Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


venerdì 29 luglio 2011

Disastro artico

I grafici che seguono sono dal Polar Research Center dell'Università di Washington. Non credo che ci sia bisogno di commenti. 



11 commenti:

  1. Interessante sono riusciti ad inventarsi un algoritmo che permette ai satelliti di calcolare con precisione il volume del ghiaccio che galleggia sull' artico. Cosa non si riesce a fare con i potenti elaboratori dell'ultima generazione! Spero che abbiano un sistema di auto calibrazione e un riscontro su alcuni campioni reali di riferimento .. se non fosse così ovviamente tali grafici avrebbero unicamente una valenza artistica.

    RispondiElimina
  2. Commento interessante, anonimo; sulla solita falsariga di "sono solo dei modelli".

    E invece non lo sono, bello mio, queste sono misure. Il satellite misura l'altezza del ghiaccio; il che dipende da quanto ghiaccio c'è sotto - è ghiaccio galleggiante quello artico, quindi è una semplice applicazione del principio di archimede.

    Fatta la misura, fai un po' di conti e un po' di medie; ci sono delle approssimazioni, certamente, ma è una misura diretta dell'ammontare di ghiaccio presente. Ripeto: una misura, non un modello.

    Poi, se uno insiste a dire che "sono solo dei modelli", non riusciremo a convincerlo nemmeno che la luna non è fatta di formaggio. Contento lui.....

    RispondiElimina
  3. Sono grafici molto interessanti e sarebbe bello avere i link per avere maggiori informazioni.. Il secondo grafico quello delle anomalie presenta dei minimi relativi intorno agli anni 82-83 95-97 2006-8, si nota una frequenza quasi-undecennale e una certa corrispondenza ai periodi di scarsa attività solare. Il trend é negativo ovvero mostra una tendenza alla riduzione dei volumi. Se avesse senso mettere in relazione l'attività solare con la riduzione delle calotte polari si potrebbe affermare che una riduzione dell'attività solare corrisponda una riduzione del volume dei ghiacci artici.
    La ringrazio quindi per l' aver pubblicato il risultato di questi studi.

    RispondiElimina
  4. molto preoccupante. ci sono misure che coprono diversi anni. Come dice Ugo Bardi, sono misure molto semplici e si vedono bene sia i cicli annuali che il ciclo decennale.

    RispondiElimina
  5. Anonimo, guarda che il ciclo solare è undecennale ed ora è ancora in una fase di minimo, quindi la tua "supposta" relazione fra il volume dei ghiacci e il ciclo solare non attacca... informati meglio.

    RispondiElimina
  6. @Arturo
    Io ho notato una analogia non si può?

    Domanda: Il volume dei ghiacci artici ha delle "crisi" di frequenza quasi-undecennale?
    Risposta: Sì!

    Domanda: Il ciclo solare ha una frequenza quasi undecennale?
    Risposta: Sì!
    Non sto dicendo che la variazione del ciclo solare faccia variare il volume dei ghiacci artici ma ho notato questa coincidenza. (e purtroppo ci sono i dati solo di trent'anni )
    E chi ti dice che sia il minimo solare e queste variazioni siano causati da uno stesso fenomeno comune?
    La terra lo sappiamo bene é riscaldata in massima parte dal sole, che ha una "costante solare " che varia con frequenza quasi-undecennale e che é ben studiata. Quello che non conosciamo molto bene é se lo spazio cosmico é "freddo" sempre allo stesso modo o se ci sono delle variazioni. L' irraggiamento della terra e dei corpi appartenenti al sistem solare verso lo spazio potrebbe non essere costante ma variare nel tempo . Polveri, maggiore concentrazione nel mezzo interplanetario, una maggiore temperatura del mezzo interplanetario potrebbero causare questo fenomeno. Questo potrebbe spiegare alcune cose come le crisi vulcaniche e i periodi glaciali e interglaciali. E la contemporaneità di fenomeni quali flare solari ed eruzioni vulcaniche o eventi sismici sulla terra.
    Ovviamente é tutto campato per aria e ci sono solo piccoli indizi e tanto da studiare ma forse qualcosa c'é. Attualmente il ciclo solare 24 si stà dimostrando più debole del previsto e probabilmente sarà molto simile al ciclo 5-6 o 14-15 é un ' occasione unica perchè per la prima volta possono essere usate degli strumenti all'avanguardia, ma non sembra che la cosa interessi più di tanto. Comunque una relazione tra cicli solari deboli e raffreddamento sembra esistere ... ma non si conoscono le cause perché nessuno si degna di studiarle e lo debbono fare dei dilettanti allo sbaraglio ?

    RispondiElimina
  7. Anonimo, devi stare attento a dove compri quegli occhiali che porti. Ti hanno venduto lenti di cattiva qualità, perché il ciclo undecennale che vedi nel volume dei ghiacci artici lo può vedere solo uno con occhiali difettosi.

    RispondiElimina
  8. @Anonimo:
    Ci sarà pure una frequenza undecennale (mah...), ma comunque di ordine di grandezza ben inferiore alla tendenza alla diminuizione del volume osservata su estensione trentennale.
    Per chi cerca ulteriori dati, segnalo http://nsidc.org/arcticseaicenews/ , con aggiornamenti anche giornalieri

    Un altro anonimo

    RispondiElimina
  9. Cioè, ragazzi, con tutti quelli che sono alla disperata ricerca di far quadrare le tendenze del clima con i cicli solari, vi pare che se ci fosse un ciclo undecennale visibile in questi dati non lo avrebbero tirato fuori? Se uno si vuol divertire, comunque, ci può provare; dateci sotto con qualche fourier o cose del genere, Se trovate qualcosa, ditelo, ma non basta guardare i dati e dire, "mah.... forse....."

    RispondiElimina
  10. Caro Ugo, con soli trent'anni di dati è praticamente impossibile fare un'analisi spettrale che riveli cicli undecennali.

    RispondiElimina
  11. Probabilmente no, ma questi sono perfettamente capaci di tirarti fuori un ciclo undecennale con tre anni di dati. :-)

    RispondiElimina