Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 12 giugno 2013

"Il pianeta saccheggiato" - una recensione

(da greenreport)

Il saccheggio del Pianeta, il nuovo rapporto del Club di Roma 


Il 6 di giugno sarà presentato ufficialmente a Berlino il nuovo rapporto del prestigioso Club di Roma, stilato questa volta dal prof. Ugo Bardi, docente di chimica presso l’Università di Firenze e, come riporta la sua biografia su wikipedia, “autore di molteplici contributi in vari campi della scienza, divulgatore scientifico, nonché blogger assai attivo in tale ambito: il suo blog (Effetto Cassandra) è uno dei più letti tra la comunità scientifica italiana.

Il rapporto si intitola PLUNDERING THE PLANET, HOW TO MANAGE THE EARTH’S LIMITED MINERAL RESOURCES, in cui il prof. Bardi offre un’indagine unica e affascinante della storia geologica del nostro pianeta. L’ispezione ci fa rabbrividire per le gigantesche forze che muovono le placche tettoniche e come si formano i depositi di minerali, metalli, combustibili fossili.  È in questo contesto geologico che l’umanità deve riflettere  sul modo di trattare i tesori limitati del nostro pianeta.

Nelle prime fasi della storia umana, queste risorse sono apparse senza limiti. Limitata erano piuttosto le capacità umane per accedervi. Si può interpretare la storia umana come la crescente capacità di accedere a queste risorse naturali. Dopo secoli di sempre più successo di prospezione e di sfruttamento dei tesori minerarie, siamo giunti al punto in cui dobbiamo trattenerci perché, ormai è noto, le risorse non sono infinite.

Una pietra miliare in questo dibattito è stata la pubblicazione del primo rapporto del Club di Roma nel 1972, “I limiti dello sviluppo” (è anche noto che la traduzione italiana di questo studio fu errata, in quanto si sarebbe dovuto dire “I limiti della crescita”,  dettaglio non da poco poiché crescita e sviluppo non sono proprio la stessa cosa). Questo studio presentò gli scenari di possibili percorsi di sviluppo tra il 1972 e il 2100. Per la prima volta fu presentato un modello quantitativo del percorso della civiltà industriale mondiale come funzione della ridotta disponibilità di risorse minerali.

Come già affermato in I limiti dello sviluppo, non stiamo andando a “corto” di minerali nel prossimo futuro, ma siamo di fronte a un aumento dei costi per l’estrazione e lo sfruttamento. Anche la quantità di energia necessaria per una tonnellata di metallo puro è in aumento, come dobbiamo fare affidamento sui minerali in concentrazioni minori. Quindi, i limiti reali possono risiedere soprattutto nella disponibilità di energia.

I combustibili fossili (carbone, petrolio e gas naturale) sono le risorse minerarie (di origine biologica), ma anche rappresentano le risorse energetiche che ci permettono di estrarre minerali inorganici. I combustibili fossili sono stati la nostra principale fonte di energia per gli ultimi due secoli e sono stati il ​​fattore principale che ha creato la nascita della rivoluzione industriale e lo sviluppo della nostra attuale civiltà.

Il buon senso suggerirebbe che si dia inizio alla gestione delle risorse naturali in modo sostenibile spostandoci dai combustibili fossili alle fonti energetiche rinnovabili e per dissociare la crescita economica dal consumo di risorse. Faremmo meglio a evitare di essere ingannati dalla campagna pubblicitaria corrente di gas di scisto, scisti e sabbie bituminose. Essi possono rinviare il momento di reale scarsità di una trentina d’anni, ma allo stesso tempo, essi aggravano il problema del riscaldamento globale e rischiano di bloccare sempre più in profondità i processi industriali, infrastrutture e abitudini di consumo insostenibili nel lungo periodo.

Aldo Ferretti

9 commenti:

  1. L'umanità non cambierà strada volontariamente, come dice anche Meadow. Questa crisi è solo l'inizio di un cambiamento forzato, il cui obiettivo è la riduzione del consumo di idrocarburi. Se poi tanti ci lasceranno la pelle in suicidi, omicidi e rivolte è già stato calcolato a tavolino nei minimi termini. E' senz'altro il male minore. L'importante è non farsi prendere dalla disperazione e, come detto in un vecchio film, cominciate a pregare, se potete.

    RispondiElimina
  2. Caro Bardi, non sempre sono d'accordo con quel che scrive (anche se lo sono molto spesso), però i suoi scritti sono sempre spunto di riflessione. E questo è un pregio non da poco.
    Per fortuna vivo in Germania e parlo il tedesco... quindi posso subito catapultarmi in libreria a comprare questo libro.
    Saluti,
    Mauro.

    RispondiElimina
  3. non sono sicuro che gli idrocarburi non convenzionali manterranno in vita il BAU per altri 30 anni, ma sicuramente, come dice l'Istat, il potere d'acquisto delle famiglie italiane non aumenterà prima del 2026. Non dice se nel frattempo rimarrà costante o calerà ancora. Più probabilmente calerà, anche se ho ascoltato la telefonata di una signora in fila con me alla posta, che si lamentava di dover essere tutte le sere in ghingheri per dover portare sua figlia a feste, manifestazioni e danze. Ormai le puttanate dominano la vita delle persone, perchè fanno PIL e sarà difficile indirizzare la vita su un nuovo paradigma, almeno fintanto che le signore ce la faranno a correre dietro le cazz...e, che questa società consumistica ha loro imposto senza ovviamente che se ne accorgessero. Morale, etica, virtù sono argomenti di cui non si deve parlare, perchè potrebbero far capire tante cose alle persone e non c'è niente di più pericoloso per chi governa di persone pensanti.

    RispondiElimina
  4. Problemi di siccità?
    Biodiversità in calo drammatico?
    Picco del carbone, dell'acqua potabile, dell'uranio, del petrolio, del rame?
    Distruzione per cementificazione di centinaia di milioni di ettari di superficie agraria utile?
    Ci siamo giocati in foreste l'Austria anche quest'anno?
    Risorse minerarie agli sgoccioli?
    Ma non siate troppo pessimisti.
    Tranquilli, ora ci pensano loro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ti assicuro, tra l'altro sono di estrazione cattolica, che quelle di "loro"sono tutte puttanate, solo vanità vuota e controproducente. Cristo non ha detto: "Crescete e moltiplicatevi", frutto di una mentalità arcaica volta al dominio, proveniente dalle origini sumeriche di Israele e ripresa da tutte le religioni, monoteistiche e non. Ma ha detto che chi preferisce suo padre, sua madre, I SUOI FIGLI, i suoi campi ed affari, quindi anche i soldi (lo sterco di satana, per dirla alla S.Francesco) a Me, non è degno di Me. Il discorso evangelico è molto più complesso e affascinante delle puttanate, che probabilmente ed astutamente il demonio ha fatto passare come parola di Cristo. Poi se nel rispetto di sè e del prossimo uno decide di avere dei figli faccia pure, ma almeno non li sbatta in faccia agli altri come una superiore perfezione religiosa, che è il più tremendo peccato mortale, la superbia. Massimo.

      Elimina
    2. Temo che sia per certi versi inevitabile. Quelli che crescono come cavallette alla fine prevalgono, almeno nei sistemi dimensionalmente grandi. L'unica cosa che divide noi italiani da una catastrofe in stile Rwanda - mi addolora dirlo - è la neve dell'inverno.

      Elimina
    3. I cinesi che sono passati per carestie drammatiche (decine di milioni di morti nella più recente), infatti, per tentare di prevenirle in futuro hanno adottato, giustamente, il pugno di ferro e misure coercitive per imporre figlio unico e arrivare alla decrescita demografica (hanno risparmiato già ca. 300M homo, dovrei recuperare la fonte, ora vado a memoria)

      Elimina
    4. se per questo gli aborti in 40 anni nel mondo sono stati 1 miliardo, che coi figli non nati di questi siamo a quasi 2 mld in meno. Però secondo me il problema è la natura dell'uomo più che il suo numero. Siamo per colpa nostra troppo avidi per gestire in modo equilibrato un pianeta o qualsiasi struttura sociale. Basta il condominio per capirlo. Sono sicuro che, come dice la Chiesa, se fossimo meglio la terra potrebbe essere una casa decente anche per 20 o 30 mld di umani. Massimo.

      Elimina
    5. n avidi creano 10 volte i problemi di n/10 di avidi.
      Probabilmente è anche ottimistico, l'impatto ecologico probabilmente non ha andamento lineare ma peggiore.

      20 o 30G homo?
      Non ci sarebbe scenario peggiore di un orrendo, disumano formicaio del genere.
      E gli spazi? il selvatico? tutto ciò che non è umano? Che fine farebbe con 20 o 30G di homo?
      Quale sarebbe l'utilità di essere in 20 o 30G homo? La quantità per sé?

      Elimina