Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 2 maggio 2010

Il supermercato della disinformazione


Il libro "Bending Science" ("Distorcere la Scienza") è dedicato più che altro a descrivere l'azione corruttrice delle lobby farmaceutiche nella ricerca medica. Però, le sue conclusioni si possono estrapolare anche ad altri campi della scienza. Dal libro, emerge come ci siano dei metodi consolidati e collaudati per demolire i risultati scomodi e distruggere la reputazione degli scienziati che li hanno ottenuti. Un vero supemercato della disinformazione dove chiunque abbia soldi e pelo sullo stomaco può fare la spesa. Funziona sia con il tabacco come con il riscaldamento globale


Nel 1981, Takeshi Hirayama, ricercatore giapponese aveva pubblicato sul "British Medical Journal" i risultati di uno studio che dimostrava gli effetti negativi sulla salute del "fumo passivo."

Come è ovvio, i risultati di Hirayama rappresentavano un grosso danno per l'industria del tabacco e la reazione fu quasi immediata. Oggi conosciamo tutti i dettagli di questa reazione per via dei risultati dell'azione legale ché il governo degli Stati Uniti aveva intentato contro l'industria del tabacco. Nel 1998, i legali dell'industria ottennero un accordo, il "Tobacco Master Settlement Agreement" (MSA) che prevedeva, fra le altre cose, la pubblicazione di tutti i documenti relativi all'azione di "lobby" dell'industria fino ad allora. Questi documenti sono oggi on line e li potete trovare qui, come pure nel libro di McGarity e Wagner, "Bending Science" ("distorcere la scienza"),

Quindi, sappiamo tutto oggi delle azioni dell'industria del tabacco e, in particolare, di come si è mobilitata per contrastare i risultati di Hirayama. Per prima cosa, l' US Tobacco Institute organizzò l'invio di una serie di lettere alle riviste scientifiche dove si criticava il lavoro di Hirayama. Erano tutte lettere scritte da consulenti e impiegati dell'industria del tabacco, che però non si identificavano mai come tali. Già questa era una tattica estremamente scorretta, ma certamente la lobby del tabacco non aveva intenzione di limitarsi a questo.

Poco dopo la pubblicazione dell'articolo di Hirayama, Marvin Kastembaum, il direttore della sezione di statistica del Tobacco Institute, cominciò ad analizzare il lavoro di Hirayama, cercando dei punti che fossero criticabili. Altri esperti di statistica da lui consultati arrivarono alla conclusione che era "possibile" che Hirayama avesse fatto un errore.

Questo risultato fu sufficiente per Kastenbaum per lanciare una campagna aggressiva di public relations contro Hirayama. Sei mesi dopo la pubblicazione dell'articolo di Hirayama sul fumo passivo, Kastembaum mandava un telegramma all'editore del British Medical Journal dove lo informava dell "errore molto grave" commesso da Hirayama, senza aver previamente informato Hirayama stesso.

Contemporaneamente, il Tobacco Institute aveva preparato una serie di comunicati stampa dove si dava per assodato che Hirayama avesse fatto un errore matematico nella sua analisi che ne inficiava completamente le conclusioni. L'istitituto inviava circa 100 videocassette e 400 audio cassette con la notizia già confezionata ad altrettante stazioni TV e radio. Gli inviati del Tobacco Institute visitarono personalmente più di duecento giornalisti per raccontare la storia.

Gli esperti di statistica consultati dal Tobacco Insitute si sono affrettati a prendere le distanze dalla campagna di stampa che, tuttavia, è stata molto efficace. Nel 1981, la notizia dell' "errore" di Hirayama è apparsa più o meno su tutti i giornali e su molte stazioni radio e TV negli Stati Uniti. Per diversi anni, si è continuato a definire il suo lavoro come "sbagliato" (per esempio, in questo libro del 1986, intitolato "the smoking scare debunked")

In seguito, Hirayama potè dimostrare che non aveva fatto nessun errore. Oggi il suo lavoro si definisce addirittura un "classico" nella ricerca scientifica. Ma il danno fatto allo studio e alla reputazione di Hirayama è stato molto forte. . Ancora oggi, c'è chi continua a sostenere che il fumo passivo non fa male a nessuno, criticando pesantemente sia gli studi sia il personale dell' Environmental Protection Agency (EPA) (vedi per esempio qui).


Ora, non so se a questo punto a voi è venuta in mente la stessa cosa che è venuta in mente a me. Personalmente, sono rimasto impressionato dal fatto che la storia che ho appena raccontato è praticamente identica a quella di un caso recente in campo climatico: quello dell "Hockey Stick", la "mazza da hockey". Sostituite "Michael Mann" a "Takeshi Hirayama" e "Steve McIntyre" a "Marvin Kastembaum" e avete esattamente la stessa storia: uno scienziato pubblica un suo lavoro, questo da fastidio a qualcuno il quale incarica uno statistico di trovarci degli errori. Che gli errori ci siano oppure no, il solo sospetto che ci possano essere è sufficiente per lanciare una campagna mediatica per screditare i risultati e lo scienziato che li ha ottenuti.

E' quello che è successo a Hirayama con il suo studio col fumo passivo; è quello che sta succedendo a Michael Mann e alla sua ricostruzione del clima negli ultimi 2000 anni. Ancora oggi, sebbene il lavoro di Mann sia stato ampiamente confermato e validato, gira su internet la diffusa idea che sia "sbagliato" e Mann stesso è stato soggetto a una campagna di denigrazione senza precedenti nella storia recente della scienza.

I dati riportati su "Bending Science" e sul sito "tobacco documents on line" sono veramente impressionanti e vanno ben oltre il caso di Hirayama e del fumo passivo. Se ne può dedurre l'esistenza di metodi standard e consolidati per screditare la scienza e gli scienziati scomodi. E' una specie di supermercato della disinformazione che, ufficialmente, non dovrebbe esistere ma che, evidentemente, è disponibile a lavorare per chi abbia le risorse per pagare.

Non è un caso che gli stessi propagandisti che si sono formati al tempo dello scontro sul tabacco sono oggi all'opera per screditare i climatologi. Questa storia ce la racconta in dettaglio Jim Hoggan nel suo libro "Climate Cover-up" - per i dettagli potete anche consultare il recente rapporto di Greenpeace. Per esempio, Fred Singer è uno dei propagandisti di professione che è passato dal libro paga dell'industria del tabacco a quella della lobby dei combustibili fossili.

In molti ambienti, a parlare di queste cose si passa da complottisti. Questa è anche un'accusa giusta per gente che vaneggia di allunaggi inesistenti e scie chimiche. Ma qui, purtroppo, ci sono le prove che questi metodi standard sono state usate in modo esteso dall'industria del tabacco fino al 1998. E abbiamo evidenza che li si continuano a usare oggi in campo climatico. La campagna di lettere mandate ai giornali, gli errori statistici in qualsiasi lavoro scientifico, le campagne di demolizione contro specifici scienziati; sono tutte cose che vediamo avvenire in tempo reale, davanti ai nostri occhi. Là fuori, è un gioco di specchi dove non sai mai con chi stai parlando. Quante delle persone che scrivono su internet contro la scienza del riscaldamento globale sono sul libro paga di qualcuno che ha interesse a screditare la scienza?

Insomma, quello che stiamo vedendo nella campagna contro la scienza del clima è, in realtà, una serie di strategie propagandistiche ben note e ben collaudate per chi le sta mettendo in pratica. Purtroppo, sembrano funzionare molto bene.

19 commenti:

  1. Desmogblog e' un sito di public relations. Finanche RealClimate e' stato messo in piedi da una ditta di public relations.

    Bardi: si informi prima di fare questo tipo di paragoni...in pratica ha sbagliato tutte le sostituzioni...ma quale societa' di PR sognerebbe mai di affidarsi a Lord Lawson e (ohime' ohime') il Visconte Monckton???

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  2. REALCLIMATE messo in pista da una società di PR????!!! Impossibile. Caro tafano climatico qui servono le prove.

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  3. Tafano non delude mai. In realtà
    - un ditta di PR ha scritto gratis il comunicato stampa che annunciava il sito RealClimate.
    - le tournées del suo visconte sono lautamente finanziate dai PR di Big Oil&Carbon
    - Lord Lawson rifiuta di rendere pubbliche le fonti di finanziamento della sua GWP Foundation, al contrario di Desmogblog.

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  4. agrimensore g3 maggio 2010 18:09

    Gentile prof. Bardi,
    ogni tanto mi capita di scrivere qualche commento critico sulla teoria AGW e molto più raramente qualche breve articolo per un blog. Quando lei scrive "Là fuori, è un gioco di specchi dove non sai mai con chi stai parlando...", credo non si riferisca agli umili commentatori di post. Benchè sia pressochè certo che non alludeva alla mia tipologia di interventi, ci tengo ad assicurarle che non sono pagato da chicchessia (mi viene da ridere solo a pensarlo). Lo ribadisco perchè già un'altra volta un commentatore aveva insinuato che potessi avere dei tornaconti e, sinceramente, con un pregiudizio del genere passa la voglia di confrontarsi in rete. Sicuramente non è il senso del suo articolo, però forse è il caso di precisarlo, ad evitare malintesi.

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  5. In ogni campagna di disinformazione c'è sempre un *mucchio* di gente in buona fede che abbocca.

    C'è anche qualcuno che esagera e si ingoia esca amo e lenza e diventa più realista del re (cosa che trovo estremamente deprimente, a simili manifestazioni di stupidità preferisco i corrotti), ma la maggior parte si fa semplicemente convincere dall'uso abile ed organizzato dei mass media.

    Nel tempo la verità viene riconosciuta, ma al momento i danni vengono fatti e sono spesso pesanti. Queste campagne sono sempre di successo, trovano *sempre* qualche cosa di potente da usare per infangare. Sun Myung Moon col suo Washington Times e più recentemente Fox News hanno mostrato fino a che punto si può essere efficaci in questo genere di affari.

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  6. @Carlo F.
    Un esempio di danni è la fondazione per la medicina "integrata" del principe Carlo. Sul sito è scritto che ha chiuso perché sottoposta a "un'indagine per frode", e sotto che fa niente, ha raggiunto lo scopo riuscendo a convincere 500 mila persone della validità delle sue terapie. Più chiaro di così...

    No, guardi che gli stupidi sono vittime dei corrotti.

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  7. Detto bene, Sylvie: è proprio così. Un manipolo di corrotti e un gran numero di stupidi.

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  8. Chi abbocca fa una grossa sciocchezza, ma non è affatto uno stupido. Si fa manipolare, questo sì. È un gruppo, quello costituito da chi in qualche modo si fa manipolare, molto esteso e a quel club primo a poi tutti si fanno la tessera.

    C'è però anche un gruppo distinto di persone relativamente piccolo, ma estremamente rumoroso che per pura stupidità abbraccia la tesi dei corrotti con una determinazione del tutto irrazionale, come una fede religiosa. E si fa campione di questa fede, lotta con tutte le proprie energie per fare solo danni al prossimo nel perorare la causa dei corrotti, senza averne alcun vantaggio, al contrario di costoro, anzi incidentalmente danneggiando anche sé stesso.

    Scusate ma per costoro ho più disprezzo che per i corrotti, perché la stupidità, soprattutto se distillata a simili gradazioni, è molto più pericolosa della corruzione.

    La più grande verità sugli stupidi:

    "Un sot trouve toujours un plus sot qui l'admire.

    Nicolas Boileau

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  9. L'oca sempre giuliva non capisce che io con il Visconte non ho mai avuto a che fare, e lo ritengo una iattura per tutto il discorso sul clima. Ma non c'e' prova che le fara' cambiare idea, quindi soprassediamo (non faro' neanche la semplicissima analogia con il principe Carlo, convinto cambioclimatistissimo, proprio perche' di queste stupidaggini sul guarda-quale-idiota-e'-d'accordo-con-te non me ne occupo dai tempi dell'asilo)

    Ritornando a noi, visto che il numero di agenzie PR direttamente coinvolte nel convincere il grande pubblico del pericolo dei cambiamenti climatici e' molto elevato, e visto che Bardi stesso prende le sue prove da Desmogblog, mi sembra che lamentarsi che la disinformazione e la manipolazione venga tutta da una parte non abbia alcun senso. Ciascuno si guardi la propria trave.

    Real Climate e' stata fondata da Environmental Media Services. Di questo non se ne vergognano di certo (basta leggersi l'About sul loro sito -dove si scopre che l'oca si e' confusa con Fenton Communications, che in questo discorso non c'entra).

    Adesso EMS si chiama SCN, e sono sempre loro a fare l'hosting di RC.

    Ripeto dunque la domanda: quale schifezza di campagna di PR e' in corso da parte degli scettici del catastrofismo climatico, se fra le persone piu' preminenti ci sono Lord Lawson e il Visconte Monckton? Quanti soldi vengono buttati via da Big Oil se non hanno niente e nessuno di meglio a cui affidarsi?

    La questione di fondo rimane ovviamente l'incapacita' da parte dei catastrofisti a mettersi in relazione con i "tiepidi" come me e Pielke Sr e Jr, visto che nel quadro sempliciotto con i Buoni tutti da una parte e i Cattivi tutti dall'altra per noi non c'e' posto. Ma chi se ne importa, il crollo del cambioclimatismo piu' truce e' ormai un dato di fatto chiaro a tutti tranne ai credenti piu' infervorati. Mi sembra un remake di Jonestown.

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  10. @tafano
    Prima scrive: "Finanche RealClimate e' stato messo in piedi da una ditta di public relations". Falso. Adesso scrive: "Real Climate e' stata fondata da Environmental Media Services". Falso. Non l'ha fondata. E non è una ditta di PR ma di servizi per l'editoria.

    Ha citato lei Monckton, ora ricomincia nel tentativo di far credere che solo lui e Lawson facciano campagna per la lobby BigOil&Carbon come se i finanziamenti di quest'ultima fossero _tutti_ segreti.

    Sparge falsità, ci prende per imbecilli, si paragona a Pielke Sr... Scusi, ma perché qualcuno dovrebbe "mettersi in relazione" con uno come lei?

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  11. Tafano, è la seconda volta che dimostri pubblicamente di non aver capito un testo scritto in inglese. Mi comincia a venire un dubbio.

    In ogni caso per chiarire a tutti i lettori del blog i termini della questione, cito dal ""RealClimate about"

    [...]RealClimate is not affiliated with any environmental organisations. Although our domain is hosted by Science Communications Network (and previously Environmental Media Services), and our initial press release was organised for us by Fenton Communications, neither organization was in any way involved in the initial planning for RealClimate, and have never had any editorial or other control over content. Neither Fenton nor SCN nor EMS has ever paid any contributor to RealClimate.org any money for any purpose at any time. Neither do they pay us expenses, buy our lunch or contract us to do research.[...]

    In italiano: Realclimate non è affiliata con alcuna organizzazione abientalista. Sebbene il dominio sia ospitato dal Science Communications Network (e precedentemente dal Environmental Media Services) ed il nostro primo comunicato alla stampa fu organizzato da Fenton Communications [NDT: come correttamente indicato da Oca sapiens] nessuna di queste organizzazioni è mai stata coinvolta in alcun modo nella pianificazione di RC e non ha mai avuto alcun controllo editoriale o di altra natura sul suo contenuto. Né Fenton né SCN e neppure EMS hanno mai finanziato RC. E neppure ci hanno mai rimborsato delle spese, o pagato un pranzo o assunto per fare della ricerca [..ecc...].

    Quindi, per sintetizzare hai palesemente scritto delle emerite fesserie. Ma siete tutti così voi negazionisti?

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  12. Beh, senza offesa per i tafani in generale, sembra effettivamente che le loro competenze di inglese non siano gran che.

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  13. @Ugo B.
    Questo fa eccezione, forse tira fuori Visconti, Lord e adesso il principe Carlo perché è monarchico.

    @Carlo F.
    Tutti, ma alcuni hanno più fantasia: alcuni stanno accusando gli ambientalo-catastro-terroristi di aver sabotato la Deepwater Horizon.

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  14. Beh, sembra il titolo di una favola di Esopo: "L'oca e il tafano"! Comunque, questo tafano deve essere stato ibridato con un troll in qualche laboratorio.....

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  15. Ma i tafani non erano quelli del famoso microfilm della CIA scovato a Londra? Quel rapporto tenuto gelosamente segreto negli archivi della Biblioteca di Babele e presentato al mondo in diretta planetaria non più di 5 mesi fa? Ma come fanno i marinai...? Mhhh, ho come un déjà vu....

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  16. I tafani, secondo me, sono bestie brutte e antipatiche che abbondano, per esempio, in vicinanza degli allevamenti di cammelli in Medio Oriente.

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  17. Dottor Bardi, l' semplice consistenza del caos mediatico attorno all'argomento climatico, e' la prima prova della sua rilevanza e importanza.

    Nessuno si affanna tanto a negare quello che non ha consistenza.

    In un certo senso, piu' si affanna a negarlo, piu' lo invera.

    Sotto questo punto di vista, la strategia piu' semplice sarebbe evitare di spiegarsi e giustificarsi, e far fare il lavoro maggiore di dimostrazione ai negazionisti, mettendoli l'uno contro l'altro: in effetti, se i negazionisti vengono messi a confronto, le varie teorie confliggono e si annullano a vicenda (no e' il sole, no sono i vulcani, no sono i tafani e le termiti e i bovini che spetazzano metano).


    Insomma, siamo a buon punto sulla strada della vittoria. Dopotutto, le lobby del tabacco, pur potenti, hanno perso. Peccato per gli ignoranti, che sono morti di cancro ai polmoni, o altro.

    Purtroppo la stupidita' uccide, e se c'e' gente che muore investita da uno che guida ubriaco, c'e' anche un bambino che muore di cancro perche' i genitori fumano.

    Pero' caso vuole che, in parecchie famiglie in cui ho visto un parente morire di cancro ai polmoni, praticamente tutti gli altri hanno smesso di fumare. La vita e' dura maestra, e non si fa negare dagli sciocchi.

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  18. Bardi - in alto a destra nel sito c'e' scritto "Non si accettano [...] affermazioni non giustificate". L'oca passa il suo tempo a scrivere che io sarei un seguace di Monckton, e questa e' una affermazione completamente ingiustificata. Per favore pubblichi questa correzione.

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  19. per Carlo Fusco - ho scritto "RealClimate e' stato messo in piedi da una ditta di public relations". Infatti su RC, in tutta onesta' ma facendo pieno uso delle sfumature e degli eufemismi tipici del mondo anglosassone ma che evidentemente sfuggono a chi non ci e' abituato, parlano dello "INITIAL planning" (l'enfasi e' mia).

    Se poi qualcuno vuole credere che siano ospitati dallo "Science Communications Network" ("dedicated to encouraging environmental public health scientists and medical practitioners to contribute to public discussions about their work through the media") senza che per mettere su il sito quell'"encouraging" abbia avuto alcuna importanza, e senza che abbiano fatto uso del fior fiore dei professionisti del PR ambientalista, insomma, a questa persona ho un Colosseo da vendere...

    Senza SCN/EMS, e senza Fenton, RealClimate sarebbe un'altra cosa (un blog dei tanti che non fanno uso di professionisti del PR, come i miei e, immagino, quelli dell'oca e di Bardi). E quindi, come ho detto all'inizio, lamentarsi che nel discorso climatico siano coinvolte organizzazioni di PR, presentando poi il tutto come se il PR fosse solo quello di Big Oil, non mi sembra una cosa molto saggia.

    ps e' in corso la un po' imbarazzante conferenza Heartland (da cui, come ripeto da anni, mi tengo ben lontano). Qualcuno sa dove siano questi maghi del PR scettico, e/o quali risultati abbiano ottenuto? Ci sono star del cinema o della TV, o personaggi famosi per qualcos'altro che la loro viscontesita'? (domanda)

    pps sondaggio di questi giorni...il 41% dei britannici e' scettico "integrale" (non pensano che il riscaldamento sia di origine antropica in nessun modo). Qualcuno conosce quali iniziative di PR di Big Oil o Big Coal abbiano ottenuto cotanto risultato? Anche perche' io, che in UK ci vivo, non me ne sono accorto.

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