Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 6 marzo 2011

Segare un ramo inesistente

 

In un post precedente avevo fatto l'analogia della situazione attuale con la storia quello che segava il ramo sul quale stava seduto.


Ora, ho l'impressione che la situazione sia ancora peggiore. Che il ramo sia stato già segato; che stiamo già cadendo. 

Ma continuiamo a muovere la sega su e giù a segare un ramo inesistente mentre discutiamo  se stiamo cadendo oppure no. 


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L'articolo che segue è interessante (e inquietante) per vari motivi.  Non è un articolo di climatologia; è un articolo scritto - mi sembra di capire - da due economisti che esamina la tendenze alla crescita della concentrazione di CO2 che viene fuori essere non semplicemente esponenziale, ma "super-esponenziale", ovvero ancora più rapida che esponenziale. Il tipo di trattamento matematico che considera questa crescita genera una "singolarità", ovvero un punto in cui la curva va all'infinito. Questo non deve, ovviamente, essere inteso come un fatto fisico, ma come una tendenza del sistema a una transizione verso un nuovo e diverso stato. Il "tipping point", in sostanza.  Come vedete, non c'è bisogno di essere climatologi per capire che qualcosa sta andando fuori controllo su questo pianeta.


Via "Climate Change: the next generation"


Evidence for super-exponentially accelerating atmospheric carbon dioxide growth


A. D. Husler and D. Sornette 


Department of Management, Technology and Economics, ETH Zurich, Kreuzplatz 5, CH-8032 Zurich, Switzerland




Abstract


We analyze the growth rates of atmospheric carbon dioxide and human population, by comparing the relative merits of two benchmark models, the exponential law and the fi nite-time-singular (FTS) power law. The later results from positive feedbacks, either direct or mediated by other dynamical variables, as shown in our presentation of a simple endogenous macroeconomic dynamical growth model. Our empirical calibrations confi rm that human population has decelerated from its previous super-exponential growth until 1960 to "just" an exponential growth, but with no sign of more deceleration. As for atmospheric CO2 content, we find that it is at least exponentially increasing and most likely characterized by an accelerating growth rate as of 2009, consistent with an unsustainable FTS power law regime announcing a drastic change of regime. The coexistence of a quasi-exponential growth of human population with a super-exponential growth of carbon dioxide content in the atmosphere is a diagnostic that, until now, improvements in carbon efficiency per unit of production worldwide has been dramatically insufficient.




http://arxiv.org/PS_cache/arxiv/pdf/1101/1101.2832v2.pdf

9 commenti:

  1. caro prof.,non ti preoccupare, perchè il 2012 è vicino ed io credo porterà un mondo diverso, ma migliore. Al limite si farà come Luigi XIV, che, accortosi di aver contratto il vaiolo, si liberò del bordello di corte e chiamò il confessore: però lui ne ha avuto il tempo, speriamo di averlo anche noi.

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  2. Francesco M.6 marzo 2011 21:54

    "... improvements in carbon efficiency per unit of production worldwide has been dramatically insufficient."

    No! "... ... improvements in carbon efficiency per unit of production worldwide has been dramatically COUNTERPRODUCTIVE" :( giusto il contrario di quello che scrivono, anche se per caso il risultato è il medesimo.

    Tanto per stare sull'attualità, migliorare l'efficienza ha portato all'imperativo del nuovo piano quinquennale cinese: consumare è glorioso.
    Si salvi chi può, e non di certo per il GC ma molto prima per la penuria di tutto dalle nostre parti.

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  3. Eh... Francesco, anche questo è un po' un poema Haiku che descrive un ramo inesistente. Il miglioramento di efficienza di cui parlano gli economisti è una pura illusione - è un trucco contabile che ha a che vedere con la definizione di PIL/GDP. Ma, anche se ci fosse stato, non avrebbe portato nessun miglioramento. Jevons docet.....

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  4. Perchè non cominciamo seriamente a parlare di soluzioni? Abbiamo capito che il CCS, anche se non fosse pericoloso, potrebbe non bastare. Che la riduzione dei consumi, grazie a Jevons, non paga (con buona pace di Armaroli&Balzani). Che il nucleare fa poco o nulla. Che la riforestazione va bene ma compete con la produzione di cibo. Che la modifica dell'albedo terrestre o la fertilizzazione degli oceani sono fantascienza. Che l'opzione biochar, anche se forse la più promettente, ha delle incognite che dobbiamo ancora chiarire. Che la stabilizzazione della popolazione è difficile da attuare e porterebbe ad un troppo rapido e drammatico invecchiamento della popolazione.

    Cosa resta da fare? Aspettare la fine cercando di prevederne la data oppure...

    Franco

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  5. A proposito... questi stanno cercando un Direttore Generale con base in San Francisco bay area e certamente un gran bello stipendio...:

    Global Cool Cities Alliance (GCCA) is a global initiative dedicated to advancing policies and actions that increase the solar reflectance of buildings and pavements (i.e. cool surfaces) as a low- or no-cost way to promote cool buildings, cool cities, and mitigate the effects of climate change through global cooling. Global Cool Cities Alliance (GCCA) will pursue this mission through the development of four program areas. Using a range of mechanisms (including municipal action and advancements in research and development), these programs act in concert to accelerate the adoption of white roofs and other cool surfaces. Specifically, GCCA ’s program areas include City-Level action (recruiting commitments from individual cities to install cool surfaces over the next ten years), the improvement of building codes to promote cool roofs, the development of financial mechanisms to encourage cool-surface installation, and the broad dissemination of research and best practices.

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  6. La stabilizzazione della popolazione porterebbe ad un invecchiamento della popolazione che è l'ultimo dei problemi seri che abbiamo. I vecchi muoiono e poi la struttura demografica si stabilizza. Un passaggio che in un modo o nell'altro dovremmo affrontare. Stabilizzare la popolazione è una delle soluzioni più accessibili a meno di ideologie, religioni e coglionerie varie.

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  7. Franco Miglietta pone una domanda alla fine del suo commento: “Cosa resta da fare? Aspettare la fine oppure ….” Lascia in sospeso la risposta. Forse perché in realtà conosce la risposta – o meglio le risposte.
    Nelle righe precedenti Maglietta ci dice che siamo in una situazione difficile: imbroglia un po’ facendo sembrare che la situazione è irresolubile. In realtà la situazione è difficilissima, la più difficile mai incontrata nella tumultuosa storia dell’ umanità. Che resta da fare? Miglietta sa che non esiste “l’ arma finale” ma che si avranno risultati da una moltitudine di soluzioni. Non sappiamo oggi quali saranno e dobbiamo sperimentarne cento per trovarne dieci buone.
    Ma voglio parlare del “paradosso di Jevons”. L’ economista inglese ha fatto un egregio lavoro nel 1865 osservando i dati industriali sul consumo di carbone (in Inghilterra, in quel periodo storico) e estraendone una “legge” alquanto paradossale: miglioramenti tecnologici (efficienza energetica) nell’ uso del carbone portavano a un aumento del consumo e non a una diminuzione. Anche Newton ha osservato il moto dei gravi e ha estratto una legge di gravitazione universale che ha resistito fino al 1905 (Einstein). Oggi si sa che la geniale legge di Newton ha validità solo in situazioni vicine alla nostra esperienza quotidiana e non in situazioni diverse. Anche la legge di Jevons aveva la sua validità in Inghilterra, in quel periodo storico e tutti si aspettano che la sua validità crolli in situazioni diverse. Oggi, a livello mondiale, la legge di Jevons è una interessante prima approssimazione ma di validità circa zero perché son cambiate quasi tutte le condizioni per la sua applicabilità. Prima tra tutte il fatto che ci stiamo avvicinando al picco dei combustibili fossili (nel 1865 eravamo nel “piede” della logistica). Analisi economiche successive mostrano come l’ effetto Jevons sia una caso particolare di un “effetto rimbalzo”: in situazione di disponibilità energetica decrescente si va verso un “rimbalzo” inferiore al 100%. (Una ottima sintesi si trova in: http://en.wikipedia.org/wiki/Jevons_paradox ). Questo significa che l’ efficienza energetica realmente riduce i consumi. Ci potrà essere ancora un effetto Jevons in Cina o forse in India per una o due decadi: ma non a livello mondiale. Altre condizioni in via di cambiamento: la maggiore conoscenza scientifica dei problemi globali di esaurimento delle risorse e non solo. Questa maggiore conoscenza e consapevolezza porteranno ad accordi internazionali per il controllo dell’ uso stupido dell’ energia (green tax e simili dispositivi). Anche questo riduce l’ “effetto rimbalzo” e impedisce il paradosso di Jevons (vedi ancora Wikipedia).
    In definitiva richiamare oggi la legge di Jevons per asserire che la efficienza energetica non può ridurre i consumi mondiali di energia nei prossimi decenni è esattamente come richiamare la legge di Newton per affermare che tutti microchip, display, computer, non possono funzionare. (Devo forse aggiungere che tutti questi dispositivi sono soggetti a effetti relativistici?)

    Antonio Zecca

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  8. @Luca
    Non sono un demografo, ma mi sembra di capire che se si stabilizza la popolazione aumentando la via media (life expectancy) e riducendo la natalità, l'invecchiamento è inevitabile. Si crea allora il problema di come sostenere, anche in un lungo transiente, una popolazione di anziani (sistema pensionistico, alimentare, salute etc.).


    Population Aging: Economic and Social Consequences    
    J. Légaréa
    aUniversité de Montréal, Quebec, Canada

    Abstract
    Demographic aging is a modern phenomenon: never before has there been a society that was old, although within societies there were some old individuals. As of now, all societies will become old because they control both their mortality and fertility; they will be characterized by demographic transition and as a result, demographic aging. This change inevitably brings demographic and socioeconomic consequences. To be properly managed, they must be empirically determined and rationally studied, because the aging of populations is one of the great achievements in the history of civilization. Increasing numbers of people are reaching retirement and old age and their relative weight in the population will be greater than ever before. The costs of health care and pensions will increase and their method of financing is a concern to many. In countries that do not have social security systems, innovative systems will have to be established, and in those that do, in-depth reforms will be required to insure that beyond traditional solidarity, we secure for the coming generations a degree of intergenerational equity.

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  9. Qual è il problema se la percentuale di anziani aumenta? A che età un anziano ha bisogno di essere accudito? Guardatevi intorno: ci sono milioni dipersone in perfette condizioni fisiche già fuori del mondo del lavoro: non vi pare ci sia un enorme quantitativo di braccia da dedicare alla cura dei "più anziani"?? GIORGIO ANTONELLO

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