel senso che buttano via spietatamente tuto quello che non è strettamente necessario. Come conseguenza, l'interno di un alloggio Roma è sempre lindo e pulito, non come succede spesso in molte case dei Gadje. E' anche vero, tuttavia, che i Roma non usano la stessa attenzione per tenere bene l'esterno dei loro alloggi. D'altra parte, se devono essere sempre pronti a scappare, che senso ha prendersi cura del prato del condominio? Così, un accampamento Roma ha spesso l'aspetto di essere stato bombardato solo qualche giorno prima. Questa è di solito l'unica cosa che i Gadje che visitano il campo vedono, il che non è molto bene per l'immagine pubblica dei Roma.

5. Coltivate l'arte dell'offuscazione creativa. Se siete sempre di fronte al rischio di una pulizia etnica nei vostri riguardi, fate bene a fare attenzione a evitare di dare troppe informazioni ai vostri vicini più potenti. I Roma sembrano aver capito questa idea in termini di uno schermo per sviluppare una cortina fumogena linguistica che rende tutto molto vago. Se vi capita di chiaccherare con dei Roma, noterete che non viene mai detto chiaramente chi fa cosa, quando, e come. Gli appuntamenti sono sempre molto elastici (per non dir di peggio) e se siete invitati a cena da una famiglia Roma potete essere sicuri che arriverete sempre troppo tardi o troppo presto. In più, i Roma sembrano positivamente gelosi del loro linguaggio e non forniscono molto aiuto per chi prova a impararlo. Tutte queste caratteristiche danno qualche vantaggio ai Roma, ancora oggi, anche se non in termini di rendersi cari ai Gadje. Ma è tutto parte dell'essere Roma.

6. La famiglia di un uomo è il suo rifugio. Un Rom diventa davvero un uomo solo è sposato ed ha dei figli e la stessa cosa vale per una Romni, una donna. Ma la famiglia per i Roma è vista più come un “clan” che include un gran numero di parenti, in un dedalo di relazioni ed obblighi. E' su questa rete o membri famigliari che i Roma fanno affidamento per i propri bisogni in tempi difficili. Il clan fornisce sostegno, difesa, divertimento ed aiuto d'emergenza. Tutto ciò è fondamentale per gente che non ha un lavoro, un fondo pensione e, in molti casi, nessuna assistenza medica. Il problema è che questa tradizione incoraggia le famiglie ad avere bambini ed i Roma ne hanno spesso anche 5 o 6 per coppia. Questa era una buona strategia nei tempi duri di una volta, quando solo una parte della prole di una famiglia sopravviveva fino a diventare adulta. Oggi, invece, avere molti figli crea una moltitudine di problemi pratici aggiuntivi ai molti problemi che i Roma già hanno. Di questi problemi, uno è che i Gadje tendono a disapprovare i Roma che adottano una strategia, le famiglie numerose, che loro stessi hanno adottato fino a non molto tempo fa. Questo potrebbe cambiare con una nuova generazione di Romnie che spesso spesso dichiarano di non avere alcuna intenzione di caricarsi del fardello di molti figli come hanno fatto le loro madri. Se la “transizione demografica” avrà luogo per i Roma è da vedere, ma una cosa è certa: i Roma amano molto i propri figli.

7. Ciò che hai imparato da solo, non te lo potranno mai portar via. I Roma sono sempre stati degli eccellenti artigiani. Hanno lavorato come vasai, fabbri, maniscalchi e jolly di tutti i mestieri. Anche oggi, un Rom può costruirsi da solo una baracca completa usando legno di scarto e lo può fare sufficientemente bene da fare in modo che il tetto non crolli sulla testa della famiglia. Non perde acqua quando piove ed è persino accogliente d'inverno, con la stufa che la riscalda così bene! Sfortunatamente, tuttavia, i moderni Roma hanno anche perso gran parte delle capacità specifiche dei loro antenati: non c'è più bisogno di riparare vecchi vasi e pentole e gran parter degli oggetti meccanici sono costruiti in modi che rendono loro impossibile ripararli. Ciononostante, i Roma conservano una notevole flessibilità ed adattabilità. Apprendono rapidamente: se dovesse esserci ancora bisogno di gente che può riparare un ombrello rotto, i Roma possono di nuovo imparare a farlo.

8. Cogli l'occasione quando ti capita. Vivendo sempre sulla strada, spesso scappando da nemici più forti, i Roma hanno imparato ad essere flessibili, pieni di risorse e sempre pronti a cogliere l'opportunità del momento. Potrebbe essere questa caratteristica che li rende dei grandi commercianti; hanno una capacità quasi incredibile di capire cosa abbia valore e cosa no e la sfruttano al massimo. Naturalmente, rimangono spesso dei dubbi legittimi sulla fonte degli oggetti che commerciano ed è vero che alcuni Roma perseguono una carriera da ladruncoli. Se ciò sia parte dei modi tradizionali Roma è discutibile, ma è sicuro che il numero di Roma che sono realmente coinvolti in attività illegali è grandemente sopravvalutato da gran parte dei Gadje. Per un verso, è sempre più difficile rubare qualsiasi cosa in un mondo di sensori, allarmi, carte elettroniche e telecamere nascoste. Ma “illegale” è anche una questione di definizione. Per esempio, una delle attività tradizionali dei Roma era quella di raccogliere metalli di scarto per il riciclo, una cosa che vedevano (e vedono ancora) come una attività del tutto legittima. Tuttavia, i governi hanno cominciato a fare leggi e regolamenti che hanno trasformato questo tipo di raccolta dei rifiuti in attività illegale. Ciò ha spinto gran parte dei Roma specializzati in questo campo nel mondo oscuro della “economia parallela”, dove riescono ancora a raccogliere metalli sfruttando la propria creatività ed adattabilità, ma in condizioni molto più difficili.

9. Sii geloso della tua identità. I Roma si rifiutano ostinatamente di essere integrati nella società dei Gadje e preservano gelosamente la loro lingua e le loro tradizioni. Questo sembra essere un atteggiamento comune ancora oggi, nonostante il fatto che molti bambini Roma vadano a scuola e nonostante la presenza di televisori e connessioni Internet nelle case Roma. A questo proposito, i Roma si comportano come gli Ebrei, anche se non vedono la propria identità in termini religiosi (di solito adottano la religione della regione nella quale si trovano). Inoltre, diversamente dalla tradizioni ebraica, quella Romani non è scritta. E' completamente orale e potrebbe esserci una ragione per il fatto che i Roma non sembrano essere particolarmente interessati ad imparare a leggere e scrivere. Ciò che i Roma hanno bisogno di sapere lo conservano nelle loro teste, a differenza di gran parte dei Gadje che sono sempre più sperduti in uno tsunami di informazioni che non sono più in grado di controllare. Enfatizzare l'identità etnica è un concetto utile a mantenere la coesione nella comunità Roma, ma potrebbe rivoltarsi contro di loro generando un obbiettivo facile per quella parte di Gadje che sono inclini al razzismo e all'odio etnico e che oggi sembrano essere in tanti, proprio quanti ce n'erano in passato. Durante la Seconda Guerra Mondiale, i Roma hanno subito un tentativo di sterminio simile a quello degli Ebrei per mano dei Nazisti. Oggi, gli attacchi in stile progrom contro i Roma sembrano essere rari, ma avvengono ancora a volte. Ad ogni modo, se i Roma sono riusciti a sopravvivere ai Nazisti, probabilmente possono sopravvivere a qualsiasi cosa.

10. Sii uno spirito libero. In tempi antichi, l'occupazione preferita dei Roma era quella di musicisti e la loro celebre capacità con gli strumenti musicali non era solo un modo per guadagnarsi da vivere, era anche un modo per celebrare la fuggevole bellezza del mondo. Oggi, solo pochi Roma hanno conservato questa capacità in un mondo dove la musica è divenuta principalmente un prodotto dell'industria dell'intrattenimento. Tuttavia, i Roma si prendono ancora cura della propria libertà e normalmente rifiutano di sottomettersi alla schiavitù di un cartellino. Ciò non rende facile per loro trovare lavoro in un mondo che enfatizza l'affidabilità, l'efficienza e il controllo – il risultato è che la maggior parte dei Roma che vivono in paesi occidentali sembrano essere condannati a una condizione di estrema povertà. Forse, nei tempi che furono, i Roma erano felici grazie alla loro vita “sulla strada” spensierata, ma oggi nei campi Romoani ci sono casi di depressione, malattia mentale e infelicità. Tuttavia, è difficile dire se in media i Roma sono più stressati dalle loro condizioni di povertà di quanto lo siano i loro vicini Gadje dalla loro lotta quotidiana coi mutui, gli affitti, gli sfratti, la disoccupazione e cose simili. Ciò che si può dire di certo è che la libertà, per chiunque, non è solo una scelta ma anche un costo.

Questi consigli possono essere utili a noi Gadje? Sicuramente, oggi lo stile di vita dei Roma sembra irrimediabilmente obsoleto. Nessuno ha più bisogno di gente capace di riparare ombrelli, di vendere cavalli, di cantare e, inoltre, nessuno sembra concepire la possibilità che qualcuno possa non voler vivere nel modo in cui vivono i Gadje moderni. Ma il mondo cambia sempre e le virtù che hanno reso l'Occidente così potente e di successo un giorno potrebbero diventare obsolete. Dmitry Orlov nota, nel suo libro “I cinque stadi del collasso”, come i Roma abbiano prosperato nel collasso dell'Unione Sovietica. Quando anche per noi arriveranno tempi difficili, scommetto che i Roma ci saranno ancora e forse ci insegneranno un paio di cosette.


20 commenti:

  1. Positiva la capacità di arrangiarsi ed adattarsi, fenomenale l'attitudine ad evitare il conflitto. Posso testimoniare che è vero: possono rubare occasionalmente, ma praticamente mai rapinare armi in mano. Gli va riconosciuto.

    Di negativo nel nomadismo vedo la concezione del territorio come un "usa e getta", da consumare e sporcare. Per poi fuggire. Eppure, non è che noi occidentali stanziali abbiamo agito molto meglio nei confronti della nostra terra.

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  2. io vivo a roma e devo dire che i rom saranno pure fenomenali , ma personalmente preferisco evitarli. dire che i furti sono sopravvalutati mi semba un eufemismo. come fanno a mantenere le loro mercedes senza lavorare? e' vero che sono specializzati nell'elemosina femminile (nel senso che sono sempre le donne a battere la ferrovia roma lido dove li incontro in continuazione) pero' non penso che sia sufficiente alle spese del mercedes. e' vero che riciclano molti metalli , soprattutto il rame a giudicare dalla plastica che bruciano in continuo nei campi prigione ma temo proprio che il furto e le truffe siano la loro maggiore entrata. c'e' poi da dire che il nomadismo cozza di brutto con la specializzazione del lavoro che studiai in economia uno e quindi la curva della produzione totale viaggia verso il basso. la vedo brutta pure per loro in caso di crollo della civilta' daltronde i rom sono un fenomeno diffuso nelle civilta' ricche , dove stanno in africa? dove stanno in asia?

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    1. Scusa se non sono d'accordo, Roberto. I Roma sono in Europa da un buon mezzo millennio e per molto di questo periodo l'Europa era più povera di quanto non lo sia oggi il Burkina Faso. In realtà, tutta la loro strategia consisteva nel fornire servizi itineranti, tipo la lavorazione dei metalli, che una società povera aveva difficoltà a gestire su base stanziale. Quello che li ha messi in grave difficoltà è stato proprio l'arricchimento della società Europea nell'ultimo secolo o giù di li', che ha distrutto le nicchie economiche che si erano costruiti.

      I Roma in Africa sono effettivamente rari, ma ho visto dei campi Rom in Marocco. In Asia, invece sono abbastanza comuni, dopotutto è da dove sono venuti! Ce ne sono in tutto il Medio Oriente.

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    2. ogni volta che si parla di rom si rischia di sfociare nel razzismo nei luoghi comuni ecc ecc. parlarne a tavolino e' semplice , ma ti assicuro che quando ti trovi a poca distanza da un campo rom tutte le problematiche indicate nei vari commenti le senti e le senti in modo pesante. sicuramente anche dai rom ci sono cose da imparare, c'e'da imparare anche dai barboni ecc ecc. pero' vogliamo cercare di dirottare e affrontare la crisi energetica mondiale tramite energie alternative e nuove tecnologie o vogliamo fuggire un po' come fanno i rom e i barboni? se andra' tutto a schifio la cultura rom ci fara' sicuramente comodo, ma personalmente preferirei insistere sull'evitare lo schifio.

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    3. Caro amico, non penso che gli estimatori di questo capolavoro del giornalismo sarchiaponico capiscano quello che vuoi dire.

      La fesserie raggiungono vette inaspettate di lirismo come al Punto 4 dove si afferma "... l'interno di un alloggio Roma è sempre lindo e pulito, non come succede spesso in molte case dei Gadje."

      Un altra affermazione divertente è questa : " Dmitry Orlov nota, nel suo libro “I cinque stadi del collasso”, come i Roma abbiano prosperato nel collasso dell'Unione Sovietica."

      Certamente anche i ratti e le pantegane prosperavano tra le rovine di Berlino o Stalingrado : se vi alletta vivere nelle fogne accomodatevi.

      Io penso che a volte sia meglio crepare per vivere che vivere per morire.

      Questa gente che scrive aspetta la fine del petrolio perché odiano la società in cui vivono e fin qui li posso capire.

      Solitamente si tratta di rivoluzionari falliti che non sono riusciti a battere il Capitalismo da giovani ed ora aspettano che Madre natura faccia il lavoro per loro.

      La strategia del CAMPA CAVALLO CHE L' ERBA CRESCE.

      Di un eroismo degno di un Samurai, non trovi ?

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    4. E' curioso come le varie culture antagoniste si accusino reciprocamente di sporcizia domestica. In realtà, tutti fanno il possibile per tenere la propria casa pulita. Semplicemente, i Roma hanno meno robaccia sparpagliata per la casa; per cui per loro è più facile tenerla pulita.

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  3. Era da tempo che non leggevo una così vasta collezione di luoghi comuni e scemenze sui rom...

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    1. Sì, certo. Magari se indicassi anche quali sono i luoghi comuni e le scemenze e perché le ritieni tali sarebbe utile a tutti.

      E ci faresti anche una figura migliore. Ma in fondo che te ne frega, tanto il nome non ce lo metti. Il tuo scopo non è partecipare alla discussione, ma distruggerla. E non ti interessa nemmeno portare il tuo punto di vista, perché è evidente che non ne hai.

      Se vuoi smentirmi, scendi dal trespolo, prenditi del tempo e dai la tua versione. Ma magari lì ci sarà qualcun altro che la giudicherà luogo comune e scemenza, con tanto di spiegazione. E tu non vuoi correre questo rischio, vero?

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    2. Grazie per il costruttivo contributo alla discussione, anonimo!

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    3. Punto primo: mi sono registrato come Anonimo in quanto potrei perdere il mio posto di lavoro se venissi scoperto da qualcuno
      in rete ad affermare quello che affermo.

      Lavoro in una cooperativa rossa.
      I progressisti sono tolleranti solo con chi la pensa come loro

      1. In battaglia, la miglior strategia è la fuga (la regola d'oro).
      Qui si insegna che essere vigliacchi è una qualità: una delle tante tipiche degli italiani che nel corso della storia non
      hanno mai finito una guerra dalla stessa parte dalla quale l' avevano iniziata.

      2.Non portare e non usare armi.
      Idem come sopra : se ti beccano meglio apparire come un povero perseguitato razziale anziché come un delinquente comune.

      3. Prenditi cura della tua mobilità.
      La mobilità è tipica dei popoli nomadi.Dopo aver devastato un territorio che problema c'è ?: basta andare a devastarne un

      altro più vicino lasciando i rifiuti come eredità.
      Oppure si può sbarcare sulle coste della Sicilia.

      4. Viaggia leggero nella tua vita.
      Idem come sopra.Peccato che quando si scava sotto i campi nomadi si trova sempre qualcosa.Vedi lingotti d'oro e gioielli,come accaduto qualche anno fa a Sesto San Giovanni.

      5.Coltivate l'arte dell'offuscazione creativa.
      Traducendo dall' italiano all' italiano : mentire sempre e comunque e magari all' occorrenza piangere.Chiagne e fotti,diconoa Napoli.

      6. La famiglia di un uomo è il suo rifugio.
      Quì siamo all' esaltazione del familismo amorale tipico anche dei terroni.La legge dello stato non conta : conta il clan,la
      famiglia,la cosca.Le leggi dello Stato sono solo merda.
      Occorre fare tanti figli :il numero è forza e dietro i figli ci si può sempre nascondere.
      A mantenerli ci penseranno gli "altri".
      Gli uffici comunali o gli idioti come voi.

      7. Ciò che hai imparato da solo, non te lo potranno mai portar via.
      Questa è una mezza stronzata.I nomadi sanno soprattutto suonare e rubare.Anche gli ebrei, essendo nomadi in senso lato pure loro,hanno radicato questo concetto.Il regime nazista impedì agli ebrei di svolgere comunque le loro professioni per cui puoi sapere quello che vuoi ma lo Stato può sempre ridurti a lavorare di nascosto.Con le tasse attuali a quasto sono costretti anchemilioni di italiani.

      8. Cogli l'occasione quando ti capita.
      Ovvero : ruba e fotti il prossimo apppena puoi.

      9. Sii geloso della tua identità.
      Ma come ?
      Quando sono i Rom a coltivare la propria identità,la cosa è positiva, mentre se la stessa cosa la pratica un Lombardo o un Veneto gli si dice che è un ....razzista,retrogrado,dalla mentalità ristretta e soprattutto è un povero "provinciale" nonchè " rozzo leghista " mentre fa figo essere " cittadini del mondo".
      Gli uomini sono tutti uguali, si dice , per cui le tradizioni noi dobbiamo abbandonarle.
      Gli zingari invece devono mantenerle ed anche essere aiutati a farlo.
      Le stesse persone che affermano che le razze non esistono e che le tradizioni sono cose antiquate ,sono gli stessi che si

      battono per la introduzione dei menù etnici nelle scuole.Se siamo tutti uguali, a cosa servono i menù etnici ?Stessa sbobba per tutti, come in caserma.
      Ma per carità: che nessuno obblighi il bimbo islamico a mangiare una luganega di maiale.Mentre il bimbo italiano può essere ingozzato di Cous Cous.
      D' altra parte gli sta anche bene: tanto crescera stronzo come i suoi genitori ed i suoi insegnanti cialtroni.

      10. Sii uno spirito libero.
      Questo punto mi sento di condividerlo.

      Andate pure a farvi fottere dagli Zingari se vi fa piacere:vi ho già dedicato troppo tempo.

      MDV


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  4. I Rom (o più correttamente Roma) sono oggetto di quello che eufemisticamente i “non-Roma” chiamano “problemi di integrazione”. La brutale realtà è che sono vittime di pesante razzismo. Non so altrove, ma, qui dove vivo io, è molto diffusa la leggenda che i Roma rapiscano i bambini. Nonostante in tutta la storia d’Italia non sia stato accertato neppure un singolo caso di rapimento di tal tipo la leggenda continua come se nulla fosse. Trovo inoltre significativo che spesso, dietro alle aggressioni più gravi ai “campi nomadi”, si sia registrata la mano della criminalità organizzata e che tuttavia la popolazione “civile”, in quelle occasioni, pare essere andata bellamente a braccetto con chi criminale lo è per definizione (alla faccia di tanta ipocrita retorica anti-mafia). Non dico che i Roma siano santi, onesti e simpatici. Dico che anche gli italiani spesso non lo sono. E dico quindi che gli italiani tendono ad essere razzisti anche se per lo più non hanno il coraggio di ammetterlo (con sé stessi in primis) come tutti i razzisti, non perché siano peggiori delle loro vittime, ma semplicemente perché sono molto più forti economicamente, politicamente e militarmente. Soprattutto voglio affermare quindi quello che espresse egregiamente il buon vecchio Mark Twain con la seguente frase: “Io non domando a che razza appartiene un uomo; basta che sia un essere umano; nessuno può essere qualcosa di peggio“.

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    1. In realtà io sono abbastanza razzista, e non ho paura ad ammetterlo! Questo vuol dire che sparo alla gente? No. Vuol dire che ci tengo a mantenere qualche steccato, attorno all'identità della comunità da cui origino (i contadini emiliani bestemmiatori e bevitori che vanno a messa senza dare nell'occhio).

      Attenzione: anche gli zingari (qui li chiamiamo così, anzi: sèngher) sono abbastanza razzisti. Parlano la loro lingua e custodiscono le tradizioni degli antenati. Quando serve sanno come fare a farsi capire solo a chi pare a loro (ma questo lo faccio anche io). Cercano di mantenere le distanze dagli altri gruppi.

      Forse il termine razzismo che ho usato è una forzatura, perché ci detestiamo cordialmente. In treno loro mi mandano al diavolo nella loro lingua, e io li mando all'inferno nella mia (niente italiano in entrambi i casi). Eppure a nessuno verrebbe in mente di inscenare una rissa. Forse, più che di razzismo sarebbe il caso di parlare di tendenza alla segregazione.

      Per i furti: a qualcuno di loro ho dato dietro pure io, dopo averli beccati ad accattare la borsa del pane. Però quando sgombriamo i rottami di ferro chiamiamo loro, che se ne occupano volentieri. Non ho un giudizio definito: secondo me sono solo più poveri, e questo inevitabilmente produce nei loro comportamenti anche cose che detestiamo. Non ho in mente soluzioni.

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    2. Beh, sai fardiconto, dopo aver bevuto qualche birra insieme, ti può anche capitare che un Rom ti dica francamente cosa pensa dei Gadje - e in certi casi non gli puoi dare tutti i torti.

      In ogni caso, come dico nel mio pezzo, non è questione di "soluzioni". Loro fanno bene a essere gelosi della loro cultura e noi facciamo bene a essere gelosi della nostra - perlomeno di quel poco che ne rimane dopo la demolizione televisiva fatta negli ultimi anni. Poi, possiamo bere birra insieme o prenderci a male parole. Finché non parte il progrom con le torce accese, non ci sono grossi problemi.




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  5. Questo è un grande testo. Si iscrive nel percorso degli "andanti" contro gli "stanti". Migratori, migranti, viaggiatori e pellegrini sono stati per secoli la preda, più che i predatori, delle comunità stanziate (a loro volta, al 90% fondate da gente che veniva da qualche parte). Il sogno che si realizza di chi va è sempre di restare, anche per i gitani. In Slovacchia ed Ungheria la quasi totalità dei gitani è STANZIALE, da decenni (salvo per manovre che tendono a muoverla, a scopi elettorali molto spesso, da una zona all'altra all'interno della nazione o in altre nazioni, usati come partite di giro di "untori" per far vincere le destre). Quel che voglio far notare è che anche se nessuna divinità ha loro promesso una terra in cui fondarsi come nazione, in quanto comunità di umani dotati di linguaggio, essi non scampano al voler rimanere in quei luoghi più redditizzi dal punto di visto dell'energia e del tempo investiti per ricavare una certa prosperità, identificata per i gitani nel possesso di preziosi da ostentare o nell'alto numero di membri di una famiglia... Insomma, incensiamo un certo modo di vedere la vita di questi strani umani, ma fino ad un certo punto: essi non vagano per scelta o scopo definitivo, ma sono in transito verso un Nulla stanziale sperato, anche se non promesso.

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  6. quando ci fu il cambio da £ ad Euro mi si presentò un capo tribù con una mazzetta di banconote da 500.000, più altre quisquilie. Ora che stanno ritirando zitti zitti le banconote da 200 e 500, che poi saranno messe fuori corso, come faranno insieme ai cinesi, a mantenere lo spirito libero. Mi commuoverei se uno di loro non avesse ipnotizzato mia moglie e gli andò male, perchè c'ero anch'io in casa. Certo gli stinchi di santo non sono nemmeno tra gli stanziali, ma la fuga ha un significato ben preciso per la giustizia, anche se sono d'accordo con loro che è necessaria con i prepotenti attaccabrighe che cercano la lite per scaricare il demonio che hanno dentro su qualcun altro.

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  7. Ora che ci penso, in tutta questa discussione c'è una cosa che mi fa quasi sorridere: fino a cinquant'anni fa noi italiani eravamo nomadi. Nei campi la forma di conduzione tipica era la mezzadria: al primo capriccio del padrone, il mezzadro doveva sloggiare. Il padrone tipicamente curava la stalla, e non la casa: giacché le vacche valevano molto, mentre il mezzadro e la sua famiglia non valevano nulla. Era frequente il caso di famiglie sbandate dopo lo sfratto: una cosa capitata a mio nonno paterno, in piena guerra, e varie volte a quelli di madre (ma in tono meno drammatico).

    Eravamo quasi tutti schiavi erranti alla mercé di una banda di fetenti sanguisughe, e lo dico perché questa è stata la storia della giovinezza di mia madre, e di quasi tutta la vita dei suoi avi. E così il nomadismo dei Rom non mi pare in definitiva così indegno, temo sia esistito perfino di peggio. Beh, stiamo attenti a non tornare mezzadri almeno. Altrimenti c'è davvero il rischio che sia meglio salire su una roulotte.

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    1. Citazione :Beh, stiamo attenti a non tornare mezzadri almeno. Altrimenti c'è davvero il rischio che sia meglio salire su una roulotte.

      Beh,gli apologeti di questo articolo delirante non vedrebbero in maniera negativa questa possibilità,a giudicare dai loro giudizi su questo Decalogo per Pantegane,su questo Bushido per Straccioni...

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    2. "Bushido per Straccioni" Assolutamente stupendo, anonimo. Grazie e lo riutilizzerò. (Anche decalogo per pantegane" è carino, ma non altrettanto)

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  8. Sono arrivato a leggere questo blog per caso, nel senso che sto leggendo la "Regina Scalza" di Falcones, libro incentrato su una famiglia di gitani nella Spagna del XVIII sec. e mi sono incuriosito sulla loro loro storie e la loro cultura.
    Credo di avere una mentalità aperta, sono contrario ad ogni forma di razzismo,sarà anche per il fatto che, in quanto meridionale residente al Nord, so l'amarezza che si prova nell'esser giudicato per via della provenienza geografica....per carità, nulla di drammatico, episodi tanto sporadici quanto insignificanti, ma che comunque ti lasciano una strana sensazione dentro.
    Nonostante tutto, ammetto di avere dei pregiudizi nei confronti dei rom e dei rumeni, senza per questo accomunare le due etnie che sono ben distinte tra loro.
    Non è una questione legata a connotazioni fisiche, geografiche, ma esclusivamente di carattere comportamentale. Non mi dilungo sui rumeni, non oggetto di questo blog, ma sui rom.
    Approfondendo l'aromento rom, ho appreso che sono stati uno dei popoli più osteggiati e perseguitati in assoluto, in maniera trasversale da più Paesi e più regimi (non solo quello nazista, come meglio conosciuto), ma che nonostante tutto sono riusciti ad arrivare fino ai giorni nostri mantendendo intatte alcune delle connotazioni proprie della loro etnia.
    Perchè non mi piacciono? Un pò per pregiudizi: se da piccolo ti raccontano che "gli zingari rubano i bambini" un pò inizi a guardarli con sospetto. Se poi crescendo vedi che il loro stile di vita è molto lontano dal tuo, soprattutto quando ti procuri da vivere non attraverso il lavoro ma altro e poi ti chiedi come fanno ad avere quei macchinoni nei loro insediamenti, insomma un pò di domande te le fai.
    Sono stato sempre convinto che la prima fonte da cui si alimenta il razzismo è l'ignoranza e sono caduto un pò nella stessa trappola: nel mio caso caso non si può parlare di razzismo, ma di una certa forma di pregiuzio, nel senso che io cerco di giudicare le persone non in quanto appartenenti a gruppi etnic, religiosi e/o territoriali, ma mi rendo conto che con i rom faccio più fatica.
    Credo di aver capito il senso dell'articolo del Sig. Bardi, proiettato non a fare un'apologia della cultura rom, ma che piuttosto ci suggerisce di andare oltre le apparenze prima di giudicare, sia per provare a capire il loro modo di essere e di vivere e sia, perchè no, di trarre anche qualche forma di insegnamento. A me hanno inculcato sempre che c'è imparare da tutti, per cui sono convinto che tale principio possa essere applicato anche alle popolazioni rom.
    Nonostante questo, mi rendo conto che alcune differenze sono inconciliabili, per cui mi accontenterei che i rom vivessero pure la loro vita nel modo in cui credono, facendolo però senza infrangere le leggi del posto in cui risiedono. A parte il fascino della loro storia e dei loro ideali, solo così magari un giorno mi risulteranno più simpatici!

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  9. Mi ero perso questo post e lo recupero solo ora.
    Incidentalmente mi sono ritrovato a ragionare su questi stessi temi, ed ecco cosa ne è uscito fuori.
    Il succo della riflessione è che abbiamo voluto sempre di più, case più grandi, con più roba dentro, e questo ha ottenuto soltanto di separarci ed isolarci gli uni dagli altri.

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