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giovedì 24 novembre 2011

Monti, la finanza e la fisica

Guest post di Antonio Zecca


di Antonio Zecca - 24 Novembre 2011


Nessuno sa come funzionano le borse, cosa muove da un giorno all’ altro le quotazioni – nemmeno gli economisti. Del tutto oscuri sono i comportamenti dei mercati finanziari: ogni giorno sentiamo le spiegazioni più fantasiose e più improbabili sul perché le borse europeee sono in calo o in salita, sul perché lo spread con i bund tedeschi è aumentato o diminuito.  Coloro che spiegano - o dovrebbero spiegarci – sembrano brancolare nel buio.

Il mercato finanziario è un sistema composto da un numero altissimo di operatori – di solito indipendenti. Sono legati da un unico obiettivo comune: massimizzare ogni giorno i loro propri guadagni.  Sono “di solito indipendenti” ma talvolta si influenzano a vicenda: se il branco comincia ad andare concorde in una certa direzione, altri si accodano (perché pensano che in quella direzione sia il “foraggio”).  Questo comportamento è descritto nelle scienze fisiche e ingegneristiche come un ciclo di retroazione positiva (positive feedback loop). Un tale ciclo è nella maggioranza dei casi un sistema infausto: produce solo danni. Nel caso della finanza, il ciclo non è per sempre – per fortuna degli stessi mercanti finanziari. Viene rotto per esempio quando nel branco qualcuno si accorge che non c’ è foraggio. Una quotazione in borsa, dopo essere schizzata verso l’ alto, discende altrettanto rapidamente. E’ questo meccanismo di feedback positivo che spiega le fluttuazioni selvagge (alto, basso, alto) che vediamo spesso: sono semplicemente la conseguenza dell’ obiettivo unico e del comportamento a branco degli speculatori.  Le fluttuazioni vengono rese ancora più selvagge dal fatto che il numero di operatori è enorme e molto grande è anche il numero dei segnali che sullo scacchiere mondiale vengono considerati ogni giorno come indicatori di foraggio.

Cosa impariamo da questa analisi?  Impariamo (dovremmo imparare) che se un giorno lo spread diminuisce questo è solo marginalmente attribuibile al fatto che Napolitano ha dato l’ incarico a Monti; e se la borsa di Milano va male il giorno dopo, questo ha poco a che fare con l’ ultimo discorso di Napolitano o di Monti. Bisognerebbe guardare a queste fluttuazioni con un pò più di scaltrezza e con nervi saldi. Domani sarà certamente diverso da oggi.  Ricordiamoci che risultati scientifici affidabili hanno mostrato come buona parte degli operatori che decidono del futuro dei vostri risparmi, sono persone schizzate (per evitare termini più forti);  quando addirittura non lavorano sotto l’ effetto di droghe. E’ esperienza confermata il fatto che non si può ragionare con i pazzi: non possiamo cadere nella trappola di seguire gli schizzati nei loro giochini, giorno per giorno.

E allora, non si può prevedere proprio nulla su quello che succederà alle borse e allo spread? In verità qualcosa si può prevedere basandosi su “principi primi”:  cioè su fondamenti ineludibili dagli speculatori. Una considerazione importante deve essere data alle cosiddette “costanti di tempo del sistema”. Sembrano parole turche, ma invece il concetto è basilare: ogni cosa cambia con tempi suoi propri. La febbre non può salire e né scendere in trenta secondi: ci vuole il tempo per “riscaldare o raffreddare” tutto il corpo;  diciamo un’ ora o due. Non vi potete aspettare che la febbre scenda trenta secondi dopo aver preso una aspirina. La vostra auto non può andare da zero a cento in un mezzo secondo: ci vorranno quei 30 secondi – più o meno. Gli effetti del nuovo governo Monti non si potranno vedere in un giorno o due: bisogna aspettare che le fluttazioni dei mercati finanziari si spengano.  Loro ora ci provano: la Nazione la potete visualizzare come un animale ferito (l’ immagine è molto vicino alla realtà) e gli avvoltoi cominciano a beccare quà e là. Nel caso dell’ animale ci vorrà un giorno per rimettersi in piedi e allontanare gli avvoltoi. Per il caso Monti la mia stima è che non ci dovremmo preoccupare di fare un bilancio sulle altalene dei mercati finanziari prima di una o due settimane. Prima di allora qualsiasi alto/basso sarà solo una fluttuazione e andarci dietro sarebbe preoccupazione inutile: scommetto che in capo a 15 giorni molti avvoltoi saranno andati a beccare altre prede. Lo spread, come gli interessi sui nostri titoli di stato, scenderà a livelli ragionevoli – man mano che l’ Italia risalirà dal discredito mondiale in cui era caduta. Il criterio delle “costanti di tempo” dice qualcosa anche sulla situazione pre-Monti. Nei ultimi due o tre mesi sono passate molte “costanti di tempo” di 15 giorni. Quindi in quei mesi abbiamo assistito alle fluttuazioni (non preoccupanti);  ma abbiamo anche visto la nostra credibilità internazionale cadere in continuazione. Gli avvoltoi hanno visto segnali duraturi di assenza del Governo, di assenza di provvedimenti verso il risanamento dei conti pubblici, assenza di misure strutturali e non – nelle direzioni indicate già dall’ estate da Mario Draghi prima e dalla Comunità Europea.  Sanno bene gli avvoltoi che l’ Italia (l’ animale ferito) fuori dall’ Europa è senza protezione. Si sono scatenati all’ assalto. 

Ora nervi saldi e pazienza: oltre alla consapevolezza che nessuno può pensare di uscire da questa buca senza pagare qualcosa.

17 commenti:

  1. Considerazioni condivisibili, ma la cosa piu bella è la vignetta: mi son messo a ridere da solo sul divano!

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  2. Non è che c'è qualche avvoltoio un po' più forte degli altri che tira (o tenta di tirare) le fila del gioco? giocando sporco, quando ne ha la possibilità.

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  3. un catastrofista che si mette a parlare da possibilista non ce lo vedo proprio. Meglio la Fisica al video game della finanza. O mi sbaglio?

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  4. Ci credo che ,costanti di tempo o no,la nostra credibilità internazionale stia migliorando,ma non sono d'accordo che il feedback di questo nuovo governo ci regali il nucleare o l'acqua privatizzata o altre sfacciataggini come la TAV ecc.nè che si cerchi di dissanguare un popolo già anemico e sofferente privandolo anche di servizi essenziali.Credo che questo feedback,per potere funzionare, dovrebbe essere negativo e nei confronti dei pochi che si sono arricchiti in maniera disonesta.Altrimenti saranno inevitabili guerre civili e rivoluzioni

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  5. ...La vignetta è BELLISSIMA!
    Gli sciroccati "indipendenti" hanno un comportamento che mi ricorda quello che provocavo da universitaria con altri amici nella piazza centrale della città dove si studiava.
    In primavera, nelle belle giornate, ci si metteva in gruppi sparpagliati ma diffusi sulla piazza, e, a un segnale prestabilito, si indicava in alto nel cielo qualcosa...che non c'era. Poi controllavamo l'effetto che faceva la nostra burla.
    Anche mezzora dopo ancora gente a guardare ...il nulla. Una specie di contagio.
    E anche lì c'era "la costante di tempo del sistema". Infatti non durava mai più di una mezzora. Provo a immaginare cosa succede nell'aerosol cocainico milanese o newyorkese o londinese o berlinese o pariginese...

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  6. "Cosa impariamo da questa analisi?" Impariamo senz'altro che ogni fenomeno si esprime con la sua propria scala e che spesso le scale dei fenomeni non coincidono con quelle dei nostri desideri/umori. Ma dovremmo essere onesti e imparare anche un'altra cosa, che spesso i fenomeni sono governati dall'irrazionalità. E' una onestà decisamente scomoda ma quanto mai urgente.

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  7. il problema della borsa e' la borsa. come diceva keynes stiamo in mano ai giocatori d'azzardo, ai pazzi. nessuno compra le azioni per il dividendo le comprano sperando che salgano per poi rivenderle . che senso ha? cosa c'e' di serio? un pocherino e' piu' onesto e meno rischioso. con gli effetti leva poi oggi si scommette pure per guadagnare sulla discesa dei prezzi. i derivati hanno fatto impazzire il mercato. il settore e talmente complesso ed imprevedibile che fare previsioni e' azzardato assai. l'unica cosa che trovo accettabile e' comprare obbligazioni ad 1 massimo 2 anni direttamete dal book e aspettare che scadano. solo cosi' si esce dal gioco d'azzardo. monti non ha la bacchetta magica e il fatto che la germania non voglia gli eurobond non depone bene . in questo caos globale condito con la crisi petrolifera tutto e' purtroppo possibile . quando ho visto obbligazioni greche scendere nel giro di pochi mesi da 90/100 a 40/100 scadenti ad un anno ho capito che questa situazione puo' veramente sfuggire di mano. puo' sfuggire perche' la germania non sta calma , la bce dovrebbe stampare e comprare i titoli, ma la germania la blocca causando danni enormi , se la merkel non la pianta presto avremo veramente qualche defoult e quindi la fine dell'euro inteso come oggi. avverra? non lo sappiamo pero' fino a pochi mesi fa sembrava impossibile adesso invece tale ipotesi non sembra cosi' irreale.

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  8. [1 di 4] Con tutto il rispetto per il professor Antonio Zecca, questo articolo contribuisce unicamente a confondere le acque sulla situazione economica attuale, quella della zona Euro e quella italiana nello specifico.

    Non contesto l'analisi riguardo le oscillazioni su breve periodo, quanto la totale assenza di un'analisi credibile che spieghi il comportamento dei mercati nel medio-lungo periodo riguardo i titoli di Stato dei paesi in zona Euro, comportamento che È TUTT'ALTRO CHE IRRAZIONALE.

    Il commento di Roberto qui sopra tocca la questione centrale quando scrive della necessità di adottare gli Eurobond e quando critica, giustamente, il comportamento della BCE che dovrebbe acquistare in modo massiccio i titoli di Stato in difficoltà e invece viene frenata, soprattutto dalla Germania (ma Draghi non vada assolto).

    Esiste una interessante teoria macro-economica non ortodossa, nota come neo-cartalismo o Modern Monetary Theory (MMT), che spiega piuttosto bene ciò che sta succedendo. Sostanzialmente per i paesi della zona Euro l'emissione dei titoli di Stato è in una valuta che può essere considerata "straniera" a tutti gli effetti.

    [Un link riguardo la MMT è già stato riportato su Cassandra's legacy: http://tiny.cc/harris-2011-11-20-11-44 ]

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  9. [2 di 4] Come scrivono Dimitri Papadimitriou, L. Randall Wray e Yeva Nersisyan, economisti che lavorano al Levy Economics Institute del Bard College, nel paragrafo "What’s Wrong with Euroland?", a pagina 10 di:

    * "Endgame for the Euro? - Without Major Restructuring, the Eurozone is Doomed"
    http://www.levyinstitute.org/publications/?docid=1300

    "Cosa c'è di sbagliato in Eurolandia?

    È importante riconoscere la differenza tra una moneta sovrana (definita come una valuta a tasso di cambio fluttuante, non convertibile) e una valuta non sovrana. Un governo che opera con una valuta non sovrana, emittente di debiti in valuta estera o in valuta nazionale ancorata a valuta estera (o metallo prezioso), corre il rischio di diventare insolvente. Tuttavia, l'emittente in valuta sovrana - cioè un governo che spende utilizzando la propria valuta a tasso di cambio fluttuante, non convertibile - non può essere costretto a indebitarsi. Questo è riconosciuto, almeno in parte, dai mercati, e anche da valutatori di credito. È per questo che un paese come il Giappone può operare con un rapporto tra debito pubblico e PIL che è più di due volte superiore al "debito alto" dei PIIGS [Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna - un "simpatico" gioco di parole con il termine "pigs", maiali] mentre il Giappone si gode ancora tassi di interesse estremamente bassi sul debito sovrano. Al contrario, gli Stati degli Stati Uniti, i paesi che operano a tassi di cambio fisso (come l'Argentina alla fine del 1990), e le nazioni dell'Euro devono affrontare un declassamento e tassi di interesse in aumento, con un rapporti deficit/PIL molto inferiori a quelli del Giappone o degli Stati Uniti."

    [Miei traduzione ed eventuali errori.]

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  10. [3 di 4] Verifichiamo quest'ultima affermazione. Si confronti qui il rapporto debito pubblico/PIL:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Lista_di_stati_per_debito_pubblico

    o anche qui

    http://tiny.cc/debito-PIL

    Giappone intorno al 200%, Italia poco sopra il 100% (situazione al 2010).

    Confrontiamoli con gli interessi sui bond a 10 anni:

    http://www.tradingeconomics.com/japan/government-bond-yield
    http://www.tradingeconomics.com/italy/government-bond-yield

    A Gennaio 2010 per il Giappone i tassi erano fra 1,3% e 1,4% mentre, sempre a Gennaio 2010, per l'Italia i tassi erano già intorno al 4% (adesso sono intorno al 7%, mentre i tassi giapponesi sono scesi verso l'1%). Quindi l'idea che i mercati ci stiano penalizzando per un "alto" rapporto fra debito pubblico e PIL è una vaccata, lo dimostrano i dati e la MMT "ci coglie".

    Cosa prevede la MMT per il futuro? Che se non ci sarà un cambio di questi meccanismi nella zona Euro (cioé se l'Euro non diverrà l'equivlente di una valuta sovrana per gli Stati che lo adottano), il debito dei singoli Stati diverrà insostenibile, aggravato da austerità e balle simili (le "premurose" indicazioni di Mario Draghi e dalla Comunità Europea), che non saranno la cura ma il colpo di grazia per le nostre economie.

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  11. [4 di 4] La credibilità di Berlusconi, con tutto il male che se ne può dire dell'operato del suo governo, con questi meccanisimi non c'entra nulla. Riguardo Monti dobbiamo aspettare e vedere che combina: se accetterà supinamente le misure che vorrebbero imporci in Europa allora siamo spacciati. Se invece si farà promotore di una maggiore integrazione e di una trasformazione in senso maggiormente democratico (discorso lungo) dell'UE allora forse abbiamo qualche speranza (personalmente credo poco ad una sua conversione sulla via di Bruxelles).

    Per una trattazione accessibile e in italiano di queste questioni consiglio il saggio del giornalista Paolo Barnard "Il più grande crimine 2011", scaricabile in formato PDF direttamente dalla pagina principale del suo sito (box centrale): http://www.paolobarnard.info/

    Barnard ci mette passione e indignazione nel suo saggio (ovvero non ha la forma di un saggio scientifico), ma l'analisi della situazione è basata sulla MMT, dato che ha collaborato circa un anno con gli economisti del Levy Economics Institute.

    AVVERTENZA: quello che ci interessa qui è la capacità di analisi della situazione e la possibilità di predire cosa avverrà a breve-medio termine che ci permette la MMT, salvo cambiamenti nella politica economica europea. Le ricette economiche che propone per uscire dalla crisi dell'Euro e, più in generale, dalla crisi economica globale fanno sempre riferimento al paradigma della crescita, quindi non aspettatevi grandi sorprese sotto questo punto di vista.

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  12. RIASSUNTO PER I LETTORI PIGRI: secondo la MMT (Modern Monetary Theory) i mercati ci penalizzano perché non abbiamo "valuta sovrana" e quindi rischiamo di diventare insolventi, cioè di non ripagare il nostro debito, NON perché abbiamo un alto rapporto debito pubblico/PIL (vedi caso del Giappone, paese a valuta sovrana, che ha tassi d'interesse sui bond bassi nonostante questo rapporto sia intorno al 200%).

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  13. Ho dimenticato di chiarire cosa significa "valuta a tasso di cambio fluttuante, non convertibile", che può dare adito a incomprensioni:
    * "tasso di cambio fluttuante" si riferisce al cambio in altre valute (per esempio Euro/Sterlina, Euro/Dollaro, Euro/Yen, ...) che non è fissato una volta per tutte, ma fluttua, appunto, secondo gli scambi di valuta sul mercato;
    * "non convertibile" si riferisce alla convertibilità in oro della valuta, che è stata abolita definitivamente nel 1971.
    Spero sia più chiaro adesso.

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  14. Ancora non capisco perché si abolirono gli accordi di Bretton Woods... Ovvero lo capisco ma non capisco perché nessun politico proponga mai di tornare indietro.

    Per quanto riguarda le "oscillazioni": il modo per smorzarle è relativamente semplice, la parte difficile è far entrare il concetto nella zucca degli economisti. Se x è la grandezza che oscilla, x'' l'accelerazione proporzionale alla forza che agisce su x, serve una forza proporzionale a -x' (smorzamento viscoso). X nel caso è la quantità di ricchezza, la sua "posizione". X'' è il tasso di "nervosismo" dei mercati. Bisogna fare una tassa che sia proporzionale non alle rendite, ma a quanti scambi avvengono in quel momento in borsa. Tutti sono terrorizzati e vendono? Bene, tassa enorme, che ti fa pensare due volte se vendere o meno. Mercati tranquilli? Tassa trascurabile, si incentivano gli scambi. Ai tempi dell'informatica, si sta un attimo a implementare una simile tassazione.

    Tutta la fisica delle oscillazioni funziona su questo principio ed è l'unico modo che esiste per limitarle.

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  15. Incredibile che nessuno contesti l'affermazione che quasi tutti gli operatori di borsa sono schizzati o drogati...per quanto possa essere vero.
    Mi aspettavo un flame infinito e invece niente...si vede che e' un fatto normale ai nostri tempi.
    Secondo me e' il sistema stesso delle borse moderne ad essere pazzoide dando ad ognuno la possibilita' di giocarsi in pochi secondi i propi risparmi (a vantaggio delle solite banche)schiacciando qualche tasto al computer.
    Davide

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  16. molto interessante il commento di massimo a. che sostiene la mancanza di valuta sovrana come causa dei tassi elevati. sicuramente c'e' del vero in cio' , un'unione monetaria dove gli stati si possono indebitare separatamente in cui pero non possano stampare moneta fa sicuramente acqua da tutte le parti. pero' rimane vero anche il fatto che stampare crea inflazione e quindi svalutazione del cambio.
    insomma ritardi il problema ma non lo risolvi. il problema di base per me e' e rimane la crisi economica data dall'esaurimento di combustibili e minerali che ci sta divorando. per me il male sta li e finche' non si trovera' un'energia alternativa massiccia e un ciclo chiuso dei minerali (riciclo metalli) potremo discutere quanto vogliamo che la sostanza non cambiera'.

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  17. @Roberto: riguardo l'esaurimento delle risorse e la stoltezza di un sistema economico autoreferenziale, che cresce smisuratamente come un tumore, col rischio di accoppare l'ospite, siamo perfettamente d'accordo (non è un caso che ci si trova a dialogare su questo blog) e difatti ho sottolineato nell'avvertenza che la MMT è una teoria che rimane all'interno del paradigma della crescita.

    La questione, io credo, si può porre in questo modo: come vogliamo effettuare la transizione ad una economia post-idrocarburi? Al momento la ricetta che viene spacciata come la nostra salvezza ("austerità", pareggio di bilancio degli Stati, privatizzazioni, ecc...) non solo non riporterà la crescita, com'è ovvio, ma sarà una vera e propria macelleria sociale e quando scrivo "macelleria" non sto usando un'iperbole. Permetterà un'ulteriore concentrazione della ricchezza e qui non mi riferisco a carta straccia o pietruzze e metalli preziosi, qui per ricchezza intendo acqua potabile, terra fertile, cibo, capacità produttive in genere, beni immobili, quello che rimane di idrocarburi e minerali - che non è poco se ne consideriamo le quantità assolute, che vengono ridimesionate solo alla luce del ritmo a cui le sperperiamo - ecc...

    Per quanto riguarda l'inflazione: la usano come spauracchio da decenni, ma non è la piaga biblica che vorrebbero darci ad intendere; uno Stato moderno, volendo, ha tutti gli strumenti per tenerla sotto controllo. Difatti l'inflazione non è altro che un eccesso di moneta in circolazione rispetto alla capacità produttiva di beni e servizi. Esistono delle retroazioni negative che si possono attivare in modo da diminuire il denaro in circolazione - banalmente, la tassazione è una di queste. Lo Stato a moneta sovrana così come può creare valuta dal nulla (fiat money) altrettanto può distruggerla con la tassazione (le tasse hanno anche lo scopo di legittimare la valuta, difatti uno Stato le esige nella propria valuta).
    A proposito del tema dell'inflazione e del "debito" pubblico (che non è un debito come lo può essere quello di un privato o di un'impresa, ma è la ricchezza dei cittadini di uno Stato) suggerisco la lettura di:

    * "Deficit Hysteria Redux? - Why We Should Stop Worrying About U.S. Government Deficits"
    http://www.levyinstitute.org/publications/?docid=1258

    o anche del saggio di Paolo Barnard citato in un mio commento precedente:

    * "Il più grande crimine 2011"
    http://www.paolobarnard.info/docs/ilpiugrandecrimine2011.pdf

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