Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


mercoledì 9 marzo 2011

E continua a salire....


Dal NOAA, gli ultimi dati sulla concentrazione di CO2 nell'atmosfera, aggiornati a Gennaio 2011. Vediamo che quando è inverno nell'emisfero Nord, la concentrazione sale. Questo è perché le terre emerse dell'emisfero nord occupano un area maggiore, e quindi la scarsa attività delle piante genera una crescita del CO2. E' un'asimmetria planetaria che ha un effetto importante sul clima; è anche la ragione per la quale i cicli orbitali di Milankovih causano l'alternanza di ere glaciali e interglaciali.

Le piante riprenderanno con la fotosintesi a primavera, e vedremo calare di nuovo la concentrazione di CO2. Ma solo fino all'inverno successivo. A questo ritmo, ci vorrà ancora qualche anno prima di toccare le 400 parti per milione; ma speriamo che il ritmo di crescita non aumenti. E comunque è già troppo quello che abbiamo ora.

14 commenti:

  1. ..Salve di nuovo prof. Bardi ; colgo l'occasione per ringraziarla di post di qualit come questo, che vanno dritti al "core" del problema : a mio avviso però se l'aumento della co2 è la questione delle questioni, soprattutto quando non abbiamo ancora compreso a sufficienza i meccanismi del clima con riferimento ai complessi equilibri della biosfera, non si può non trarne le conseguenze e scagliarsi contro tutto ciò che produce co2 , e non parlo di SUV o chincaglierie cinesi , ma anche dei servizi alla persona, tanot più quando garantiti dallo stato che in prima persona invece dovrebbe cambiare la destinazione delle sue risorse verso l'affrancamento dai fossili...Non capisco ad esempio l' ostilità verso le probabili speculazioni e grossonalità insite nel cosìdetto programma nucleare del governo : probabile che si proponga progetti discutibili, per i costi, tempi possibuilità effettive dir ealizzazione, ma allora lavoriamo tutti per denunciarne le falle non affossandolo ma anzi per non illuderci sulla sua redditività immediata ma sulla sua importanza per la ricreca e i prototipi di reattori di terza generazione .( Faccio anche riferimento al recente post su aspo italia ) ; lavoriamo tutti perchè la pubblica opinione domanda resoconti puntuali dei costi e dello statto dei progetti, ed illustriamo al pubblico che i servizi alla persona garantiti dello stato debbono essere efficientati per non premiare anzitutto chi li eroga, e sono anch'essi delle grandissimi fonti di emissione di co2 : spieghiamo che lo stato deve lavorare meno per chi oggi sfrutta il pianeta e di più per le nuove generazioni, quelle da venire e quelle già venute, che , se mi è concessa una banalizzzione, stanno u subendo un barando coatto fra la loro felicità il loro senso di realizzazione, la loro privacy, l'inculcamento di aspirazioni irrealizzabili, per il mantenmento degli interessi e dei diritti da light crude acquisit dalle generazioni precedenti.

    RispondiElimina
  2. Vorrei ora tornare al grafico : mi pare di poter estrapolare grossolonamente un aumento di 2,2 parti per milione di co2 per anno, e cioè stiamo ancora facendo del nostro meglio per rimandare la prossima decrescita del pil mondiale ed appiattirlo il più possibile fra pochi lustri...Questo , oltre che intelligente, tornando al suo esempio di segare il ramo dove sediamo, è equo verso i più giovani ? é equo verso le specie animali se non tutte almeno quelle superiori ? ( ..Ebbene sì, alcuni etologi, come Mark Beckoff, che alcuni potrebbero giudicare "antipatici", hanno contribuito a far nascere una nuova sottospecie dell'etolgia : la morale etologica, che in summa giudica la vita di un orso o di un canide, o di unc etaceo, o di un elefante, ed ovviamente dei primati, che però risulterebbero sicuramente inferiori a cetacei carnivori di gruppo ed orsi come capacità, e non superiori ai canidi, più importante di quella di 100 gatti, o di 1000 vacche, o di mille uomini quando si tratta di una specie in pericolo )....In questo quadro più che prendercela contro la deciosione di ieri del governo programma nucleare italiano, o di quella di oggi sulla cessazione del finanziamento al fotovoltazico, allatmiamo il pubblico più vasto sulla necesstà della riconversione della economia delle cicale e del welfare ad una economia di guerra contro la co2....Per inciso l'attuale aumento della co2 di oltre 2 parti per milione all'anno mi pare seguire gli scenari peggiori, al momento, fra quelli tratteggiati anche da Peter Ward..( IL prof, Ward dice in suo libro di guidare una hiìonda civic elettrica..Servirà ?! )...Non ci resta che confidare nell'immensa sapienza di Gaia, perchè indscutibilmente ci sono rischi molto prossimi di un vero collasso mondiale degli attuali sistemi socio-economici..Torneranno utili i militari, che spero vigileranno non sulla proseguimento dell'attuale modello di sfruttemnto delle risorse non rinnovabili, a vantaggio inevitabilmente di sempre meno nazioni e strati sociali, ma nella riconversione dei nostri sistemi di produzione e consumo....( E nel medio termine i militari serviranno senz'altro, intendo come sistema di controllo sociale, non necessariamente di conflitto, visto il numero degli omini anch'esso in crescita..)....Siamo nelle mani di Gaia e di qualche generale illluminato prossimo venturo ?

    RispondiElimina
  3. -Scusate per il terzo commento consecutivo;

    -Scusatemi anche per gli errori di battitura e di grammatica ma sono affezionato alla mia vecchi tastiera e srivo in fretta perchè accalorato dall'importanza della questione

    -ovviamente Ward dice di guidare una civic ibrida....( roba da 20 km litro al massimo, tanti quanto quelli dell nuova micra molto più economica da costrurie e smaltire...)

    -Semplificando investirei in tecnologia nucleare, o ponte verso una terza generazione matura, non più di 1/4 di quello che investirei in fotovolatico puntiforme e solare a concentrazione,( diffiderei dei grandi impianti fotovoltaici ), compresa una quota per la tutela ed il recipero dei suoli e di una agricoltura ad aziende diffuse anche con recupero delle robuste e sane cultivar dell'anteguerra, e cioè una quota di risorse equivalenti a quelle attualmente utilzzate per il cosìdetto welfare...lascio a voi le conclusioni...

    RispondiElimina
  4. Non si vedono segni di stabilizzazione, ne' diminuzione del ratio di crescita... Tutto il "petrolio" in meno sul mercato è stato rimpiazzato da carbone. Forse potrebbe esserci un rallentamento di CO2 emessa già nel corso del 2011 per lo stop ancora attuato in alcune miniere di carbone in Australia a seguito delle inondazioni, con-causate dalla antropologicamente aumentata intensità de "La Nina"...

    RispondiElimina
  5. C'è qalcosa ke nn qadra su qel grafico.
    Nel 2009 c'è stato il crollo industriale planetario evidenziato dalla diminuzione dei consumi elttrici e altri indici, qindi cm è possibile ke nn si evidenzi neanke una minima flessione ???
    L'aumento di C02 x cause antropike qindi nn mi sembra ke sia la ragione principale ma allora cosa sta veramente succedendo ???

    Alex
    www.isoladieden.com

    RispondiElimina
  6. @Isoladien

    Forse questo studio può suggerirti la spiegazione:

    http://www.sciencedaily.com/releases/2010/07/100701183601.htm

    RispondiElimina
  7. @Isoladieden

    P.S. ammesso e non concesso che il calo delle emissioni GLOBALI del 2009 fosse DAVVERO significativo (ne dubito): al momento comunque non ho i dati sottomano.

    RispondiElimina
  8. Beh, per il momento non si riesce a vedere un trend significativo della crescita del CO2 su 4-5 anni. Le emissioni sono effettivamente in lieve calo, ma questo non si riflette sui dati di concentrazione. Potrebbe essere molto, molto male. Potrebbe voler dire che c'è qualche sorgente di "feedback" che va per conto suo, al di fuori delle azioni umane. Ma - per fortuna - ancora non c'è evidenza di una cosa del genere.

    Assenza di evidenza non significa evidenza di assenza..... ma lasciamo stare

    RispondiElimina
  9. E grazie per questi post-fiume, Francesco.

    RispondiElimina
  10. Ribadisco la mia impressione ad "Isoladieden". Ovvero che l'esponenziale aumento di uso di carbone e di estrazione di petrolio di inferiore qualità, compensano largamente il collasso industriale (solo dei paesi OCSE tra l'altro, perchè per gli altri la corsa al consumo ed all'inquinamento continua) che si dovrebbe notare nella curva della CO2.
    Per ogni barile di buon greggio che consumiamo noi europei "per colpa della crisi", ci sono tre barili equivalenti di carbone utilizzato in più in India e Cina, con emissioni doppie o triple di CO2. Almeno: è stato cosi' negli ultimi 6-7 anni circa. Non durerà, ma per ora nonostante le sorgenti di feedback non identificate, l'immissione di CO2 antropica è in aumento nonostante la/le crisi.

    RispondiElimina
  11. X Francesco

    per quanto riguarda il nucleare cosa intendi per
    "importanza per la ricreca e i prototipi di reattori di terza generazione" ?

    Saluti

    Fabio Cocco

    RispondiElimina
  12. come al solito si litiga su questioni di vitale importanza per continuare il consumismo del business as usual, come se il mondo fosse da milioni d'anni andato avanti così. Un'economia programmata invece che liberista sarebbe più risolutiva, per non parlare del risparmio, condizione sine qua non del mondo, fino a pochi decenni or sono. Sono sicuro che le soluzioni ci sarebbero senza bisogno di fracching, energia nucleare o altre diavolerie, basterebbe un po' di sano buonsenso. Per esempio, domani dovrò fare 100 km per recarmi al lavoro. Credete forse che non ci sarebbero soluzioni meno inquinanti, se dipendesse da me. L'unica cosa che ho potuto fare è comprarmi una macchina che fa 24/25 km/l di gasolio e con quella mi salvo almeno la coscienza, perche' sono sicuro che nessun altro inquinerebbe di meno. Però se dipendesse da me cercherei di far lavorare in quel posto uno del posto e l'emissione di CO2 non si ridurrebbe, perchè sarebbe...la lascio calcolare a voi

    RispondiElimina
  13. Al di là delle ipotesi di feedback nascoste e di possibili effetti laggati di possibili (ma come già segnalato tutt'altro che sicure) diminuzioni delle emissioni dovute alla crisi, quel che ci dice il grafico è che l'aumento continua e anzi: procede in maniera non lineare. Ma sovrimposte si notano le ben note fluttuazioni non solo stagionali e intra-annuali. Si vedono (sulla curva nera smussata togliendo il ciclo stagionale) anche le oscillazioni inter-annuali, che dipendono sostanzialmente dagli effetti biogeochimici dell'ENSO e dai suoi impatti sulla biosfera terrestre. In generale, nelle fasi di Nino maturi e calanti ma anche in quelle di Nina affioranti (o in quelle fra le due, da Nino a Nina) il rateo di crescita accelera (es. metà 2007, fine 2008, seconda metà 2010), nelle fasi opposte invece tende a rallentare (es. metà 2008, buona parte del 2009, inizio 2011). Ci avevo scritto un post nel mio blog lo scorso giugno.

    RispondiElimina
  14. intanto Gaia ha assestato un bel colpo alle velleità nucleariste e all'asse di rotazione terreste: speriamo che a forza di modificare il pianeta coll'antropizzazione selvaggia e sregolata non collassi una parte della superficie (crosta) come fanno i pavimenti troppo appesantiti. Le forze in gioco sono tante, certo che variando le condizioni superficiali ed atmosferiche del pianeta, quindi l'equilibrio tra le condizioni esterne e quelle interne, qualcosa avrà da succedere. Amiamo la terra per quello che è e non per quello che possiamo portarle via, ma gli ominidi di questo pianeta non sanno nemmeno rispettarsi tra loro, figuriamoci un'entità astratta come il pianeta che li ha generati e nutriti fino ad oggi.

    RispondiElimina