Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 4 gennaio 2012

Stiamo perdendo la guerra contro il pianeta


Sapevamo che ci eravamo messi in una guerra che non potevamo vincere quando abbiamo affrontato un intero pianeta, ma forse non ci saremmo aspettati che il pianeta avrebbe reagito così violentemente ed in modo tanto efficace. Il 2011 è stato un anno di disastri ambientali in numero ed intensità mai viste prima. E non abbiamo ancora visto niente!

Date uno sguardo alle foto della disfatta del genere umano su thinkprogress ed anche su Desdemona Despair.

(per il link di Desdemona – ringraziamenti a Cristiano Bottone. Traduzione dall'originale in inglese di Alessandro Corradini)

9 commenti:

  1. ...Niente di nuovo sul fronte occidentale...Riprendendo il post precedente, per vincere la nostra guerra, ( che significa accompaganre la decrescita della nostra società il più gradualmente possibile), dovremmo investire in sostenibilità una parte consistente della nostra spesa pubblica : se i sovietici per 40 anni hanno dedicato il 40 % del loro PIL al comparto militare, salvo poi finire in bancarotta negli anni 80 grazie anche alla rincorsa al programma star wars americano, e gli USA al culmine della guerra fredda hanno sfiorato il 15 % del loro pIL in armamenti, inveci di prendercerla col nostro misero 2,8 % italiota , che magari potrebbe diventare un 2,5 con la massima oculatezza possibile, cominciamo col chiudere contributi e sussidi vari a ctegorie e servizi insostenibili , ( vedi anche mobilità pubblica su gomma), e cercare di arrivare almeno ad un 10 % di spesa pubblica da dedicare a rinnovabili e suoli per una ventina di anni, che chiarmaente dovrebbe arrivare ad un 20% per compensare la decrescita assoluta del pil nei prossimi lustri : siamo pronti ad annunciarlo a quella parte di popolazione che gode di servizi comunque non sostenibili?

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  2. @francesco
    Le tasse non sono un obbligo divino ma sono i soldi che noi diamo per avere i servizi, giusti o cattivi che siano. Facendo come dice te la gente smetterebbe (già le reputa ingiuste) di pagare le tasse.
    .
    Un altro-punto è che l'agricoltura è già sovvenzionata al limite del ridicolo. Spesso per produrre alimenti che devono essere distrutti per le sovvenzioni. La realtà è che il prodotto agricolo italiano (salvo qualche eccezione) costa troppo rispetto lo straniero.
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    Ciao

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  3. Si, sento anche io la stessa triste fine per la insignificante razza umanoide...(rispetto ai 200 milioni di anni dei dinosauri che convivevano con i nostri natenati pantegane...i nostri più o meno 200.000 anni sono comici e inoltre la coscienza di essere "animali diversi" forse l'abbiamo da soli 6000 anni).
    http://blog-condiviso.blogspot.com/2012/01/bau-ciau.html

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  4. ...natenati ovvero ANTENATI...chiedo scusa per l'errore

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  5. Questo mi ricorda un romanzo fantascientifico di Harry Harrison,il cui protagonista, che di cognome mi pare facesse DinAlt, incontra un gruppo di alieni super forti e super addestrati che vive su un pianeta (gravita 2.0g) popolata da una fauna e una flora ostili in modo terrificante.

    QUesto gruppo di alieni (in tutto e per tutto umani, salvo la superforza e il super addestramento) nonostante le loro risorse fisiche ed intellettuali incredibili stanno lentamente venedo spazzati via da attacchi sempre piu' letali e massicci di piante/animali forti, velenosi, subdoli e chi piu' ne ha piu' ne metta.

    Il protagonista, il disprezzato "gracilino", scopre ad un certo punto che esistono altre comunita' di umanoidi simili sul pianeta, non soggette ad alcun attacco ed in perfetto equilibrio con gli animali e l'ecosistema in generale.

    Semplicemente, si scopre che il particolare gruppo sotto attacco ha sviluppato una sindrome paraniode che li porta ad attaccare, combattere e distruggere ogni cosa che si riveli loro ostile; il pianeta quindi non ha fatto che opporre una specie di difesa immunitaria contro, difesa contro la quale non hanno alcuna possibilita' di prevalere, data l'enorme disparita' di risorse.

    Il compito piu' arduo del protagonista sara' quindi non il trovare il modo di sconfiggere i nemici di questo clan, ma trovare il modo di affrancarli dalla sindrome aggressiva e in fin dei conti suicida.

    Per buona parte della storia, il protagonista dovra' evitare di essere ammazzato da quelli che lo avavano inizialmente accolto, perche' e' piu' facile affrontare un tirannosauro che rinunciare ad un credo di vita.

    Per inciso, penso che questa trama possa essere applicata sia al caso generale dell'uomo, che sta allegramente segando il ramo su cui e' seduto, che al caso particolare israeliano, il cui stile di approccio con il vicinato e' molto somigliante.

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  6. da biologo osservo che il successo di una specie si valuta dalla sua durata e data la nostra "giovane età" e il radioso futuro che ci attende non si può certo mettere in un bilancio provvisorio che homo sapiens sappia poi tanto!

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  7. R Antonio : nessuno parla dell'estinzione dell'homo sapiens, ma della profonda teratomatosità della sua morale, che scambia il destino della sua specie, appunto, e cosa più grave e pressante, della biodiversità ed in particolare di alcune specie intelligenti, come recentemente avanzato dall'etologia etica, ( vedi lupo dell' abissinia, Capodoglio, Orso polare ), con quello di alcuni miliardi di individui che la termodinamica e l'evidenza scientifica su peak everything ed effetto serra ci dicono come non sostenibili...I diritti del'uomo non come specie ma come quelli di 7 miliardi di individui a me spaventano un pò...Insomma meglio versare l' 8 per mille a Green Peace che alla Croce Rossa od alle missioni umanitarie che non barattino gli aiuti ad una riduzione permanente dell'impronta umana nelle zone d'intervento.

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  8. un buon rapporto tra l'uomo e la altre essenze viventi del pianeta può venire solo dal cuore, che, guarda caso, per le culture antiche era anche sede del pensiero e dell'intelligenza, forse perchè, nei momenti di rilassamento profondo, l'allentamento della tensione si avverte inizialmente a livello del petto. Anche allora c'era lo stress, causato come oggi dalla coscienza di sbagliare pensieri e comportamenti, ma pare che solo pochi oggi capiscano veramente da dove viene il disagio, che li porta a sfogarsi sugli altri e sull'ambiente. E' ovvio che cambiare il cuore è cosa quasi impossibile, specie dopo una certa età. Forse a queste persone si riferiva Platone, quando le mandava tra gli dei dell'Olimpo, invece che nell'Ade.

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  9. Uhm, se tanto mi da tanto , potremmo mettere anche l'intelligenza tra le cause di estinzioni di massa, insieme agli asteroidi, alle esplosioni vulcaniche di larga scala, e al rilascio massivo di metano da clatrato.

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