Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 13 marzo 2011

Ponyo e lo tsunami



Non so se avete visto il film di Miyazaki "Ponyo" del 2008. Film bellissimo, sognante e delicato. C'è dentro un po' tutto quello che è successo questa settimana in Giappone. lo tsunami, il mare che invade la terra, la gente che si rifugia dove e come può. E' anche un'illustrazione del rapporto che i Giapponesi hanno con il mare: un po' di paura, un po' di rispetto e anche un po' di amore. Il tutto personificato dalla dea del mare del film, Granmamare; figura che riecheggia le  antiche divinità Mediterranee - Iside o Amphitrite - che a noi sono più familiari.

Il mare non ce l'ha con noi, ovviamente. Ma, come per tante cose su questo pianeta, non possiamo pretendere di ignorarlo e - meno che mai - dominarlo. Eppure, è un errore che facciamo continuamente: costruire centrali atomiche in riva al mare è soltanto uno dei tanti.

11 commenti:

  1. Sarà questo l'incidente che darà la mazzata finale all'idea del ritorno al nucleare? (almeno per i prossimi 20 anni)

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  2. davvero un sogno premonitore ...e un GRANDE film !

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  3. Tuttavia, se ho ben capito l'acqua di mare è utile per raffreddare la centrale, specie in casi di emergenza come è stato in questo caso. Quindi forse non era possibile fare altrimenti.

    In effetti la questione della costruzione delle centrali nucleari rientra nel rischio nel centralizzare troppo una risorsa (come potrebbe essere creare un nodo stradale troppo trafficato), ovvero si introduce un punto troppo critico in un sistema. Il sistema può diventare così più complesso, ma la complessità "spinta" non è in generale un buon approccio in un sistema tecnico di qualità.

    Marco C.

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  4. Curiosità:

    provate ad aprire il traduttore di google e inserite questa frase:

    "afternoon the explosion at the Fukushima No. 1 nuclear plant could only have been caused by a meltdown of the reactor core"

    provate a togliere la lettere "K" da fukishima e stupitevi di come cambia la traduzione in tempo reale,

    Fabio

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  5. Da un sito di notizie giapponesi:

    http://translate.google.it/translate?hl=it&sl=ja&tl=it&u=http%3A%2F%2Fwww.asahi.com%2F

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  6. I giapponesi sono stati costretti!
    1) Non hanno petrolio ma molto uranio e molti posti (come la Francia) dove mettere le scorie "sotto il tappeto"...
    2) Non hanno grandi bacini/fiumi da poter sfruttare e pochissimi posti dove poter costruire le centrali atomiche.
    3) Consumano una marea di corrente.

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  7. è la prima cosa che ho postato sul mio profilo fb... il film di Myazaky è una premonizione...

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  8. Se pompano acqua di mare, vuol dire che la situazione e' assolutamente drammatica, dato che l'acqua di mare corrode le strutture e quindi anche se tutto va a finire bene, la centrale e' poi da smantellare.
    E non ci stanno nemmeno riuscendo: tutta questa attenzione sulle barre di uranio e di inibitore di uranio che dovevano scattare, e poi si scopre che i sistemi di raffreddamento non erano abbastanza backuppati, siprattutto non avevano pensato che essebdo in riva al mare, poteva arrivare uno tsunami a seppellire le pompe ( nessuna pompa elettrica con batteria ad accumulo, pensate un po) sotto acqua e fango, e quindi abbiamo il bel risultato di
    -niente corrente
    -pompe diesel malfunzionanti
    -nocciolo che inizia afondere
    -surriscaldamento sopra i 1000 gradi
    -vapore che si scinde in idrogeno ed ossigeno
    -idrogeno che fa salatare per aria le coperture come lattine
    -edificio interno che si becca una esplosione, infragilito a oltre 1000 gradi ( e come altrove qui si e' spiegato, per le questioni del cedimento del world trade center, temperature sostantemente alte indeboliscono qualsiasi materiale)
    - crepe di tutti i tipi nella struttura, perdita di ulteriore fluido refrigerante
    -scopertura delle barre, fuga di materiale del nocciolo
    -meltdown

    La scala dell'inferno e' ovvia, ma solo dopo che la si e' percorsa tutta.

    Saluti
    Phitio

    P.S.

    Sul blog "Petrolio" vi e' un post con pubblicata una cartina dell'eventuale percorso della nube radioattiva.
    La catastrofe giapponese si traduce in una automatica catastrofe Statunitense.

    Stante l'attuale situazione di estrema fragilita' delle economie mondiali, questo e' il classico trigger, il cigno nero, nerissimo, che buca e fa scoppiare il palloncino.

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  9. L'acqua di mare è quella che ha causato il guaio - il terremoto, in se, non ha fatto grossi danni

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  10. Qualcuno può confermare queste:
    - le centrali nucleari sono idroesigenti;
    - l'acqua di raffreddamento deve essere necessariamente dolce (per questo il luogo privilegiato è nei pressi di fiumi con una significativa portata);
    - quando vengono costruite in riva al mare, ne utilizzano le acque dopo una necessaria ed energivora desalinizzazione;
    - se in caso di emergenza si utilizza acqua di mare, la centrale nucleare deve essere fermata per la sostituzione di alcuni "pezzi" compromessi dall'acqua di mare.

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  11. Tutto vero. Uno dei grossi problemi delle centrali nucleari è la necessità di grandi quantità di acqua dolce per il raffreddamento.

    Dopo il trattamento con acqua salata e tutto il resto, la centrale di Fukushima è da buttar via. Considerando i costi di smantellamento, credo che l'EROEI di tutto l'ambaradan sia sceso a zero o giù di li'

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