Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


domenica 16 maggio 2010

2010: l'anno più caldo della storia?

Di Ugo Bardi

Dati del NOAA per le temperature dei primi 3 mesi del 2010 da "Climate Progress"


Continuano i record di temperatura, uno dopo l'altro. A questo punto, i primi quattro mesi del 2010 si prefigurano come parte di quello che potrebbe essere l'anno più caldo della storia, da quando si fanno misure di temperatura. La cosa si sta facendo preoccupante, soprattutto in considerazione del fatto che siamo a un minimo storico dell'attività solare - se riprende a salire, cosa succede?

Tutto questo avviene in corrispondenza di una fluttuazione artica che sta portando aria fredda dall'Artico sulle regioni Europee e degli Stati Uniti che, di conseguenza, stanno subendo un raffreddamento. Come vedete nel diagramma in alto a sinistra, c'è una striscia blu di raffreddamento che parte dalla Cina e arriva fino agli Stati Uniti. Chi vive in questa zona, incluso noi, ha difficoltà a rendersi conto della situazione. Nel resto del mondo, invece, ci sono delle zone, come il Canada, dove abbiamo sei gradi in più rispetto alla media stagionale. Non oso pensare cosa potrebbe succedere se avessimo temperature del genere qui da no.

Insomma, il riscaldamento continua; così come continua la testardaggine di chi rifiuta di rendersene conto.

2 commenti:

  1. Telegraph Cove17 maggio 2010 23:54

    Mi sembra ci siano troppi SE nell'articolo, però finalmente vedo un prof. Bardi meno ironico ed antipatico.
    Mi piacerebbe fosse sempre così, un po' più apertamente ed umoralmente schierato per l'AGW ma anche meno acido nei commenti sui quei poveri "negazionisti" che le ricordo hanno (ancora) il favore di buona parte dei governi mondiali e di buona parte dell'opinione pubblica.
    Credo che continuerò a leggere il suo blog che pensavo di cancellare dai "preferiti"

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  2. Il riscaldamento continua pure, insieme al colossale malinteso di chi pensa che il discorso si fermi al "riscaldamento".

    Ci sono un bel mucchio di domande cui rispondere, oltre a "sono quest'anno le anomalie superiori che in passato?", partendo da "contribuiscono le attivita' umane al riscaldamento in atto?", passando per "contribuiscono le attivita' umane in maniera preponderante al riscaldamento in atto?" e finendo con "possiamo fare niente per rallentare il riscaldamento?" e "possiamo fare niente per adattarci al riscaldamento"?", con un bel contorno di "quali specie e territori ne trarranno beneficio, e quanto, e quali invece ne saranno danneggiati, e quanto?".

    A tutte queste domande ognuno avra' le sue sfumature di risposta, che non c'entrano un beneamato niente con il discorsetto su "credenti" e "negazionisti". Magari un giorno ci sara' occasione di discuterne.

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