Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 15 marzo 2013

Il petrolio di Mauro Annese

Avete mai visto del petrolio vero? Ovvero, vi è mai capitato di vedere anche solo qualche goccia del prezioso liquido?

Se non siete geologi petroliferi, è molto probabile che la risposta sia no. Anche per me, che me ne occupo ormai da anni, soltanto una volta ero riuscito a procurarmi un paio di boccette di roba nerastra; che poi però poi qualcuno mi ha chiesto in prestito e non mi ha più reso.

Così, c'è gente che conciona a lungo e con apparente competenza di risorse "convenzionali" e "non convenzionali", di "fracking", di "sabbie bituminose" e poi però ti accorgi che non ha la minima idea di cosa sta descrivendo. In effetti, è un gran disastro che quelli che parlano di petrolio in pubblico siano quasi sempre degli economisti, e quasi mai dei geologi.

Certo, uno può andare a leggersi i sacri testi di geologia del petrolio che spiegano come stanno le cose, ma molto, molto più in dettaglio di quanto la maggior parte di noi vogliano sapere. Se si cercano dei libri un tantino più divulgativi non siamo messi bene.

In inglese, ci sono ottimi testi di Colin Campbell e Kenneth Deffeyes, entrambi geologi petroliferi che si sono presi l'onere e l'onore di scrivere testi comprensibili anche ai non specialisti (specialmente Deffeyes è una miniera di informazioni pratiche su come si cerca, e si trova, il petrolio) . Ma in Italiano, non c'è quasi niente, a parte, come dicevo, testi scritti da persone con preparazione in economia (e che, di conseguenza, a volte contengono notevoli errori).

Per fortuna, rimedia Mauro Annese, producendo quello che è forse il primo libro divulgativo sulla geologia del petrolio scritto in Italiano. Annese è un geologo petrolifero "purosangue" e racconta la sua esperienza di una vita di lavoro in questo libro con grande dovizia di dettagli e di informazioni.

Certo, l'impostazione di Annese sull'argomento petrolio è tradizionale: non è un "picchista" e nemmeno ama le rinnovabili. Ma il libro merita di essere letto anche dai picchisti, come probabilmente i lettori di questo blog sono in maggioranza. Se non altro, per farsi un'idea dell'immensa complessità della faccenda petrolio.

Sapete, la questione del picco, come si è detto tante volte, ha poco a che vedere con l'esaurimento fisico del petrolio. E' più correlata a quello che Joseph  Tainter chiama "i ritorni decrescenti della complessità". Tainter vede la cosa in termini sociali e politici, ma il concetto vale in tanti campi diversi. Allora, a vedere la complessità dell'industria petrolifera moderna, ti viene veramente da pensare.

Tutta questa gigantesca e barocca costruzione ha costi enormi e richiede il lavoro di un numero incredibile di persone che hanno dedicato la loro vita a specializzarsi nelle varie sfaccettature della ricerca e della produzione petrolifera. Ma i ritorni economici tendono a decrescere per via dell'esaurimento, delle difficoltà crescenti, delle condizioni estreme delle regioni dove si estrae, e per tante altre cose; incluso i danni fatti dall'inquinamento prodotto dall'estrazione (ci ricordiamo il caso del Golfo del Messico nel 2010). E allora? E allora tutti questi fattori generano quello che alle volte chiamiamo "picco".




Il petrolio. Di Mauro Annese. Aracne editrice, 2013
 






3 commenti:

  1. Mi sembra davvero triste e scoraggiante che il primo (od almeno “forse” il primo) libro divulgativo sulla geologia del petrolio in italiano sia stato pubblicato nel 2013 e che la sua impostazione sia comunque tradizionale. E tutti i libri che sono stati scritti in inglese e magari anche in altre lingue nessuno ha pensato mai di tradurli?
    Il fatto che vi sia gente “che conciona a lungo con apparente competenza” di risorse “convenzionali” e “non-convenzionali”, di “fracking”, e di “sabbie bituminose” senza aver la minima idea di che cosa stia descrivendo non mi sembra comunque molto diverso da quello che la gente (la stessa o un’altro sub-set diverso di “gente” e sia in Italia che in altri paesi) conciona anche su altri argomenti e quindi non e’ una cosa affatto sorprendente. Ci sarebbe da stupirsi se cosi’ non fosse. Ormai con l’Internet, il blogging, il commentare continuo da parte di tantissima gente, ed ecc. ecc. tutti sono diventati esperti instantanei in fisica, geologia, economia, politica nazionale, geopolitica, medicina a tantissimi altri campi. Quindi benche’ magari per quel che riguarda la fisica, la termodinamica dei sistemi complessi, o la geologia del petrolio, (e l’economia) il problema sia piu serio e le conseguenze dell’ignoranza piu gravi, a me sembra esisti un problema anche piu generale.
    E credo comunque che anche noi picchisti ed altri scienziati od ambientalisti interessati potrebbero magari fare anche un po di piu’ per spiegare meglio alcune cose. Per esempio se la questione del picco del petrolio ha realmente poco a che vedere con l’esaurimento fisico del petrolio ed e’ piu correlata con “i ritorni decrescenti della complessita” perche non incominciare qualsiasi articolo che parli del picco del petrolio con questa affermazione in modo che il lettore ordinario abbia piu probabilita di capire e meno di fraintendere?
    Dato che nel linguaggio commune di tutti i giorni e facilissimo capire “picco” nell’altro modo? Cioe’ che la cosa che e’ al suo picco sta per diminiuire ed un giorno si esaurira’? (qualsiasi essa sia) Od almeno spiegare perche’ il linguaggio di tutti i giorni e’ sbagliato magari perche non tiene abbastanza ben conto della termodinamica o della dinamica dei sistemi o della complessita o di altre cose delle quail dovrebbe invece tener conto? Ma saltare da un tipo di argomentazione ad un’altro secondo me non puo far altro che confondere ancor peggio il pubblico.
    Secondo me qualcuno dovrebbe spiegare chiaramente ed insieme i vari “ambiti” seguenti in un articolo di non piu di 10-20 pagine e perche’ sono ambiti distinti (se lo sono) e come interagiscono (se lo fanno).
    1. Le leggi della termodinamica, la complessita, la dinamica dei sistemi (sia in quanto a quelli fisici che in quanto a quelli sociali cioe le “civilita” umane) ed il collasso proabibile di societa umane (od altri tipi di sistemi) che oltrepassano alcuni limiti insostenibili o che ritornano a vari equilibri.
    2. La geologia del petrolio e di altri fossili (convenzionali, non convenzionali, gas, NGL, sabbie bituminose ed ecc. ecc.) e cosa si sa’ o non si sa’ di quando queste varie forme di energia si esauriranno o meno. (e piu o meno dove si trovano a livello globale, ed a vari livelli regionali, nazionali e locali ed al livello di singoli giacimenti) (CONTINUA PIU SOTTO)


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  2. 3. E se cio’ non importa, o se non lo si puo sapere, di dire anche questo piu chiaramente e con molta piu precisione.
    4. Le teorie e le prassi e le interpretazioni dell’economia e delle sue “scuole di pensiero” principali (Keynesian, Austrian e le loro varianti) e perche’ vari ragionamenti in base a tali teorie economiche sono sbagliati per quel che riguarda considerazioni le quali dovrebbero invece farsi in base ad 1) o 2) piu sopra. (o comunque come tali ragionamenti dovrebbero essere complementati)
    5. E magari dire anche qualche cosa sul sistema finanziario globale, il denaro, il debito, le politiche fiscali e monetarie, “fractional reserve banking”, il veccho gold standard e le nuove “fiat currencies” ed altri epi-fenomeni del sistema economico capitalista attuale. (se questo e quel che sono, e se invece sono loro i determinanti del sistema economico, spiegare invece perche questo e’ cosi)
    E di concludere spiegando il piu chiaramente possible perche questi quattro ambiti sono diversi ed in quali modi interagiscono ed in particolore negli schemi interpretativi umani nei quail anche l’ideologia e la propaganda giocano un ruolo. Non e’ certo un compito facile ma non deve nemmeno essere fatto con totale esattezza la prima volta che qualcuno ci provi, ma secondo me sarebbe bene incominciare a farlo. (a meno che cio sia gia stato fatto da qualcuno ed in tal caso apprezzerei molto se uno dei lettori di questo blog mi potrebbe riferire al suo libro od al suo articolo)
    Se tutto questo non lo si puo’ fare in venti pagine allora magari andrebbe fatto in cinquanta o dovrebbe essere scritto un libro o si potrebbe riferire nell’articolo stesso a varie altre fonti di lettura. Ed ovviamente un tale articolo dovrebbe essere tradotto non solo in italiano….(o dall’italiano in altre lingue) ma anche in inglese, cinese, russo, spagnolo, arabo ed altre lingue che si parlano attraverso la nostra “civilta” umana la quale potrebbe benissimo non durare molto piu’ a lungo se i suoi membri e le sue “classi dirigenti”….(sia dei partiti tradizionali che magari di ubiqui futuri grillini) non incominciano a capire molto meglio alcune cose.
    Ma come minimo secondo me questo potrebbe almeno eliminare un bel po’ della confusione sia quella ache esiste nel grande pubblico che in alcuni settori della comunita scientifica la quale (eccetto pochissima gente specializzata) nemmeno credo capisca troppo bene le varie distinzioni perche malgrado l’evocare continuamente la “multidisciplinarita” molto spesso non la sa pratica poi troppo.


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  3. il petrolio può essere divertente!

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