Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 7 dicembre 2012

WEO 2012: la IEA riconosce il declino della produzione di petrolio greggio

Da “The Oil Crash”. Traduzione di Massimiliano Rupalti


Di Antonio Turiel


Cari lettori,

Questo sarà un post breve, molto breve. In realtà è un semplice commento a due grafici molto rivelatori sulla produzione di petrolio nel mondo. 

Il primo grafico l'ho pubblicato su questo blog due anni fa quando, col suo rapporto annuale (WEO 2010) la Agenzia Internazionale pre l'Energia (IEA) ha riconosciuto per la prima volta che il mondo aveva raggiunto il proprio zenith produttivo di petrolio greggio nel 2006:



Ciò che mostra il grafico è che il petrolio greggio (le tre fasce di diversa tonalità di azzurro più in basso) non aumenterà mai oltre i livelli raggiunti nel 2006. I giacimenti attualmente in produzione (fascia di colore azzurro scuro) declinano molto rapidamente, ad un ritmo del 5% all'anno, complessivamente per tutti i giacimenti (alcuni in realtà aumentano la produzione, ma altri la diminuiscono più rapidamente: il declino del 5% annuo vale come media di tutti i giacimenti). Nel 2010 la IEA fantasticava che con i giacimenti ancora da sfruttare (fascia color indaco) e con i giacimenti ancora da scoprire (fascia di colore celeste) si potrebbe mantenere una produzione di petrolio greggio costante fino al 2035 di circa 70 milioni di barili al giorno (Mb/g). 

Abbiamo già commentato diverse volte quanto questa supposizione sia poco verosimile (l'ultima volta nell'intervista televisiva), ma in ogni caso sembrava un passo da gigante che la IEA accettasse che la produzione di petrolio greggio non sarebbe aumentata fino alla fine dei tempi. C'era ancora una certa dose di ottimismo nelle sue previsioni, poiché secondo la IEA grazie ai liquidi del gas naturale (fascia viola) soprattutto ed anche un po' di petrolio non convenzionale (fascia gialla), la produzione dei cosiddetti “tutti i liquidi del petrolio” potrebbe ancora aumentare dagli 86 Mb/g del 2010 fino a 96 Mb/g nel 2035. Questa categoria, “tutti i liquidi del petrolio” è stata opportunamente introdotta dalla IEA circa un decennio fa per camuffare i problemi col petrolio che sgorga realmente dalla roccia, quello che ha il miglior costo di produzione e che è più versatile (non dimentichiamo che i liquidi del gas naturale non sono adatti per raffinare gasolio, il che sta già provocando problemi). In ogni caso, quei 96 Mb/g per il 2035 costituivano anche un passo nell'accettazione della realtà, oltre alle rettifiche successive al WEO del 2007, il quale prevedeva ancora una produzione di tutti i liquidi del petrolio di 120 Mb/g per il 2030, cioè circa 125 Mb/g per il 2035. Vale a dire che in soli tre anni le previsioni della IEA per la produzione di tutti i liquidi del petrolio sono state ritoccate al ribasso di nientemeno che il 23%, da 125 Mb/g a 96 nel 2035. Non veniva ancora riconosciuto che anche la produzione congiunta di petrolio più succedanei del petrolio andrà a breve a diminuire, ma a poco a poco si stava giungendo a valori più ragionevoli. 

Quest'anno, la pubblicazione del WEO 2012 è stata un po' confusa dalla fanfara mediatica circa la presunta indipendenza energetica degli Stati Uniti per il 2035 che questo rapporto annunciava. Abbiamo già discusso qui che le prospettive reali non sono per niente positive. Da un lato, perché raggiungere un tale scopo implica forti aggiustamenti nel consumo di petrolio che il paese dovrebbe intraprendere, come ho detto nel post specifico su quel tema. Dall'altro lato, perché come ci insegna Matthieu Auzanneau, le prospettive di crescita del petrolio leggero da roccia compatta sono molto sovrastimate. Tutto ciò ha fatto sì che si trascurasse un grafico molto significativo che si trova nel WEO di quest'anno: 

Guardatelo bene. Questo grafico si confronta con quello precedente. E' tagliato a colonne per momenti specifici e per questo si perde un po la nozione della continuità temporale, ma è lo stesso tipo di grafico. Notate cosa succede al petrolio greggio (come dice la legenda, corrisponde alle tre fasce inferiori, con la stessa interpretazione che nel grafico precedente). Davvero. La IEA non lo ha strombazzato ai quattro venti (e per questo me lo sono perso all'inizio) ma sta riconoscendo che nel suo scenario centrale la produzione di petrolio greggio diminuisce da qui al 2035. Continua ad essere fantasioso il fatto che si possa trovare tanto petrolio come dicono e che il petrolio che oggi non si sfrutta si può mettere in produzione al ritmo che essi stimano, ma anche accettando il suo scenario fantastico, la IEA riconosce per la prima volta nella sua storia che la produzione di petrolio greggio diminuirà. Diminuirà e comincia a farlo in quantità significative: 5 Mb/g in meno per il 2035 (da 70 Mb/g nel 2005 a 65 Mb/g nel 2035). 

E' per dissimulare un tale nera prospettiva che la IEA ha scatenato la fanfara del futuro energetico degli Stati Uniti (che in realtà è orribile, se si analizza correttamente come abbiamo detto). E in questo grafico specifico, perché non si veda il declino, hanno infilato la produzione dei liquidi del gas naturale e il proverbiale petrolio da scisti, separato, in questo caso, dagli altri petroli non convenzionali. Con tutto questo la IEA ottiene che la produzione di tutti i liquidi del petrolio arrivano, sulla carta, a 97 Mb/g, analogamente a quello che diceva nel 2010. E per mascherare ancora di più lo scenario, in quest'occasione aggiunge i guadagni di processo (la fascia viola finale, una categoria spuria della quale parleremo in una prossima occasione), cosa cosa che non aveva mai fatto finora. 

I dati non sono buoni, non sono per niente buoni. La IEA non può mentire perché è un organismo pubblico creato da paesi con una tradizione democratica più seria della Spagna, ma allo stesso tempo deve cercare il modo per presentare le cose con l'ottica più favorevole, anche esagerando la bontà di alcune cose. Quello che accade è che il sacco delle buone notizie è sempre più vuoto e stiamo rimanendo senza più trucchi per mascherare come si presentano tanti problemi. 

Saluti.
AMT











2 commenti:

  1. l'hanno sempre saputo, ma non possono dirlo alla quasi totalità di quelli che sono nati dal 1955 in poi, che hanno memoria solo dal miracolo economico in poi e nemmeno a quelli nati prima che non hanno fatto studi che hanno loro aperto la mente (1,forse 2% della popolazione). Non capirebbero e lo rifiuterebbero, se anche lo capissero. Unica strada è quella della crisi economica, che ha funzionato benissino a ridurre i consumi anche del 20%. Per ora non hanno messo luminarie nella mia piazza e speriamo che per il primo dei miei 59 anni non le mettano, ma avete sentito che cagnara che hanno fatto alla proposta di affievolire o spegnere quella notturna. Eppure il futuro, magari tra qualche anno è quello, basta dire che le bollette di casa aumenteranno del 40 o 50%, poi voglio vedere chi si opporrà.

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  2. Beh, basta saltare il fosso e cominciare a razionare i carburanti alla pompa nel vero senso della parola. Un certo numero di litri procapite alla settimana oltre il quale lasciare l'automobilina in garage. La gente allora la userebbe davvero per le necessità e addio PIL, consumismo e sprechi vari, oltre che l'odiosissimo traffico e il micidiale inquinamento collegato. Sull'automobile di massa, si sa, si regge gran parte dell'economia.
    Di fatto i governi stanno già rinunciando al paradigma della crescita, per quanto ne sbandierino la ripresa ancora come favoletta per la gente credulona, con l'applicazione "diligente" delle politiche di austerity che certamente sono in antitesi alla crescita e all'aumento dei consumi, politiche di cui non si vede una fine e che anzi si avvitano su se stesse.
    Se la decrescita economica è la via obbligata, di certo le elite finanziarie dirigenti non intendono addolcirla, anzi. Stanno letteralmente cercando di scaraventare i popoli verso un nuovo medioevo. La Grecia odierna è vicina a sperimentarlo ormai.

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