Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 28 giugno 2013

La nuova era glaciale e la virtualizzazione della realtà




Da “The frog that jumped out”. Traduzione di MR




di Ugo Bardi
Forse avete già visto quest'immagine (riprodotta dal blog di Greg Laden). Fa parte di una campagna mirata a screditare la scienza e gli scienziati. Dice più o meno così: quegli scienziati negli anni 70 predicevano una nuova era glaciale in arrivo. Lo sostenevano così fortemente da apparire sulla copertina del “Time”. Poi, più tardi, hanno cominciato a parlare di riscaldamento globale (poi magicamente trasformato in "cambiamento climatico" per confonderci ulteriormente). Come possiamo fidarci di questa gente?


Be', l'immagine sulla sinistra è un falso; non è mai esistita questa copertina del Time. E' una truffa pura e semplice.

Come ha recentemente spiegato David Kirtley sul blog di Greg Laden, è un fotomontaggio. La vera copertina è questa, non del 1977, ma del 2007:




La truffa secondo la quale “gli scienziati si sarebbero preoccupati per l'arrivo di un'era glaciale” mi ricorda molto la storia inventata da Ronald Bailey nel 1989 per attaccare lo studio sui “Limiti dello Sviluppo (Crescita)”. In un saggio che ha pubblicato nel 1989 su “Forbes”, aveva dichiarato che lo studio aveva previsto che avremmo esaurito alcuni dei principali minerali (oro, zinco, petrolio e così via) entro certe date specifiche che erano già passate in quel momento. Questo, naturalmente, dimostrava che l'intero studio era del tutto inaffidabile. Bene, la storia di Bailey era totalmente inventata: una truffa anche quella. Non c'era nessuna previsione del genere nello studio sui “Limiti dello Sviluppo”!.

Riguardando queste storie, è impressionante vedere quanto questi sporchi trucchi siano efficaci. E sono così semplici! Inventate semplicemente qualcosa dal nulla, fate vedere quanto quei pomposi scienziati si siano rivelati fare errori grossolani. Nessuno controllerà se sia vero o meno, se è una bella storia, si diffonderà in modo virale. Questa degli “scienziati preoccupati per l'arrivo dell'era glaciale” ha fatto un bel po' di danni alla scienza e a tutti noi. Altre, come lo “scandalo del climategate”, sono risultate essere ostinate e pericolose.

E' impressionante anche notare quanto sia facile creare una realtà completamente alternativa che non è mai esistita. Semplicemente cambiando il titolo della copertina si genera tutto un universo parallelo nel quale gli scienziati sono occupati ad avvertire la gente e i politici sulla necessità di prepararsi all'arrivo di una glaciazione. A volte è chiamata “virtualizzazione”. Siamo così concentrati su quello che vediamo e leggiamo su internet e sui media che perdiamo facilmente la traccia del fatto che c'è una realtà fisica, la fuori. Poi, i fantasmi della nostra immaginazione prendono il sopravvento e creano la loro personale realtà, completa di eroi e delinquenti, virtù e vizi, crimini e punizioni e finali felici. Ma è una realtà fatta dello stesso materiale di cui sono fatti i sogni.


Se lavoriamo nella comunicazione della scienza del clima, potremmo essere tentati dall'uso di questi metodi. Ma non ci dobbiamo nemmeno pensare. Virtualizzare la realtà creando delle leggende è una forma di magia nera; una cosa nella quale è meglio non essere coinvolti. Ma, almeno, dovremmo sapere che tipo di trucchi e stratagemmi abbiamo di fronte. Inoltre, dovremmo ricordare che la realtà fisica, alla fine, vince sempre.



1 commento:

  1. se posso permettermi in tema di comunicazione..
    tutti gli sforzi in tale ambito sono enormi e le persone che riescono a far passare anche il minimo di informazioni corrette, lodevoli.
    Il vero problema sono le persone, le quali non sono più abituate ad ascoltare..anni di consumismo, iper-tecnicismo (relativo), abbondanza e tv commerciali, hanno ridotto una gran parte delle persone a meri spettatori della loro vita e della realtà che li circonda.
    Non ci sono ascoltatori, ma semplici astanti, i quali, una volta rincasati, dimenticheranno ben presto e di certo non diverranno ferrei ecologisti (o anche solo rispettosi di sé stessi) a causa di una conferenza o per un messaggio propositivo sulle problematiche climatiche..anche se propinato in maniera corretta, precisa, professionale.
    E' una guerra persa (quella della comunicazione) che però vale la pena di essere affrontata.
    un saluto.

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