Benvenuti nell'era dei ritorni decrescenti


martedì 16 marzo 2010

Clima e propaganda in un film di Greenman





Ancora un film eccellente di "Greenman" (Pete Sinclair) sul clima. Merita di essere visto perchè va a esaminare alcuni dettagli dell'ultima ondata di follia che sarebbero esilaranti se non fossero tragici. E' in Inglese, ma un inglese molto facile e comprensibile.

Nel film troviamo, per esempio, la storia dell'articolo di Siddall et al. su Nature Geoscience che prevedeva un innalzamento molto limitato dei mari come conseguenza del riscaldamento globale. Inizialmente, questo articolo era stato accolto con grida di gioia dai negazionisti climatici, come Anthony Watts, come una sconfitta dei catastrofisti. Poi, però, gli stessi autori hanno ritirato il loro articolo, essendosi accorti di alcuni errori che avevano fatto e che in effetti l'innalzamento dei mari sarebbe stato molto più importante. Bene, la cosa è stata descritta dai negazionisti come un ulteriore sconfitta dei climatologi. In sostanza, gli studi vanno bene se predicono le cose che i negazionisti climatici vogliono che predicano. Altrimenti, no.

3 commenti:

  1. A me colpisce l'enfasi con cui vengono pubblicizzati articoli che possiamo eufemisticamente definire come "speculativi".

    Ho appena finito di leggere un articolo intitolato, molto pomposamente, "Sun-climate linkage now confirmed". L'autore analizza serie temporali di indici solari, indici di circolazione atmosferica, durata del giorno, e temperatura globale, mediando e rimuovendo informazione finché resta con UN SOLO grado di libertà residuo per ciascuna serie. In pratica quel che resta dal pesantissimo processamento dei dati è solo la forma generale dell'andamento temporale (a "S" o a "U", due gobbe o una).

    Trova che tutte queste quantità hanno un andamento nel tempo ad "S" (con quasi nulla di componente ad "U"), e da questo deduce che l'attività solare controlla i venti, che modificano la durata del giorno e che a sua volta questa modificazione (millisecondi) causa i cambiamenti climatici.

    E questo viene spacciato come il nuovo paradigma olistico della climatologia.

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  2. Riguardo al caso Siddall. Se ho capito bene è molto peggio di come descrivi tu (o come avevo capito dalla tua descrizione).

    Siddall pubblica un articolo in cui ridimensiona l'innalzamento dei mari. Bene, rispondono gli anti-AGW: ecco un articolo serio che ridimensiona i catastrofismo (nel loro diritto dirlo, direi).

    Siddall ritira l'articolo (perché il ridimensionamento era sbagliato): Bene, rispondono gli anti-AGW. Un articolo che prevedeva l'innalzamento dei mari era fuffa, non c'è innalzamento. Qui si è rovesciato il senso del fatto, come per l'intervista a Jones. Sono QUESTE le cose che fan assomigliare in modo mostruoso la battaglia contro l'AGW a quella contro l'evoluzionismo, o in generale alla politica di bassa lega.

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  3. Si, le cose stanno così con l'articolo di Siddall. Damned if you do it, damned if you don't.

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